[Test] Mozzi Industry Nine Hydra

[Test] Mozzi Industry Nine Hydra

Ian Collins, 13/05/2020
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Ian Collins, 13/05/2020

Con i suoi mozzi Industry Nine negli ultimi anni si è fatta sentire, letteralmente, nel settore MTB. Noto per le finiture di alto livello e per le ruote complete incentrate su mozzi a ingaggio rapido, il marchio di Asheville, North Carolina, ha recentemente rinnovato la sua alta gamma. Nel 2019 i mozzi Hydra, oggetto di questo test, hanno sostituito i precedenti mozzi Torch e hanno migliorato la durata dei cuscinetti, diminuito l’attrito e introdotto una velocissimo ingaggio a 0.52º tramite 690 punti di ingaggio. Di seguito le nostre valutazioni sui mozzi che hanno reso obsoleti i campanelli per le bici.

Dettagli

  • 690 punti di contatto per un ingaggio a 0.52°
  • Raggi tradizionali J-bend
  • 28 o 32 fori
  • 6 fori o centerlock
  • Torque cap disponibile
  • Boost, Non-Boost o DH
  • SRAM XD, Shimano HG o MicroSpline
  • 165 grammi anteriore / 286 grammi posteriore (verificati)
  • 749€ per il set

A parte cuscinetti, cricchetti e boccole, le parti principali del mozzo sono realizzate in alluminio 7075-T6. Il brillante colore mostrato sopra è argento anodizzato. Ci sono 11 colori disponibili al momento.

Il corpetto XD mostrato sopra è uno dei 3 disponibili, con HG e MicroSpline come opzioni. Il tappo di chiusura è a pressione con guarnizione, il che rende un più semplice la manutenzione.

I mozzi Industry Nine sono progettati e realizzati al 100% ad Asheville. Il corpo, i perni, le ghiere e tutto il resto.

Uno sguardo ravvicinato alla ghiera da 115 denti che è parzialmente responsabile dell’ingaggio pressoché immediato.

Gli altri responsabili: i 6 cricchetti a scatto con doppio dente che innestano i denti della ghiera. Ovviamente sia i cricchetti che la ghiera sono realizzati in acciaio e anch’essi prodotti nella fabbrica di I9.

Uno sguardo più attento a un cricchetto. Una molla a balestra in acciaio inossidabile applica pressione e l’intero sistema è completamente ricostruibile a mano.

Sul campo

Ho montato questi mozzi su cerchi 3ZeroMoto di Zipp. Come previsto, tutto si è allineato bene e la costruzione delle ruote è filata liscia. Da subito l’ingaggio, che possiamo definire istantaneo, è stato a dir poco impressionante. Effettivamente non si avverte un ritardo di nemmeno mezzo grado durante la guida, anzi si ottiene potenza istantanea dai pedali fuori dalle curve o nelle salite tecniche. In parole povere, generalmente sono soddisfatto di tutto quello che ha almeno 54 denti di ingaggio, ma sicuramente detesto i mozzi con ingaggio molto lento. Prima di questo, non ho mai usato un mozzo con ingaggio tanto rapido, né lo avevo cercato. Il punto è che mi basta un ingaggio minimamente veloce ma non sono ossessionato dall’avere il più veloce.

In realtà avevo previsto che gli Hydra avrebbero mostrato un po’ di ritardo, immaginando che con quella quantità di cricchetti che scorrono su così tanti denti, ci sarebbe stata una sorta di resistenza aggiuntiva. Sbagliato. Girano con una fluidità miracolosa. La maggior parte del test di questi hub si è svolto nel pieno dell’inverno a Santa Cruz e gli Hydra hanno subito frequenti infangate. Li ho puliti e ricostruiti solo una volta e mentre il grasso era diventato abbastanza scuro, non c’era acqua o sporcizia al loro interno e tutto scorreva ancora liscio. Per quanto riguarda il rumore, sì, sono rumorosi, ma personalmente sui trail me ne accorgevo a malapena, mentre sono certo che gli escursionisti sul percorso possono sentirli, il che è un vantaggio. Comunque se sei uno di quelli a cui da fastidio il mozzo rumoroso, un grasso per ruota libera come il vecchio Hadley è in grado di attenuare il rumore e grazie al fatto che il mozzo si smonta facilmente senza bisogno di attrezzi, puoi lubrificare di frequente per mantenerlo più silenzioso.

Conclusioni

Bene, con circa 749€ per il set, questi hub sono sicuramente un prodotto premium. Considerando ciò, sono progettati brillantemente, incredibilmente scorrevoli, resistenti e veloci. Vale anche la pena ricordare che Industry Nine offre per i propri prodotti tutte le parti di ricambio di cui avrete mai bisogno. Il cuscinetto nei nostri mozzi in prova funziona ancora come nuovo ma è bello che non siano necessari strumenti speciali per sostituire i cuscinetti e nient’altro che le mani per la manutenzione della ruota libera. Aggiungi il fatto che hai infinite opzioni di colore e gli Hydra diventano difficili da battere.

www.industrynine.com
Distribuiti in Italia da DSB Bonandrini

 

Commenti

  1. AlfreDoss:

    Riesci a pulire la discussione dai nostri battibecchi? Così da lasciare tutto più leggibile.
    Per il momento non occorre, non ci sono insulti o altro contro il regolamento. Basterebbe non alimentare le trollate ogni volta che ne arriva una... Don't feed the troll! :)
  2. lollo72:

    Io sono riuscito ad inserirlo senza allentare il raggio vicino , ma trovo sia più semplice smollare un raggio piuttosto che togliere un disco o un pacco pignoni ! Altro discorso è quello della reperibilità o tensionatura ( che come detto da @lucamox con i raggi straight pull è auspicabile avere una pinza per evitare che girino assieme al niple )
    Probabile che i Roval abbiano le flange di forma diversa rispetto ai miei DT e si riesce a farlo tranquillamente, ti assicuro che sui miei era impossibile.
    E comunque trovo più logico smontare disco e cassetta piuttosto che smollare un raggio inutilmente per poi ritensionarlo.
  3. salukkio:

    Sarà, ma da possessore di Hope 4, non li reputo rumorosi.
    Impossibile, ho gli hope sulla dh e non sono paragonabili. È un rumore più profondo, rispetto all’ululato degli I9