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[Test] Rose Thrill Hill

[Test] Rose Thrill Hill

30/09/2014
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30/09/2014

La Rose Thrill Hill 3 in test, modello top di gamma, è stata montata esattamente come proposta sul sito con l’unica variante della corona da 34 denti in luogo della 38, variante peraltro opzionabile già fase di acquisto mediante la comoda funzione del configuratore del sito che permette la scelta dei componenti sulla base dei propri gusti ed esigenze.

La Thrill Hill presenta un telaio in versione Carbon-matt/red-White dal peso dichiarato in taglia M di 1.9 kg, in carbonio monoscocca. Nelle geometrie spicca un angolo di sterzo da 69°, piuttosto aperto per gli standard delle geometrie xc, una angolazione del piantone di 73.5° che dovrebbe favorire lo spostamento del peso in avanti del biker utile in salita, e, unita all’apertura dell’angolo di sterzo, agevolare un accorciamento della posizione in sella a vantaggio di una miglior guidabilità. Foderi posteriori da 440 mm e passo in taglia M da 1122 mm.

Completano le caratteristiche telaistiche un carro posteriore in un blocco unico, quindi senza snodi, che consente una escursione di 115 mm alla ruota posteriore, link dell’ammortizzatore in carbonio, un movimento centrale PF30, perno passante posteriore 12/142 e un classico passaggio interno cavi cambio e freno, che mantengono molto pulita la linea della bici.
Peso rilevato della bici, senza pedali, 9.81 kg.

Thrill Hill 1

Allestimento

Allestimento componentistico di altissimo livello, per la Thrill Hill 3. Forcella Rock Sid RLT con escursione da 100 mm, ammortizzatore Fox Float CTD con trattamento kashima entrambi con comando remoto sul manubrio, trasmissione composta da gruppo Sram XX1 completo, con guarnitura con corona da 34 denti e freni Formula R1 Racing con dischi Formula da 180 mm (peso rilevato 116 gr.). Trittico composto da manubrio da 720 mm, attacco da 90 mm entrambi Ritchey WCS Trail e reggisella Ritchey WCS. Sella Selle Italia SLR XC dal peso rilevato di 183 gr., manopole Ergon GA 1 Evo (120 gr.)

Thrill Hill 4

Ruote Mavic Crossmax SLR da 27.5” con perno passante anteriore da 15 e posteriore da 12, con predisposizione dischi 6 fori.
Peso rilevato delle ruote, pari a 1274 gr. l’anteriore e 1692 gr. il posteriore, compresi i copertoni Schwalbe Rocket Ron da 2.1 in versione Evolution Line 3 pace star compound da appena 460 gr., i dischi Formula (116 gr.), il pacco pignoni Sram Xg1199 10/42 denti (260 gr.).
Peso delle ruote calcolato per differenza quindi, pari rispettivamente a 856 gr. e 718 gr. per un totale di 1.574 gr. nude. Veramente niente male per delle ruote di fabbrica e non assemblate.

Thrill Hill 8

La prova sul campo

Il test si è svolto in 12 uscite diverse incluse due competizioni, una xc e una gf, per un totale di 430 km, su percorsi vari, sempre comunque pedalati e similari per tipo di terreno e difficoltà tecniche situazioni a quelle che si possono trovare in gare xc e Gf, quindi salite brevi e molto impegnative o anche lunghe, ma più pedalabili, tratti scorrevoli e veloci o tortuosi e tecnici, ma anche percorsi più impegnativi per vedere sino a che punto sfruttare la Thrill Hill anche in giri più ad ampio respiro, magari meno esasperati nel ritmo, ma più impegnativi tecnicamente. La varietà dei percorsi delle Dolomiti, location del test, ha fatto il resto.

Thrill Hill 12

L’approccio con la Thrill Hill è stato subito dei migliori. In perfetto stile teutonico, non è una bici che fa dell’estetica il suo punto di forza, piuttosto punta ad essenzialità, affidabilità ed efficienza. Ogni componente appare complementare all’altro e tutti coerentemente nella giusta direzione. Una bici da xc viene comunemente valutata in primis per come va in salita, luogo spesso deputato a fare la maggior differenza. Si guarda pertanto a reattività, posizione di pedalata e peso.

