Quando i biker diventano turisti benvoluti: l’esempio della Paganella

Quando i biker diventano turisti benvoluti: l’esempio della Paganella


[Comunicato stampa] “Che impatto ha avuto la pratica della mountain bike sull’economia di un intero territorio montano?”
Risponde il comprensorio Trentino Dolomiti Paganella, primo in tutta Italia a mettere a punto una ricerca sull’impatto che ha avuto la bici sull’economia della stagione estiva 2018. E i numeri sono pazzeschi.
La bike area Dolomiti Paganella comprende tre Bike Park zone (Andalo, Fai e Molveno), stilisticamente differenti, una fitta rete di single trail, per un totale di 80Km di trail serviti da 8 impianti di risalita e vanta oggi la stagione mtb più lunga delle Alpi, con apertura da aprile a novembre. Considerata dai biker una delle destinazioni migliori in Italia per chi cerca divertimento in sella ad una mountain bike, ha vinto la sfida: conquistare tra gli appassionati una reputazione fortissima, grazie ai sui trail curati e studiati per massimizzare sicurezza e divertimento e una serie di servizi (noleggio, un unico bike-pass, colonnine di ricarica per e-bike) che la pongono ai vertici per qualità dell’offerta, tanto da essere frequentatissima da biker stranieri, notoriamente molto esigenti.

Una vocazione che nasce da un preciso impegno strategico: puntare sulla mountain bike come polo di attrazione turistica che integra la stagione invernale, in una sorta di continum temporale che non contempla periodi di vuoto. Proprio per verificare gli impatti di questo prodotto turistico, l’Azienda per il Turismo ha deciso di effettuare una survey davvero sorprendente che mette in evidenza la qualità degli investimenti fatti sui tracciati e un grado di soddisfazione unico. All’indagine hanno partecipato 225 bikers intercettati nel corso della stagione 2018 con una provenienza 70% italiana e 30% estera.

Dalla ricerca emerge come la motivazione principale nella scelta della località Dolomiti Paganella Bike Area è data, per il 54% dalla rete dei sentieri dedicata, per il 14% dalla reputazione del luogo, come “destinazione mtb” e per il 10% dai servizi adatti alla mtb (guide, noleggi). Sempre sul tema della scelta al quesito: “pensando ad altre bike destination, l’esperienza globale nella bike area, com’è stata?”, il 60% degli intervistati ha risposto “molto meglio” ed il 21% meglio. L’indagine ha fatto anche utilizzo di alcune metriche per misurare, nel dettaglio, la capacità della destinazione nel generare esperienze “shareable” e quindi di innescare un passaparola positivo, vera arma a disposizione di chi si occupa di marketing. Il “Net Promoter Score mette quindi in luce come i bikers che effettivamente agiranno come “promotori” dell’esperienza bike sul territorio della Paganella siano il 75%.

Un altro sorprendente dato che è emerso dalla ricerca è anche la spesa media per il singolo biker: escluso bike pass e considerando la spesa in ristoranti, pernottamenti, noleggi etc. questa si attesta su 196 euro ciascuno. Un’altra conferma di come la mountain bike sia uno sport ad alto rendimento economico e di come possa fungere da traino nello sviluppo di un territorio in chiave estiva è il dato relativo alle giornate di apertura degli impianti di risalita che risulta in costante aumento da quando nel 2014 il progetto Dolomiti Paganella Bike ha assunto un’importanza strategica per il territorio.

Tutti i dati portano ad una considerazione univoca: la bike economy è un traino per l’economia del turismo in montagna, soprattutto a seguito di investimenti mirati che hanno portato ad un significativo aumento qualitativo dei servizi. I dati di partenza sono quelli relativi alla stagione 2018, con un passaggio bike totali certificato di +146% rispetto al 2016 (191.789 tot.), un significativo aumento del numero dei biker totali (+75%, 21.176 tot) e il raddoppio degli incassi maturati dagli impianti di risalita (+103%). L’ impatto economico totale per la stagione 2018 è stato valutato in 4.207.556 euro (spesa media biker per numero tot. biker + incassi bike pass). Numeri impressionanti che portano i servizi della Dolomiti Paganella Bike Area al vertice per gradimento.

Così Luca D’Angelo, Direttore dell’APT Dolomiti Paganella ci racconta: «Lo sviluppo del prodotto Dolomiti Paganella Bike ha portato la nostra destinazione in pochi anni ad essere una Top Mountain Bike Destination in Italia e sull’intero arco alpino. I risultati ottenuti, in termini di flussi turistici e di impatto economico sulla località, sono stati raggiunti grazie ad un lavoro di sistema tra i diversi attori e soprattutto grazie alla condivisione di un master-plan strategico capace da un lato di aggregare competenze specifiche del settore e dall’altro di guardare al medio-lungo periodo in termini di risultati.

