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[Test] Freni TRP G-Spec Quadiem

[Test] Freni TRP G-Spec Quadiem

26/02/2018
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26/02/2018

Molti di voi conosceranno questi freni perché sono quelli che Aaron Gwin usa sulla sua bici da DH. Li abbiamo ricevuti in prova nell’autunno dell’anno scorso, e li abbiamo montati sulla Yeti Sb 5.5 che usiamo per i test di durata. Dopo 4 mesi, potete leggerne i risultati.

Caratteristiche

Freno a quattro pistoni, sia all’anteriore che al posteriore.
Pomello di regolazione distanza della leva dal manubrio.
Pinza forgiata in alluminio.
Olio minerale.
Possibilità di regolare l’angolazione del tubo freno per adattarlo al passaggio nel o sul telaio.
Peso rilevato: 317 grammi per freno anteriore, con tubo, senza disco.
Peso disco da 180mm di diametro: 165 grammi.
Prezzo di listino per impianto completo: 399.98 Dollari, 179.99 Euro per freno su CRC.

Quando si tirano fuori dalla scatola i Quadiem lasciano abbastanza sorpresi per le loro dimensioni che ricordano un po’ dei freni da moto: sia la pinza che la leva sono infatti molto voluminosi, e fanno temere di trovarsi di fronte ad un prodotto molto pesante. Alla prova della bilancia la paura si rivela infondata, infatti pesano circa 160 grammi in meno degli SRAM Code e, con 317 grammi, si lasciano montare senza tante paturnie anche su una bici da enduro/all mountain.

Il montaggio è molto facile: ho dovuto accorciare entrambi i tubi per adattarli alle misure della Yeti, senza doverli neanche spurgare. In ogni caso, l’operazione di spurgo è molto semplice e del tutto identica a quella dei freni Shimano. Per questo motivo potete usare il kit di spurgo del marchio giapponese, e anche lo stesso tipo d’olio, che è del semplice olio minerale.

Il collarino viene fissato al manubrio tramite una vite esagonale, sono disponibili anche gli adattatori I-Spec I e II per il manettino Shimano oltre al matchmaker per quello SRAM.

Le pastiglie disponibili sono le metalliche, che vedete sulla sinistra della foto qui sopra, e le semimetalliche. Ai più attenti non sfuggirà la forma identica a quelle degli Shimano Saint, ed infatti è possibile usare queste ultime sui TRP Quadiem.

Due i tipi di disco a disposizione: quelli in pezzo unico, che sono stati usati durante il test (180mm davanti e dietro), e quelli in due pezzi, entrambi con 6 buchi per il fissaggio sul mozzo.

Sul campo

Il test è iniziato con le pastiglie semimetalliche. La fase di rodaggio, seguendo il manuale delle istruzioni, prevede circa 20 frenate da 25 km/h a 8 km/h quando pastiglie e dischi sono nuovi. Pur non avendola seguita alla lettera, i freni diventano efficaci senza grossi problemi. Dico da subito che i Quadiem non sono dei freni on/off, malgrado le loro dimensioni che potrebbero farlo pensare. Le loro caratteristiche chiave sono la modulabilità e la consistenza in ogni situazione e nel tempo. All’inizio sono rimasto quasi un po’ deluso per la potenza, che mi aspettavo essere brachiale, poi ho capito che questa si nasconde sotto la pressione della leva: premendola con un dito è necessaria una discreta forza per arrivare a bloccare le ruote. Se prendiamo come esempio i Saint, che inchiodano quasi subito, i TRP Quadiem sono quasi l’esatto contrario: è il rider che decide come si comportano, proprio a seconda della pressione sulla leva. Un comportamento che a me piace molto, perché il dosaggio è facile ed intuitivo. Tanto per fare un esempio, per “pinzare” l’anteriore quando si affronta un tornantino stretto e alzare la ruota posteriore per farla girare intorno alla curva, so che devo premere con forza la leva, e così mi è più facile evitare bloccaggi indesiderati che mi farebbero perdere il controllo.

La leva in alluminio dà un senso di sicurezza e di controllo piuttosto unici nel campo della MTB, perché la superficie su cui si appoggia il dito è molta, dando tanto feedback e sensibilità in ogni situazione. Sono le dimensioni maggiorate a fare la differenza fra i TRP Quadiem e gli altri freni che si trovano sul mercato: la pinza dissipa il calore molto bene grazie alla superficie generosa, e rende il freno costante nel suo comportamento in ogni situazione, soprattutto nelle discese lunghe ed impegnative. Negli oltre quattro mesi di test non ho avuto uno spostamento del punto di frenata che sia uno. Sono probabilmente i freni che mi hanno dato la maggior sensazione di sicurezza fra quelli che ho provato.

