[Test] Bianchi Methanol CV RS 9.1

[Test] Bianchi Methanol CV RS 9.1

09/12/2018
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09/12/2018

Da quando il formato da 29 delle ruote è stato introdotto sul mercato abbiamo avuto modo di testare anche tutte quelle della gamma Bianchi da xc, sia front che full. Se quest’ultima è rimasta invariata dal 2013, abbiamo di contro seguito e provato passo passo le scelte che la casa di Treviglio ha fatto nel tempo, modificando materiali e geometrie, sino a giungere alla Methanol CV RS, presentata nel luglio di quest’anno e oggetto del nostro ultimo test in versione 9.1. La top di gamma e con ruote in carbonio DT Swiss XRC 1200.

Dettagli

Materiale telaio: carbonio HM monoscocca Countervail
Formato ruote: 29”
Geometrie variabili: no
Corsa ant.: 100
Mozzo posteriore: 148×12
Mozzo anteriore: 110×15
Trasmissione: 1×12 (32t / 10-50)
Attacco per deragliatore: no
Attacco portaborraccia: 2
Disponibilità del solo frameset: sì (2.590 euro)
Peso rilevato: 8,760 kg senza pedali
Prezzo: 7.590 Euro con DT Swiss 1200 (6.990 versione base con DT Swiss XR 1501)

Allestimento

Forcella: Fox 32 SC 29” Factroy Kashima 100 mm00mm
Freni: Sram Level Ultimate con dischi Sram centerline da 180mm l’anteriore e 160 il posteriore;
Manubrio: FSA K-Force Light UD composito carbonio/Kevlar Flat CF 700 mm, upsweep 0°, backsweep 6°;
Attacco: FSA K-Force Light alluminio,+/-12 ° di inclinazione da 90 mm;
Sella: Fi’zi:k Tundra M3, forchetta carbon braided
Reggisella: FSA K-Force Light carbonio UD monoscocca diametro 27.2 mm, lunghezza 400 mm, arretramento 25 mm, compatibile Di2;
Gruppo: XX1 Eagle trigger a 12v e corona da 32 denti;
Movimento centrale: Sram DUB pressfit BB92, 41×92 mm
Ruote: DT Swiss 1200 spline XRC 25
Copertoni: Kenda Honey Badger XC Pro da 2.2
Portaborraccia: Elite Canniball

Geometrie

Nella versione CV S le geometrie sono praticamente identiche alla precedente CV, foderi bassi a parte che si differenziano di 1mm. La versione RS in test (940 gr. di peso in taglia 43) è invece notevolmente diversa. L’angolo sterzo è passato dai 71° ai 69.5°, così come reach e passo della bici sono aumentati (riferito alla taglia L in test) rispettivamente di 12mm e 32 mm, mentre lo stack risulta minore di 7 mm. Obiettivo di queste modifiche è rendere la bici più stabile e guidabile in discesa e sullo sconnesso rispetto alla versione precedente. I foderi bassi sono stati allargati per consentire il montaggio di pneumatici più larghi, mentre l’assenza della predisposizione per il deragliatore consente il solo montaggio del monocorona.

La prova sul campo

Il passaggio dalla prima Methanol SL alla CV lo definimmo abissale (in meglio). Stavolta la differenza fra la “vecchia” CV e la CV RS appare più una questione di dettagli, tenendo anche presente nel paragone che se la componentistica  è uguale al test della CV, in questo caso l’allestimento in test prevede ruote più leggere di oltre 120 grammi e di diverso materiale, carbonio in luogo dell’alluminio, oltre a una sella diversa, ma sempre in carbonio.

Nel comportamento in salita, sul ripido, nei rilanci e nella manegevolezza sul misto veloce, è veramente difficile trovare di meglio. Da un telaio top di gamma per materiale e concezione, unito ad una componentistica di pari livello, è normale attendersi il top, ma non sempre è scontato che lo sia.  In tal senso le ruote garantiscono un deciso step positivo. Si dice che in salita contino le gambe e in assoluto è ovviamente vero, ma quando una bici viaggia via così “facile”, rispondendo ad ogni sollecitazione, sia di pedalata come di guida, essere in fiducia, avere feeling e raggiungere i propri limiti è molto più immediato. Sullo sconnesso moderato il telaio smorza molto bene le vibrazioni, mentre il reggisella e la sella flettono leggermente smorzando i colpi, similarmente a quello che nella Trek Pro Caliber ho riscontrato col giunto isospeed del telaio, con la differenza, in questo caso, che la flessione sul liscio è inesistente.