Sotto tali aspetti la Thrill Hill non delude affatto. Peso contenuto decisamente sotto i 10 kg, soglia psicologica spartiacque fra bici leggere e meno leggere, nonostante ruote di fabbrica (Crossmax SLR) quindi mediamente più pesanti delle assemblate. Ottima anche la reattività e sensazione di efficiente trasmissione della potenza sui pedali, con l’unica piccola pecca di un certo affondamento del carro, quasi del tutto inavvertibile da seduti, un po’ fastidioso in piedi sui pedali. Anche diminuendo il sag, l’effetto affondamento rimane sempre un po’.

Thrill Hill 3

Le ruote, comunque non eccessivamente pesanti (1574 gr.), sono estremamente rigide e contribuiscono non poco ad ottime sensazioni nella pedalata sia nei rilanci che comunque alle basse velocità, in ciò coadiuvate da copertoni piuttosto leggeri (forse anche troppo per certi terreni). Le geometrie appaiono ben studiate per consentire al rider di essere sempre ben messo in sella, in posizione raccolta e centrale, ideale per la spinta sui pedali.

Thrill Hill 14

Anche in discesa la Thrill Hill si dimostra molto ben guidabile e precisa, grazie ad un pacchetto ammortizzazione più che efficiente. Ammortizzatore che copia in maniera eccellente le asperità del terreno, anche da seduti; ottima la funzionalità anche della forcella, seppur rimane sempre un filino dura e meno progressiva. In questo le sospensioni di casa Fox, almeno sulle bici da xc, sono difficilmente superabili, seppur il loro setting ottimale si discosta sovente da quello consigliato dalla fabbrica, ed è, pertanto, di meno agevole individuazione.

Le ruote da 27.5 appaiono, salvo che nei tratti veramente lanciati e veloci, la misura ideale per molte situazioni, sia scorrevoli, che lente e tortuose, favorendo non poco la guidabilità ed agilità del mezzo. Certo, nei tratti particolarmente sconnessi una ruota da 29 scavalca meglio l’ostacolo, ma la doppia ammortizzazione della Thrill Hill ovvia egregiamente al problema. Anche in discesa le Crossmax SLR, grazie alla loro rigidità, consentono precisione ed efficienza di guida nel seguire le traiettorie migliori.

Thrill Hill 10

I Schwalbe Rocket Ron 2.1 sono un ottimo compromesso fra scorrevolezza e grip, si puliscono abbastanza velocemente dal fango, e si adattano piuttosto bene ad ogni situazione, in particolar modo al posteriore. L’anteriore appare meno efficiente in tenuta laterale, soprattutto sul viscido. La versione montata di serie sulla Thrill Hill è piuttosto leggera, appena 460 gr., e su percorsi con pietre taglienti potrebbe non essere consigliata, a vantaggio di una più pesante ma anche più robusta, specie in competizioni lunghe ove l’affidabilità assume importanza più dell’eccessiva estremizzazione.

Thrill Hill 5

La trasmissione con l’XX1 è eccezionale. Senza deragliatore anteriore (comunque presente la predisposizione sul telaio) e relativo comando lascia una linea pulita e ordinata alla bici, ma soprattutto è efficiente e facilissima nell’uso, in particolare nell’immediatezza nel trovare subito il rapporto più idoneo a ogni situazione contingente. La corona da 34, abbinata al pignone da 10, è più che sufficiente nei tratti veloci, almeno sino ad una velocità di 45 km/h, mentre su salite impegnative e/o più lunghe di pochi minuti, risulta, nonostante il 42, dura da spingere soprattutto se non si ha gamba molto ben allenata. Consigliato optare per una 32 o una 30 a seconda dei percorsi che si prevedono di fare.