Oltre agli impatti economici diretti è fondamentale sottolineare come uno degli effetti più importanti a cui stiamo assistendo sia la diversificazione e l’arricchimento dei flussi turistici che la destinazione riceve. L’apertura al segmento dei bikers ha portato ad un’elevata internazionalizzazione dei mercati (con un focus forte su Germania, Austria e Polonia), un abbassamento dell’età media ed un allungamento della stagione estiva al di là dei canonici mesi estivi centrali. Adesso possiamo contare su di una “macro” stagione estiva che va dal 20 di aprile al 2 novembre, rispettivamente date di apertura e chiusura di alcuni dei trail della Dolomiti Paganella Bike Area per la prossima stagione 2019».

Like
Like x 1
  1. E pensare che a Finale si fanno la guerra tra abusivi e non si riesce ad avere servizi degni. Li la gente sarà almeno dieci volte quella del comprensorio Paganella, distribuita in periodi notoriamente morti, ott-apr. in pieno inverno quando in tutta europa, pochi posti a parte fa un freddo del cristo.

    4+
  2. In Paganella è tutto perfetto e sono un esempio da seguire, ma altrove, anche nello stesso Trentino, purtroppo fioccano i divieti per le MTB. Di fronte ad esempi così virtuosi è con amarezza che si vede ancora gente con paraocchi, mente, chiusa, interessi particolari da coltivare; finanche al puro pregiudizio per le ruote grasse.

    2+
  3. Poi c’è anche da dire che è Trentino…hanno investito moltissimo e nel tempo sul turismo…ma hanno anche vantaggi economici che le regioni vicine non hanno e non ha più senso ci siano, vista la ottima situazione economica di questa regione (questo non è molto corretto se si vuole una giusta concorrenza…)…poi ci sono altre regioni con vantaggi fiscali simili al Trentino che però non sono riuscite a fare quello che ha fatto quest’ultimo, ma questo è un’altro paio di maniche….

    4+
    1. GneGneGne hanno più soldi grazie all’autonomia GneGneGne, smettetela con ste storielle e di piangere miseria! In paga c’è gente che si sbatte e lavora per 365 giorni l’anno per garantire tutto ciò, l’amministrazione locale e la stessa compagnia dell’impianto a fune per anni hanno storto in naso, si sono messi di traverso e non credevano in questo tipo di sviluppo. è stato solo grazie ai numeri in continua crescita che si stanno piano piano ricredendo, vi faccio notare che il park e la società degli impianti a fune sono 2 (anzi 3 xche molveno è una società a parte) società diverse e non so in che parte hanno contribuito economicamente nella creazione del park (ma penso molto poco quasi 0), quindi smettetela di piangere e incominciate a lavorare.

      0
  4. pistola74

    Poi c'è anche da dire che è Trentino…hanno investito moltissimo e nel tempo sul turismo…ma hanno anche vantaggi economici che le regioni vicine non hanno e non ha più senso ci siano, vista la ottima situazione economica di questa regione (questo non è molto corretto se si vuole una giusta concorrenza…)…poi ci sono altre regioni con vantaggi fiscali simili al Trentino che però non sono riuscite a fare quello che ha fatto quest'ultimo, ma questo è un'altro paio di maniche….

    Sul fatto dei vantaggi c'è molto luogo comune ma è un argomento tedioso. Cmq netto la ragione cede parte delle trattenute locali al governo centrale. Altre regioni speciali invece prendono extra e qui mi fermo.
    La differenza è la Mentalità.
    Guarda alla 3epic. Evento ai massimi e cancellato dal calendario. Eppure loro sono a due passi dal confine. In quel caso l'autonomia servirebbe a poco…

    1+
  5. jz91

    Sul fatto dei vantaggi c'è molto luogo comune ma è un argomento tedioso. Cmq netto la ragione cede parte delle trattenute locali al governo centrale. Altre regioni speciali invece prendono extra e qui mi fermo.
    La differenza è la Mentalità.
    Guarda alla 3epic. Evento ai massimi e cancellato dal calendario. Eppure loro sono a due passi dal confine. In quel caso l'autonomia servirebbe a poco…

    Sono d'accordo sulla differenza di mentalità , ma questa è anche merito del fatto che si è investito molto nel tempo nella formazione degli "addetti ai lavori", in modo strutturato ed intelligente…in altri luoghi è vero che non è stato fatto ma è anche vero che le possibilità di farlo erano nettamente inferiori…e non sono solo luoghi comuni…io abito "al confine" con il Trentino e posso dire con sicurezza che alcune agevolazioni fiscali me le posso sognare…poi ribadisco: onore al Trentino ed al Alto Adige x quello che sono riusciti a fare, la Sicilia non è proprio nella stessa situazione ad esempio…

    1+
  6. … e quelli dell’altopiano di Asiago, dove i sentieri sarebbero già belli e pronti, basterebbe valorizzarli, se la dormono della grossa….
    Altro che vantaggi dalle autonomie regionali. La voglia di fare ci vuole…

    3+
    1. Pietro.68 condivido appieno, in altopiano di Asiago avrebbero una potenzialità enorme dato l’elevato numero di sentieri e di impianti di risalita che ormai non usano più visto che la neve lì non si fa più quasi vedere.
      Basterebbe un po’ di lungimiranza da parte delle autorità locali e voglia di fare e sarebbe una meraviglia.
      Purtroppo lì non fanno nulla… per fortuna Paganella è solo ad 1,5 ore di macchina, e vai con lo stagionale!!!

