[Test] Faretto Xeccon Spiker 1210

[Test] Faretto Xeccon Spiker 1210

Andrea Sicilia, 07/05/2015
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Andrea Sicilia, 07/05/2015

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Pare che finalmente la stagione volga al bello, le giornate si allungano e di tempo per uscire in bici con la luce del sole ce n’è sempre di più. A differenza dell’inverno dove le uscite serali sono spesso obbligate dalle giornate brevi, in estate con il caldo diventa un piacere uscire in notturna per godersi un clima più fresco. Ecco allora che testare un impianto di illuminazione rimane sempre attuale.

faretto 37

Abbiamo ricevuto da DSB un kit di illuminazione Spiker 1210 prodotto dal marchio Xeccon, specializzato in impianti di illuminazione per diverse discipline sportive.

Analisi statica

Lo Spiker 1210 dispone di un faretto delle dimensioni di 55x45x39mm e dal peso di 144 grammi. Il corpo è in alluminio con un dissipatore di calore rosso utile a impugnarlo quando è caldo. Utilizza 4 Led Xp-G R5 per una luminosità totale di 1600 Lumens.

Foto faretto

La confezione si compone di una pratica valigetta a scomparti che racchiudono i molteplici accessori, facilmente riponibili anche dopo l’uso.

foto 2 foto 3

Gli accessori sono molto numerosi e consistono in:
Batteria – peso 368g
Caricabatteria per presa di corrente a muro
Cavo prolunga per collegare il faretto alla batteria anche a distanza maggiore
Imbragatura per posizionare il faretto sul casco
Varie clip con spessori in gomma per agganciare il faretto su manubrio, attacco manubrio, casco o zaino

accessori vari faretto 7 faretto 2

Sul campo

Abbiamo testato lo Spiker 1210 su MTB e su BDC, sia sulla bici che sul casco. Cominciamo col dire che grazie ai vari accessori e relativi adattatori, si adatta agevolmente sia sul manubrio che sull’attacco manubrio.

foto attacco faretto 18

Il montaggio avviene in pochi secondi, sia con staffa fissa che con staffa che ne consente il puntamento verso il basso. La staffa da serrare sul manubrio mediante vite è dotata di inserto girevole, ed è pertanto possibile orientare lo Spiker 1210 ruotandolo a 360°.

rotazione a sx

faretto 21

Può agganciarsi tramite clip allo zaino oppure lo si può posizionare sul casco grazie all’apposita imbragatura. L’operazione è piuttosto intuitiva e rapida. In questo caso sarà ovviamente necessaria la prolunga del cavo per collegarlo alla batteria. Consigliabile, se messo sul casco, non posizionarlo troppo anteriormente, visto che il peso si fa sentire sui muscoli del collo, meglio quindi posizionarlo più in alto, in maniera che il peso insista perpendicolarmente sul casco, affaticando meno il collo.

foto casco 1

Il montaggio della batteria, piuttosto pesante e voluminosa, risulta abbastanza agevole. Il punto migliore è a nostro giudizio sotto l’orizzontale in prossimità dello sterzo, dove non risulta ingombrante ne’ fastidiosa, resta ben protetta, e la si può collegare al faretto senza l’uso della prolunga. Il fissaggio avviene mediante una larga cinghia con velcro. Grazie allo spessore morbido che ne agevola il la tenuta in sede, il pacco batteria resta immobile, evitando al contempo di lasciar segni sul telaio.

foto battera sotto orizzontale

In ogni caso è opportuno assicurare bene il cavo, specie se utilizzato con la prolunga, sia nel caso si utilizzi il faretto sulla bici piuttosto che sul casco, in maniera che non si impigli in rami o altri ostacoli sporgenti che si possono trovare sul percorso. Basta semplicemente avvolgerlo a spirale intorno al telaio o farlo passare sotto la maglietta se si usa la luce sul casco, in questo caso mettendo la batteria nella posizione più comoda, che sia sotto la sella, sul reggisella, sulla parte posteriore dell’orizzontale o sul piantone sella.

foto posteriore

Il faretto si aziona facendo pressione su di un tasto posizionato nella parte posteriore del faretto stesso, che è protetto da uno strato di gomma, dove vi sono impresse due frecce. Premendo al centro o verso sinistra si aziona la luce fissa, disponibile in tre intensità. A ogni pressione si passa in sequenza dalla più forte alla più tenue. Premendo verso dx si aziona la modalità intermittente e con ogni successiva pressione si modifica la velocità di intermittenza, per un totale di 4 differenti posizioni. Senza guanti è abbastanza agevole selezionare la modalità desiderata, mentre con i guanti lunghi, specie se voluminosi, è più difficile premere con precisione. Ulteriormente complesso nel caso il faretto sia posizionato sul casco.

A faretto acceso i tasti, dietro alla gomma trasparente che ne garantisce l’impermeabilità, si illuminano di verde a carica massima, poi diventano blu tra il 40 e il 70%, sotto il 40% rosso fisso e sotto il 10% rosso intermittente.