Quando lo sconnesso è però molto accentuato, con ostacoli medio/grandi, quando né il countervail, né componenti flessibili, possono molto, la CV RS, come la precedente CV, rimane una bici impegnativa. Un manubrio ancora più stretto della media (700mm) e un attacco molto negativo (-12°) la rendono una bici da guidare fino in fondo, che consente pochi momenti di distrazione e relax se il percorso è impegnativo, a maggior ragione sul ripido dove l’anteriore è caricato maggiormente. In tal senso le novità della nuova versione nell’aprire l’angolo di sterzo a allungare leggermente il passo si sentono, ma non possono fare miracoli.

Va detto che se si vuole facilità in discesa, ci vuole una full. Ho provato ad invertire l’attacco mettendolo a +12°. Qui ovviamente dei benefici ci sono, soprattutto sul ripido, ma nell’insieme si ha una posizione strana e non da xc che alla fine è più anomala che utile. Più ragionevole è valutare di optare per un attacco meno negativo.

Quando il percorso è liscio la Methanol, agile e pronta nei cambi di direzione, è invece molto divertente da guidare.

Un po’ in controtendenza rispetto a una bici “all race” per peso, prestazioni e caratteristiche di guida, è il montaggio di serie della corona 32, quando un 34 sarebbe forse più coerente con l’impostazione della bici. Un’ opzione che già in sede di acquisto si può in ogni caso facilmente valutare.

Anche la Fox, come la Sid recentemente usata nel test della Canyon Lux, presenta ora una regolazione della compressione posta sulla testa dello stelo destro che è molto di fino e che si fa fatica a percepire nei diversi setting durante la guida sul campo.

Conclusioni

La Bianchi Methanol CV RS 9.1 è montata con il top della componentistica attualmente disponibile sul mercato. La bici perfetta per tutte le situazioni non esiste, ma se si vuole un mezzo con cui dare il proprio meglio in salita e sul pedalato ed al tempo stesso divertente in discesa nei percorsi filanti e guidati, ma non troppo sconnessi e ripidi, la CV RS è un’ottima scelta, così come lo è per le gare xc. Solo in presenza di discese lunghe ed impegnative, se fatte senza respiro (come in gara) mi sentirei di consigliare altro. Non un’altra front però, bensì una full. Del resto è un’opzione che anche i pro fanno sempre più spesso quando lo ritengono utile.

Sempre molto rifiniti i particolari di contorno sulle Bianchi, dalla viteria dei porta borraccia in ergal di Carbon-ti, alle manopole in neoprene, leggere, minimali ma comode.

Bianchi

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tylerdurden71
tylerdurden71

In effetti le front hanno sempre meno senso…

Ispettore Zenigata
Ispettore Zenigata

viviamo in un mondo dove è sempre più frequente vedere alla partenza di GF e Marathon delle gravel…

dylan77
dylan77

..

dylan77
dylan77

Queste gravel hanno rotto un po’ i cabasisi… 😛 ..a me interessa poco se sui percorsi da gara oggi sono piu’ frequenti gravel, che poi… come puo’ essere che allo stesso modo si trovano anche alla partenza delle full da xc… qualcosa non mi torna, uno dei due si e’ svegliato con le idee confuse… 😀 di sicuro sui sentirei sconnessi e con radici dove giro io, con la gravel ti spacchi la schiena.. poi liberi di provarci.. di fatto il mio amico da quando se l’e’ presa ha smesso di uscire con me… sara’ un caso? io non credo…

andry-96

Bellissima, solo non condivido la scelta di un manubrio così stretto, ne preferisco desicamente uno più largo (740-760) che da molto più controllo sia in salita che in discesa e una posizione più comoda

bikemastertwo
bikemastertwo

da pista ciclabile ….

millaharbison67
millaharbison67

vatti a vedere i numerosi video di chi con la front fa quello che presumibilmente molti di noi non osano fare con la full… nel test Sicilia è chiaro, si tratta di una bici race che non cerca la comodità. Certo non una tuttofare

mirc0
bikemastertwo

da pista ciclabile ….

