Ruote: carbonio vs alluminio

Ruote: carbonio vs alluminio

02/03/2017
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02/03/2017

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Quando si parla di ruote di alta gamma, l’attenzione va sempre sulle ruote in carbonio. Un oggetto del desiderio, il sogno proibito di molti bikers: non nascondiamolo, chi di noi rifiuterebbe di montare sulla propria bici un bel set di queste ruote?

Un componente di culto, dal prezzo decisamente “elitario”. A meno di andare su prodotti dalle dubbie qualità tecniche, un set di ruote carbon parte dai 1500€ per arrivare a più di 3000€: il prezzo di una bici completa neanche montata così male. Vale la pena spendere così tanti soldi in un singolo componente? Che cos’hanno di più le ruote carbon rispetto a quelle in alluminio? E’ davvero meglio questo materiale?

Alluminio e carbonio, due materiali diversi

L’alluminio ed il carbonio sono due materiali molto diversi.

L’alluminio è una lega metallica composta in buona parte da alluminio. Questa lega ha ottime prestazioni meccaniche, soprattutto se paragonate al suo peso: il rapporto peso resistenza è infatti ottimo. Come tutti i metalli si tratta di un materiale isotropo: è simmetrico, omogeneo e le prestazioni meccaniche sono uguali in tutte le direzioni.

La fibra di carbonio è invece un materiale composito, costituito da una serie di fogli di fibre di carbonio intrecciate sovrapposti gli uni agli altri. A tenere incollati i vari fogli ci pensa la resina, una colla che costituisce la matrice del materiale. Il carbonio è un materiale anisotropo: a seconda di come sono disposte le fibre, le caratteristiche meccaniche cambiano. Nella direzione delle fibre si ha la massima resistenza meccanica, ma nelle altre direzioni la resistenza è inferiore. A seconda di come si orientano le fibre dei vari fogli si possono avere proprietà meccaniche differenti.

Ecco che subito salta fuori la prima grande differenza: data una certa forma e sezione, due cerchi in alluminio hanno caratteristiche simili (a meno di non cambiare drasticamente la lega) mentre due cerchi in carbonio possono essere molto diversi tra loro, tutto dipende da come sono disposte le fibre, da quanti strati ci sono, da come è curata la resina.

Nasce quindi un’importante questione: ci sono cerchi in carbonio e cerchi in carbonio, non tutti sono uguali, spesso sono molto diversi.

Na avevamo parlato in un precedente appuntamento del Tech Corner a cui vi rimando per approfondire.

Diversi comportamenti meccanici ed effetto nella pedalata

Tralasciando il discorso della qualità dei cerchi in carbonio e presupponendo di paragonare un set di ruote in alluminio con un buon set di ruote carbon, oltre al peso ed al prezzo le due ruote avranno un comportamento molto diverso.

La prima differenza che si nota rigurda la resa in pedalata. Il carbonio è un materiale molto rigido che, quando si deforma, restituisce completamente l’energia assorbita. L’effetto in pedalata è insomma di una ruota estremamente rigida e precisa, che non dissipa assolutamente l’energia durante il movimento.

Essendo minima la deformazione del cerchio, minima sarà la dispersione di energia quando spingiamo sui pedali. Se raggiata correttamente una ruota in carbonio è più rigida ed efficiente nel trasferire la forza dal pacco pignoni al terreno, quindi sarà più performante.

Diversa rigidità ed effetto nella guida

Carbonio più rigido quindi… Ma siamo sicuri che questa maggior rigidità sia davvero un bene?

Le ruote in carbonio sono oggettivamente più rigide di quelle in alluminio. Ci sono cerchi più o meno rigidi, ma stando alle caratteristiche meccaniche della fibra di carbonio questi cerchi sono tendenzialmente più rigidi di quelli in alluminio. E’ un dato di fatto.

Se la rigidità può dare vantaggi in termini di resa in pedalata e precisione di guida, dall’altro può non essere il massimo in termini di sicurezza di guida.

Una ruota rigida richiede una guida estremamente aggressiva: per far “lavorare” bene una ruota in carbonio bisogna spingere con forza la bici, schiacciarla in curva, in modo da far flettere la ruota così che restituisca l’energia in uscita di curva.
Se siamo stanchi, se siamo principianti o rider poco aggressivi e guidamo passivi, la ruota così rigida è solo controproducente: invece che ammorbidire la guida e trasmettere sicurezza, se non guidiamo la bici con la giusta grinta, questa diventa la pallina di un flipper che rimbalza tra una pietra e l’altra. Il risultato è che ci irrigidiamo ancora di più dalla paura e la bici fa ancora di più quello che vuole.

Ecco perchè, ad un principiante, le ruote in carbonio non sono per niente adatte, così come a tutti i riders con una guida passiva, che si fanno trasportare dalla bici. Le ruote carbon vanno guidate con il coltello tra i denti, con una guida sempre sul manubrio. Non sono insomma delle ruote per tutti.

Come “addolcire” delle ruote troppo rigide

Sebbene ci siano ruote e ruote, molto spesso chi monta le ruote in carbonio poi vuole “addolcirle”, mitigando questa reattività che in molti casi risulta poco gradita e controproducente.

Minion DHF 2,5″, una gomma anteriore ideale per i cerchi in carbonio dai 27mm in su

La prima opzione è quella di montare una gomma più voluminosa. Il maggior volume aumenta la capacità di assorbimento del copertone e permette di usare una pressione più bassa. In questo modo la gomma più flessibile e “morbida” riesce a mitigare notevolmente la reattività di un set di ruote troppo rigido.

In fase di montaggio poi si possono avere delle accortezze, soprattutto riguardo la scelta dei raggi, l’incrocio ed il loro numero. Personalmente consiglio sempre l’incrocio in terza sulle ruote carbon da 32 raggi, l’incrocio in seconda solo su ruote xc da 24 raggi. Anche i raggi non devono essere troppo rigidi e spesso scendere nel numero dei raggi o ridurne la tensione aiuta a rendere la ruota un pochettino più morbida e facile da guidare. Molto fa la tensione e la tipologia dei raggi, non a caso questi parametri vengono studiati a fondo dai produttori di ruote.

Peso: il carbonio è davvero più leggero?

Un altro mito da sfatare è che le ruote in carbonio siano più leggere.

Parliamo dati alla mano: confrontiamo un cerchio Enve M70 HV con un WTB KOM o uno ZTR Flow MK3.