I freni Formula R1, abbinati a due dischi da 180, misura assolutamente azzeccata per l’uso pensato per la Trhill Hill, sono molto potenti e modulabili al tempo stesso. Le pastiglie organiche di serie è consigliabile controllarle alla fine di ogni giro. Frenano alla grande e sono silenziose anche con dischi bagnati e/o freddi, ma si consumano piuttosto velocemente e, partendo per percorsi con lunghe discese, c’è il rischio di finirle in itinere. Delle semimetalliche almeno all’anteriore sarebbero più prudenziali, tutto sommato non pregiudicando affatto l’efficienza in frenata.

Thrill Hill 9

Inconvenienti riscontrati

Nessuno, la bici ci è giunta perfettamente regolata e in perfetta efficienza e, usura rapida delle pastiglie a parte, si è mantenuta tale per tutta la durata del test svolto spesso in condizioni climatiche non ottimali.

Conclusioni

La Thrill Hill si dimostra quel che già ad occhio promette. Una bici essenziale, senza fronzoli estetici e senza soluzioni cervellotiche. Leggera per essere una full, la Thrill Hill è un’ottima base per un uso che può andare dalle gare xc, brevi ed esasperate, a giri impegnativi fisicamente e tecnicamente, oltre che lunghi. Con poche ed economiche personalizzazioni può adattarsi egregiamente a svariati usi.

Decisamente sconsigliato lasciare la corona da 38, prevista di serie, che sarebbe un rapporto durissimo per qualsiasi gamba che non sia quella di un pro. In tal senso è bene opzionare sin da subito mediante il configuratore del sito, la corona da 34, e sarebbe utile affiancarcene almeno una da 32. Auspicabile, trattandosi di una bici top di gamma, una soluzione che preveda compresa nel prezzo già una doppia corona.
Anche i copertoni, piuttosto leggeri, possono essere una ottima soluzione in gare esasperate, ma lasciano più di qualche perplessità in termini di affidabilità e montarne una versione con qualche grammo in più sarebbe preferibile. Volendolo, si potrebbero sostituire le manopole di serie, comode, ma pesanti ben 120 gr. con delle semplici, economiche e leggere manopole di spugna o neoprene, così come alleggerire la sella (183 gr,) con una meno pesante, senza pregiudicare l’affidabilità, per chi fa del peso una componente a cui badare.
In conclusione, la Rose Thrill Hill 3, è una eccezionale soluzione in termini di affidabilità, efficienza e allestimento componentistico, in rapporto ad un prezzo veramente contenuto, (ora in offerta a 3689 euro) rispetto a molte altre proposte di pari pregio.

Prezzo bici completa: 4.099 Euro
www.rosebikes.it

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AleCast73VA
AleCast73VA

3689€ è sempre cara!

Marco Toniolo
Marco Toniolo
Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

3690 euro di bici, con telaio full in carbonio, sospensioni eccellenti, gruppo XX1, ruote crossmax SLR, trittico Ritchey WCS, freni R1, è cara?
Forse il mercato dice altro.

AFVL
AFVL

Porta qualche esempio di bici con allestimento equivalente che costi meno.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Nessuna. Infatti ho detto che è molto economica. In compenso basta dare un’occhiata in giro a quanto costano delle full allestite così e vediamo quanto costano.

xzy
xzy

Alleggerire una sella da 183 g ?? Meglio farsi una front allora piuttosto che una full se si ha bisogno di arrivare a questi livelli di esasperazione antigravitazionale

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

E’ sempre una bici da gara. Limare 60 gr, sulla sella portandola sui 120 non è esoterizzare, nè per questo allora val la pena farsi una front. Una full ha il suo perchè, se si riesce ad alleggerirla con qualche accorgimento, specie se questo non va a danno di efficienza e affidabilità, imho, non è un male.

xzy
xzy

Una full mediamente pesa quasi 1 kg in più in più di una front. Ha senso portarsi appresso questo chilo e andare a togliere 60 g dalla sella ? Secondo me non molto.
Con questo non sto affermando che sia una pessima bici, anzi