Veniamo dunque alle prestazioni. Se le modalità intermittenti, se non come segnalazione visiva che catturi l’attenzione, ci paiono piuttosto inutili, le tre modalità a luce fissa sono veramente efficienti. Con luce massima, l’illuminazione è veramente buona sia a distanza che in prossimità del faretto e permette di individuare molto bene l’andamento del terreno. Se usata su strada, è bene non puntarla troppo orizzontalmente per non accecare chi giunge sulla carreggiata opposta. La luce intermedia è più che sufficiente a illuminare la strada a distanza utile, mentre quella a intensità più bassa fa buona luce solo se puntata non oltre un paio di metri davanti alla ruota, quindi di fatto effciente solo se usata su strada o comunque per farsi individuare da eventuali automobilisti. In fuori strada è preferibile usare la luce alla massima intensità soprattutto nei tratti veloci, regolando l’inclinazione, in base al terreno su cui ci si trova, mediante la clip di supporto oppure ruotando manualmente la staffa sul manubrio. Non è necessario stringere eccessivamente la staffa poichè il serraggio, grazie gli spessori in gomma, rimane comunque soddisfacente. Nei tratti più lenti, soprattutto in salita, è preferibile la modalità intermedia, che prolunga non poco l’autonomia ed è più che sufficiente a individuare ogni ostacolo. In questo caso è indicato abbassare il puntamento e avvicinarlo a 2 o 3 metri dalla ruota anteriore. Praticamente inutile la modalità economy, a meno che non si sia in riserva di autonomia, ma basta partire con batteria pienamente carica per ovviare al problema.

Notte 40

Vi è infine la funzione dimmer, ovvero una quarta funzione di luce fissa di fatto personalizzabile. A luce accesa, tenendo premuto per oltre 3 secondi il tasto di sinistra, la luce massima tende si attenua sino all’intensità desiderata, che si seleziona semplicemente rilasciando il pulsante. Riaccendendo il faretto da spento con una singola pressione del tasto, si riaccenderà a luce massima, mentre se invece lo si tiene premuto per tre secondi, la luce si riaccenderà all’intensità personalizzata che avevamo precedentemente impostato.
Sullo sconnesso la luce tende a ballare un po’, ma in maniera non eccessivamente fastidiosa, ne’ tale da pregiudicare una buona visuale.
La staffa a vite fornisce, almeno offroad, maggiore solidità rispetto ai fissaggi con gli elastici, che appaiono in ogni caso affidabili, più facili da fissare, ma meno pratici se si vuole ruotare l’attacco manualmente per cambiare direzionalità al fascio di luce.

Per quanto riguarda i tempi di autonomia della batteria, il produttore ne fissa i limiti di durata a 3 ore abbondanti alla massima luminosità e a oltre 15 ore in modalità economy. Non abbiamo verificato personalmente la veridicità circa la durata di 15, anche perché difficilmente si utilizzerebbe così a lungo il faretto in modalità economy.
Riguardo invece alla durata di tre ore possiamo dire che la batteria dura anche di più in modalità luce continua alla massima intensità. Dipende però anche dalla temperatura esterna. È ragionevole ritenere che con temperature rigide, la durata tenda ad abbassarsi. In modalità luce massima il faretto tende a scaldarsi abbastanza, specie se non vi è dissipazione dell’aria con la velocità. Dal momento in cui apre la luce rossa di riserva, prima fissa e poi lampeggiante, restano circa 30/40 minuti di autonomia di luce massima. In ogni caso è consigliabile abbassare l’intensità per prolungarne l’autonomia. In tal caso, almeno all’inizio della riserva, in modalità economy o intermedia la retroilluminazione torna ad essere blu, segno di prolungamento del tempo di durata.

Abbiamo provato a lasciare acceso il faretto alla massima potenza partendo da una condizione di batteria totalmente carica. Dopo 50 minuti la luce è divenuta blu (70%), dopo 2 ore e 10 minuti rossa (40%), dopo 3h e 10 rossa lampeggiante (10%), per poi spegnersi del tutto dopo 4h e 10. La prova è avvenuta indoor. Col freddo è verosimile considerare meno autonomia.
Il tempo di ricarica da batteria totalmente scarica è circa 5 ore e mezza. Il led sul caricabatterie, che è rosso in fase di ricarica, diventa verde a ricarica avvenuta.

Conclusioni

Lo Xeccon Spiker 1210 è veramente un ottimo accessorio sia per chi ama che per chi deve uscire col buio. Sia su strada con luce non necessariamente alla massima potenza, che nel bosco, l’illuminazione è sempre più che sufficiente. Anche la durata può far fronte a qualsiasi esigenza, esclusa forse una 24h in solitaria, senza soste, per la quale l’autonomia potrebbe non essere sufficiente a far fronte a tutte le ore notturne. Molto comodi gli accessori che permettono di fatto di posizionarlo a proprio piacimento praticamente ovunque. Batteria e faretto non sono proprio leggerissimi, ma non è di notte che si cerca la prestazione legata alla leggerezza del bagaglio, ammesso e non concesso che pochi etti di peso siano effettivamente penalizzanti. Sicuramente sarebbe più penalizzante viaggiare leggeri, ma con illuminazione insufficiente che comporta velocità minore e rischi maggiori.

Prezzo di listino: 149,90€

Xeccon è distribuita in Italia da DSB

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