  • Enve M70 HV: 30mm interni, 469g (27,5″) – carbonio
  • WTB KOM i29: 29mm interni, 465g (27,5″) – alluminio
  • ZTR Flow MK3: 29mm interni, 480g (27,5″) – alluminio

A parità di sezione, i tre cerchi pesano praticamente uguali, anzi il KOM pesa addirittura meno dell’Enve pur essendo in alluminio.

Sembra incredibile che un cerchio in alluminio da ca 100€ pesi meno di un pregiatissimo cerchio in carbonio che costa 1100€, ma bisogna capire che il peso non è il principale vantaggio delle ruote carbon. E’ infatti possibile costruire delle ruote in alluminio che, a parità di caratteristiche del cerchio (es. larghezza del canale interno), pesano praticamente come delle ruote in carbonio.

DT XM 1501 SPLINE ONE 30, con i loro 1675g pesano solamente 75g in più delle Enve, ma costano tre volte meno.

Non è quindi per il solo peso che si prendono le ruote in carbonio: se state pensando di andare sul carbonio per togliere grammi, sappiate di essere sulla cattiva strada. Potete ottenere lo stesso risultato con una spesa molto, ma molto più piccola. Le ruote in carbonio si scelgono in primis per la loro maggior rigidità e reattività, per rendere la bici più scattante e reattiva. Che poi siano anche leggere è fuori discussione, ma gli stessi risultati si possono ottenere anche con l’alluminio.

Carbonio vs alluminio, dinamiche di rottura

Le ruote sono sempre a contatto con il terreno: rocce, pietre, radici sono alla distanza di una gomma dai nostri cerchi. Quante volte capita di forare o pizzicare? Basta poco, una gomma un po’ troppo sgonfia, un atterraggio su di una lama di roccia ed il cerchio va a sbattere contro il terreno.

Più di altri componenti le ruote sono quindi soggette a danni ed a rotture ed in questo frangente ruote in alluminio e ruote in carbonio si comportano molto, molto diversamente.

I cerchi in alluminio tendono a bozzarsi e piegarsi, difficilmente si rompono. La sezione del cerchio in alluminio è infatti in grado di collassare in maniera piuttosto plastica. Un cerchio come quello in foto è da buttare, ma è comunque ancora tutto in un pezzo unico.

cerchi in carbonio sono molto più resistenti in quanto non si bozzano. Il carbonio è un materiale molto robusto che non si deforma, ma quando si rompe non ce n’è per nessuno. “Mi spezzo ma non mi piego”, infatti il collasso del carbonio è quasi sempre totale. Il grosso problema dei cerchi in carbonio è la rottura del tallone a causa della delaminazione delle fibre, problema che si presenta a seguito di un forte impatto su qualcosa di duro, come una roccia.

Impatti traumatici a parte, la resistenza meccanica dei cerchi in carbonio è comunque molto, molto superiore a quella in alluminio. Se un cerchio in alluminio si ovalizza o si piega lateralmente se ad esempio ci impuntiamo con la ruota a 90°, il cerchio in carbonio è pressochè esente da questo tipo di rotture proprio perchè in grado di sopportare carichi e stress molto più elevati.

Le due facce della medaglia…

Conclusioni

Insomma, a conti fatti le ruote in carbonio sono davvero meglio? Tralasciamo il discorso economico che è relativo, ma potendosele permettere vale davvero la pena prendere delle ruote in questo materiale?

Tutto dipende da cosa cerchiamo… Se vogliamo rendere la bici più rigida, precisa e reattiva, se vogliamo migliorarne la pedalabilità, sicuramente si, ma il cerchio carbon non è per tutti. Bisogna avere una guida aggressiva, dobbiamo spingere la bici per “domarlo” e, se non siamo dei rider con una buona esperienza ed il giusto “pelo sullo stomaco”, potremmo alla fine correre il rischio di non trovarci per niente bene.

Ecco che quindi l’opzione di montare una gomma più voluminosa ci viene in contro per addolcire le nostre ruote, ma poi ci penalizza su altri frangenti (peso e scorrevolezza in primis).

Attenzione poi che non tutte le ruote carbon sono uguali: ci sono cerchi molto rigidi e cerchi più morbidi, quindi anche la scelta di un certo prodotto invece che un altro può fare la differenza.

Insomma, il carbonio non è per tutti. Le ruote in carbonio vanno bene per un rider esperto che sa quello che vuole dalla bici, che sa cosa comprare e che ha i mezzi per sfruttare appieno i vantaggi di questo componente. Le ruote in carbonio non sono un componente per i principianti o per i weekend warrior, bisogna essere dei rider evoluti e piuttosto esperti per sfruttarne appieno le potenzialità, ma con il giusto stile di guida si possono avere degli ottimi benefici.

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DoubleT
DoubleT

per quanto mi riguarda, da ottime ruote in alluminio (però un po’ pesantucce) passato a ruote in carbonio la bike è letteralmente diventata una b-o-m-b-a, confermo in pieno l’incremento di aggressività per affrontare certi percorsi, per cui servono ottimi freni.

rider12
rider12

veramente i freni te li devi scordare 🙂

DoubleT
DoubleT

sì c’hai ragione, ma ti assicuro, servono!

motobimbo

bell'articolo….condivido in pieno le considerazioni svolte in ordine alla opportunità di ricorrere ad una maggiore rigidità.

SuperDuilio
SuperDuilio

Un’accortezza sopra tutte: controllare la pressione delle gomme prima di ogni uscita onde evitare pizzicature a causa di una pressione troppo bassa della gomma.

ecox
ecox

ottimo articolo che condivido in pieno.

Personalmente ho provato sulla stessa bici sia Enve 70 che I9 Enduro (che uso abitualmente). Tra le due nettamente meglio le seconde.

Le Enve vanno guidate con il coltello tra i denti, sempre al top e schiacciati totalmente sull’avantreno, si ti distrai inizi a rimbalzare sulla bici e tenere le linee giuste diventa impossibile.

Una ruota in alluminio di alto livello è ad oggi a mio modestissimo avviso preferibile ad una ruota in carbonio di pari livello.

stinky_23
stinky_23

Ti quoto al 100%! Ho anche io le industry9 enduro. Le trovo assolutamente eccezionali (e rigide). Per non parlare dell’estetica, assolutamente da sbavo

guasc1_new
guasc1_new

“L’alluminio è una lega metallica composta in buona parte di alluminio”…
Poi subito dopo: “Come tutti i metalli”….

Poi non sono riuscito più a leggere.