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Si ha senso portarsi un kg in più perchè trovo che sia un maggior fardello ben speso in termini di guidabilità e comfort soprattutto sulle lunghe distanze. Se poi questo kg in più riesci a farlo diventare 7 etti, senza perdere i pregi di una full, allora ha ancora più senso una scelta del genere. Bada bene, io non sono un fan dell’estremizzazione che è sempre uguale a meno affidabilità. Al traguardo, se parliamo di gare, bisogna pensare ad arrivarci e poi ad arrivarci nel minor tempo possibile. Una sella da 120 gr. non è estrema. Ovvio, per un biker da 70/75 kg massimo. Per uno di 100 risparmiare peso su una bici non ha senso. Togli 60 gr. di sella semplicemente mettendone una di lieve costo superiore, con 10 euro risparmi un altro etto sulle manopole (come ho scritto nel report) e il kg in più della full son già 8 etti.

xzy
xzy

Personalmente limature da 60g le trovo più coerenti su front ultraleggere…
Lo scrive uno che ha alleggerito una full da 12 kg portandola a 11, e che alla fine non ha traguardato chissà quali frontiere di cambio prestazioni..

FabioTS
FabioTS

una full da 27,5 di serie già sotto i 10kg è buono come peso !
da limare qualcosa si trova sicuro e per come è assemblata il prezzo mi sembra onesto

menollix
menollix

Certe marche,se cerchi una full da xc, ti danno solo telaio+forca per 4000€.
Dire che è cara è un attimino pretenzioso.

Mancinale
Mancinale

@andrea sicilia bel test e bella bici. Una domanda interessata per un eventuale acquisto nei saldi: visto che hai provato anche la mr big 2, tu quale sceglieresti per fare giri lunghi, anche piuttosto scassati (ma con un bel pò di asfalto da consumare in fretta per raggiungere i sentieri) e senza fare gare? meglio 29 front o 27,5 full?

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Se leggi le conclusioni dei due report trovi già una prima risposta. Ora, tu esponi dei bisogni nello stesso giro esattamente contrapposti. tanto asfalto da fare presto, ma anche percorrenza lunga e tratti scassati. Per fare tanto asfalto presto, certamente la Mr.Big. reattiva, molto reattiva e con ruote da 29. Per lunghe percorrenze e tratti scassati certamente la Thrill hill. Detto questo, fra le due sceglierei, differenza di prezzo a parte, la Thrill Hill. Su asfalto, non dovendo stare col cronometro in mano, non perdi nulla di considerevole. 5 minuti cosa vuoi che siano? Però poi sulla distanza avresti maggiore comfort e sullo scassato molto più divertimento. La thrill Hill è bella reattiva, ma resta una full. La mr.Big è impegnativa e personalmente la sceglierei comunque per itinerari più brevi.

Mancinale
Mancinale

beh io in effetti per il prezzo non punterei alla thrill hill 3 ma più alla 2 montata xt, magari con qualche aggiunta sulle ruote…grazie per la risposta

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Io ti ho risposto in base alle caratteristiche quindi ti ho dato un giudizio prettamente tecnico, perchè avevo inteso che tu quello volessi sapere. Ovvio che la differenza di prezzo fra le due c’è e se per te è il parametro principale, cosa peraltro più che giustificata, i discorsi tecnici, vanno a cadere.

Mancinale
Mancinale

certo volevo sapere quello e infatti la tua risposta è stata chiara…del resto credo che grossomodo le caratteristiche dei due mezzi non vengano stravolte con montaggi leggermente “inferiori”…per la thrill hill 2 si parla sempre e comunque di componeni di pregio anche se si sta sotto i 3000 euro no? Anzi tu stesso mi pare che sottolinei, per esempio, che le forcelle fox da xc sono preferibili (leggo tra le righe, magari sbaglio)…

biker 69
biker 69

Beh non sono mai stato un fan di Rose, ma stavolta questa mi piace molto; concorrente diretta della Spark(mia futura bike) ma decisamente piu’ leggera,il confronto a parita’ di allestimento e di prezzo,è improponibile, la Thrill Hill è decisamente piu’ conveniente,Value for Money,complimenti ad Andrea sempre preciso ed esaustivo

Waugh
Waugh

L’unica cosa bella di questa bici è la componentistica e STOP. Telaio brutto e che bobba, cosa negativissima per una XC. Non capisco come mai abbiate dato una valutazione così alta per la salita.
Parlate quasi più dei componenti che della bici in sé…
…ho come la sensazione che la si voglia condire con tanta bella roba per sopperire al non ottimo telaio e buttarla lì ad un prezzo abbordabile.