Le opinioni sono soggettive.
Ma, oggettivamente, questa è una pisciata fuori dal vaso.

Josephrhink
Ispettore Zenigata

La carnevalata è che i percorsi siano sempre meno tecnici. I mezzi vengono di conseguenza

Quoto (la foto del buon Zazà è il top).

Altro discorso è front vs full. Siamo sicuri che le full siano cosi necessarie?
Immagino che chi è buono a scendere va giù a bomba anche con la front

canyon67
canyon67

Verissimo, ma chi è capace, con una full scende ancora più a bomba che con la front.

p84
p84

Però con la front giusta sali più a bomba che con la full

Andrea321
Andrea321

toh un argomento nuovo: front vs full. A seguire 27 vs 29 e gran finale con monocorona vs doppia !

pcortesi
pcortesi

E V-Brake vs Disco?

SilviBike
SilviBike

e Shimano Vs Sram ???

pilade66
pilade66

Raramente vedo sui sentieri una Bianchi…anzi forse non ne ho mai incontrata una…ok non è importante ma può essere un segnale sulla,diffusione del marchio. Naturalmente questa bici mi piace, mi piace il colore e logicamente pure il montaggio. Non mi piace il prezzo, o meglio mi piacerebbe di più se fosse fatta in Italia, invece non è così, è fatta chissà dove ma la fanno pagare come fosse fatta a mano a Treviglio. Così i ciclisti si comprano ad un bel po di mila euro in meno bici ugualmente montate e fatte chissà dove come la Bianchi. È un discorso trito e ritrito ma purtroppo sempre attuale. Saluti sportivi.

ilgrosso
ilgrosso

Nessuno però che si ponga problemi su dove vengano costruite le famose bici a stelle e strisce oppure le mtb di colui che sta dominando la scena da alcuni anni a questa parte. Importante è averle sotto il sedere che fa molto più figo che avere una Bianchi, oppure una Torpado, anche se vanno uguale se non peggio e costano persino di più. La Epic Hardtail top di gamma come questa Bianchi, costa quasi 8100 di listino che è un bel po’ in più. Ma per pagare quelli nessuno fiata e nessuno si fa problemi. Ancora, SRAM dove pensate che produca ? DT Swiss dove pensate produca i cerchi delle XRC1200 ? Sarebbe bello ci collegassimo a noi stessi prima di scrivere…….Buona Giornata.

pilade66
pilade66

Io il problema me lo pongo. Sarei disposto anche a pagare di più una bici italiana se so che è fatta in Italia. Infatti per fortuna qualcuna fatta in Italia veramente l’Ho avuta. Naturalmente parlo di telai, so bene che la componentistica ormai arriva tutta dall’estero, Saluti

albatros_la
albatros_la

Che la componentistica arrivi tutta dall’estero è da vedere. Tra Formula ed FRM, senza contare i marchi che fanno selle (ma anche altri marchi “minori” per telai metallici e non), puoi avere una buona fetta di componenti prodotti in Italia. Per le gomme il discorso è più personale e c’è meno scelta; c’è Vittoria che a quanto ne so produce in Italia buona parte delle coperture. A conti fatti rimane fuori la trasmissione, dove puoi avere corone e pignoni prodotti in Italia. Insomma rimangono fuori (assumendo di avere un monocorona) manopole, comando cambio, deragliatore posteriore, guaine e cavi. Il resto puoi averlo tutto made in Italy, che abbia senso o meno…

pilade66
pilade66

Hai ragione, come componentistica mi riferivo soprattutto ai gruppi cambio e fox e rock, ovvero alle cose più diffuse e di primo montaggio ecco,

OZZY1982
OZZY1982

Telai in italia ce ne sono ….il problema è il costo. Formigli mi ha chiesto 2500 euro per una hard trail (telaio fasciato made in italy su misura)….e potrei continuare all infinito…..

