MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | [Test] Ibis Mojo HD3

[Test] Ibis Mojo HD3

[Test] Ibis Mojo HD3

11/05/2015
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11/05/2015

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Apriamo con questo articolo una serie di test di mountain bike da enduro che non hanno partecipato alla nostra comparativa di novembre 2014 per motivi di tempistica. Nel caso della Ibis Mojo HD3, il nuovo telaio della casa di Santacruz (ebbene si, anche loro provengono da lì) era stato appena presentato e non era ancora pronto per i test dei media.

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Il numero 3 sta per la terza generazione del telaio Mojo che, per l’occasione, è stato riprogettato completamente, rimanendo fedele al sistema di sospensione DW Link, dove DW sono le iniziali di Dave Weagle, solito firmare le cinematiche Ibis. Sistema molto apprezzato da chi scrive, dopo un uso intenso della Ripley durante tutta la scorsa stagione. Non solo, Ibis si affida come tradizione al carbonio per il telaio: sia il triangolo anteriore che il carro sono infatti in fibra.

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La bici è stata costruita con le ruote da 27.5″ in mente, ormai lo standard per questa escursione posteriore, 150mm. Rispetto alla vecchia Mojo, anche la geometria è stata modernizzata, con un angolo sterzo di 66.6° se si monta una forcella da 160mm come nel test, mentre i gradi sono 67° con 150mm di escursione all’anteriore. L’altezza del movimento centrale è di 344mm, mentre la lunghezza dei foderi posteriori è di  430mm.

Già dai numeri di può capire di dove si vada a parare: la Moho HD3 vuole essere una bici polivalente, distanziandosi dal trend di costruire una bici da enduro che, di fatto, diventa poi una mini DH. Qui sotto trovate le geometrie, a seconda che si monti una forcella da 150 o 160mm (quella in test è una Fox 36 da 160mm).

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Al posteriore troviamo un ammortizzatore Cane Creek DB Air InLine con le classiche quattro regolazioni esterne: rispettivamente compressione e ritorno alle alte/basse velocità, oltre che la levetta che chiude il ritorno e la compressione alle basse per quando si è in salita. Il funzionamento è del tutto simile al Double Barrel che abbiamo testato in precedenza, però con un notevole risparmio di peso ed ingombro.

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Parlando di ingombro, Ibis è stata attenta a lasciare spazio ad un portaborraccia. Anche qui, come vedremo in seguito, lo scopo ultimo è quello di rendere la bici polivalente.

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Altro dettaglio interessante è il passaggio cavi: permette di alloggiare il cavo del deragliatore posteriore e il tubo del freno (Shimano XT nel nostro caso) del tutto internamente o di farli uscire poco prima del movimento centrale, oltre al cavo del reggisella telescopico. Certo, il tubo del freno (senza adattatore quick release per staccarlo senza doverlo spurgare) che passa internamente può essere visto come una noia, ma le linee del telaio restano così pulite. Notare che nella bici test il passaggio interno si interrompe alla fine dell’obliquo.

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Generosa la protezione dell’obliquo dai sassi alzati dalla ruota anteriore.

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La trasmissione sulla bici in prova è un mix fra Shimano XTR (deragliatore posteriore, pacco pignoni 11-40, manettino e catena) e una pedivella Race Face Turbine con corona da 30 denti. Per chi ama la doppia, esiste l’attacco del deragliatore anteriore, posto sul retro del tubo sella.

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Una Fox Float 36 RC2 (qui il nostro test) si prende carico dei 160mm di escursione anteriore, mentre stranamente corto è il manubrio di serie, un Ibis Hi-Fi da 740mm. Non fate caso agli spessori, si tratta di una bici test.

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L’attacco è un Thomson da 40mm di lunghezza.

Di casa Ibis le massicce ruote 741 con canale interno di 35mm, di cui ci eravamo già occupati lo scorso anno, su cui sono montate delle Maxxis 27.5 x 2.30 Minion DHF F60 3C/EXO TR.

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Il reggisella telescopico è un KS LEV Integra da 125mm di escursione, con passaggio interno del cavo.

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Salita

Dicevo poco fa di quanto io apprezzi il DW Link, ed il motivo primo sta nella sua neutralità in fase di pedalata: anche lasciando l’ammortizzatore aperto, la HD3 non si mangia via il sag nelle rampe ripide, né soffre di bobbing. Il tutto mantenendo una sensibilità ai piccoli urti di prim’ordine, cosa che si trasforma in trazione.