      1+
  7. Questo significa valorizzare il propio territorio!!questo esempio lo dovrebbe prendere il comune di RECOARO terme!!un posto che avrebbe un gran potenziale!ma per colpa dei soliti burocrati comunali e malgari i boschi e sentieri vengono sfruttati in minima parte

    0
  8. La paganella spacca!
    Ci sono tornato questa estate dopo qualche anno e ho visto miglioramenti enormi.
    Mi sembra anche che stiano iniziando a provare uno stile di sentieri più da bike park estero, ovvero sentieri abbastanza spianati ma con panettoni e salti in genere, spero che spingano con salti ancora più grossi. A qualcuno può non piacere, ma i sentieri tecnici scassati non mancano e c’è anche la Val di Sole a un’ora di macchina.
    Han fatto davvero un bel lavoro

    0
  9. Come mascherare una pubblicità spacciandola per comunicato stampa…
    han fatto un sondaggio su 225 biker… praticamente meno di quelli che trovi in coda alla pleney di morzine quasi tutti i gg…
    Ne devono ahime passare di acque sotto i ponti… anche Alpi Bike Resort nel 2012 gridava al miracolo turistico, adesso è già di grazia che aprano un paio di seggiovie…

    0
  10. credo di essere uno dei 225, un mercoledì di luglio 2018, stavo mangiando ad uno dei rifugi lungo il bear trail e si avvicina sto ragazzo ( francese) che mi chiede se sono disponibile per un questionario sul comprensiorio.
    A mia risposta affermativa mi passa un tablet con il questionario da compilare.
    Ci sono voluti 10 minuti buoni, era molto dettagliato, e non solo riguardo ai percorsi.
    Non mi stupisce quindi che il campione statistico sia così esiguo 😉

    0
    1. Ciao, cosi vedi finalmente il risultato 😉. L’indagine aveva per scopo di avere una bella qualità nelle risposte, grazie all’attenzione dei bikers c’è almeno un risultato qualitativo ed è stato un bel scambio tra appassionati. Comunque è un ottimo posto, con dei bei sentieri e soprattutto ben fatti !

      0
  11. Posti belli, organizzati e ben gestiti; 3 bike area differenti: Fai della Paganella: bike park old school, Andalo: enduro zone e Molveno: bike park per tutti i livelli (sul Peter Pan mi figlio di 7 anni si è divertito come un matto!!!!)….. sono già andato 2 volte a passare le vacanze con la famiglia e quest’estate mia moglie vuole tornare!!!!!!
    nonostante le normative e via dicendo DOVREBBE essere da esempio per tutte le località appenniniche del centro-sud (vedi c. Felice-Ovindoli-C. Imperatore….ecc….) che piangono miseria, anche giustamente, ma non si rimboccano le maniche e danno vita a qualcosa di valido a livello di sentieri, organizzazione e Soprattutto OSPITALITA’!!!

    0
  12. atasc

    Pietro.68 condivido appieno, in altopiano di Asiago avrebbero una potenzialità enorme dato l'elevato numero di sentieri e di impianti di risalita che ormai non usano più visto che la neve lì non si fa più quasi vedere.
    Basterebbe un po' di lungimiranza da parte delle autorità locali e voglia di fare e sarebbe una meraviglia.
    Purtroppo lì non fanno nulla… per fortuna Paganella è solo ad 1,5 ore di macchina, e vai con lo stagionale!!!

    vai a dirlo a quelli dell'alpe Cimbra…

    Sent from my iPhone using MTB-Forum mobile app

    0
  13. mac74

    Questo significa valorizzare il propio territorio!!questo esempio lo dovrebbe prendere il comune di RECOARO terme!!un posto che avrebbe un gran potenziale!ma per colpa dei soliti burocrati comunali e malgari i boschi e sentieri vengono sfruttati in minima parte

    Idem Monte Falcone… verrebbe un park fantastico… mah…

    Sent from my iPhone using MTB-Forum mobile app

    0
  14. A me a molveno in seggiovia mi hanno costretto a lavare la bici prima di salire in cabinovia perché era un po’ infangata… questo accadeva nel 2017… mai successo a livigno o in altri posti dove la mtb è ben accetta..