OZZY1982
OZZY1982

Telai in italia ce ne sono il problema è il costo. Formigli mi ha chiesto 2500 euro per una hard trail (telaio fasciato made in italy su misura) e potrei continuare all infinito.

specialfan
specialfan

Bellissima bici. Non avendola provata posso commentare solo l’estetica. Conosco la CV di cui sono felicissimo proprietario, cui si imputavano geometrie arcaiche. Il recensore le rende giustizia, affermando con un grado di inclinazione non cambia più che tanto le cose. E’ una bici, come scrive giustamente chi ha effettuato la prova perfetta per fare certe cose, di cui costituisce lo stato dell’arte, meno adatta per altre. Il dibattito front contro full a mio avviso lascia un po’ il tempo che trova. La produzione di mtb e in generale di bici offre tali e tanti prodotti per cui ognuno può trovare quello che più gli piace e confacente alle proprie esigenze.

lucamox
lucamox

magari un reggisella telescopico …

Josephrhink

Per rimanere in tema Italia, riuscite a fare una prova della Wilier 110x?

Sarebbe interessante un confronto con un’altra bici nuova

shrubber83
shrubber83

chi prende quella da 6990 è un barbone… 😀

mirc0
pilade66

Raramente vedo sui sentieri una Bianchi…anzi forse non ne ho mai incontrata una…ok non è importante ma può essere un segnale sulla,diffusione del marchio. Naturalmente questa bici mi piace, mi piace il colore e logicamente pure il montaggio. Non mi piace il prezzo, o meglio mi piacerebbe di più se fosse fatta in Italia, invece non è così, è fatta chissà dove ma la fanno pagare come fosse fatta a mano a Treviglio. Così i ciclisti si comprano ad un bel po di mila euro in meno bici ugualmente montate e fatte chissà dove come la Bianchi. È un discorso trito e ritrito ma purtroppo sempre attuale. Saluti sportivi.

2 domande:

  1. dove producono scott, specialized, cannondale, santacruz. e compagnia bella? E lo stesso per fox, rockshox, shimano, sram e altra-compagnia bella?
  2. cosa cambia se è prodotta in italia o in francia o a taiwan? Se la bici è buona è buona. Punto. La storia delle manine italiane a me sinceramente fa sganasciare dalle risate. Se si vuole una bici artigianale su misura gli artigiani italiani non mancano… magari ne trovi uno che te la fa alla metà del prezzo… ma dubito. Altro discorso è il generale livello dei prezzi
millaharbison67
millaharbison67

a me invece non piacciono frasi del tipo “e allora tu?!”. Non ci tengo nemmeno io ad una manina italiana, ma il punto è che la nostra mano d’opera ha un costo, quella di Taiwan un altro

pilade66
pilade66

Ciao MircO, guarda che diciamo la stessa cosa, tutti ormai producono chissà dove, ed io possiedo bici prodotte proprio chissà dove, ed infatti se una bici è buona e proprio come dici tu, cioè buona e basta. Purtroppo mani italiane rimaste a far bici (e mtb soprattutto) ne sono rimaste poche, ma è rimasto il vezzo di far pagare bici con il nome italiano come se fossero fatte a mano in Italia. non tutte naturalmente ma Bianchi è una di queste. Saluti Made in Taiwan (purtroppo).

Kayma
Kayma

Ad occhio, ma solo ad occhio sembra più chiusa di angolo sterzo dei 69,5 dichiarati. Non è che per caso il rake forcella sia da 44?

Josephrhink
Andrea321

toh un argomento nuovo: front vs full. A seguire 27 vs 29 e gran finale con monocorona vs doppia !

In realtà ho ripreso l’articolo dove viene consigliata una full alla fine e chiedevo se fosse veramente cosi necessaria.
Ma immagino che era talmente superfluo e scontato che la full è superiore che potevano benissimo risparmiarsi di scriverlo 🙄

mirc0
Kayma

Ad occhio, ma solo ad occhio sembra più stretta di angolo sterzo dei 69,5 dichiarati. Non è che per caso il rake forcella sia da 44?

Foto o bici non perfettamente " in bolla" .

Alfredothai
pilade66

Raramente vedo sui sentieri una Bianchi…anzi forse non ne ho mai incontrata una…ok non è importante ma può essere un segnale sulla,diffusione del marchio. Naturalmente questa bici mi piace, mi piace il colore e logicamente pure il montaggio. Non mi piace il prezzo, o meglio mi piacerebbe di più se fosse fatta in Italia, invece non è così, è fatta chissà dove ma la fanno pagare come fosse fatta a mano a Treviglio. Così i ciclisti si comprano ad un bel po di mila euro in meno bici ugualmente montate e fatte chissà dove come la Bianchi. È un discorso trito e ritrito ma purtroppo sempre attuale. Saluti sportivi.