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Come avrete capito, qui siamo di fronte ad una cinematica che non ha bisogno di piattaforme stabili o particolari set up dell’ammortizzatore per esprimersi al meglio, motivo per cui vedrei bene uno dei nuovi ammortizzatori Fox Float DPS al posto del cervellotico CK Inline. Sul sito Cane Creek si può trovare la cosiddetta “Base Tune” per ogni modello di bici, ma se si vuole tirare fuori il meglio dalle sue potenzialità bisognerà armarsi di pazienza e taccuino.

In salita si nota come questa sia una bici che non si può definire meramente da “enduro”. Sicuramente questa è la parola magica per vendere una mountain bike nel 2015, ma la HD3 tende di più all’all mountain: le geometrie non esasperate, così come l’escursione posteriore da 150mm, ne fanno una buona arrampicatrice, probabilmente anche più che buona se si monta una forcella con 150mm di escursione. Con la Fox 36 l’avantreno è piuttosto alto, e quando si affrontano salite ripide bisogna lavorare con il torso per tenere l’anteriore attaccato al terreno. Troppo faticoso per lunghi giri alpini, a cui invece la HD3 si presta.

Discesa

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Cerchi in carbonio con canale interno da 35mm, una delle forcelle più performanti in assoluto, sospensione supersensibile, geometria moderna: mi aspettavo grandi cose dalla HD3 in discesa e non sono rimasto deluso. In piena tradizione DW link la sospensione posteriore lavora alla grande sia sui piccoli che sui grandi urti, la sua linearità si impenna solo verso il fine corsa, ma non si mangia via il sag. All’anteriore la 36 compensa i “soli” 150mm di escursione al posteriore, non facendo una grinza neanche su impatti di grande entità.

Proprio la “limitata” escursione posteriore rende la HD3 molto agile e giocosa, complici anche i foderi posteriori piuttosto corti. Si gira molto bene bello stretto, e questa è una delle caratteristiche per cui ce la vedo molto bene sui sentieri alpini tecnici, sia in salita che in discesa.

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Le ruote necessitano di un po’ di tempo per potercisi abituare, dato che tendono a squadrare la gomma e quindi ne influenzano il comportamento in curva: se da un lato la precisione di guida è enorme, grazie allo spanciamento praticamente nullo della gomma, dall’altro quando si va in piega la gomma tende a mollare la presa con meno preavviso rispetto a quando è montata su cerchi meno larghi. Un grande vantaggio è il poter girare a pressioni più basse del solito, sopratutto quando si necessita di trazione come in caso di bagnato.

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Fra tutti questi elogi quello che stona è il manubrio: troppo stretto per una bici come la HD3, e per di più, già che si parla dell’altezza dell’anteriore in combinazione con una forcella da 160mm, anche troppo rialzato. Una scelta piuttosto difficile da capire, anche considerando che ormai si trovano manubri da 740mm sulle bici da xc, come questa.

Ne consegue che ho avuto dei problemi a schiacciare giù per bene l’anteriore in curva, sia per l’altezza dell’avantreno, sia per posizione delle mie spalle, che un manubrio più largo avrebbe portato più avanti. Chiaro, il manubrio è un componente facile da sostituire, anche direttamente al momento dell’acquisto.

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Sullo scassato ripido l’altezza dell’anteriore con forcella da 160mm è venuta molto comoda, ed entrambe le sospensioni hanno una bella dose di riserve per le situazioni di emergenza, la 36 in primis, che non si scompone praticamente mai. Se proprio vogliamo trovare il carattere enduristico della HD3, eccolo nella 36. Questa alza l’asticella del fattibile con la nuova Ibis, sempre che si sia interessati a raggiungere i propri limiti. Di base l’idea è condivisibile: se vuoi fare gare enduro monti una forcella che fa al caso, ma non tocchi la sospensione posteriore, che ha un’escursione più che sufficiente per la maggior parte dei biker. In questo modo chi propende più a giri pedalati con gli amici si trova una bici perfetta per ogni evenienza, montandoci una forcella da 150mm.