Per essere un sito di informazione sul mondo delle bike, questo articolo è partito proprio male male male…

tappomo
tappomo

secondo me se tu avessi trovato la forza di continuare a leggere avresti capito che il discorso è assolutamente sensato, poi se vuoi un trattato di metallurgia allora credo che questo non sia il posto giusto.
Certo, definire l’alluminio una lega composta in buona parte di alluminio non è corretto, ma contestualizzando la frase ed intendendo che i cerchi in che noi definiamo in “alluminio” sono in realtà composti da una lega metallica a base di alluminio, allora il discorso non fa una piega.
Bell’articolo!

Velocity
Velocity

Sulla bici da corsa hanno un senso, su una mtb che va in mezzo a rocce e radici secondo me è un rischio troppo grande.Potrei non accorgermi di aver perso pressione e alla prima roccia 1000€ se ne vanno…Sul discorso guida aggressiva e biker esperto direi che il target è sempre a favore dell’alluminio anche se molti (compreso me) si credono chissà chi e quindi sceglierebbero carbonio.La foto dell’Enve esploso comunque parla da se’…

Taso666
Taso666

L’unica cosa che si evince dalla foto dell’enve esploso è che il carbonio presenta una rottura fragile e non duttile.

Andrea321
Andrea321

un discorso simile si può estendere anche ai telai oppure il carbonio è sempre preferibile ?
Comunque mi fa un pò pensare l’alternarsi di queste mode anche in mtb, qualche anno fa tutti a sognare delle ruote in carbonio salvo poi accorgersi che in tanti casi delle ottime ruote in alluminio potrebbero essere più adatte e soprattutto più performanti.
Forse la corsa alla massima rigidità che anno dopo anno ci vogliono spacciare come migliorativa sempre e comunque sta finendo ?

Zucchi
Zucchi

Sui telai ho una certa esperienza con carbonio e devo dire che con la mia 29er Cross Country mi trovo benissimo. Anche se sento che dietro è più rigido di quella in acciaio.
Monta, però, cerchioni in alluminio.
Quel che mi lascia un po’ in dubbio è che sembra che la rigidità dei cerchi in carbonio sembra che possano quasi provocare problemi di controllo. A questo punto, però, mi chiedo se sono davvero i cerchi più rigidi a rendere la bici così aggressive?
Se una bici comincia a saltare io proverei piuttosto a incriminare i settaggi della forcella che magari non ammortizza bene e le gomme troppo pompate che hanno un impatto molto più serio che la differenza tra allumino e carbonio.
Poi non è che se monti un cerchione in alluminio puoi fare a meno della forcella ammortizzata perché il cerchione è meno rigido…
Comunque per quanto riguarda il vero vantaggio dei cerchi in carbonio, secondo me è quello che sono una figata come aspetto e aiutano tanto a far bella figura davanti alla gelateria.
Visto però che ho già il telaio in carbonio e una bici bella con ruote grandi e bellissime ruote in allumino, larghe 35 mm (canalina da 28,5mm) con copertoni da 2.4 non mi serve spendere altri soldi per cambiare le ruote…

big65bear
big65bear

Ma te sai una sega

Clavius
Clavius

Guarda, non ti preoccupare, ora fan tornare l’alluminio e poi fra un paio d’anni tireranno fuori un carbonio leggero come quest’ultimo, ma “docile come l’alluminio” 😉

jack11
jack11

il problema del carbonio è che non tutti sanno lavorarlo, e pochi sanno che carbonio stanno comprando, perchè nessuno lo specifica o quasi se è t700 o t800…se unidirezionale o 3k…in ogni caso se uno compra un bel cerchio fatto con il metodo dei sacchi osta che di peso ne tiri giù.

Gio63
Gio63

Buona parte dei produttori di cerchi invece specifica di che carbonio è fatto il cerchio (T700-800 o 1000, T che poi vuole dire Toray ma c’è una decina di altri produttori), forse una delle poche a non farlo è proprio ENVE. Un cerchio ha all’incirca una trentina di strati divisi tra parete esterna e paratia, formati da tessuto e unidirezionale, la cui disposizione e tipo di carbonio è ovviamente un segreto industriale di ogni produttore. Non dimentichiamo poi che il tipo di epossidica fa almeno il 40% della resistenza di un composito, a parità di carbonio e tipo di laminazione. I cerchi non si fanno con il metodo dei sacchi, ma in maniera quasi identica ai telai, ovvero stampo femmina scomposto in cui vengono laminate le pelli pre-preg di carbonio che formano la parete esterna. Si mette poi una vescica in lattice (un palloncino a pareti spesse in pratica) che riempirà lo spazio vuoto del cerchio e si lamina poi la paratia. Lo stampo viene chiuso, la vescica viene gonfiata a parecchi bar e si mette il tutto in autoclave dove viene prodotto il vuoto. Sotto l’azione della pressione della vescica, del vuoto dell’ambiente interno all’autoclave le pelli si compattano al massimo eliminando l’aria eventualmente intrappolata tra le pelli. La temperatura durante questa fase fa reticolare la resina e solo a questo punto si può parlale di composito. Scusate la precisazione ma mi sembra che ci siano idee confuse sulla produzione dei cerchi in carbonio, al di la’ delle precisazioni… Read more »

pablos
pablos

In una discussione analoga scrissi che le ruote in carbonio probabilmente non erano ancora un prodotto maturo…mi presi gran insulti.

big65bear
big65bear

Il minimo

Pietro.68
Pietro.68

era ora che qualcuno sfatasse il mito delle ruote in carbonio e dicesse le cose come stanno.
Tra il popolo della “mtb di domenica” il 90% è meglio se usa quelle in alluminio.

Riki174
Riki174

Tra lo stesso popolo anche la bici sarebbe meglio prenderla in alluminio, chi se ne accorge della differenza guidandole???
MA in carbonio sono taaaaanto più belle!
Poche palle, la spesa bici si fa col cuore non con la testa, quindi se ti viene una “voglia” compri e poi trovi il modo per sostenere che sia meglio (…in genere è vero, più pregiato è migliore in assoluto ma sei davvero in grado di apprezzarne il plus?Io no).
Io stesso ho una Stumpjumper AL e confrontata alla medesima in carbonio il telaio è esteticamente ripugnante 🙂 e onestamente ho preso la AL solo perchè al momento dell’acquisto o aspettavo mesi per la carbon2017 o andavo a casa con bici nuova AL quasi a metà prezzo (modello 2016″fondo di magazzino” con montaggio simile).
Stesso discorso credo valga per i cerchi

scaligero
scaligero

appoggio in pieno il tuo pensiero, anch’io come tutti a vedere il peso, ma poi prendi la bike che ti piace anche se pesa di più’…….

smaz
smaz

Ottimo articolo. Cmq. se quel cerchio in alu secondo voi è da buttare datemi l’indirizzo del cassonetto.