Una 500 pimpata non diventa una Ferrari 😛

Rose Italia
Rose Italia

bobbing è differente da “affondare”. ciao
Sergio

Rose Italia
Rose Italia

sul brutto (estetico), è soggettivo.

Waugh
Waugh

Volevo dire che con la ridotta escursione che ha non avrebbe dovuto presentare questo problema.. Si sorvola sulle escursioni più ampie, ma se questa è definita bici da gara per XC e gran fondo, non dovrebbe assolutamente farlo, e lo fa persino con l’ammo chiuso a quanto ho capito.

james_111
james_111

Ciao Sergio lascia dire la bici è una FIGATA ASSOLUTA!!!
ti ringrazio ancora per la professionalità con la quale mi hai seguito per l’acquisto.
Matteo
(Imola)

Rose Italia
Rose Italia

figurati! è un piacere… e leggere che ti trovi bene ancora di più. ciao
Sergio

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Sulla bruttezza del telaio, direi che sia un gusto personale non discutibile, ma nemmeno minimamente rilevante in un test. L’affondamento dell’ammo, come scritto nel report è leggermente fastidioso in piedi sui pedali, da seduti praticamente non si sente. A me piace che la bici sia rigida quando voglio che lo sia, beninteso. E’ anche vero che non faccio intere salite in piedi sui pedali, al più brevi tratti, pertanto è un dettaglio che ho evidenziato ma marginale. In salita non ha comunque avuto il massimo dei voti, proprio per questo. Però è leggera, è reattiva, le ruote sono ok e pertanto il giudizio rimane positivo. Riguardo al parlare dei componenti, mi pare ovvio. Nel giudizio finale si dà un giudizio sul complesso della bici e sull’uso che sarebbe preferibile farne, ma nel test si analizza o si cerca di farlo, pezzo per pezzo, che sono poi quelli che influiscono sul comportamento della bici, quindi per spiegare perchè la bici va come va. Una bici va bene o male, perchè le ruote sono leggere o pesanti, la forcella lavora bene o male, le geometrie non sono pensate bene o invece sono indovinate, se i freni sono modulabili o bruschi, se i copertoni hanno grip e tenuta o meno, se i rapporti sono indovinati e la trasmissione funziona bene o no. Tutte queste cose cerchiamo di evidenziare, così chi valuta un acquisto, parte avanti. Già sa cosa aspettarsi, dove il mezzo è ok e dove potrebbe essere migliorato già all’atto dell’acquisto. Tanto… Read more »

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

@Mancinale. Della Thrill2 non avendola provata posso parlarti sulla carta. A vedere i componenti, è comunque una bici sostanzialmente diversa. In primis le ruote sono diverse e quelle contano sempre molto. La trasmissione è diversa, ha una doppia e non un monocorona, quindi una funzionalità diversa. Bada bene, ho detto diversa non peggiore. Anzi. Il gruppo Xt con la doppia va alla grande, preciso, perfetto, nel rapporto qualità prezzo sicuramente il migliore. Ha solo una funzionalità diversa. Riguardo alle sospensioni Fox, mi sono sempre trovato molto bene con quelle, sono quelle con cui mi trovo generalmente meglio e non posso che parlarne bene e nella 2 azzardo addirittura che la forcella funzioni meglio. Le Fox, comunque, non sono mai granitiche come blocco e a me questo piace meno. Ma nemmeno Le RS lo sono.
Nel complesso, credo che solo le ruote tra la 2 e la 3 potrebbero dare sensazioni realmente diverse. Ripeto, parlo a sensazione, la 2 non l’ho provata.