Dopo circa metà del test TRP mi ha mandato un set di pastiglie metalliche da montare all’anteriore e al posteriore, dicendo che sono più potenti. Detto fatto, le ho montate e ho cominciato a provarle. Sono sì più potenti, ma non stravolgono il carattere del freno che rimane quello descritto sopra. In compenso si consumano più lentamente e sono più rumorose, in particolare quando sono fredde o bagnate.

A livello di consumi, devo dire che i Quadiem sono abbastanza parsimoniosi nell’uso delle pastiglie e, cosa più interessante, le consumano in maniera regolare sulla loro superficie utile, come potete anche vedere dalla foto. Anche i dischi sono robusti e, ad ora, non mostrano scanalature dovute al contatto con le pastiglie, malgrado la stagione invernale e le tante uscite con il bagnato.

Conclusioni

I TRP G-Spec Quadiem hanno il loro punto di forza nella modulabilità e nella costanza delle prestazioni, indipendentemente dalle condizioni meteo e dal livello di consumo delle pastiglie. Sono freni potenti ma facili da gestire. Le loro dimensioni generose, in particolare quelle della leva, li rendono molto robusti e danno una grande sensazione di sicurezza. La manutenzione è molto semplice.

Update 7 luglio 2018

Freno anteriore con pistoncini che non tornano in posizione, provocando sfregamento delle pastiglie sul disco e rumori spaccanervi.

TRP

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Stepin8
Stepin8

La vera notizia è che Gwin monta i freni

logio
logio

Gli servono per fermarsi dopo che ha passato il traguardo

bomba a mano
bomba a mano

Hai vinto tutto!!!😂😂😂😂

kiko5
kiko5

Insomma sembrerebbe un bel prodotto. Tra Saint, Hope tech3 E4 e questi quali monteresti in una tua bici per fare Am/enduro?

BAROLO71
BAROLO71

la leva sembra un po’ quella dei Magura da 2 dita…con un dito si riesce a frenare bene?

fitzcarraldo358

Per fortuna qualcuno fa ancora leve tipo "a due dita"… per me che freno col medio le leve a un dito su cui si stanno orientando tutti sono un problema…

L' endurista ignorante
L' endurista ignorante

Freni col medio!?!?!?
Ma non stai scomodo?

pistola74
pistola74

Ciao Marco, invece tra questi TRP e i magura MT 5 (o 7), se li hai potuti usare, quali preferiresti e perché?
E grazie della prova, la stavo aspettando!

Lucky86
Lucky86

sembrano equivalenti e sovrapponibili agli hope, almeno per le sensazioni che ho letto, però forse questi , pur essendo poco diffusi, sono compatibili con spurgo e pastiglie shimano. direi ottima cosa!

klasse
klasse

Anche gli Hope E4 sono compatibili con le past shimano, quelle dei vecchi xt 4 pist, che attualmente trovi in versione sinterizzate a partire dai 5,99 fino agli 7,99 al paio. Originali shimano sinterizzate. Io uso quello sugli hope, si consumeranno un pochino di più delle originali hope ma frenano meglio e costano come una birra media. Ogni due uscite di park le cambio di ufficio e mai un problema.

kiko5
kiko5

Sempre in casa TRP che differenze ci sono tra i G-spec quadiem e i Quadiem? A prima vista solo la leva freno, c'è altro?

Cavalera cicli
Cavalera cicli

eccezionali, li uso da qualche mese ormai sulla e-bike e sono gli unici freni che riesco ad alternare agli Hope E4

Filippo Proserpio

Ottimi freno, montati sulla E-bike, presi da ridewill.it

gargasecca

[QUOTE="marco, post: 8331364, member: 1"]Non ho provato gli Hope, ma fra questi e i Saint userei questi[/QUOTE]

Me lo dicesti tanti anni fa…un freno che si chiama "speranza"…:paur:


Eppure…sono stati i migliori che ho avuto.


Senti…ma quindi la leva…è un 2 dita direi…:nunsacci:

carbs
carbs

A parte l’online, il mio meccanico/negoziante mi chiede chi li importa . Informazioni ? grazie

vitamin
vitamin

Li monta anche Remy Metailler sulla Cube con cui ha corso la Valparaiso Cerro Abajo (bike check pubblicato pochi giorni orsono)

krj

[QUOTE="carbs, post: 8331558, member: 24181"]A parte l'online, il mio meccanico/negoziante mi chiede chi li importa . Informazioni ? grazie[/QUOTE]

prova a metterlo in contatto con Ridewill  😉

matteo_m.