In thailandia e' pieno, marca di nicchia per loro perche italiana

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pilade66
pilade66

Scusa ma non capisco,

Nekro

Ma su un telaio non predisposto per il deragliatore, cosa serve il foro a dx del tubo sterzo? Per l'eventuale reggisella telescopico?

Non posso credere che l'abbiano lasciato per pigrizia^^'

Josephrhink
pcortesi

E V-Brake vs Disco?

A beh se nemmeno membri della redazione leggono l’articolo siamo apposto…:roll:
Forse chiedo troppo io chiedo venia

pcortesi
pcortesi

E un po’ di sarcasmo no? Nota il messaggio a cui ho risposto…………. (NCS)

Josephrhink
pcortesi

E V-Brake vs Disco?

A beh se nemmeno membri della redazione leggono l’articolo siamo apposto…:roll:
Forse chiedo troppo io chiedo venia

mirc0
pilade66

Io il problema me lo pongo. Sarei disposto anche a pagare di più una bici italiana se so che è fatta in Italia. Infatti per fortuna qualcuna fatta in Italia veramente l’Ho avuta. Naturalmente parlo di telai, so bene che la componentistica ormai arriva tutta dall’estero, Saluti

Questo mi era chiaro. Un po' meno i motivi.

pilade66
pilade66

Un prodotto completamente fatto in Italia costa di più perché la manodopera costa più cara, e quindi son disposto a pagarlo più caro a parità chiaramente di caratteristiche e di bontà della bici. Se una bici è un cancellazzo lo è indipendentemente da dove è costruita (e questa Bianchi qui un cancellazzo non lo è per niente). Saluti sportivi.

pluto
pluto

Se uno compra una bici da settemila euro di sicuro non è un neofita, probabilmente è la sua seconda terza bici. Sa più o meno le quote a cui pedala e non penso si adatti alla pipa che c’è. Se ti consegnano la bici con la sella a 74 cm che fai non la metti alla tua altezza? Stessa cosa per la pipa. Anche perchè si riducono le variabili in gioco e si concentrano le senzazioni su quella che è la bici.

Wil
Wil

La Methanol CV l’ho portata in gara per due stagioni e a mio parere è la bici più veloce e scattante che abbia mai avuto; soprattutto montata con le DT Swiss 1200. Rimane come scritto nell’articolo una bici impegnativa. In percorsi tecnici e lunghi una volta che sopraggiunge la fatica è difficile controllarla. La bici non perdona errori !!! E’ un a front race XC senza compromessi e su percorsi marathon lunghi bisogna avere una preparazione atletica notevole per poter gestire la bici fino alla fine. La nuova RS con angoli più aperti sicuramente aiuta di più il controllo sulle discese, perdendo qualche cosa nelle ripartenze.

mirc0
pilade66

Un prodotto completamente fatto in Italia costa di più perché la manodopera costa più cara, e quindi son disposto a pagarlo più caro a parità chiaramente di caratteristiche e di bontà della bici. Se una bici è un cancellazzo lo è indipendentemente da dove è costruita (e questa Bianchi qui un cancellazzo non lo è per niente). Saluti sportivi.

Si tratta di acquisto ''patriottico'. Io ragiono da becero homo oeconomicus. A parità di caratteristiche scelgo il prodotto più economico. Se tra le caratteristiche metti il made in Italy allora capisco.
Peraltro sarebbe interessante sapere quante orde i manodopera servono per produrre una bici (ore per realizzazione telaio + assemblaggio/test). Su 8k€ non so quanto incidano. Forse incidono di più sul cancellazzo.

andry-96
mirc0

Si tratta di acquisto ''patriottico'. Io ragiono da becero homo oeconomicus. A parità di caratteristiche scelgo il prodotto più economico. Se tra le caratteristiche metti il made in Italy allora capisco.
Peraltro sarebbe interessante sapere quante ore di manodopera servono per produrre una bici (ore per realizzazione telaio + assemblaggio/test). Su 8k€ non so quanto incidano. Forse incidono di più sul cancellazzo.

