[Test] Trek Fuel EX 9.8 29

[Test] Trek Fuel EX 9.8 29

04/02/2019
Whatsapp
04/02/2019

La Fuel EX è la bici dedicata al trail riding di casa Trek. Disponibile in vari modelli ed allestimenti, partendo da un telaio in carbonio OCLV o alluminio, e ruote da 29’ oppure 27.5 plus. Nata nel lontano 2008 (originariamente con ruote da 26’), aveva 120mm di escursione ed era proposta come modello da all mountain. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e la Fuel ha subito varie evoluzioni seguendo, ma anche anticipando, le tendenze tecniche della categoria.

Trek Italia ci ha consegnato una Fuel EX 9.8 29 con la quale ho potuto scorrazzare per piu di un mese su diversi tipi di trail con uscite anche superiori ai 2000m di dislivello.

A prima vista la Fuel EX appare più piccola della taglia effettiva, probabilmente per la compattezza del triangolo principale che ha uno slooping molto pronunciato. Anche il fuorisella appare elevato, ma è solo una conseguenza della elevata inclinazione del tubo orizzontale e comunque contribuisce a dare un aspetto accattivante ed aggressivo . Molto sexy anche il bilancere oversized in pezzo unico in carbonio.
La colorazione minimalista con finitura opaca mi sembra azzeccata, ma qui siamo nel campo delle preferenze personali. Ci sono comunque altre opzioni di colorazioni visibili sul sito Trek ma con un sovrapprezzo di €600.

La Fuel EX 9.8 29 in sintesi

Categoria: trail bike
Materiale telaio: carbonio OCLV , carro parzialmente alluminio
Formato ruote: 29”
Taglie disponibili: 15.5 ,17.5 , 18.5, 19.5, 21.5 pollici
Schema sospensione: quadrilatero con ABP e ammortizzatore flottante
Geometrie variabili: sì (+- 0.5°)
Corsa ant/post: 130/130 mm
Boost: sì
Ammortizzatore metrico: sì (210×52,5mm), trunnion mount.
Ruote e coperture tubeless ready: sì
Trasmissione: 1×12 con corona 32T / pedivelle 175 mm
Attacco per deragliatore: no
Attacco ISCG: sì
Attacco portaborraccia: sì
Disponibilità solo telaio: sì
Taglia in prova: 19.5 (M/L)
Altezza tester: 181cm. Cavallo (sella-movimento centrale): 78cm.
Peso rilevato 12.6 kg senza pedali.
Prezzo: € 4.999

Analisi statica

Angolo sterzo relativamente aperto, per la categoria, di 67°, reach 465mm, angolo tubo sella di 74°. Numeri che seguono il trend attuale anche se non con valori esagerati Trek ha voluto anche spingersi in soluzioni ardite, nate dalla costante ricerca di miglioramento del prodotto. Andiamo qui di seguito ad analizzare le più degne di nota.

Straight Shot & Knock Block. Gli ingeneri di Trek sono andati alla ricerca della maggior rigidità del triangolo anteriore ed è per questo motivo che hanno creato un tubo obliquo che non è più curvato sotto la serie sterzo, ma ha una forma rettilinea fino alla zona del movimento centrale. Questa soluzione assicura una maggior rigidità del telaio a peso inferiore. Tutto solo un vantaggio? Non proprio. Infatti la curvatura che nella maggior parte dei telai si trova sotto la zona sterzo serve a creare spazio all’archetto della forcella che altrimenti impatterebbe sul tubo obliquo. Questo problema è stato ovviato con un sistema di limitazione di sterzata chiamata appunto Knock Block. Questo sistema proprietario prevede l’utilizzo di attacchi manubri ed eventuali spessori appositi che hanno una scanalatura dove una linguetta in alluminio limita l’angolatura.

Fortunatamente Trek ha previsto anche la possibilità di utilizzare attacchi di altre marche a preferenza del biker. A questo punto è sufficiente eliminare l’apposito fermo e a proteggere il telai dall’eventuale impatto con la forcella ci pensa la protezione in gomma incollata nella parte alta del tubo obliquo.

