[Test] Faretto Xeccon Spiker 1210

[Test] Faretto Xeccon Spiker 1210

07/05/2015
Whatsapp
07/05/2015

[ad3]

Pare che finalmente la stagione volga al bello, le giornate si allungano e di tempo per uscire in bici con la luce del sole ce n’è sempre di più. A differenza dell’inverno dove le uscite serali sono spesso obbligate dalle giornate brevi, in estate con il caldo diventa un piacere uscire in notturna per godersi un clima più fresco. Ecco allora che testare un impianto di illuminazione rimane sempre attuale.

faretto 37

Abbiamo ricevuto da DSB un kit di illuminazione Spiker 1210 prodotto dal marchio Xeccon, specializzato in impianti di illuminazione per diverse discipline sportive.

Analisi statica

Lo Spiker 1210 dispone di un faretto delle dimensioni di 55x45x39mm e dal peso di 144 grammi. Il corpo è in alluminio con un dissipatore di calore rosso utile a impugnarlo quando è caldo. Utilizza 4 Led Xp-G R5 per una luminosità totale di 1600 Lumens.

Foto faretto

La confezione si compone di una pratica valigetta a scomparti che racchiudono i molteplici accessori, facilmente riponibili anche dopo l’uso.

foto 2 foto 3

Gli accessori sono molto numerosi e consistono in:
Batteria – peso 368g
Caricabatteria per presa di corrente a muro
Cavo prolunga per collegare il faretto alla batteria anche a distanza maggiore
Imbragatura per posizionare il faretto sul casco
Varie clip con spessori in gomma per agganciare il faretto su manubrio, attacco manubrio, casco o zaino

accessori vari faretto 7 faretto 2

Sul campo

Abbiamo testato lo Spiker 1210 su MTB e su BDC, sia sulla bici che sul casco. Cominciamo col dire che grazie ai vari accessori e relativi adattatori, si adatta agevolmente sia sul manubrio che sull’attacco manubrio.

foto attacco faretto 18

Il montaggio avviene in pochi secondi, sia con staffa fissa che con staffa che ne consente il puntamento verso il basso. La staffa da serrare sul manubrio mediante vite è dotata di inserto girevole, ed è pertanto possibile orientare lo Spiker 1210 ruotandolo a 360°.

rotazione a sx

faretto 21

Può agganciarsi tramite clip allo zaino oppure lo si può posizionare sul casco grazie all’apposita imbragatura. L’operazione è piuttosto intuitiva e rapida. In questo caso sarà ovviamente necessaria la prolunga del cavo per collegarlo alla batteria. Consigliabile, se messo sul casco, non posizionarlo troppo anteriormente, visto che il peso si fa sentire sui muscoli del collo, meglio quindi posizionarlo più in alto, in maniera che il peso insista perpendicolarmente sul casco, affaticando meno il collo.

foto casco 1

Il montaggio della batteria, piuttosto pesante e voluminosa, risulta abbastanza agevole. Il punto migliore è a nostro giudizio sotto l’orizzontale in prossimità dello sterzo, dove non risulta ingombrante ne’ fastidiosa, resta ben protetta, e la si può collegare al faretto senza l’uso della prolunga. Il fissaggio avviene mediante una larga cinghia con velcro. Grazie allo spessore morbido che ne agevola il la tenuta in sede, il pacco batteria resta immobile, evitando al contempo di lasciar segni sul telaio.

foto battera sotto orizzontale

In ogni caso è opportuno assicurare bene il cavo, specie se utilizzato con la prolunga, sia nel caso si utilizzi il faretto sulla bici piuttosto che sul casco, in maniera che non si impigli in rami o altri ostacoli sporgenti che si possono trovare sul percorso. Basta semplicemente avvolgerlo a spirale intorno al telaio o farlo passare sotto la maglietta se si usa la luce sul casco, in questo caso mettendo la batteria nella posizione più comoda, che sia sotto la sella, sul reggisella, sulla parte posteriore dell’orizzontale o sul piantone sella.

foto posteriore

Il faretto si aziona facendo pressione su di un tasto posizionato nella parte posteriore del faretto stesso, che è protetto da uno strato di gomma, dove vi sono impresse due frecce. Premendo al centro o verso sinistra si aziona la luce fissa, disponibile in tre intensità. A ogni pressione si passa in sequenza dalla più forte alla più tenue. Premendo verso dx si aziona la modalità intermittente e con ogni successiva pressione si modifica la velocità di intermittenza, per un totale di 4 differenti posizioni. Senza guanti è abbastanza agevole selezionare la modalità desiderata, mentre con i guanti lunghi, specie se voluminosi, è più difficile premere con precisione. Ulteriormente complesso nel caso il faretto sia posizionato sul casco.