Aedi85
Aedi85

bellissimo articolo!!
come scritto sopra sarebbe bello fare lo stesso confronto fra telai.

cavanenghi
cavanenghi

Sui telai non credo ci sia discussione di sorta da fare….paragonabile al discorso ruote…

Aedi85
Aedi85

in pratica mi confermi che come scritto sopra il popolo dei “rider domenicali” apprezza di più telai in alluminio.. (almeno la maggior parte..) cioè che difficilmente uno riesce a vedere reali differenza tra l’uno e l’altro..
purtroppo a livello estetico il carbonio batte l’alluminio 10 a 1

vmaxpower
vmaxpower

Sulla mia Stereo 29/140 con cerchi DT con canale da 23mm ho montato delle Ibis 941 carbon, con canale da 35, e il feeling di guida, specialmente all’anteriore, è mooolto migliorato.
Dico “specialmente all’anteriore” perché, a causa delle gomme diverse montate sui due treni, mi capita di alternarle, ma, se al posteriore sento poco la differenza, che comunque c’è, all’anteriore preferisco spingere il Minion Dhf 2,50 anche sullo sterrato leggero, che rimontare la ruota in alluminio con gomma più scorrevole.
Altri amigos che son passati da ruote in alu, anche buone, al carbonio (cina-Ican e Enve m70hv che è praticamente uguale), sempre a canale largo 29/30mm si son trovati subito meglio.
Mi riferisco a bike da trail/all-mountain e ad un uso relativo, anche spinto, per le altre specialità non
ho esperienze da riferire.
Non sono un drago, anzi, ma IMHO, soprattutto per le 29, notoriamente tendenti a flettere, col carbonio ci si sente più sicuri.

Zucchi
Zucchi

Mi chiedo se il miglioramento che hai trovato sia dovuto al fatto che i canalini dei nuovi cerchi sono da 35 invece dei 23 mm di quelli originali o se è dovuto al materiale?
Tanto più che io sulla mia Elite 29er ho trovato anche un miglioramento montando ruote in alluminio Syntace con canalina da 28.5 mm invece di quelle originali della DT Swiss con canalina da 20,5 mm, sempre in allumino…

vmaxpower
vmaxpower

Senz’altro il canale largo da un feeling diverso, e permette di usare pressioni più basse….20,5, poi, è una sezione veramente stretta che no permette di usare gomme di grosso volume, e passare la 28,5 è un salto notevole.
Il carbonio da un senso di…. “solidità” ulteriore.

nicola47
nicola47

Articolo interessante, peró non é corretto dire che l´alluminio é isotropo, a meno ché le ruote vengano ricavate da un blocco di alluminio di dimensione non indifferente, cosa che francamente dubito

jimmy27
jimmy27

Vorrei vedere le mani del rider nella foto dopo la caduta sulle rocce.
Chissà perchè in molti non usano i guanti?!

ottimo articolo che chiarisce bene per chi sono le ruote in carbonio

lollo72

Per esperienza ho notato che i cerchi in carbonio si scentrano molto meno e rifare la centratura è più semplice rispetto a quelli in alluminio .

jack11
jack11

per esperienza ti dico che posso darti ragione, ma non del tutto, un cerchio in alluminio riesci a centrarlo a centesimo, uno in carbonio al decimo, poi non è grave questo visto che la maggior parte di ruote commerciali ovvero tirate a macchina hanno una tolleranza che oscilla tra 0,1 a 0,3.

pablos
pablos

Un composito di quel tipo è abbastanza indeformabile, non lo vedrai mai girare svergolo come accade con l’ alluminio, più che altro è facile avere la tensionatura dei raggi sballata senza rendersene conto, proprio per quel motivo.La questione diventa critica se si hanno dei raggi completamente lenti, difficile rendersene conto e conseguenze spiacevoli.

Lucky86
Lucky86

grazie, articolo che spiega molte cose e mi sembra molto chiaro e diretto.

The Monz
The Monz

Complimenti per l’articolo, ma credo che sia importante fare un appunto anche sulle tecniche di produzione. Per produrre telai/cerchi e componenti in carbonio ci sono 2 possibilità: Termopressa (99% della produzione asiatica, in quanto più economico) e autoclave. Nel primo metodo praticamente si “inforna” lo stampo (scusate per la semplificazione), mentre nel secondo lo stampo viene “cotto” mentre è pressurizzato a 6 bar. Cio permette avere delle superfici-praticamente perfette già fuori dallo stampo, senza aree delaminate (da stuccare) e altre con resina in eccesso (come con la termopressa). Direi che dal punto di vista meccanico e quindi del comportamento del cerchio c’è una bella differenza!
Considerate che anche gli ENVE che vediamo in foto in questo articolo escono da una termopressa asiatica…e vengono venduti a partire da 2700dollari la coppia….non è tutto oro quello che luccica…purtroppo..

Gio63
Gio63

Non tutti gli asiatici sono fatti a termopressa. Buona parte dei cinesi si. Ma i cinesi top e alcuni malesi no, molti di loro documentano con foto e video la produzione e si vede bene l’uso di vescica di gonfiaggio, stampo composito e autoclave. Poi una buona conferma a parità di sviluppo è il peso: con la termopressa sono spesso più pesanti.
Infine un’ultimo particolare: molti asiatici sono ancora prodotti con le pelli interrotte e non a fascia continua, altro particolare non indifferente che impatta sulla resistenza.
Personalmente ho montato i cerchi carbonio su 3 delle ultime MTB che ho e ho avuto e non tornerei mai più indietro. A parte l’estetica (soggettiva) è tutta un’altra bici sui rilanci, e si un po’ più nervosa sullo smosso, ma ci si abitua in fretta.

Gambe
Gambe

ciao, visto che ti intendi dell’argomento ti faccio 2 domande: conosci quali sono le aziende che producono telai in carbonio ? (perchè se non ricordo male avevo sentito che sono solo 6/7 che producono per tutti ),so che giant li produce in casa, e che produce telai anche per altre aziende (ma quali?).
Seconda cosa: a tutti i telai in carbonio prodotti in serie vengono fatti i test di resistenza per lo stress prima di essere montati, o fanno solo dei controlli a campione?