Geometria regolabile con Mino Link. Anche Trek ha scelto la possibilità di fare personalizzare l’assetto tramite due distanziali che a seconda di come si posizionano vanno a variare l’angolo sterzo di 0.5° e di conseguenza anche l’altezza del movimento centrale da terra di 0.9mm. Questi valori non stravolgono la natura della Fuel ma aiutano ad adeguare l’handling della bici alle proprie preferenze e caratteristiche di riding. L’inversione dei due “flip chips” , anche se operazione relativamente facile, non credo sia stata ideata da fare “on the fly” sul trail, piuttosto la vedo maggiormente come un’opzione da provare per poi fare una scelta e mantenerla invariata.

Mi è piaciuta da subito la posizione piu’ “aperta” di sterzo che non mi ha dato problemi di pedal stike ma ha esaltato le capacità discesistiche della Fuel EX.

Sospensione a quadrilatero con ABP e sospensione Full Floater Active Braking Pivot. Un sistema usato da tempo da Trek (simile allo Split Pivot di Dave Weagle), dove l’asse della ruota coincide con il centro di rotazione della sospensione Obiettivo del sistema è separare l’azione della sospensione dalle forze indotte dalla frenata. Da notare anche che a differenza di altri schemi a quadrilatero dove l’ammortizzatore è ancorato nella parte bassa ad un punto fisso, nella Trek invece è fissato ad un prolungamento deli foderi bassi che quindi danno all’ammortizzatore la caratteristica di essere completamente flottante descrivendo una curva parzialmente  degressiva nella parte finale che ben si adatta alle caratteristiche delle sospensioni ad aria.

Ammortizzatore RE:Aktiv con Thru Shaft: sviluppato in collaborazione con l’americana Penske non è una novità assoluta ma un’evoluzione di una soluzione introdotta già in altri modelli Trek. Penske è un colosso USA con interessi in vari campi automotive ma è più noto per il coinvolgimento nel motorsport con team della Nascar e Indycar. Trek ha acquisito su licenza un brevetto Penske e lavorando in collaborazione con Fox ha sviluppato un ammortizzatore ad uso esclusivo

Cosa distingue il Re:active da altri ammortizzatori? Sostanzialmente fanno a meno dell’IFP (pistone flottante) e della relativa camera con azoto compresso. Questo è stato possibile utilizzando uno stelo valvola non interrotto (esce dalla parte bassa dell’ammo) in modo di bilanciare i volumi di olio prima e dopo il pacco lamellare. L’assenza di gas compresso e delle tenute dell’IFP rende l’azione dell’ammortizzatore molto più sensibile ai piccoli urti oltre che diminuire le frizioni interne, Maggiori dettagli nel video qui sotto.

Geometria

Assetto di partenza

Ho regolato l’altezza sella alle mie misure e regolato il sag anteriore e posteriore seguendo la pratica sezione Calcolatore per sospensioni nel sito Trek. Il risultato è di 75psi con 19mm di sag per la Fox 34 e 195psi con 15mm sag per l’ammortizzatore, pari a circa il 28% di affondamento statico. A parte la regolazione di alcuni clik dell’idraulica devo dire che le indicazioni del sito Trek erano perfette per me.

Posizione in sella

A primo acchito, appena montato in sella, non mi sono trovato subito a mio agio. La posizione mi sembrava un po’ troppo arretrata ed allungata. Credo che questo dipenda anche dal mio notevole fuorisella che, complice la marcata inclinazione del tubo sella, tende ad arretrare troppo la il peso.
Ho rimediato spostando quasi totalmente la sella in avanti ma ancora non ero perfetto, mi sarebbe forse servito un attacco manubrio più corto di quello da 60mm in dotazione, ma purtroppo non ne avevo a disposizione.
Per ultimo, il manubrio Bontrager Line Pro, di larghezza 750 mm mi stava leggermente stretto, avrei preferito un 780mm.

Sul campo

Salita

Che la Fuel EX fosse una gran scalatrice me ne sono accorto già dalle prime salite asfaltate. Grazie al peso contenuto, alle gomme relativamente scorrevoli montate su cerchi Bontrager in carbonio, ma soprattutto alla possibilità di bloccare le sospensioni, la Trek reagisce ad ogni impulso di pedalata con brio anche se non la si può definire scattante. Del resto non ci troviamo davanti ad una bici da XC ma ad una trail tutto fare.