A faretto acceso i tasti, dietro alla gomma trasparente che ne garantisce l’impermeabilità, si illuminano di verde a carica massima, poi diventano blu tra il 40 e il 70%, sotto il 40% rosso fisso e sotto il 10% rosso intermittente.

Veniamo dunque alle prestazioni. Se le modalità intermittenti, se non come segnalazione visiva che catturi l’attenzione, ci paiono piuttosto inutili, le tre modalità a luce fissa sono veramente efficienti. Con luce massima, l’illuminazione è veramente buona sia a distanza che in prossimità del faretto e permette di individuare molto bene l’andamento del terreno. Se usata su strada, è bene non puntarla troppo orizzontalmente per non accecare chi giunge sulla carreggiata opposta. La luce intermedia è più che sufficiente a illuminare la strada a distanza utile, mentre quella a intensità più bassa fa buona luce solo se puntata non oltre un paio di metri davanti alla ruota, quindi di fatto effciente solo se usata su strada o comunque per farsi individuare da eventuali automobilisti. In fuori strada è preferibile usare la luce alla massima intensità soprattutto nei tratti veloci, regolando l’inclinazione, in base al terreno su cui ci si trova, mediante la clip di supporto oppure ruotando manualmente la staffa sul manubrio. Non è necessario stringere eccessivamente la staffa poichè il serraggio, grazie gli spessori in gomma, rimane comunque soddisfacente. Nei tratti più lenti, soprattutto in salita, è preferibile la modalità intermedia, che prolunga non poco l’autonomia ed è più che sufficiente a individuare ogni ostacolo. In questo caso è indicato abbassare il puntamento e avvicinarlo a 2 o 3 metri dalla ruota anteriore. Praticamente inutile la modalità economy, a meno che non si sia in riserva di autonomia, ma basta partire con batteria pienamente carica per ovviare al problema.

Notte 40

Vi è infine la funzione dimmer, ovvero una quarta funzione di luce fissa di fatto personalizzabile. A luce accesa, tenendo premuto per oltre 3 secondi il tasto di sinistra, la luce massima tende si attenua sino all’intensità desiderata, che si seleziona semplicemente rilasciando il pulsante. Riaccendendo il faretto da spento con una singola pressione del tasto, si riaccenderà a luce massima, mentre se invece lo si tiene premuto per tre secondi, la luce si riaccenderà all’intensità personalizzata che avevamo precedentemente impostato.
Sullo sconnesso la luce tende a ballare un po’, ma in maniera non eccessivamente fastidiosa, ne’ tale da pregiudicare una buona visuale.
La staffa a vite fornisce, almeno offroad, maggiore solidità rispetto ai fissaggi con gli elastici, che appaiono in ogni caso affidabili, più facili da fissare, ma meno pratici se si vuole ruotare l’attacco manualmente per cambiare direzionalità al fascio di luce.

Per quanto riguarda i tempi di autonomia della batteria, il produttore ne fissa i limiti di durata a 3 ore abbondanti alla massima luminosità e a oltre 15 ore in modalità economy. Non abbiamo verificato personalmente la veridicità circa la durata di 15, anche perché difficilmente si utilizzerebbe così a lungo il faretto in modalità economy.
Riguardo invece alla durata di tre ore possiamo dire che la batteria dura anche di più in modalità luce continua alla massima intensità. Dipende però anche dalla temperatura esterna. È ragionevole ritenere che con temperature rigide, la durata tenda ad abbassarsi. In modalità luce massima il faretto tende a scaldarsi abbastanza, specie se non vi è dissipazione dell’aria con la velocità. Dal momento in cui apre la luce rossa di riserva, prima fissa e poi lampeggiante, restano circa 30/40 minuti di autonomia di luce massima. In ogni caso è consigliabile abbassare l’intensità per prolungarne l’autonomia. In tal caso, almeno all’inizio della riserva, in modalità economy o intermedia la retroilluminazione torna ad essere blu, segno di prolungamento del tempo di durata.

Abbiamo provato a lasciare acceso il faretto alla massima potenza partendo da una condizione di batteria totalmente carica. Dopo 50 minuti la luce è divenuta blu (70%), dopo 2 ore e 10 minuti rossa (40%), dopo 3h e 10 rossa lampeggiante (10%), per poi spegnersi del tutto dopo 4h e 10. La prova è avvenuta indoor. Col freddo è verosimile considerare meno autonomia.
Il tempo di ricarica da batteria totalmente scarica è circa 5 ore e mezza. Il led sul caricabatterie, che è rosso in fase di ricarica, diventa verde a ricarica avvenuta.