non mi sembra un prezzo esagerato rispetto alla concorrenza blasonata, anzi specialized e cannondale sparano più in alto

lupeaq

Continuo a ripetere la stessa cosa..sono convinto che, se al posto della scritta canyon, o radon, o bianchi come in questo caso, ci fosse la scritta specialized..o scott…se ne venderebbero molte di più..allo stesso prezzo. I telai in Italia, fatti a mano, di un certolivello, lo fanno RDR, Protek, Frm..poi? Ed i prezzi? Il top di gamma sono dagli 8000 in su. Chi li compra? Poche mosche bianche. Una specialized dello stesso prezzo, se non di più, quante se ne vendono?? Migliaia. Purtroppo è così..made in Taiwan vende di più che del made in Italy..e costa uguale, anzi, di più. Xké una specialized top, costa 9/10k.
X il discorso gravel ecc ecc, alla Hero 2016, vidi un biker con una fat..invidia!!

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pilade66
pilade66

Hai ragione, ma secondo me dipende soprattutto dalla diffusione di rivenditori, ad esempio nella mia provincia e nella provincia attigua esistono due grossi rivenditori trek/giant e due grossi rivenditori specialized, e poi focus, bmc, Santa, Ktm, cannondale, scott, mondraker…ma nessuno dove poter vedere ed eventualmente trattare un acquisto di una bella Bianchi come questa, ed in generale di una bici italiana, almeno come nome

Josephrhink
pilade66

Hai ragione, ma secondo me dipende soprattutto dalla diffusione di rivenditori, ad esempio nella mia provincia e nella provincia attigua esistono due grossi rivenditori trek/giant e due grossi rivenditori specialized, e poi focus, bmc, Santa, Ktm, cannondale, scott, mondraker…ma nessuno dove poter vedere ed eventualmente trattare un acquisto di una bella Bianchi come questa, ed in generale di una bici italiana, almeno come nome

Distribuzione è fondamentale.
Immagina inoltre che tra quelli da te citati il rivenditore per dire scott o bmc non fossero adeguati, magari inizieresti a considerare altre bici a meno che non sei follemente innamorato del modello.
Per vendere c’è bisogno si della giusta bici da parte del costruttore ma anche essere appoggiati da negozi giusti.
Se uno compra una bici da 6 e passa sberle non vuole andare dal sivende che ha bici per bambino e dentro un casino di gente che portano rottami da riparare da pochi soldi ma da uno che “seleziona” la clientela e offre il servizio di livello della bici…sempre imho
Anche perché è questo l’unico modo per avere un rapporto di fiducia e duraturo

lupeaq
pilade66

Hai ragione, ma secondo me dipende soprattutto dalla diffusione di rivenditori, ad esempio nella mia provincia e nella provincia attigua esistono due grossi rivenditori trek/giant e due grossi rivenditori specialized, e poi focus, bmc, Santa, Ktm, cannondale, scott, mondraker…ma nessuno dove poter vedere ed eventualmente trattare un acquisto di una bella Bianchi come questa, ed in generale di una bici italiana, almeno come nome

Dalle mie parti, rivenditori specialized e cannondale, non ci sono.. eppure è pieno di queste marche. I miei concittadini, vanno a terni o a cassino a comprare..fanno più di 100km x andare a comprarle…centra e non centra la distribuzione. Perché invece, bianchi, l abbiamo sotto casa da anni

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windbike

trovo i test delle front nosiose e tutte uguali….penso che se si confrontano 10 test di front top di gamma alla fine si ripetono sempre le stesse cose….

mirc0
andry-96

non mi sembra un prezzo esagerato rispetto alla concorrenza blasonata, anzi specialized e cannondale sparano più in alto

Non parlavo di prezzo, ma di incidenza della mdo sul prezzo .il tema era pagare di più un made in Italy perché la mdo costa di più.

Se poi parliamo di prezzi dire che 8k non è esagerato è soggettivo. Va bene che ci sono prezzi più alti. Ma con 8k ci compri una Panda (1000 però non 1200 che su quella c'è la Genius tax) .