La sospensione, una volta spostata la levetta del Fox Re:Aktiv in posizione intermedia, è priva di fastidiose oscillazioni ma copia bene ogni asperità del terreno. Con la Fuel EX sono riuscito a superare tratti tecnici molto ripidi senza problemi, solo spostando il peso in avanti, ma non in modo esagerato. La trazione è veramente notevole, grazie anche alle ottime gomme Bontrager da 2.4 di sezione. Anche i tornantini in salita, se affrontati con la corretta cadenza di pedalata, si superano con una naturalezza disarmante. La sospensione non affonda, resta sempre ben sostenuta quindi riesco facilmente a tenere il peso centrale sulla bici. Malgrado ciò avrei preferito avere un angolo sella leggermente più verticale, questo anche per ovviare di dover utilizzare la sella tutta spostata in avanti.

La cambiata è secca e precisa. Lo Sram GX 12 è una garanzia, accoppiata ad una guarnitura Truativ in alluminio con pedivelle 175mm e corona da 32T si è rivelata all’altezza in ogni condizione.

Discesa

Una volta aperta completamente l’idraulica, sono rimasto subito colpito da quanto sia efficiente e “plush” la sospensione posteriore. La Fuel EX si mangia letteralmente il trail mantenendo contatto col terreno in quasi tutte le situazioni. certo, non è un’enduro, ed i limiti di travel prima o poi si fanno notare, ma per avere solo 130mm di escursione dà la sensazione di avere più corsa.

Ho notato anche molto nettamente la capacita di restare attiva anche in frenata grazie all’ABP. Devo ammettere che dopo le prime discese ho iniziato ad apprezzare molto anche l’anteriore. La Fox 34 anche se fornita nella versione con idraulica GRIP, rimane ben sostenuta mantenendo aperto l’angolo sterzo (67° in posizione bassa) a tutto vantaggio della sicurezza in velocità.

Non so se fosse per via della rigidità del telaio o della bontà della gomma anteriore Bontrager XR3 da 2.4″, ma la bici mi infondeva una sensazione di essere sempre in pieno controllo anche nell’impostare le curve. Avvicinandosi al limite si avverte molto bene quando l’anteriore inizia a perdere grip, si entra in una zona grigia dove si ha ancora il tempo di caricare l’anteriore. A quel punto la Fuel riprende aderenza magari scodando leggermente. Questa caratteristica si è fatta veramente apprezzare lungo tutta la durata del test. Anche molto apprezzate le gomme Bontrager XR4-XR3 Team Issue da 120 tpi fornite latticizzate, sia per il grip che per la relativa scorrevolezza, ma soprattutto per la robustezza ed affidabilità dovuta anche alla protezione “Inner Strength” sui fianchi.

Per contro, qualche problema me lo hanno dato i freni. Gli Shimano SLX montati con rotori da 180 non è che manchino di potenza, ma hanno evidenziato un problema di punto di attacco della frenata, con le leve che non avevano un comportamento costante. Forse, per una bici di questa gamma di prezzo, sarebbe stato lecito aspettarsi un prodotto più di alta gamma. Stesso discorso per il reggisella telescopico della Bontrager da 150 a funzionamento idraulico: non ho avuto problemi di affidabilità ma il comando è veramente duro da azionare con il pollice sinistro e con temperature vicino allo zero si induriva ulteriormente. Una discreta tortura.

Conclusioni

La Trek Fuel EX 9.8 è una di quelle bici che ridefinisce i limiti della sua categoria di appartenenza. Oggi con una sospensione da 130mm e ruote da 29pollici ci si può spingere in aree che solo un paio di anni orsono erano off limits. Grazie alla geometria, l’ottima sospensione posteriore Re:Aktiv , il rapporto peso/rigidità e ad una buona scelta di componenti la Fuel EX incarna la vera natura della trail bike moderna. Consigliabile ad una larga fascia di bikers, dal neofita al rider esperto che magari vuole tenere solo una bici in garage.

Prezzi e opzioni a questo link.

Trek