Gio63
Gio63

Ciao, piuttosto bene i compositi, ma non cosi’ bene l’industria del ciclo e le re-brandizzazioni che ci sono dietro. Quello che so per certo è che i grossi brand come Cannonade, Trek, Giant hanno ormai da anni spostato la produzione in Malesia e/o Cina, dove hanno unità produttive loro, alcune formate acquisendo sul posto produttori già consolidati. Merida per esempio era uno dei più grossi produttori di telai conto terzi (ora pare sia azionista di maggioranza relativa Specy) che produceva prima per vari brand, tra cui appunto Specy. Essendo tutti grossi marchi per giunta US, dove la responsabilità del produttore è molto stringente (è stato il primo mercato ad adottarla) i telai sono testati a campione con test distruttivi e di solito su tutti i telai con test di difettosità (ultrasuoni e/o radiografie o TAC). Ogni produttore però ha sue specifiche di controllo di qualità per cui è impossibile generalizzare. Quello che è certo è che i brand suddetti non possono scherzare con problemi strutturali riconosciuti, per cui è loro stesso interesse che il prodotto sia molto affidabile. Intorno poi c’è una selva di produttori senza brand (o che se lo stanno facendo ora, dopo aver prodotto per anni conto terzi, come ad esempio Trigon, Malese) che hanno prodotti che variano dal top al pessimo, spesso a prezzi comunque molto concorrenziali. L’unico suggerimento che posso dare nel caso li si voglia provare è di analizzare attentamente le documentazione/video sulla propria produzione che molti di qs produttori mettono in rete (proprio… Read more »

filbike

[QUOTE="lollo72, post: 8086202, member: 111500"]Per esperienza ho notato che i cerchi in carbonio si scentrano molto meno e rifare la centratura è più semplice rispetto a quelli in alluminio .[/QUOTE]

QUOTONE!!

il centraggio e successive stressature e ricentraggi sono stati molto più semplici e immediati sulle mie nextie che con il vecchio set in alu.

vaff
The Monz

Complimenti per l'articolo, ma credo che sia importante fare un appunto anche sulle tecniche di produzione. Per produrre telai/cerchi e componenti in carbonio ci sono 2 possibilità: Termopressa (99% della produzione asiatica, in quanto più economico) e autoclave. Nel primo metodo praticamente si "inforna" lo stampo (scusate per la semplificazione), mentre nel secondo lo stampo viene "cotto" mentre è pressurizzato a 6 bar. Cio permette avere delle superfici-praticamente perfette già fuori dallo stampo, senza aree delaminate (da stuccare) e altre con resina in eccesso (come con la termopressa). Direi che dal punto di vista meccanico e quindi del comportamento del cerchio c'è una bella differenza!
Considerate che anche gli ENVE che vediamo in foto in questo articolo escono da una termopressa asiatica…e vengono venduti a partire da 2700dollari la coppia….non è tutto oro quello che luccica…purtroppo..

Non so da dove ti provengano queste informazioni, a me risulta che i compositi Enve siano prodotti negli USA:
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guapo73
guapo73

Articolo interessante……ho cerchi carbon con incrocio in terza, raggi 2-1,8-2 e profilo alto….senz’altro la bici si è “svegliata” …come anche la mia guida…..con l’aumento della velocità si apprezzano i vantaggi…ovviamente coperture + robuste di spalla

guapo73
guapo73

può significare assemblate in USA…la lama è prodotta qualche migliaia di km a OVEST …..

Giocody
Giocody

Complimenti, ottimo articolo, lo ritengo scritto in maniera chiara soprattutto per noi con ridotte conoscenze nel campo dei materiali, anche se, come credo, diversi “corsaioli” da tastiera siano poco d’accordo.

lollo72

Bisognerebbe essere sicuri che il “fatto a mani in USA” si riferisca solo al cerchione , a volte potrebbe essere riferito alla ruota completa che viene assemblata in un posto , ma i componenti potrebbero essere fabbricati altrove (con specifiche approvate dal marchio produttore) ; purtroppo il mondo è pieno di “raggiri” simili ed è sempre più difficile capire l’effettiva filiera di produzione di un prodotto finito.

menollix
menollix

Le ruote in carbonio non me le posso permettere e quindi faccio di necessità virtù e mi tengo quelle in alluminio 😉
A parità di budget totale però, si pòtrebbe discutere parecchio quanto valga la pena spendere, x esempio 1500€ di ruote carbon, piuttosto di spenderne 500 (con i quali si prendono comunque buone ruote) x un set in alluminio e la differenza investirla su sospensioni migliori .

DoubleT
DoubleT

metodo “coleman”

cavanenghi
cavanenghi

[QUOTE="Aedi85, post: 8086229, member: 106815"]in pratica mi confermi che come scritto sopra il popolo dei "rider domenicali" apprezza di più telai in alluminio.. (almeno la maggior parte..) cioè che difficilmente uno riesce a vedere reali differenza tra l'uno e l'altro..

purtroppo a livello estetico il carbonio batte l'alluminio 10 a 1[/QUOTE]

…NO non dicevo questo ma che il discorso sui telai non può paragonarsi a quello delle ruote…. sui telai in carbonio ormai si è detto tutto e di più e la loro supremazia è schiacciante….

Aedi85
Aedi85

si.. ti do ragione.. intendevo che un rider qualunque da domenica secondo me non capisce le reali differenze tra i due telai.. a parità di tutto.

Gio63
Gio63

Anche a me. In America, al contrario delle buffonate che facciamo in Europa, hanno norme severissime sul Made un USA. Un prodotto non può riportare il logo Made in USA se il valore della lavorazione non è almeno il 70% del totale. Per questo mi sembra strano l’affermazione.

Pietro.68
Pietro.68

[QUOTE="vmaxpower, post: 8086172, member: 113044"]Sulla mia Stereo 29/140 con cerchi DT con canale da 23mm ho montato delle Ibis 941 carbon, con canale da 35, e il feeling di guida, specialmente all'anteriore, è mooolto migliorato.

[/QUOTE]

Non sono paragonabili! Metti un cerchio in carbonio da 23 e poi dimmi qualcosa.

vmaxpower
vmaxpower

Prova tu, e poi ce lo racconti, a me non interessa proprio!
Ho solo riportato, per quanto possa valere, la mia esperienza diretta, e, sotto i 30 mm non scenderò più di sicuro.