    0
    1. molveno è la “cenerentola” della paganella, sono staccati come società da quelli di fai e andalo (a molveno non ci sono piste da sci) soffrono un po di un “complesso di inferiorità” verso l’altra società, hanno un target più verso le famigliole che passeggiano a pradel, e anche gli interni della cabinovia sono in “eco pelle” ci sta che ti chiedano di lavare la bici, certo è che potrebbero allestire le cabinovie in modo tale da non sporcarle

      0
  15. Chiedo ehh…prima di venir additato di far flame…ma se uno va in Paganella e non vuol girar nella bike area zone,sarà ancora cosi benvoluto…Mi spiego,a chi non frega niente degli impianti di risalita,dei bike park e non vuol girar in zone predisposte e preposte,ma vuole gestirsi in autonomia e libero da ogni vincolo…:nunsacci:

    0
    1. in realtà si, il territorio è stato interamente “tracciato” nel senso che sono presenti sentieri pensati per solo per i pedoni, sentieri condivisi, sentieri esclusivi per le bici. Inoltre sono ben presenti (e segnalati) anche giri pensati per essere fatti senza impianti

      1+
  16. il non giovane

    A me a molveno in seggiovia mi hanno costretto a lavare la bici prima di salire in cabinovia perché era un po’ infangata… questo accadeva nel 2017… mai successo a livigno o in altri posti dove la mtb è ben accetta..

    è invece piuttosto normale, anche al Tamaro te la fanno lavare.
    Dovrebbe essere una questione di educazione che esula dagli obblighi….

    0
  17. A proposito della cura del turista>

    Tre morti di legionella ad Andalo: al termine dell’inchiesta dei Nas otto albergatori denunciati

    «Gravi irregolarità», l’accusa é di omicidio colposo
    Ven, 08/02/2019 – 09:43

    0
  18. Tc70

    Chiedo ehh…ma se uno va in Paganella e non vuol girar nella bike area zone?…Mi spiego,a chi non frega niente degli impianti di risalita,dei bike park e non vuol girar in zone predisposte e preposte,ma vuole gestirsi in autonomia e libero da ogni vincolo…:nunsacci:

    Ci sono sentieri pedalabili e giri lunghi anche senza impianti.

    0
  19. lazyrecon

    GneGneGne hanno più soldi grazie all'autonomia GneGneGne, smettetela con ste storielle e di piangere miseria! In paga c'è gente che si sbatte e lavora per 365 giorni l'anno per garantire tutto ciò, l'amministrazione locale e la stessa compagnia dell'impianto a fune per anni hanno storto in naso, si sono messi di traverso e non credevano in questo tipo di sviluppo. è stato solo grazie ai numeri in continua crescita che si stanno piano piano ricredendo, vi faccio notare che il park e la società degli impianti a fune sono 2 (anzi 3 xche molveno è una società a parte) società diverse e non so in che parte hanno contribuito economicamente nella creazione del park (ma penso molto poco quasi 0), quindi smettetela di piangere e incominciate a lavorare.

    Non metto in dubbio che si sono impegnati nel fare questo progetto.. ma non metto in dubbio che l'autonomia quella che permette alla val di Fassa di farsi pubblicità in TV 365 giorni all'anno abbia aiutato non poco..
    Io abito al confine e fidati che queste zone non hanno niente da invidiare al Trentino..
    ..anzi..
    ..prova ad andare a sciare a Canazei e poi prova ad andare a sciare a Cortina..
    Ad ogni modo se qui il turismo non si è evoluto come li non è solo colpa della autonomia.. ma ci sono più fattori..
    Però farsi continua pubblicità perché si hanno i fondi.. beh qui e impossibile negare che non aiuti..

    0
  20. Avo.23

    Non metto in dubbio che si sono impegnati nel fare questo progetto.. ma non metto in dubbio che l'autonomia quella che permette alla val di Fassa di farsi pubblicità in TV 365 giorni all'anno abbia aiutato non poco..
    Io abito al confine e fidati che queste zone non hanno niente da invidiare al Trentino..
    ..anzi..
    ..prova ad andare a sciare a Canazei e poi prova ad andare a sciare a Cortina..
    Ad ogni modo se qui il turismo non si è evoluto come li non è solo colpa della autonomia.. ma ci sono più fattori..
    Però farsi continua pubblicità perché si hanno i fondi.. beh qui e impossibile negare che non aiuti..

    Cinque regioni italiane sono chiamate a statuto speciale, approvato dal Parlamento con legge costituzionale: Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige/Südtirol (in realtà costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell'art. 116 della Costituzione).

    Le Regioni e Province ad autonomia speciale hanno sempre goduto della possibilità di istituire con legge tributi propri, possibilità prevista ma di fatto negata, prima della riforma del Titolo V, alle altre Regioni; In Sicilia addirittura l'intero gettito dei tributi erariali spetta alla Regione, ed è lo Stato a compartecipare.

    Non sono a conoscenza di realtà simili al TAA né in Sicilia, né in Sardegna, né nelle altre regioni a statuto speciale.
    Forse bisognerebbe dare a Cesare quel che è di Cesare, ovvero la capacità di rendere il turismo un prodotto con cui vivere tutto l'anno, cosa fattibilissima soprattutto nelle isole.