E i margini ci sono (sulla Panda pare un po' meno)

SilviBike
SilviBike

L

SilviBike
SilviBike

Le mie prime MTB sono state 2 Bianchi , questa è bella , ma cerco altro , ora come ora non tornerei a comprare una Bianchi

andry-96
mirc0

Non parlavo di prezzo, ma di incidenza della mdo sul prezzo .il tema era pagare di più un made in Italy perché la mdo costa di più.

Se poi parliamo di prezzi dire che 8k non è esagerato è soggettivo. Va bene che ci sono prezzi più alti. Ma con 8k ci compri una Panda (1000 però non 1200 che su quella c'è la Genius tax) .

E i margini ci sono (sulla Panda pare un po' meno)

La bici costa come le concorrenti montate uguale quindi non ha senso dire che costa di più perché è Made in italy

kavillo

Beh, ma la diatriba "Bianchi non é Italiana é Svedese. Sì ma il proprietario é Italiano. Sí ma vive in Svezia. Sì ma da quando era bambino quindi non é Italiano" non la vogliamo tirare fuori??

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ad3k
ilgrosso

Nessuno però che si ponga problemi su dove vengano costruite le famose bici a stelle e strisce oppure le mtb di colui che sta dominando la scena da alcuni anni a questa parte. Importante è averle sotto il sedere che fa molto più figo che avere una Bianchi, oppure una Torpado, anche se vanno uguale se non peggio e costato persino di più. La Epic Hardtail top di gamma come questa Bianchi, costa 8520 di listino che è un esatto millino in più. Ma per pagare quelli nessuno fiata e nessuno si fa problemi. Ancora, SRAM dove pensate che produca ? DT Swiss dove pensate produca i cerche delle XRC1200 ? Sarebbe bello ci collegassimo a noi stessi prima di scrivere…….Buona Giornata.

Io avevo intenzione di comprare una Bianchi o una Trek pari anno e allestimento e costo.Ho comprato Trek perché Bianchi mi faceva 100€ sconto sudando mentre Trek quasi 400€.

mirc0
andry-96

La bici costa come le concorrenti montate uguale quindi non ha senso dire che costa di più perché è Made in italy

E chi lo ha detto?

andry-96
mirc0

E chi lo ha detto?

Che costa come le altre lo dicono i listini

mirc0
andry-96

Che costa come le altre lo dicono i listini

Intendevo chi ha detto che costa di più perché made in Italy?
Il tema posto da pilade66 era esattamente l'opposto. Prezzi considerevoli per un non made in Italy. Comunque allineato alla concorrenza che produce a grandi linee nello stesso modo.
Le mie osservazioni sono:

  • non me frega nulla se un telaio è fatto in Italia o Taiwan. Deve essere di qualità.
  • Il livello di prezzi è pompato da un mercato dove chi acquista spesso rimbecillito da mirabolante marketing (che ha impatto sui prezzi) ha un approccio ipertecnico e scavilla da teorico su presunte innovazioni straordinarie come boost, STD metrici, dimensioni ruote e cazzilli vari quando mediamente non è capace di guidare come si deve.
Mai visto un venditore o produttore che ti offra nel prezzo una mezza giornata di scuola MTB, che valorizzerebbe la bici molto più che "rivoluzionaria componentistica" e upgrade vari.​
big_63

da qualche mese ho affiancato alla mia vecchia s-works una scott 900 rc pro, avrei scelto una bianchi se non fosse per lo sconto misero, rispetto al
20% di scott.
Se pensiamo che i rivenditori hanno un margine ben più ampio (ca il 40% lordi), non so quanto gli sia convenuto perdere un cliente …

Kilo
pilade66

Raramente vedo sui sentieri una Bianchi…anzi forse non ne ho mai incontrata una…ok non è importante ma può essere un segnale sulla,diffusione del marchio. Naturalmente questa bici mi piace, mi piace il colore e logicamente pure il montaggio. Non mi piace il prezzo, o meglio mi piacerebbe di più se fosse fatta in Italia, invece non è così, è fatta chissà dove ma la fanno pagare come fosse fatta a mano a Treviglio. Così i ciclisti si comprano ad un bel po di mila euro in meno bici ugualmente montate e fatte chissà dove come la Bianchi. È un discorso trito e ritrito ma purtroppo sempre attuale. Saluti sportivi.