Simone Giordano

[QUOTE="Gio63, post: 8086375, member: 124239"]Anche a me. In America, al contrario delle buffonate che facciamo in Europa, hanno norme severissime sul Made un USA. Un prodotto non può riportare il logo Made in USA se il valore della lavorazione non è almeno il 70% del totale. Per questo mi sembra strano l'affermazione.[/QUOTE] [QUOTE="The Monz, post: 8086268, member: 205643"]Complimenti per l'articolo, ma credo che sia importante fare un appunto anche sulle tecniche di produzione. Per produrre telai/cerchi e componenti in carbonio ci sono 2 possibilità: Termopressa (99% della produzione asiatica, in quanto più economico) e autoclave. Nel primo metodo praticamente si "inforna" lo stampo (scusate per la semplificazione), mentre nel secondo lo stampo viene "cotto" mentre è pressurizzato a 6 bar. Cio permette avere delle superfici-praticamente perfette già fuori dallo stampo, senza aree delaminate (da stuccare) e altre con resina in eccesso (come con la termopressa). Direi che dal punto di vista meccanico e quindi del comportamento del cerchio c'è una bella differenza! Considerate che anche gli ENVE che vediamo in foto in questo articolo escono da una termopressa asiatica…e vengono venduti a partire da 2700dollari la coppia….non è tutto oro quello che luccica…purtroppo..[/QUOTE] [QUOTE="vaff, post: 8086293, member: 216039"]Non so da dove ti provengano queste informazioni, a me risulta che i compositi Enve siano prodotti negli USA: [QUOTE] come spesso accade..si parla a vanvera…si buttano lí due mezze nozioni estrapolate da due siti o da wikipedia o lette su un giornale, e si decanta la propria competenza suprema per asserire il… Read more »

Pietro.68
Pietro.68

[QUOTE="vmaxpower, post: 8086413, member: 113044"]Senz'altro il canale largo da un feeling diverso, e permette di usare pressioni più basse….20,5, poi, è una sezione veramente stretta che no permette di usare gomme di grosso volume, e passare la 28,5 è un salto notevole.[/QUOTE]

meno che da 23 a 35 come hai fatto tu.

vmaxpower
vmaxpower

Scusa, ma non capisco proprio se ce l’hai con me, per qualche strano motivo, o dove vuoi andare a parere con quest’altro intervento che mi riguarda, oltretutto relativo solo a una parte di quanto ho scritto cercando di rispondere a una precisa domanda…non tua!

frenco

Non bisogna però dimenticare alcune cose:

1) per quel che vale, perché magari nell'uso mtb uno li danneggia prima, la vita utile a fatica del carbonio è, a parità di peso, n volte più lunga di quella dell'alluminio.

2) il carbonio non si corrode col lattice alcalino/ammoniacato, e lo dico avendo visto i miei cerchi Fulcrum tubeless nativi, corrodersi e poi creparsi.

3) mentre l'alluminio dei cerchi è estruso, e il comportamento della ruota dipende (oltre che dalla raggiatura) dalla forma e dagli spessori della sezione, il carbonio si può laminare in tanti modi per avere comportamenti diversi dal punto di vista della rigidità finale, anche a parità di sezione e spessori.

4) con il carbonio c'è maggiore libertà progettuale perché l'alluminio non si estrude sotto certi spessori, il carbonio può avere anche solo qualche decimo in certi punti.

Tc70
Tc70

Bhe si…rimangono un sogno nel cassetto per me…lo sono già un bel set di ruote in Alu…non mi immagino quelle in carbonio…mado quanto son belle sto Enve…

vaff

[QUOTE="joordan, post: 8086398, member: 106438"]come spesso accade..si parla a vanvera…si buttano lí due mezze nozioni estrapolate da due siti o da wikipedia o lette su un giornale, e si decanta la propria competenza suprema per asserire il falso, e di conseguenza fomentare la polemica basata sul nulla..

quando a non sapere non c'e' nulla di male, e per sapere basterebbe chiedere o informarsi a dovere. O stare zitti. O nello specifico basterebbe sapere un minimo di inglese e andarsi a vedere il filmato di presentazione della ENVE e vedere dove e cosa fanno…

ah no…ci sarebbe comunque il teorema del complotto e del video-montaggio, un po' alla stregua della NASA mai andata sulla luna…e ci si marcia altri 20 anni e altri 20000libri di segreti e complotti..

in sintesi per dire..la ENVE produce tutto il suo carbonio in casa. ne ha fatto un marchio di fabbrica e orgoglio (a torto o ragione, questo non e' il problema).[/QUOTE]

E io che ho scritto ?

P.s:complimenti per la modestia palpabile ad ogni riga

valeduke
valeduke

Ho avuto gli enve m70
……
Ora uso ruote alu e mi diverto senza pensare a quando si rompe di nuovo … il Carbon va bene se ti ci sponsorizzano ma se li paghi ciiiiaaaoooooo

latecomer
latecomer

Mi sono chiarito le idee sul materiale giusto per me per le mie ruote!
Saluti in lega a tutti😀

latecomer
latecomer

Mi sono chiarito le idee sul materiale giusto per me per le mie ruote!
Saluti in lega a tutti

frenco

[QUOTE="Gambe, post: 8086609, member: 176339"]

Seconda cosa: a tutti i telai in carbonio prodotti in serie vengono fatti i test di resistenza per lo stress prima di essere montati, o  fanno solo  dei controlli a campione?[/QUOTE]

Non si può vendere un telaio dopo il test perché potrebbe essere alla fine del ciclo vitale. Questi test sono il requisito minimo di durata e se un telaio li passa senza rompersi rispetta la norma, ma spesso per motivi di peso i telai durano poco di più.

Ma vale anche per gli altri componenti, le prove di vita a fatica sono distruttive, validano un prodotto, non il singolo pezzo.

gabr74

"quello di far flettere la ruota in carbonio in modo che restituisca l'energia in uscita di curva…" vince il premio puttanata 2017…

… cmq io le mie prime ruote in carbonio le vorrei provare per la stagione CX invernale… avrei trovato queste in figura… cinesone leggerissime per tubolare… ho tempo per pensarci visto che mi serviranno a ottobre…

greg2
greg2

cioè il carbonio sarebbe solo per una ristretta elite di rider evoluti??? è un materiale che da un feeling di guida totalmente diverso, la bici diventa molto più prestante, reattiva e precisa
se ne puo accorgere chiunque abbia un minimo di esperienza e passione per questo sport……
poi per avere un effetto ping pong sulle rocce direi che non bisogna tenere proprio le mani sul manubrio altro che guida passiva
naturalmente considerato i prezzi..direi che se ne può fare a meno…ma questo è un altro discorso…