Ultimamente sono uscite molte bici con escursioni dai 165mm in su, che limitano il loro ambito di utilizzo, malgrado quello che ne dicano gli entusiasti proprietari. Ibis ha scelto un’altra via, che mi sento di condividere. Non sarà forse la più veloce in discesa in una gara enduro, ma è in un ambito all mountain che la HD3 brilla particolarmente.

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Conclusioni

Spesso mi sento chiedere quale bici da enduro comprare. Faccio fatica a consigliare la nuova generazione di enduro, votate in gran parte alla discesa, perché la maggioranza dei biker che mi fanno la domanda si guadagna la discesa con una salita pedalata, e delle volte anche tecnica. La Ibis Mojo HD3 rompe il trend delle mini DH e si posiziona nel mezzo fra una enduro ed una trailbike: si pedala bene in salita, anche sul tecnico, e fa divertire in discesa, anche se non sarà la più veloce in una gara enduro, sulla carta (Anne Caro Chausson docet). Geometrie azzeccate ed un sistema di sospensione allo stato dell’arte ne fanno una delle migliori bici da all mountain in circolazione. Probabilmente la configurazione in cui la maggior parte dei biker si troverà meglio è quella con una forcella da 150mm di escursione ed un manubrio da 780mm di larghezza.

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Peso in taglia L senza pedali: 12.7 kg

Prezzo telaio con ammortizzatore Cane Creek DB Air InLine: 3.380 Euro
Prezzo bici completa:  8.390 Euro. Per i prezzi degli altri montaggi disponibili cliccare qui.

Distributore per l’Italia: 4Guimp
Ibiscycles.com

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paolopendoli
paolopendoli

Sempre spettacolare. Anche il prezzo, purtroppo…

TuriDut
TuriDut

bike porn.. purtroppo impossibile

gabrireghe
gabrireghe

ma quindi si può dire, senza rischiare di sbagliare troppo, che hanno esagerato con il canale interno del cerchio da 35mm..??

Worldbike Formia

Difficile dire quale sia la larghezza di canale più indicata per un utilizzo generico come potrebbe essere quello al quale é destinato questo gioiellino.
Di certo Ibis non si é messa a cercare alcun compromesso (a differenza di quanto abbia fatto con la nuova Mojo), ma ormai abbiamo capito che ogni azienda prova una strada diversa per il solo gusto di distinguersi dalle altre.
A mio modestissimo avviso 35mm di canale interno possono essere una complicazione nella scelta della misura delle ruote, ma ciò che mi convince ancor meno sono i 41mm di larghezza esterna, che espongono il bordo del cerchio a tutta una serie di rischi derivanti da rocce e sassi.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

io con 40mm esterni non ho notato problemi da maggiore esposizione del cerchio. come gomme monto HR2 2.4 e non mi interesserebbe montarne di più strette… maperchè, fanno gomme più strette del 2.4? 😉 🙂

markxxx79
markxxx79

è sempre stata una delle bike che più apprezzo , proprio per la sua polivalenza anche nelle precedenti generazioni… unico neo , il prezzo stratosferico , che essendo una bike non destinata all’uso race di una downhill purosangue , mi fà storcere un pò il naso visto che è destinata ad un utente che ne farebbe un uso a 360 ° per puro divertimento….

…sogno irrealizzabile !

srorange
srorange

Spero nel ritorno delle All Mountain.. Finalmente!

srorange
srorange

P.S. Secondo voi la Transition Patrol appartiene alla stessa categoria (155mm post.) ?

ferrilamiere
ferrilamiere

no
concezione diversa a mio avviso

ferrilamiere
ferrilamiere

non sono mai sparite
pivot mach6 e questa ibis per esempio hanno le caratteristiche che ti piacciono
ma anche la troy di devinci secondo me

albertocave
albertocave

La troy per AM è fantastica. Portarla senza esagerare a 13kg la rende ottima. Un’altra buona all rounder trovo sia la foxy

Avvomac
Avvomac

Bici meravigliosa!!!! Sarebbe esattamente la bici che sto cercando. Con la Fox da 36 è davvero inarrestabile.

mountaindoctor
mountaindoctor

Bici interessante per il funzionamento del carro. Se fosse vero, come per la Ripley e le nuove Yeti, che lavori bene indipendente dall’apertura/chiusura dell’ammo, la differenza di prezzo rispetto a un FSR qualsiasi (per fare un esempio…) ci sta. Sullo spendere o meno una cifra del genere non mi esprimo, è una scelta personale.