Conclusioni

Lo Xeccon Spiker 1210 è veramente un ottimo accessorio sia per chi ama che per chi deve uscire col buio. Sia su strada con luce non necessariamente alla massima potenza, che nel bosco, l’illuminazione è sempre più che sufficiente. Anche la durata può far fronte a qualsiasi esigenza, esclusa forse una 24h in solitaria, senza soste, per la quale l’autonomia potrebbe non essere sufficiente a far fronte a tutte le ore notturne. Molto comodi gli accessori che permettono di fatto di posizionarlo a proprio piacimento praticamente ovunque. Batteria e faretto non sono proprio leggerissimi, ma non è di notte che si cerca la prestazione legata alla leggerezza del bagaglio, ammesso e non concesso che pochi etti di peso siano effettivamente penalizzanti. Sicuramente sarebbe più penalizzante viaggiare leggeri, ma con illuminazione insufficiente che comporta velocità minore e rischi maggiori.

Prezzo di listino: 149,90€

Xeccon è distribuita in Italia da DSB

[ad12]

Devi fare il Login per commentare
  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
Balandi
Balandi

ottima recensione!

una domanda OT, la full nelle foto è la tua bici personale ?

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Si, la full nella foto è la mia personale. Perchè?

Balandi
Balandi

speravo in una recensione….. le bianchi mi stan facendo venire la febbre ultimamente, anche se i montaggi di fabbrica non mi piacciono neanche un po

Emanuele Fusrodah Mauro

Tempo fa avevate fatto la recensione con la lampada 9000lumen con 6 led CREE a 50 euro spedita, io l’ho presa e meglio di quella non esiste nulla

Deroma
Deroma

ciao
premetto sono un fan del pagare il giusto per un prodotto che ne valga e che odio quelli che parlano solo di prezzo, però stavolta dico: se ottengo una buona luminosità anche con un faretto da 50€ spendere il triplo mi sembra veramente duro. alla fine quello che serve è la luce, va bene i mille accessori, la valiggetta ecc ecc. ma 150€ per 4 LED + Batteria è ben più che ben pagato IMHO.
grazie cmq dell’articolo

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Non entro nel merito di come è quanto illumini il tuo da 50 euro. Tu sai come funziona e potrai giudicare leggendo il report se sia gusta la differenza di prezzo…un prezzo che ti ricordo essere di listino e che come spesso accade, almeno on line è spesso inferiore….io non guarderei solo la luminosità. Guarderei anche gli accessori, quindi il range di possibili usi. Guarderei la durata della batteria, la velocità di carica. Il peso. L’ingombro.
Poi è ovvio che l’obiettivo principale è far luce…ma se in ipotesi la luce ce l’ho per mezzora e poi la batteria muore, capisci da te che meglio una cosa che ti dura di più…..è un esempio, non necessariamente calzante col tuo acquisto.
Insomma valuta tu.

rimirkus1975
rimirkus1975

Considerando tutta la dotazione e le caratteristiche mostrate nel test ,siamo ancora nei giusti margini di prezzo, poi effettivamente ci sono lampade a 50€ che promettono meraviglie, ma per esperienza (ne ho una decina di vari modelli) non sempre i lumen promessi sono effettivi! e spesso alla massima potenza si surriscaldano e si spengono. Personalmente quella che ritengo migliore sia per caratteristiche che per fattura ed accessori è la Lupine Betty 14r, ma in questo caso si parla di cifre ben differenti (per un set completo per mtb parliamo di circa 900€ !!)

Honestlypino
Honestlypino

Non capisco perchè per il casco non fanno un supporto con attacco gopro…è il sistema più semplice e in 2 secondi togli e rimetti il faro senza avere uno scomodo velcro o fascia.

sunrider88
sunrider88

Bel prodotto ben fatto ma due considerazioni:uno i led non scaldano semmai è il circuito che li alimenta e se accade non è un indice di longevità ;la seconda è il prezzo,a quella cifra ci vedrei bene la seconda
batteria una comodità non da sottovalutare.

FABIUS_C
FABIUS_C

Mi dispiace deluderti ma è tutto il contrario di ciò che hai detto ….sono proprio i led che scaldano, e ti garntisco che se non li dissipi arriverebbero agevolmente a 90 – 120 °C…. per poi morire.
Infatti dissipare poco o male il corpo illuminante accorcia notevolmente la vita dei Led.
Per il pilotaggio invece parliamo di circuiti che lavorano in pwm e sono molto efficenti, se correttamente dimensionati diventano tiepidi…… la loro funzione è di pilotare i led a corrente costante in modo che non ci siano variazioni “indesiderate” nell’illuminazione…

Scusa la precisazione ma disegno e progetto spesso con questo tipo di circuiti a Led… deformazione professionale….

la progettazione orami la può fare chiunque abbia dimestichezza con l’elettronica …. tutti i produttori di componenti ti mettono a dispozione strumenti incredibili…. e infatti questi prezzi per me non sono giustificati perchè non ci sono ricerche pazzesche dietro (se non da parte di chi costrusce i led , i circuiti integrati e le lenti….. )

esr
esr

Il prezzo di questa lampada in particolare, come pure per lupine, é a mio avviso poco giustificato, soprattutto perché si tratta di design poco funzionali e di qualità a mio avviso bassa.