    1+
    1. Marco ha pienamente ragione, io vengo dalla Sardegna e vivo in Trentino da 20 anni, frequento la Paganella da circa 5 anni, e ho visto crescere il progetto in maniera esponenziale in pochissimo tempo.
      L’ autonomia credo centri veramente poco in questo caso, c’è stata la volontà di creare qualcosa di nuovo e di splendido, e di farlo coinvolgendo tutti. Di farlo con testa e in maniera assolutamente professionale.
      Spesso vado durante la settimana, quando lavoro il pomeriggio, e faccio solo mezza giornata. Ma è incredibile quanto si riesca a fare in mezza giornata da quelle parti. Arrivo di fretta a pagare il bike pass, la mia dose agognata!Prendete i miei soldi presto! E poi BUM! sono in cima, riscaldamento sul flow e poi giù, si viaggia! da Fai ad Andalo, da Andalo a Molveno, da Molveno di nuovo ad Andalo. Tutto tra i boschi, solo il rumore delle ruote sulla terra umida, con le Dolomiti che spuntano tra le fronde, con gli scoiattoli che schizzano sugli alberi quando ti sentono arrivare…
      Alle 15:00 sono già al lavoro, accendo il computer, la stanchezza non c’è, mi chiedo che se ho sognato, ma l’adrenalina in corpo è troppa per essere stato un sogno, ci ripenserò la notte prima di dormire. E ringrazierò e rispetterò sempre chi ha reso possibile tutto questo.

      0
  21. marco

    Cinque regioni italiane sono chiamate a statuto speciale, approvato dal Parlamento con legge costituzionale: Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige/Südtirol (in realtà costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell'art. 116 della Costituzione).

    Le Regioni e Province ad autonomia speciale hanno sempre goduto della possibilità di istituire con legge tributi propri, possibilità prevista ma di fatto negata, prima della riforma del Titolo V, alle altre Regioni; In Sicilia addirittura l'intero gettito dei tributi erariali spetta alla Regione, ed è lo Stato a compartecipare.

    Non sono a conoscenza di realtà simili al TAA né in Sicilia, né in Sardegna, né nelle altre regioni a statuto speciale.
    Forse bisognerebbe dare a Cesare quel che è di Cesare, ovvero la capacità di rendere il turismo un prodotto con cui vivere tutto l'anno, cosa fattibilissima soprattutto nelle isole.

    Forse mi sono spiegato male..
    E giusto dare a Cesare quel che e di Cesare.. però bisogna ammettere che l' autonomia ha aiutato..
    Poi nel messaggio di prima volevo dire che è anche difficile fare confronti con il Veneto(in particolare il Bellunese) in quanto sono oggetti a tipi di turismo differenti.. a Belluno molti turisti sono composti da trevisani veneziani padovani che magari hanno una seconda casa e vengono i weekend.. poi Belluno ha un turismo molto piu di nicchia rispetto al Trentino.. per via della conformazione del territorio.. mi viene in mente che una pista da sci nera a Canazei sembra quasi una rossa a Cortina..
    Poi ripeto.. non metto in dubbio che in Trentino abbiano puntato molto sul turismo e i risultati si vedono..

    0
  22. Avo.23

    E giusto dare a Cesare quel che e di Cesare.. però bisogna ammettere che l' autonomia ha aiutato..

    se vai sulla costa veneta d'estate capisci che anche i veneti sono bravissimi a fare del turismo un prodotto di successo, anche senza autonomia. Forse quelli di Belluno dovrebbero fare un giro a Jesolo in agosto.

    0
  23. scratera

    ..a me da l'idea che si parla e si parla ma non si sa esattamente come stanno le cose per quanto riguarda le regioni a statuto speciale…sopratutto per quello che riguarda le finanze pensando che i soldi vengano dall'italia :razz:rost:
    http://www.consiglio-bz.org/download/1.Statuto-di-Autonomia-1948.pdf

    I soldi non vengono dall' italia, ma ne versano molti meno allo stato italiano e in questo modo hanno un budget molto più alto rispetto ad altre regioni..

    0
  24. Avo.23

    I soldi non vengono dall' italia, ma ne versano molti meno allo stato italiano e in questo modo hanno un budget molto più alto rispetto ad altre regioni..

    Hai presente il territorio del TAA? Montagne, quasi zero industria. Qualcuno, spinto dalla necessità, si è rimboccato le maniche e ha deciso di investire nel turismo decenni orsono. Ripeto, la Sicilia gode di uno statuto autonomo ancora più favorevole del TAA, eppure non sento mai dire "ehhh ma loro non versano le tasse a Roma".

    0
  25. marco

    se vai sulla costa veneta d'estate capisci che anche i veneti sono bravissimi a fare del turismo un prodotto di successo, anche senza autonomia e senza il mare bello (!). Forse quelli di Belluno dovrebbero fare un giro a Jesolo in agosto.

    Sai quanta gente va lì.. molti.. essendo che è vicino ed e ottimo per i bambini..
    anch'io ci andavo sempre..

    Ma è un discorso enorme.. a Jesolo hanno solo turismo e puntano su quello.. a Belluno ci sono molte fabbriche e questo non rende necessario puntare tutto sul turismo..

    0
  26. Avo.23

    Sai quanta gente va lì.. molti.. essendo che è vicino ed e ottimo per i bambini..
    anch'io ci andavo sempre..