Valerio742
Valerio742

Bella, bellissima anche se il carro è praticamente quello della Pivot mach6….
e quindi andrà benissimo.

ferrilamiere
ferrilamiere

sul manubrio da 740 ritenuto così stretto e limitante vorrei dire una cosa marco
non penso sia “colpa” del manubrio stretto la difficoltà ad ottenere carico sull’anteriore
visto che tra l’altro lo hai messo giù al max senza spessori … ma piuttosto alle geo della bici
che propone un reach abbastanza corto e uno stack invece abbastanza alto
rispetto a parte della concorrenza
certo con un manubrio più largo si può ovviare a questa caratteristica
ma non tutto i biker “digeriscono” allo stesso modo manubri di + di 740-750mm
ci sono sempre i pro e o contro dati dalle caratteristiche di un componente
io per esempio già con un 760 mi trovo male… mi sento impacciato e lento nell’impostare le curve
e ti assicuro che amo i manubri larghi e gli stem corti… insomma le “moderne” concezioni della posizione in pedalata e in discesa
anche nella frontina ho uno stem da 60 e un manubrio da 740
sull’enduro vado di 40mm per lo stem e 750 di manubrio (ma la presa reale è come un 740)

Velocity
Velocity

Secondo me entro un paio d’anni le cosidette mini dh spariranno per lasciare spazio a bici come questa che sono polivalenti e piu adatte all’utente medio (prezzo a parte) con geo umane, predisposizione per la doppia ed escursioni ragionevoli…Non mi stupire se Santacruz tornasse sui suoi passi proponendo una Nomad con queste caratteristiche da affiancare all’attuale modello.

ferrilamiere
ferrilamiere

io avevo una canyon strive del 2011 (sistema ammo a parte geo simili alla hd3)
e adesso ho un damper 650b (montato 26 e praticamente stesso sistema ammo dell’hd3)
il damper credo sia assimilabile, a guardare le geo, alle cosidette minidh
be le capacità in salita e nello stretto del damper mi hanno lasciato di stucco velocity
io non credo che spariranno questo tipo di bici
il miglioramento costante delle sospensioni e l’alleggerimento di componenti e telai
penso che porterà invece a una maggiore differenziazione tra le trail/am di oggi diciamo
(angoli intorno a 67° e 140-150 escursione) e le “endurone” (angoli vicini a 65° e 160-170 escursione)
imho hdr e bronson oggi guardano alla prima categoria strizzando l’occhio alla seconda
poi credo anche che esisteranno sempre proposte “ibride” diciamo come questa hdr appunto

fredricamx
fredricamx

Non trovate che il prezzo sia un tantino fuori mercato. In altre parole oggi chi di noi spenderebbe tale cifra esorbitante quando con meno della metà dei soldi si può acquistare una bici altrettanto valida, volendo anche in carbonio (canyon, rose, yt, radon…).

albertocave
albertocave

Se è fuori mercato non ne venderanno mezza e ibis, sull’orlo del fallimento, inizierà a vendere online a prezzi stracciati

mountaindoctor
mountaindoctor

Prezzo (online) di un telaio in carbonio canyon paragonabile per soluzioni particolari:

https://www.canyon.com/es/mountainbikes/bike.html?b=3526

Sono d’accordo che con poco più di 3000€ puoi anche decidere di comprare una Spectral intera, ma come commentato prima resta una bici molto molto simile a tante altre, e soprattutto più dipendente dall’apertura o chiusura dell’ammo.

Il mercato per bici come la hd3 c’è, basta contare quanti telai con prezzi del genere si vedono in giro 😉

Velocity
Velocity

Grazie per avermelo ricordato e visto che ti le hai provate entrambe(Bronson e questa Ibis) puoi affermare che sono mezzi della stessa categoria? Secondo me no ma io ho provato solo il Bronson..

