Sull’ alta via di Dobbiaco

29/03/2012
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29/03/2012

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E’ ormai qualche anno che conosco Arno ,  ma solo virtualmente.  Ci siamo conosciuti sul forum, consigliandoci reciprocamente alcuni itinerari in Alto Adige. La sua casa materna sta a Sorafurcia, fra Pusteria e Badia, ed è qui che passa i mesi estivi pedalando sempre alla ricerca di nuovi itinerari e di sentieri impegnativi, mentre durante l’anno abita a Milano. Il suo sport preferito non è la bici, ma lo scialpinismo, che pratica da settembre a giugno, ma in quei due mesi che pedala ci da dentro alla grande! Ci siamo conosciuti sul forum perché anche a lui, da buon alpinista, piace andare alla scoperta di nuovi sentieri, e per fare questo non disdegna mettersi la bici in spalla e camminare fino alle cime più alte. Un ciclo esploratore, insomma, proprio come me. Questa estate ci siamo ripromessi di conoscerci anche “dal vivo” e fare un bel giro insieme.
Arriva agosto e una sera mi arriva anche la telefonata di Arno http://www.mtb-forum.it/community/forum/member.php?u=20094  .
Parliamo un po’ e decidiamo un bel giro impegnativo, l’Alta via di Dobbiaco. Il giro è piuttosto lungo e siccome entrambi dobbiamo rientrare per mezzogiorno, ci accordiamo per una bella partenza all’alba. Anzi prima dell’alba, è infatti ancora buio quando alle 5 ci incontriamo davanti all’ingresso del camping Olympia. Ci scambiano una stretta di mano, non ci siamo mai visti ma è come se ci conoscessimo da anni. Subito partiamo verso la tenue luce dell’aurora che timida si leva ad est, per parlare ci sarà tempo, vista la lunghezza dell’itinerario scelto.
Cominciamo a salire verso il cornetto di confine, quando improvvisamente ecco la magia dell’alba.

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“Domando tante volte alla gente: avete mai assistito a un’alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura.
A un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, l’aria flessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle.
E per conto mio è proprio il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina.
E sentirai per esempio il canto del codirosso, poi sentirai il pettirosso, poi magari vedrai un capriolo. Sì il capriolo è un animale notturno, incominci a vedere che rientra nel bosco, lo individui e poi sparisce, l’immagine che esce da lì è quella del cervo e quando poi magari, quando il cielo è chiaro e le stelle sono sparite, ti accorgi che sopra di te vola un’aquila.
Ma prima hai sentito il brivido.” tratto da: RITRATTI Mario Rigoni Stern

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La salita è lunga, ma abbiamo tante cose da raccontarci e cosi il tempo passa in fretta e siamo ai 2550 metri del cornetto di confine, dove recuperiamo le forze con una bella colazione.

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Comincia adesso il pezzo forte della giornata, l’alta via di Dobbiaco, un magnifico sentiero che con numerosi saliscendi corre lungo il confine fra Italia e Austria a circa 2500 metri di quota

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Da qui in avanti sarà tutto un susseguirsi di curve e controcurve, promontori, panorami, tratti di sentiero esposti e noi non riusciamo a resistere, siamo più fermi per fotografare che intenti a pedalare, sottolineando la nostra meraviglia terminando tutti i possibili aggettivi di stupore esistenti sul dizionario.

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con una macchina fotografica a testa, poi, si perde pochissimo tempo a fotografarsi, e specialmente io che sono abituato alla lentezza degli autoscatti, noto la grande differenza

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Si passa prima per il Sasso Planca

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e poi, dopo un breve tratto a spinta

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Ci carichiamo le bici in spalla

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e saliamo verso il punto più alto del percorso, il Corno di Fana

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Arriviamo in cima, siamo a 2663 metri, poggiamo le nostre fide canyon e ci godiamo il panorama che la splendida giornata ci offre

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Sono momenti intensi di pace e serenità a contatto con il mistero del creato. Senza dirci nulla, capiamo la bellezza della natura e la semplicità di certi valori.

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ma la magia prima o poi deve finire, anche perchè ci aspetta ancora un lungo tratto di sentiero e abbiamo voglia di scoprirlo, cominciamo perciò a scendere dal corno

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Torniamo sull’alta via e scendiamo verso la bocchetta di Fana

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Il sentiero è sempre splendido, tutto da guidare

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Arrivati alla Bocchetta, proseguiamo per il cornetto fi Fana

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che raggiungiamo con un ultimo, breve tratto a spinta con piacevole vita sulle Tre Cime di Lavaredo sullo sfondo

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Ancora un tratto pedalato in falsopiano sotto il corno Alto

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E poi comincia la lunga discesa verso dobbiaco

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Dopo tanto pedalare possiamo finalmente scatenare i nostri cavalli d’acciaio

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La in fondo c’è Dobbiaco, abbiamo ancora più di mille metri di dislivello da fare e ce li vogliamo godere tutti

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anche grazie alla splendida giornata che abbiamo avuto la fortuna di trovare

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Come poteva finire questo incontro fra due cicloalpinisti dopo una fantastica pedalata? Naturalmente davanti a due fresche birre!

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Foto di Arno e Nonnocarb

 

L’itinerario:  http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/6516

 

 

 

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