Andrea Sole
Andrea Sole

Buon bgiorno a tutti. Complimenti x l’articolo, rispetta in pieno le mie sensazioni di guida. Ho da settembre una Trek procaliber con ruote Boost in carbonio Bontrager…non leggerissimo ma estremamente reattive , DANNO UNA PRECISIONE DI GUIDA ineguagliabile x una front perdonano tanti errori e danno un feeling con la bici senza paragoni. Pedalando senti la bici che si fionda in avanti e sopratutto in discesa ti fanno bsentire sicuro be sicuramente più veloce.c

Lucky86
Lucky86

sono precise reattive ecc ma perdonano gli errori… secondo me sono due cose completamente opposte ma le sensazioni per fortuna sono soggettive..
anche l’articolo dice che sono più difficili da guidare, difficile che possano perdonare più facilmente errori

trentova
trentova

Bello! Cmq “Weekend warrior” sarebbe il mio stato su whatsapp (se si potesse cambiare come prima)

Tc70
Tc70
vaff

Non so da dove ti provengano queste informazioni, a me risulta che i compositi Enve siano prodotti negli USA:
[​IMG]

Per farti un esempio…mia moglie lavorava in un laboratorio locale che trattava vestiti più o meno griffati…lei attaccava sui capi,l'etichetta Made in Italy…mentre i vestiti venivan prodotti ad Oriente e cuciti prima in zona Prato ,poi finiti in zona Bs…quindi che Made in Italy è ciò che noi paghiamo profumatamente…:nunsacci::celopiùg:

vaff

[QUOTE="Tc70, post: 8086857, member: 80923"]Per farti un esempio…mia moglie lavorava in un laboratorio locale che trattava vestiti più o meno griffati…lei attaccava sui capi,l'etichetta Made in Italy…mentre i vestiti venivan prodotti ad Oriente e cuciti prima in zona Prato ,poi finiti in zona Bs…quindi che Made in Italy è ciò che noi paghiamo profumatamente…:nunsacci::celopiùg:[/QUOTE]

Enve produce tutto negli USA, ci sono anche filmati su Youtube, basta prendersi la briga di visionarli. Io ne ho usate una coppia per un paio d'anni e nonostante i maltrattamenti più vari non ho dovuto mai ritensionare un solo raggio. Ci ho preso spigoli di marciapiedi in velocità con la gomma sgonfia e nemmeno una scalfitura, roba che un cerchio in alluminio sarebbe diventato quadrato e uno in carbonio scrauso sarebbe esploso. Un mio amico dopo 5 anni le ha vendute che ancora giravano perfettamente

Tc70
Tc70

[QUOTE="vaff, post: 8086883, member: 216039"]Enve produce tutto negli USA, ci sono anche filmati su Youtube, basta prendersi la briga di visionarli. Io ne ho usate una coppia per un paio d'anni e nonostante i maltrattamenti più vari non ho dovuto mai ritensionare un solo raggio. Ci ho preso spigoli di marciapiedi in velocità con la gomma sgonfia e nemmeno una scalfitura, roba che un cerchio in alluminio sarebbe diventato quadrato e uno in carbonio scrauso sarebbe esploso. Un mio amico dopo 5 anni le ha vendute che ancora giravano perfettamente[/QUOTE]

Si si per carità vero…però anche Gucci o Armani se vai su YT ti fan vedere solo laboratori italiani,non è per 'puntualizzare',ma per tentar di capire…sulla qualità del prodotto e sulla serietà dell'azienda non si discute,ma fino a qualche anno fa non si mettevan in dubbio nemmeno le griff più famose…probabilmente sbaglio a pensarla cosi,e hai sicuramente ragione tu,non sto dicendo il contrario,sto solo dicendo che potrebbero esserci altre alternative al vero ''Made in …'' …;-):prost:

Gio63
Gio63

Come ho già detto, il “Made in USA” non equivale (purtroppo) al “Made in Italy. La’ sono molto ma molto più stringenti nei controlli. Almeno il 70% del valore del prodotto deve essere americano, che nel caso di un cerchio in carbonio, fatto di un solo pezzo come gli ENVE, vuole di re 100% USA made.

Per l’Italia, dopo che i caproni che ci hanno governato (in testa Bruxelles) hanno lasciato morire migliaia di piccole e medie aziende schiacciate da una concorrenza orientale impossibile da combattere per costi produttivi, adesso stanno aumentando limitazioni e controlli. Ma ormai le mucche sono scappate. Scusare l’OT
Gio

scnia
scnia

Comunque che palle che siete! se scrivono con linguaggio troppo specifico capiscono in pochi se scrivono più semplice così da far capire anche ai non esperti l’alluminio qua il carbonio la. Personalmente lo vedo come uno degli articoli meglio scritti e interessanti degli ultimi anni, era da tempo che non leggevo così un articolo su questo mag.

viepri
viepri

Bell’articolo. Un dubbio: quanto detto è valido in tutto e per tutto pure per le ruote per bici da strada oppure no? Perché presumo che le ruote in carbonio per le bici da strada siano un po’ più “fragili” come congettura e quindi reazioni diverse.

DoubleT
DoubleT

stessa cosa

aro
aro

La scorsa stagione ho usato ruote in alluminio prevalentemente per gli allenamenti e carbonio in gara, posso dirvi che grosso modo condivido quello che e’ stato scritto nell’articolo. Secondo me la ruota in carbonio per mtb in generale continuera’ sicuramente ad avere una evoluzione visto il successo che sta avendo… L’alluminio rimarra’ sempre una buona ruota economica per tutti gli utilizzi , sui processi di costruzione e materiali non entro nel merito perche’ non sono espertissimo, rimangono due materiali che danno un feeeling molto diverso, con l’alluminio puoi fare pietraie molto piu’ facilmente perdona di piu’ gli errori e anche se prendi qualche colpetto non soffre piu’ di tanto, le puoi maltrattare senza avere rimorsi e a volte divertono di piu’…pero’ sono meno precise e trasferiscono la potenza in maniera meno efficace.
Le carbon sono una scoperta entusiasmante per chi ha l’indole competitiva e della prestazione, precise come lame, pronte e reattive ad ogni scatto e curva, ma rigide fino a farti soffrire di mal schiena nei percorsi piu’ lunghi ed accidentati, sempre prestare attenzione a salire in sella con le pressioni corrette e con delle gomme affidabili perche’ la pena potrebbe esserre un cerchio da buttare e se vi va bene una gomma tagliata.
Provare per credere…

DoubleT
DoubleT

sì!