rimirkus1975
rimirkus1975

Per all mountain avrei visto bene anche una doppia xtr 26-36 , così il non agonista che eventualmente l’acquisterà potrà sfruttarla maggiormente. Per quanto riguarda il manubrio da 74 cm possono andare bene per la tipologia all mountain, quelli da 80-82 spesso risultano ingombranti nell’utilizzo , in certi sentieri o boschi con vegetazione folta e molte altre situazioni di normale circolazione si rischia meno di rimanere “impigliati” ; se poi si vuole parlare solo di assetto e posizioni di guida allora non posso entrane nel merito, ma per praticità la piega da 74cm mi para azzeccata.

sten1959
sten1959

La Ibis mi è sempre piaciuta; ha quel telaio particolare che mi fa impazzire 🙂
Però il prezzo è allucinante 🙁
Ammesso che il prezzo del telaio sia in linea con il mercato davvero non riesco a capire dove caspiterina ci siano gli altri 5.000 ( cinquemila ) euro.
Per capirci meglio con quei 5000 euro salta fuori La Canyon Strive CF 9sl completa di telaio con lo stesso ammo, la stessa forca e tutta montata XTR
Per assurdo conviene comprare il telaio dell’Ibis ed una Strive completa; spostare i componenti sull’Ibis e rivendere il telaio della Strive.
Anche rivendendolo a metà del prezzo si risparmierebbero 1500 euro 🙂

albertocave
albertocave

la strive non ha i cerchi carbon, ci sono quasi 2000€ solo di cerchi

albertocave
albertocave

*sulla ibis, non di differenza.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

le 741 complete costano sui 1500 mi pare

Worldbike Formia

….1600€

sten1959
sten1959

non è che le Mavic Crossmax te le tirano dietro 😉

Haran
Haran

Il prezzo è bello tosto, direi che se dovessi star su questa cifra esorbitante, e su questa tipologia di bike, la miglior alternativa potrebbe essere la Rocky Mountain Altitude, in versione top (magari a versione 20th anniversary DSB), che ha 160 di escursione, ma angolo di sterzo un po’ chiuso => molto buona anche in salita e precisa sullo stretto.

dianmoniz7644
dianmoniz7644

Quindi una yeti sb6c è sulla stessa logica ? (escursione posteriore di 152 mm mi sembra…)

rimirkus1975
rimirkus1975

Perché per le foto avete tolto i pedali (sembrerebbero dei cranckBrothers Eggbeater ?), ma non vi siete presi la briga di dare una bella pulita alla bici ?! Il collarino reggisella con chiusura rapida mi sembra inutile quando monti poi un reggisella telescopico KS (per curiosità sarebbe possibile montare il reggisella KS Lev Integra da 150mm anziché 125mm ?)

Mitzkal
Mitzkal

Sono tante le bici che escono di serie con il telescopico ed il collarino quick release.

rimirkus1975
rimirkus1975

Sarà pure così, ma personalmente quando è presente un telescopico utilizzare anche un collarino quick release mi sembra un’inutilità che da più svantaggi che altro (più peso e specialmente una levetta in cui ti puoi accidentalmente “impigliare” con qualcosa)

fastsarchiapone
fastsarchiapone

Come scritto nell articolo è una bici test…quindi è normale che ci sia il collarino Quick release..

albertocave
albertocave

se sei molto alto (come me) nonostante i 150mm di reverb devi tenerlo estratto comunque 5-6 cm, e in tratti trialistici avere il quick release e poter abbattere anche quei 5 cm aiuta.

rimirkus1975
rimirkus1975

Approvo pienamente in questo caso ; nel forum c’è qualcuno che propone una petizione per reggisella telescopici con escursioni 175-200 , potrebbe interessarti ?!

Giannid1977
Giannid1977

Ti dico la mia esperienza , sulla mia yeti il reggisella tende ad incollarsi al telaio e avere il collarino a chiusura rapida consente a fine uscita di muovere il reggisella senza doverlo allentare con la brugola , specie dopo averla lavata !!

plasmonit
plasmonit

Se fai discese belle toste o giri in park ti viene comodo anche quei 2/3 cm

ozzap73
ozzap73
rimirkus1975
rimirkus1975

Quindi come pareva anche a me : dei Cranck Brothers Egg Beater 3 modificati ?

bike in mind
bike in mind

fantastica che dire ibis è sempre ibis, io sono stato un fiero possesore della ibis hd di prima generazione, ed era una delle 26er più performanti mai progettate mi ha dato molte soddisfazioni nei 5 anni che lo avuta tra le mani. Con questa ibis ha fatto un bel salto in avanti in materia di bici all rounder
certo non avrà l’aggressività di una nomad o di una spartan. ma credo che le sue geometrie meno esasperate e un escursione posteriore più che sufficiente (150mm) la rendandono perfetta in ogni situazione. A mio avviso bici di questo tipo hanno già soppiantato o presto lo faranno le bici allmountain da 29; visto la poca agilità che queste ultime hanno nelle sezione molto strette dei trail.
p.s io ora possiedo una Santacruz tallboy ltc e sarei molto felice di poter provare questo nuovo gioiellino marchiato ibis per un bel confronto.