    Ma è un discorso enorme.. a Jesolo hanno solo turismo e puntano su quello.. a Belluno ci sono molte fabbriche e questo non rende necessario puntare tutto sul turismo..

    esatto. Quindi più che lo statuto autonomo, gli artefici del proprio successo sono semplicemente gli abitanti.

    0
  27. marco

    esatto. Quindi più che lo statuto autonomo, gli artefici del proprio successo sono semplicemente gli abitanti.

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    0
  28. marco

    esatto. Quindi più che lo statuto autonomo, gli artefici del proprio successo sono semplicemente gli abitanti.

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    0
  29. marco

    esatto. Quindi più che lo statuto autonomo, gli artefici del proprio successo sono semplicemente gli abitanti.

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    0
  30. marco

    esatto. Quindi più che lo statuto autonomo, gli artefici del proprio successo sono semplicemente gli abitanti.

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    0
  31. Avo.23

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    no scusa, forse non mi sono spiegato bene io. Jesolo è l'esempio lampante che in una delle regioni più grandi e popolose d'Italia puoi avere lo stesso successo del Trentino senza autonomia. Ed, in negativo, la Sicilia è l'esempio che l'autonomia non è garante di successo.

    0
  32. Avo.23

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    no scusa, forse non mi sono spiegato bene io. Jesolo è l'esempio lampante che in una delle regioni più grandi e popolose d'Italia puoi avere lo stesso successo del Trentino senza autonomia. Ed, in negativo, la Sicilia è l'esempio che l'autonomia non è garante di successo.

    0
  33. Avo.23

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    no scusa, forse non mi sono spiegato bene io. Jesolo è l'esempio lampante che in una delle regioni più grandi e popolose d'Italia puoi avere lo stesso successo del Trentino senza autonomia. Ed, in negativo, la Sicilia è l'esempio che l'autonomia non è garante di successo.

    0
  34. Avo.23

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    no scusa, forse non mi sono spiegato bene io. Jesolo è l'esempio lampante che in una delle regioni più grandi e popolose d'Italia puoi avere lo stesso successo del Trentino senza autonomia. Ed, in negativo, la Sicilia è l'esempio che l'autonomia non è garante di successo.

    0
  35. marco

    no scusa, forse non mi sono spiegato bene io. Jesolo è l'esempio lampante che in una delle regioni più grandi e popolose d'Italia puoi avere lo stesso successo del Trentino senza autonomia. La Sicilia, se vogliamo, è l'esempio che l'autonomia non è garante di successo.

    Su questo hai pienamente ragione..

    0
  36. Avo.23

    Esatto.. ma probabilmente non mi so spiegare bene io..
    Provando a fare un riassunto quell che voglio dire è che in Trentino sono bravi con il turismo e la loro fama se la sono guadagnata.. però il fatto di avere l'autonomia ha aiutato questo sviluppo in quanto dei soldi che producevano ne restavano molti di piu da poter reinvestire..

    …di senza buttarli :razz:rost:

    0
  37. lazyrecon

    GneGneGne hanno più soldi grazie all'autonomia GneGneGne, smettetela con ste storielle e di piangere miseria! In paga c'è gente che si sbatte e lavora per 365 giorni l'anno per garantire tutto ciò, l'amministrazione locale e la stessa compagnia dell'impianto a fune per anni hanno storto in naso, si sono messi di traverso e non credevano in questo tipo di sviluppo. è stato solo grazie ai numeri in continua crescita che si stanno piano piano ricredendo, vi faccio notare che il park e la società degli impianti a fune sono 2 (anzi 3 xche molveno è una società a parte) società diverse e non so in che parte hanno contribuito economicamente nella creazione del park (ma penso molto poco quasi 0), quindi smettetela di piangere e incominciate a lavorare.

    GneGneGne son d'accordo con te… 🙂
    Non credo che le agevolazioni di una regione autonoma influiscano sulla diffusione e sulla crescita dei pike park, ci sono altre cose dietro, interessi, gelosie… sembra che tra chi gestisce l'inverno e chi gestisce l'estate non corra buon sangue.
    Una cosa che ho sentito dire, che però non so se è vera, è che in Trentino ci siano meno problemi a "lavorare" nei boschi, meno restrizioni.
    Poi in Trentino è da una vita che i tedeschi scendono nell'alto Grada per fare sport, quindi sono sicuramente più abituati a trattare l'argomento.