Davidone
Davidone

Per un utilizzo Trail quindi, alluminio per sempre

Gio63
Gio63

Io sulla Trail (Habit) ho dei cerchi LB Cinesi in carbonio, per giunta nati per l’XC, che vanno a meraviglia. Ci ho fatto finora oltre 1500km.,. E discese scassate abbastanza a palla.
Quindi ognuno ha le sue esperienze…

Gambe
Gambe

[QUOTE="Gio63, post: 8087049, member: 124239"]Ciao, piuttosto bene i compositi, ma non cosi' bene l'industria del ciclo e le re-brandizzazioni che ci sono dietro. Quello che so per certo è che i grossi brand come Cannonade, Trek, Giant hanno ormai da anni spostato la produzione in Malesia e/o Cina, dove hanno unità produttive loro, alcune formate acquisendo sul posto produttori già consolidati. Merida per esempio era uno dei più grossi produttori di telai conto terzi  (ora pare sia azionista di maggioranza relativa Specy) che produceva prima per vari brand, tra cui appunto Specy. Essendo tutti grossi marchi per giunta US, dove la responsabilità del produttore è molto stringente (è stato il primo mercato ad adottarla) i telai sono testati a campione con test distruttivi e di solito su tutti i telai con test di difettosità (ultrasuoni e/o radiografie o TAC). Ogni produttore però ha sue specifiche  di controllo di qualità per cui è impossibile generalizzare. Quello che è certo è che i brand suddetti non possono scherzare con problemi strutturali riconosciuti, per cui è loro stesso interesse che il prodotto sia molto affidabile. Intorno poi c'è una selva di produttori senza brand (o che se lo stanno facendo ora, dopo aver prodotto per anni conto terzi, come ad esempio Trigon, Malese) che hanno prodotti che variano dal top al pessimo, spesso a prezzi comunque molto concorrenziali. L'unico suggerimento che posso dare nel caso li si voglia provare è di analizzare attentamente le documentazione/video sulla propria produzione che molti di qs produttori… Read more »

big65bear
big65bear

Chi non ha provato le enve nn può parlare. Dopo provate le ruote in alluminio le regali

Pietro.68
Pietro.68

[QUOTE="big65bear, post: 8090456, member: 66857"]Ma te sai una sega[/QUOTE]

[QUOTE="big65bear, post: 8090461, member: 66857"]Il minimo[/QUOTE]

[QUOTE="big65bear, post: 8090463, member: 66857"]Chi non ha provato le enve nn può parlare. Dopo provate le ruote in alluminio le regali[/QUOTE]

…. che capacità di esposizione. Complimenti!!!!

Simone Giordano

[QUOTE="big65bear, post: 8090463, member: 66857"]Chi non ha provato le enve nn può parlare. Dopo provate le ruote in alluminio le regali[/QUOTE]

[QUOTE="Pietro.68, post: 8090497, member: 68729"]…. che capacità di esposizione. Complimenti!!!![/QUOTE]

utente avvertito di moderare i toni, non ci aizziamo contro con altri commenti pungenti (giusti o sbagliati che siano) altrimenti non se ne esce piu'

amexroma

[QUOTE="big65bear, post: 8090463, member: 66857"]Chi non ha provato le enve nn può parlare. Dopo provate le ruote in alluminio le regali[/QUOTE]

potresti essere più preciso così da far capire anche chi legge? grazie

boboz79

Io ho dei cerchi Nextie 35 interno 28 raggi piatti incrocio in seconda..

Sono più rigidi sullo scassato, ma poi una volta presa la mano sono più divertenti e reattivi..

Poi come ha scritto qualcuno al bar fanno una figura incredibile!

[emoji16] [emoji16]

Sent from my MI 5 using MTB-Forum mobile app

Leonets

io sto facendo delle ruote in carbonio per una 26… che cazzata

Gio63
Gio63

[QUOTE="big65bear, post: 8090463, member: 66857"]Chi non ha provato le enve nn può parlare. Dopo provate le ruote in alluminio le regali[/QUOTE] [QUOTE="amexroma, post: 8090570, member: 228162"]potresti essere più preciso così da far capire anche chi legge? grazie[/QUOTE] Ciao mi permetto di rispondere io. Diciamo che ci sono decine di altri cerchi in carbonio buoni, ottimi come o anche superiori a Enve, che é comunqu un prodotto top ma secondo me stra prezzato e abbastanza sorpassato nel disegno, visto che loro stessi dopo aver difeso la scelta del canale stretto, stanno sviluppando un high volume che probabilmente si posizionerà tra l'M50 e il 70 (più verso questo probabilmente). Detto questo passando da alluminio a carbonio hai mediamente una diminuzione (anche consistente) di peso, se fai un vero upgrade, cioè se provieni da cerchi di livello medio, perché ci sono cerchi in alu top quasi leggeri come dei carbo, anche se sensibilmente più fragili (ma anche molto meno costosi). Questo non ha impatto solo sul mero peso del mezzo ma cambia sensibilmente la condotta della bici. Sembra un'altro mezzo nei rilanci, quando hai bisogno di accelerazione, e in generale (almeno esperienza personale) sembra di guidare una biga sensibilmente più leggera di quanto la diminuzione di peso ha apportato. Per contro diventa più nervosa sullo smosso (ma ci si abitua alla svelta) ma sensibilmente più precisa, e questo aiuta a prenderci la mano. Ormai sono 3 bighe nei 3 formati ruota che aggiorno a cerchi carbo con mozzi SP e le sensazioni si… Read more »

Gio63
Gio63

[QUOTE="Gambe, post: 8088753, member: 176339"]grazie tante per la info, tempo fa avevo cercato qualcosa, ma a parte qualche video di qualche casa, che come dici tu mostra il processo di produzione , non sono mai riuscito a trovare molte informazioni a riguardo, e secondo me sbagliano a non mostrare il tutto un pò più apertamente, perchè una cosa che tendenzialmente mi fa "dubitare" dell' acquisto di certe marche è appunta la notevole differenza di prezzo(che poi certi brand se ne approfittino è un altro discorso), e da ignorante in materia, il dubbio che appunto il telaio possa essere demandato a terzi che magari possono usano materiali scadenti lo ho[/QUOTE]

Sicuramente non i grossi marchi. Ad esempio anche i vari tedeschi che fanno bighe ottime e (almeno in parte) fanno produrre telai in oriente, hanno fior di controlli fatti qui in Europa, e la mia impressione, a giudicare da quello che gira sul web, è che questi controlli siano ancora migliori dei marchi US.

Leonardo Marano
Leonardo Marano

esaustivo ed interessante !!