Marco8703
Marco8703

Nulla da dire bella bike…8000 e passa euro!? Dai costa come un utilitaria ….non scherziamo…per poi tra 2 o 3 anni essere superata in prestazioni da bike da 3000 euri con nuove tecnologie? Manco ad avere soldi da buttare.

rimirkus1975
rimirkus1975

Siamo sempre alle solite, commentare il prezzo , saranno le vendite a stabilire se è giusto o no !
Per il forum trovo molto più interessanti e pratiche le considerazioni sulla componentistica , le soluzioni tecniche e le caratteristiche delle bike proposte.

danny boy
danny boy

le prestazioni le fanno le tue capacita’ e le tue gambe e non la tua bici… io ho la fortuna da un paio mesi di avere una mojo comprata usata e ti assicuro che è uno spettacolo in tutte le condizioni… se vi capita sotto mano non fate caso al diametro ruote e vi fate la ferrari delle bici

Shelbiminox
Shelbiminox

Il triangolo anteriore mi sembra un X wing… o meglio un Y wing!

isma86
isma86

danny boy ha ragione in pieno.
Tenete d’occhio il mercatino e procuratevi una mojo usata con le credenziali giuste.
Il diametro ruote 26 va da dio, modificate l’angolo aprendolo un po , io l’ho fatto sulla mia SL-R e avrete una bici da leccarsi i baffi scordandovi effettivamente di dover chiudere l’ammo in salita.
Ci sono belle occasioni ormai sui 2000 Euro…… se poi pensate però che non riuscirete a dormire la notte per quel pollice e mezzo in meno di ruota…. allora mi arrendo.

rimirkus1975
rimirkus1975

Prendere una mojo hd da 26 usata può valere se da possessore di un mezzo di fascia bassa o al primo acquisto voglio passare ad un mezzo performante di alta gamma (molto valido come già descritto) oppure se nel parco bici uno vuole avere anche un’ottima AM. Ma per chi ha la possibilità o ha già avuto mazzi simili , difficilmente acquisterebbe un mezzo con le 26 quando il mercato ti spinge a quel pollice e mezzo o tre in più , visto che gli sviluppi tecnici per le 26 sembra siano morti !
La Ibis mojo hd2 con le 26 era (ed è ancora) un ottimo mezzo , ma Ibis per stare al passo con il mercato ed avere i componenti migliori è “costretta” a presentare modelli top con le 27,5 o 29 .

Giannid1977
Giannid1977

Sono pienamente d’accordo con te , mojo sl-r veramente spettacolare !!!!

anacron
anacron

Le Ibis del passato sono fantastiche e durevoli. Di sicuro lo saranno anche queste nuove 27.5. Certo 8000 euro per una AM sono tanti ma il prezzo dipende dal montaggio. Forse è possibile scendere a 5000 (che poi era il prezzo di un montaggio top sulla SL-R e anche sull’HD 2). Io penso che alla fine prevarrà il buon senso, basta avere pazienza. Per adesso tengo ancora la mia SL-R tanto a svenderla c’è sempre tempo.