Beh… direi che dipende con chi esci… 🙂
Sarà per vicinanza territoriale, ma qui non sono affatto rare.
Per il discorso del Made in Italy: la progettazione e prototipazione viene eseguita qui, la realizzazione degli stampi di produzione anche. La produzione dei telai è a Taiwan come il 90% dei telai in carbonio al mondo, almeno quelli di serie di buona qualità (in Cina costano meno ma non sono così specializzati) perchè è da anni un polo mondiale specializzato con le migliori tecnologie e costi più contenuti. I telai poi tornano e sono testati sempre qui, verniciati e montati. Tieni anche conto che il Countervail è utilizzato solo da Bianchi in ambito ciclistico quindi non rischi di trovarti materiali più economici per rispermiare. E' 100% made in italy? No…ma del resto nemmeno tutta la componentistica della trasmissione o dei freni lo è.

Kilo

mirc0 Si tratta di acquisto ''patriottico'. Io ragiono da becero homo oeconomicus. A parità di caratteristiche scelgo il prodotto più economico. Se tra le caratteristiche metti il made in Italy allora capisco. Peraltro sarebbe interessante sapere quante ore di manodopera servono per produrre una bici (ore per realizzazione telaio + assemblaggio/test). Su 8k€ non so quanto incidano. Forse incidono di più sul cancellazzo. Non è tanto la manodopera che incide sul costo finale della bici, altrimenti in Italia non produrrebbero più nemmeno le scatole per confezionarle. La problematica principale emersa parlando con i progettisti è stata appunto nella progettazione e nella realizzazione delle matrici. Ogni modello ha un costo tra progettazione prototipazione e realizzazione e che varia tra i 200 e i 300.000€, con preserie che devono essere testate per verificarne i punti deboli e i comportamenti dinamici; senza poi considerare che taglie differenti hanno comportamenti dinamici differenti e carichi altrettanto diversi per cui necessitano di test specifici. Va poi considerato che Bianchi, utilizzando non "semplice" carbonio, ma un substrato viscoelastico come il Countervail, non ha riferimenti noti nella progettazione ma sta sperimentando da zero l'applicazione al settore del ciclismo. E non è solo marketing… anche nel test si evidenzia una capacità di assorbimento pari a quella di altri sistemi tipo Isospeed, ma con la differenza che non ci sono deformazioni del telaio, che rimane assolutamente rigido e reattivo. Quindi direi che i costi possono essere giustificati. 8000€ per una bici sono troppi? Probabilmente si, ma si tratta di uno… Read more »

Daniele001net
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La bici è bellissima, il solito problema di Bianchi sono i prezzi sopra la media dei concorrenti e aggiungo che i stessi rivenditori Bianchi hanno meno margine di scontistica.

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Kilo Non è tanto la manodopera che incide sul costo finale della bici, altrimenti in Italia non produrrebbero più nemmeno le scatole per confezionarle. La problematica principale emersa parlando con i progettisti è stata appunto nella progettazione e nella realizzazione delle matrici. Ogni modello ha un costo tra progettazione prototipazione e realizzazione e che varia tra i 200 e i 300.000€, con preserie che devono essere testate per verificarne i punti deboli e i comportamenti dinamici; senza poi considerare che taglie differenti hanno comportamenti dinamici differenti e carichi altrettanto diversi per cui necessitano di test specifici. Va poi considerato che Bianchi, utilizzando non "semplice" carbonio, ma un substrato viscoelastico come il Countervail, non ha riferimenti noti nella progettazione ma sta sperimentando da zero l'applicazione al settore del ciclismo. E non è solo marketing… anche nel test si evidenzia una capacità di assorbimento pari a quella di altri sistemi tipo Isospeed, ma con la differenza che non ci sono deformazioni del telaio, che rimane assolutamente rigido e reattivo. Quindi direi che i costi possono essere giustificati. 8000€ per una bici sono troppi? Probabilmente si, ma si tratta di uno dei migliori mezzi in circolazione, con la migliore componentistica disponibile e assolutamente allineato ad altre Top di gamma con allestimento simile. In effetti la mia osservazione sulla mdo era giusto per evidenziare che, probabilmente, sono ben altri i costi che incidono. Come già detto, sono d'accordo sul fatto che il prezzo del modello in questione sia allineato ad altri modelli di pari… Read more »