[QUOTE="klasse, post: 8331647, member: 44344"]Anche gli Hope E4 sono compatibili con le past shimano, quelle dei vecchi xt 4 pist, che attualmente trovi in versione sinterizzate a partire dai 5,99 fino agli 7,99 al paio. Originali shimano sinterizzate. Io uso quello sugli hope, si consumeranno un pochino di più delle originali hope ma frenano meglio e costano come una birra media. Ogni due uscite di park le cambio di ufficio e mai un problema.[/QUOTE]

Gli Hope E4 ed M4 sono compatibili anche con le pastiglie Saint

nede333
nede333

Ma qualche difetto no? Non capisco come mai generalmente nelle recensioni su mtb-mag è difficile trovare un’analisi critica dove si intravvedono anche i punti negativi di un prodotto…

DoubleT
DoubleT

ho avuto gli m4 prima e gli e4 poi… mai e mai più freni a 4 pistoni, un dramma a farli uscire e rientrare correttamente nel corpo della pinza, sempre almeno uno di inchiodato.
e con gli altri freni… sempre sfregamenti e ad ogni uscita sempre a ricentrare le pinze.
tanto che a me vien da dire che se le ruote più grandi fossero venute fuori prima, mi sa che saremmo ancora con i vecchi, silenziosi e più leggeri v-brake visto che adesso avrebbero un braccio più grande della coppia generata dalla forza che si oppone al moto durante la frenata. motivo tale per cui i freni a disco ancora stentano ad imporsi sulle bici da strada, e siccome bisogna comunque imporli ecco che si sono inventati le gravel.

albatros_la
albatros_la

È un visione semplicistica, e ricamarci sopra della dietrologia non aiuta.
I dischi hanno molti vantaggi che un freno a pattino non può avere. Modulabilità, regolarità della pista frenante, manutenzione legata al solo impianto frenante (i.e. non devi cambiare il cerchio perché è consumato), potenza della frenata, facilità a lavorare in ambiente “sporco”, e chi più ne ha più ne metta.
I cerchi di oggi, tra l’altro, sono costruiti in modo diverso proprio perché non devono sopportare la pinzata dei freni. Questo va a vantaggio della leggerezza delle masse rotanti, anche se il computo totale in termini di peso va a vantaggio dei “vecchi” freni a pattino.
Costo e peso totale sono davvero gli unici vantaggi di un sistema V-brake su una MTB.
Sono parzialmente d’accordo sul discorso BDC. Qui ci sono più maniaci del peso che nella MTB, e il freno a ganascia è potente e modulabile quanto basta per la maggior parte dei ciclisti. Nondimeno il mondo della BDC sta scoprendo i vantaggi dei dischi e pian piano si stanno facendo strada anche da loro…
Non tutto è marketing e no: non credo proprio che le gravel le abbiano inventate per piazzare altri freni a disco!

dde
dde

Mi sembrava di aver più volte letto che con il bagnato e soprattutto cerchi in carbonio si arriva lunghi…poi non so…faccio poca BDC e quella che ho non si merita cerchi in carbonio :))

tylerdurden71
tylerdurden71

Adesso vien fuori che i freni a disco sono inutili: solo marketing! 🙂

marpa
marpa

[QUOTE="DoubleT, post: 8332011, member: 79213"]ho avuto gli m4 prima e gli e4 poi… mai e mai più freni a 4 pistoni, un dramma a farli uscire e rientrare correttamente nel corpo della pinza, sempre almeno uno di inchiodato.

e con gli altri freni… sempre sfregamenti e ad ogni uscita sempre a ricentrare le pinze.

tanto che a me vien da dire che se ruote più grandi fossero venute fuori prima, mi sa che saremmo ancora con i vecchi, silenziosi e più leggeri v-brake visto che adesso avrebbero un braccio più grande della coppia generata dalla forza che si oppone al moto durante la frenata.[/QUOTE]

Io ho gli Hope V4 da due stagioni e una volta rodati e centrati con la procedura suggerita d Hope ci ho fatto tutta la stagione senza più toccarli  ed assolutamente nessuno sfregamento del disco anche da caldi . Non usando la bici in inverno li smonto  ed prima di iniziare la stagione cambio l’olio. Tra l’altro lo spurgo non richiede siringhe e connettori speciali .. mi è appena arrivata la Capra AL Comp che ha i Code e mi sa che li tolgo e ci monto gli Hope