rimirkus1975
rimirkus1975

E’ sicuramente un bel mezzo, efficace tecnicamente e piacevole esteticamente, come da tradizione Ibis mojo hd. Certamente 8.000 euro non sono pochi , ma ci sarà sempre chi può permettersela, come dimostra il soul out fino a luglio, e penso che per assurdo se fosse proposta ad un prezzo sui 5.000 euro venderebbe di meno perché per alcuni compratori vige anche il discorso più è cara più è esclusiva, e l’esclusivo si sa che per il mercato fa vendere, (certamente dietro ci deve essere un buon mezzo con buona base tecnica ed ottimi componenti nonché un marchio blasonato, come può essere il caso di questa Ibis mojo HD3); le AM nella fascia degli 8.000 euro sono poche, quindi se vuoi “l’esclusiva” ti semplificano le scelte! (il paragone fatto da qualcuno con la Ferrari, può essere azzeccato).
Certamente per la maggior parte di noi utenti rimarrà un sogno, ma vuoi mettere la soddisfazione nell’incrociare un fortunato possessore di questa Ibis e magari stargli davanti (grazie alle tue qualità fisico-tecniche ed al tuo mezzo costato 1/10)!!
Certo che anche avere sotto il sedere la Mojo HD3 può avere il suo bel perché di soddisfazioni!!

isma86
isma86

Io mi chiedo come sia possibile che una hd2 montata al top due anni fa costasse 5000E e ora una hd3 ne costa 3000 in più. Detto questo il mio ragionamento di cui sopra era indirizzato proprio a coloro che non possono (come me) permettersi un mezzo nuovo simile, ma sanno cosa significa un telaio che funziona ed è infatti rimasto tale per anni.
L’ hd3 è un sogno irrealizzabile per tanti? Ok, ma un buon usato ibis potrebbe essere per altri un sogno, solo un po’ più piccolo, ma realizzabile alla grande.
E lasciamo perdere gli sviluppi tecnici, altrimenti ogni 2 mesi saremmo in crisi … in bici bisogna andare di più, e chiacchierare di meno ( nessun riferimento personale a nessuno ), e allora si vedrebbero le cose con più sostanza e meno forma, e saremmo tutti un po’ più soddisfatti di quello che abbiamo con buona pace dei modelli top di gamma da 1 milione di dollari.

danny boy
danny boy

concordo … meno ca…te su ruote cambi e boiate varie e imparare di piu’ ad andare in mtb.

Buongiorno
Buongiorno

felice possessore di un Bronson, ora che ho montato un CCDB Air meglio ancora (scalcia meno il carro), ma questa sarebbe l’alternativa se vorrei tradire Santa Cruz

dynamic.instability
dynamic.instability

Caro direttore, possiamo iniziare a scrivere Santa Cruz con due parole e non con una? sia la cittadina che l’azienda sono due parole staccate… scusa ma non ce la facevo più a leggerlo!

GPA
GPA

Bella sicuramente e valida anche. Mi ero innamorato del DWLink con la prima Mojo,per il rendimento in salita e il feeling piacevolissimo in discesa. Purtroppo,come sempre accade quando esce un mezzo super dal prezzo ipersuper,siamo qui a raccontarci le solite cose. Inequivocabile che ci siano mezzi con lo stesso potenziale a prezzo ben minore,inequivocabile anche che la mtb sia ancora uno sport in cui l’uomo può fare la differenza più del mezzo,in salita con la gamba e in discesa col manico. Il problema è che i pezzi esclusivi non conoscono la crisi,hanno un tot di acquirenti abituali o potenziali che restano quelli,perchè la crisi non li tocca. Indipendentemente dal manico,che non ha nulla a che vedere col portafoglio. Tempo addietro mi è capitato di operare un venditore di auto di lusso,che mi ha confermato questa teoria: il numero di potenziali acquirenti è sempre lo stesso. Quindi mettiamoci il cuore in pace: tra quelli che potranno permettersela senza il minimo problema e quelli che salteranno i pasti per arrivarci,ci sarà un certo numero di Mojo HD3 in giro da qui a poco. E poichè di solito gli acquirenti di tali mezzi vogliono sempre il modello dell’anno successivo a quello in corso,è ufficialmente aperta la caccia all’usato fresco al 50% di prezzo! Buona caccia,da qui a poco,a tutti!

Galgano
Galgano

secondo voi è paragonabile questa ibis hd3 alla yeti sb5, per uso che va da all mountain a trail??
sto valutando la sostituzione della mia stereo 29 con un modello da 27.5 e tra quelle che mi piacciono di più c’e appunto questa ibis e la yeti sb5(a dire il vero anche la giant reign advanced, ma forse troppo dura per me da portare in cima), avrei trovato telaio sb5 però ho paura che i 127mm siano pochini per godermi le discese, odio le bici che in discesa siano nervose, cosa dite meglio ibis con i suoi 150 mm?

 

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