    Sarebbe interessante sentire l'opinione di chi ha "le mani in pasta", di chi ha partecipato alla creazione e/o allo sviluppo di un bike park, per sapere quali sono i veri problemi.
    Qui nel forum scriveva un ragazzo che un bike park l'ha fatto praticamente da solo due anni fa, un bike park che sembra funzionare, che credo abbia contribuito a salvare la stagione invernale successiva e addirittura la sopravvivenza di un intero villaggio. Un bike park che ha anche una storia, visto che ci hanno fatto una gara di coppa del mondo nel '96, il Nevegal!
    E ci sono pure le gomme… 🙂
    Se conosco bene la storia, il Nevegal è da anni che sta per chiudere, neve ce n'è poca e questo inverno la società che gestisce gli impianti di risalita ha evitato la chiusura definitiva grazie una cordata o a non so bene quali interventi, ma la stagione estiva credo abbia avuto il suo peso.
    Se gli impianti chiudessero, un intero villaggio diventerebbe una specie di Chernobyl…
    Il Nevegal è in punto strategico, accessibile facilmente con poca strada da Treviso, Padova, Venezia, Vicenza e ha tutto quello che serve… perchè non fare un bike park in un posto del genere è incomprensibile.
    Chissà se il tipo legge ancora il forum e ha voglia di raccontare la sua esperienza…

    Questo per dire che, secondo me, non è questione di regione autonoma o no, è che chissà quante altre cose ci stanno dietro…

    0
  38. lazyrecon

    molveno è la "cenerentola" della paganella, sono staccati come società da quelli di fai e andalo (a molveno non ci sono piste da sci) soffrono un po di un "complesso di inferiorità" verso l'altra società, hanno un target più verso le famigliole che passeggiano a pradel, e anche gli interni della cabinovia sono in "eco pelle" ci sta che ti chiedano di lavare la bici, certo è che potrebbero allestire le cabinovie in modo tale da non sporcarle

    Molveno è un bike park di tutto rispetto e si integra perfettamente con gli altri due. E' perfetto per chi vuole cominciare o anche solo provare, e per questo sono strasicuro che ha aiutato l'espansione del comprensorio immensamente. A parte Caldirola (che nel 2017 non ha mai chiuso), credo sia il bike park che apre per primo e che chiude per ultimo.
    Quest'anno apre una nuova pista, la Hustle&Flow, e quindi si potranno fare 4 piste una in fila all'altra, che, a parte la Big Hero che è vergognosamente facile, io trovo che siano parecchio divertenti.
    Insomma, questa è gente che ci sa fare.

    Unico difetto è il parcheggio, considerando che il 20 aprile sarò sicuramente lì, se qualcuno ha delle dritte… grazie.

    1+
    1. Parcheggia ad Andalo, fai il bike pass, e dopo, tramite il cartoon trail, scendi a Molveno.
      Li fai quello che vuoi, e quando devi tornare ad andalo ti fai il sentiero naturale che puoi prendere dalla blade runner, occhio agli orari delle risalite e divertiti!

      0
  39. Badorx

    Parcheggia ad Andalo, fai il bike pass, e dopo, tramite il cartoon trail, scendi a Molveno.
    Li fai quello che vuoi, e quando devi tornare ad andalo ti fai il sentiero naturale che puoi prendere dalla blade runner, occhio agli orari delle risalite e divertiti!

    Ma c'è da pedalare? Se si molto?
    Perchè con la mia DH pedalare è una come una spina nel c..o
    Perchè se è possibile spostarsi tra Andalo e Molveno allora è ancora più una figata…

    0
  40. Badorx

    Parcheggia ad Andalo, fai il bike pass, e dopo, tramite il cartoon trail, scendi a Molveno.
    Li fai quello che vuoi, e quando devi tornare ad andalo ti fai il sentiero naturale che puoi prendere dalla blade runner, occhio agli orari delle risalite e divertiti!

    Ma c'è da pedalare? Se si molto?
    Perchè con la mia DH pedalare è una come una spina nel c..o
    Perchè se è possibile spostarsi tra Andalo e Molveno allora è ancora più una figata…

    0
  41. McGrath

    Ma c'è da pedalare? Se si molto?
    Perchè con la mia DH pedalare è una come una spina nel c..o
    Perchè se è possibile spostarsi tra Andalo e Molveno allora è ancora più una figata…

    A Molveno con la DH devi pedalare in discesa per non prendere sonno. Meglio due caffè prima.

    0
  42. Badorx

    Ma sei già stato a Molveno?
    Perchè con una DH potrebbe deluderti…
    L'unico posto che necessita di una DH è Fai.

    Si si, ci sono stato l'anno scorso per la prima volta e ci sono tornato tutta la stagione, conosco tutte tre le "zone".
    Se ci fosse modo di spostarsi tra le tre zone senza dover pedalare sarebbe grandioso.
    Sono d'accordo che sulla Apocalypse Now ci vuole una DH, ma quella non riesco a farla per più di due volte di seguito perchè sono anziano… :il-saggi:
    Molveno per me è perfetto per cominciare la stagione, l'anno scorso mi sono anche fatto due volte la Big Hero, perchè col fatto che faccio solo discesa e che durante l'inverno la bici nemmeno la tocco, la prima discesa della stagione mi sembra sempre di non ricordarmi come si fa 🙂
    Oltrettutto l'anno precedente mi ero fatto parecchio male e risalire in sella non è stato facilissimo.
    E poi sarà, ma la Blade Runner e la Goonis le trovo divertenti comunque, le trovo più divertenti della Willy Wonka che è un po' troppo liscia…
    Ecco, sulla Willy Wonka patisco un po' il fatto che le enduro escono dalle curve al doppio della mia velocità, ma continuo a pensare che la mia "vecchia" Undead da 26" sia la bici perfetta per fare qualsiasi cosa