DoubleT
DoubleT

liberissimo di farlo

tylerdurden71
tylerdurden71

Anche io ho gli Hope, sinceramente non ho mai avuto problemi di centratura o uscita dei pistoni.

gargasecca

[QUOTE="DoubleT, post: 8332011, member: 79213"]ho avuto gli m4 prima e gli e4 poi… mai e mai più freni a 4 pistoni, un dramma a farli uscire e rientrare correttamente nel corpo della pinza, sempre almeno uno di inchiodato.

e con gli altri freni… sempre sfregamenti e ad ogni uscita sempre a ricentrare le pinze.

tanto che a me vien da dire che se ruote più grandi fossero venute fuori prima, mi sa che saremmo ancora con i vecchi, silenziosi e più leggeri v-brake visto che adesso avrebbero un braccio più grande della coppia generata dalla forza che si oppone al moto durante la frenata.[/QUOTE]

Scendi con i v-brake…:hahaha:

pk71
pk71

Vista tutto l’avanzamento tecnogico dei materiali, magari andrebbero bene anche quelli a tamburo, o quelli a contro pedale…….

fitzcarraldo358

[QUOTE="L' endurista ignorante, post: 8332140, member: 239938"]Freni col medio!?!?!?

Ma non stai scomodo?[/QUOTE]

no, anzi… preferisco la presa con pollice ed indice a cingere il manubrio e trovo più comodo usare il medio per il freno… certo ci vogliono leve adatte, io uso le Formula classiche (non i nuovi Cura insomma), con altri tipi a volte è proprio impossibile.

remox60
remox60

Come vanno in fatto di spazio per il disco? È facile o meno che le pastiglie vadano a toccare lo stesso producendo il simpatico zing zing in pedalata? Grazie…tieni conto che sono stato il primo in valtellina a cambiare le ruote della sua mtb per poter montare i Formula meccanici, e da allora ne ho viste di tutti i colori! Io personalmente preferisco un attacco aggressivo della “pinzata”, non on-off, e non ho avuto dubbi, dopo un po’ di uso, a cambiare gli SRAM con i Formula Oval per avere cattiveria. Si sa che i Formula “cattivi” hanno per contro un ridotto spazio tra le pastiglie e non è sempre facile tenerli silenziosi in pedalata.
Ciao a tutti dalle alpi

pk71
pk71

Il fatto di non avere la regolazione del punto di contatto li penalizza rispetto ad altri modelli di pari fascia?

SEBULBA
SEBULBA

Cito testualmente l’articolo di Daniel Naftali del 07/10/17:
“Conosciute con il nome di “sinterizzate”, “semi-metalliche” o impropriamente “metalliche”, le pastiglie semimetalliche sono caratterizzate da una mescola contenente poca resina ed una grossa componente di parti metalliche.
In realtà tutte le pastiglie in commercio sono semimetalliche, perchè una certa componente di resina è sempre necessaria per assicurare una sufficiente potenza frenante a freddo. Una pastiglia di sole particelle metalliche non solo mangerebbe troppo rapidamente il disco, ma avrebbe anche un pessimo comportamento a freddo.”
Perchè nell’articolo si parla di pastiglie semimetalliche e metalliche? Daniel Naftali ci insegna che queste ultime in realtà non esistono. Attendo delucidazioni in merito.

l.j.silver
l.j.silver

interessanti, grazie.

ciccioo

299 euro completi di dischi 203/180……quasi,quasi vendo i cura.Sembrano dei bestioni vederli cosi, le pinze sembrano immense.

marpa
marpa

[QUOTE="DoubleT, post: 8332023, member: 79213"]liberissimo di farlo[/QUOTE]

Scusa ma Non ho capito a cosa ti riferisci

Falco69
Falco69

Ho letto che hanno parecchia corsa a vuoto e se hai le mani piccole, non avendo la regolazione della distanza pistoni/pasticche, sei costretto ad avvicinare tanto la leva al manubrio e quando freni la leva arriva quasi al manubrio. Vero?

Falco69
Falco69

Inoltre Marco, se hai provato i zee, mi puoi dire eventuali differenze? Grazie mille

Grammy

.. @marco sai per caso se spina e ogiva per accorciare il tubo sono gli stessi degli ultimi saint/zee ?
..questi per intenderci : http://www.chainreactioncycles.com/it/it/ogiva-spinotto-bh90-shimano-/rp-prod69605
..grazie

bortolucamtb

Che differenze ci sono tra i quadiem g-spec e quelli normali?? Dal sito non mi è molto chiaro…