Non sono però d’accordo a fare un ragionamento sul prezzo unicamente considerando l’elettronica
Bisogna notare che la realizzazione meccanica del prodotto può essere molto costosa. Paragonando ad esempio un tendicatena (tipo e*13) se il design é buono e curato 150 Euro (senza neppure considerare l’elettronica) per una lampada non sono molti! Inoltre anche le batterie rimangono costose!

Rimane comunque il fatto che produttori seri di lampade LED per MTB (che dimensionano ad esempio lo scambiatore termico in modo adeguato ) ce ne sono pochi (lupine compresa). Tutti si limitano a indicare come potenza il numero dei LED moltiplicato per i lumen massimo del LED.
Sono solamente un elettronico DIY , ma é facile capire che questa lampada 20W non li gestisce…(neppure dal punto di vista dell’ elettronica)

rimirkus1975
rimirkus1975

Io non sono un tecnico elettronico, quindi non posso disquisire su componenti e progettazioni; mi limito a confrontare le varie lampade che fino ad ora ho utilizzato, dalle “blasonate” alle “cinesate”, non mi sono mai basato sui lumen dichiarati perché per esperienza non corrispondono mai a quelli effettivi , ma piuttosto dal tipo di led impiegato e dalle caratteristiche degli accumulatori. Nell’utilizzo ho trovato alcuni impianti da poco prezzo che si sono dimostrati piuttosto validi, ma la maggior parte è risultata scadente, altri tipo MagicShine discreti , ma per intensità di luce e affidabilità nell’utilizzo (testata nel tempo!) per ora non ho trovato nulla di meglio della Lupine Betty R 14 , poi ovviamente con l’evoluzione uscirà sicuramente qualcosa di migliore !

esr
esr

lupine trovo abbia una qualità elevata…ma i7 led della Betty R 14 sono troppi (questione di marketing…più ce ne sono meglio é??), 2 max 3 LED xml bastano e avanzano! si fossero concentrati su un ottica più evoluta…

se sei appassionato di lampade guarda SCURION, interessante ma anche molto costose(900.-CHF)!

Io ho solo esperienze con lampade basso csto cinesi…scadenti!

edohcm
edohcm

Regalato…

iaio
iaio

La regola per prodotti di questo tipo e sempre la stessa: sono unici ed esclusivi come un giro in mountain bike nelle tenebre! E più è unico ed esclusivo più lo paghi. E sei disposto a pagarlo. Anzi, più costa e più lo vorresti: bello lo xeccon da 150€, certo che il lupine da 700…. Senza nulla togliere alla oggettiva bontà del prodotto.

federicodi
federicodi

non mi convince la fascia con velcro delle batterie,
fissata su un tubo quasi quadrato ed a sezione costante tiene, ma se il tubo è tondo con sezione decrescente (come la mia) temo che possa muoversi o dondolare.
(io se ho qualcosa che dondola sulla bici vado in fissa, non penso ad altro e mi rovino l’uscita)

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Non si muove nulla. Come scritto nel report, ha uno spessore morbido che la rende immobile perchè viene compresso dalla cintura col velcro e al contempo non lascia segni sul telaio.

Renick
Renick

Io da anni uso Exposure (http://www.ultimatesportsengineering.com/exposure-lights) troppo comode senza cavi e senza problemi, basta cavi e cavetti.
Basta scegliere in base al proprio utilizzo.
Un solo difetto costano un botto 😉

albystarvation
albystarvation

Un discriminante per quanto riguarda i prezzi che incide a volte pesantemente e’ la qualità delle batterie. Xeccon giura di usare celle Samsung, mentre i ‘cinesi andanti’ a volte mettono anche celle finte ( vuote) nei pacchi batteria dei loro faretti!
Ecco perche’ ho comprato una Xeccon da casco, e il prossimo che comprero’ sara’ come minimo una Xeccon da manubrio.
Occhio anche ai circuiti di ricarica: le Litio sono ‘fumine’ se sovracaricate! Quindi un circuito di ricarica che si basi solo sulla tensione del pacco per staccare a mio avviso non e’ da considerarsi sicuro.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Confermo che la batteria è marchiata Samsung