    0
    1. Se non ci puoi pedalare non credo si possa definire “bici perfetta per fare qualsiasi cosa”.
      Per godere di quella zona, a meno che tu non sia un downhiller duro e puro, andrebbe meglio una enduro o una freeride, ce ne sono tantissime anche da 26 che ti porti a casa anche con meno di 1000 euro e sarebbero perfette.
      Detto questo, tra Andalo e Molveno devi pedalare, invece tra Fai e Andalo potresti riuscire a fare qualche collegamento pedalando al massimo in falso piano, ma gli impianti di fai devono essere aperti fino alla cima. Sono tracciati naturali, quelli che io preferisco, anche se la blade piace di brutto anche a me. La sensazione che ti da di essere come una pallina da flipper schiacciata tra le paraboliche è unica.
      Quelle paraboliche sono veramente stupende, e poi salti e infine l’ultimo pezzo naturale, ha tutto.
      Assolutamente divertente, forse un pò meno con la dh…

      0
  43. fafnir

    A Molveno con la DH devi pedalare in discesa per non prendere sonno. Meglio due caffè prima.

    Sarà, ma per me, a parte la Big Hero che è davvero troppo facile, la Blade Runner e la Goonies sono divertenti, non sono la Val di Sole, ma per cominciare la giornata sono perfette. E comunque, soprattutto sulla Goonies, le enduro me le bevo…
    Forse "mi piace vincere facile", ma su quelle due si va più forte con la DH

    0
  44. McGrath

    Sarà, ma per me, a parte la Big Hero che è davvero troppo facile, la Blade Runner e la Goonies sono divertenti, non sono la Val di Sole, ma per cominciare la giornata sono perfette. E comunque, soprattutto sulla Goonies, le enduro me le bevo…
    Forse "mi piace vincere facile", ma su quelle due si va più forte con la DH

    Mah io mi sentivo esagerato anche con la Enduro, a Molveno.
    Questione di gusti,con la DH non ci andrei mai

    0
  45. Badorx

    Se non ci puoi pedalare non credo si possa definire "bici perfetta per fare qualsiasi cosa".
    Per godere di quella zona, a meno che tu non sia un downhiller duro e puro, andrebbe meglio una enduro o una freeride, ce ne sono tantissime anche da 26 che ti porti a casa anche con meno di 1000 euro e sarebbero perfette.
    Detto questo, tra Andalo e Molveno devi pedalare, invece tra Fai e Andalo potresti riuscire a fare qualche collegamento pedalando al massimo in falso piano, ma gli impianti di fai devono essere aperti fino alla cima. Sono tracciati naturali, quelli che io preferisco, anche se la blade piace di brutto anche a me. La sensazione che ti da di essere come una pallina da flipper schiacciata tra le paraboliche è unica.
    Quelle paraboliche sono veramente stupende, e poi salti e infine l'ultimo pezzo naturale, ha tutto.
    Assolutamente divertente, forse un pò meno con la dh…

    Si scusa, mi sono fatto prendere un po' dall'entusiasmo per la mia bici… non è perfetta per fare tutto, assolutamente no, è totalmente inpedalabile, si fa fatica anche sul piano. E' perfetta per il bike park, che sia una pista flow o una scassata. Come ho detto, nelle paraboliche veloci le enduro escono come delle fionde rispetto alla mia, ma bastano due sassetti, una radicetta, un ripidino, ma anche un semplice rettilineo e le ripiglio in un attimo.
    Sono un downhiller duro e puro (più puro che duro…), di enduro ne ho provate qualcuna, anche di queste "moderne", ma proprio non mi ci trovo, sono agili, ma troppo nervose, lo sterzo non sta mai fermo, prendi una roccia appena di taglio e la ruota ti scappa via, radici in diagonale nemmeno a pensarci… quelli che sono i vantaggi di una enduro per me sono degli enormi svantaggi. Ma è un discorso già trattato allo sfinimento in altri topic.
    Ecco, sulla Willy Wonka devo davvero dare tutto me stesso e stare super concentrato per stare dietro alle enduro, ma su tutte le altre mi sembra di avere solo vantaggi.
    Sulla Goonies passo degli enduristi che sono costretti a pedalare perchè sui tratti con le radici devono rallentare e arrivano troppo lenti, loro sono quasi fermi e io li passo che sentono solo il vento…

    Per rientrere in topic, la Paganella è proprio un posto fantastico. Organizzazione, manutenzione… tutto.
    Il massimo sarebbe che sulla nuova pista ad Andalo togliessero quei rettilinei infiniti e che a Moveno prolungassero la Goonies per evitare il rientro su asfalto. Poi mi trasferisco lì… 🙂

    Comunque anche Jack Bisi si diverte sulla Blade/Goonies… e nella parte bassa è costretto a pedalare 🙂

    0