Mancinale
Mancinale

hai scritto esattamente quello che penso io e mi fa un gran piacere. Il gruppo xt lo conosco bene per averlo su un’altra bici e funziona da dio, non lo cambierei con un monocorona (non per sminuire sram ma tanto io non faccio gare e ci sono periodi in cui purtroppo per impegni vari sto anche 15 giorni senza pedalare, ergo la gamba a volte latita e un 24 davanti può anche servire). Le ruote le cambierei e metterei le dt swiss spline one, non top di gamma ma anch’esse le conosco avendole su altra bici (sempre la stessa, non è che ne abbia 10) e ne sono decisamente soddisfatto. Cambiando altre due o tre cosette e facendo due conti si avrebbe comunque una bici dal peso di 11.2 con pedali (xt), che non mi pare male per una full…

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

11.2 non sono pochi per una full 27.5 da xc. La 3 è sotto i 10. Diciamo che oltre i 10.5/10.6 non andrei…fermo restando che se il surplus ce lo hai sulla trasmissione, conta quasi zero. L’importante in questo è curare le ruote. Leggere, ma non estremizzate che sennò paghi in affidabilità. Il questo Le Slr della 3 credo siano una garanzia….anche se i mozzi Mavic non mi fanno impazzire.

Mancinale
Mancinale

11.2 con pedali e camere, oltre che con gomme continental race king race sport (che credo siano più pesanti di quelle in test). Certo le ruote slr sono una figata ma allora si passano comunqe i fatidici 3000 (l’upgrade alle slr costa da solo sui 500 euro) per un risparmio di peso sulle ruote di “soli” 150 grammi (1720 contro 1570). Mah, vediamo cmq grazie per i consigli, è un piacere confrontarsi con chi ne sa.

james_111
james_111

Sono un possessore di una Rose Thrill Hill e posso garantire che è un mezzo formidabile, in salita copia tutte le asperità sullo sconnesso mentre se si vuole bloccare l’ammortizzatore non è perfettamente rigida ma poco ci manca, d’altronde è una full!
In discesa passa sopra a tutto non ha paura di niente. Nel veloce con le ruote da 27.5 la bici è molto sensibile e facile da usare rispetto una 29.
Io facendo maraton i vantaggi che mi da sia in discesa che nei tratti pedalabili sconnessi (dove resti seduto e meni) sono di gran lunga maggiori rispetto alla minima “dispersione” di energia che ha in salita.
Pima avevo una Niner front e non tornerei indietro per nessun motivo.
Ciao a tutti.

cainoo
cainoo

Ottimo test, capisco che sia un forum di Mtb e non di Fotografia, non riuscire a fare una messa a fuoco decente però vista la popolarità del magazine mi sembra poco opportuno.

Ciao
Francesco

Piergiorgio Sbrissa
Piergiorgio Sbrissa

Provato in tutti i modi, ma niente. Il Sicilia pare ignifugo….

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Prova tu a mettere a fuoco qualcosa con la pioggia Dolomitica di questa estate.
Ho le branchie. :-((((

gabrireghe
gabrireghe

ciao andrea complimenti per il test.
volevo farti una domanda sulla trasmissione che esula un po’ dal test vero e proprio della bici ma te la faccio lo stesso dato che mi sembri uno che di xc ne mastica abbastanza.
premesso che non sono ne un particolare fan di trasmissioni 1×11 ne il contrario, apprezzo tutto ciò che funziona bene ed è innovativo oltre che utile al modo che ho io di fare mtb.
vorrei sapere, vista anche la destinazione d’uso della bici (marathon e quindi tanti km) e la corona che hai montato se sei sempre riuscito a tenere una cadenza di pedalata corretta e abb costante o no? cioè ti sei trovato cambiando da un pignone e l’altro a dover cambiare di molto, in certe situazioni, la cadenza? in una breve gara xc con salite brevi e ripide può importare poco ma in una gara più lunga può dare fastidio… io per esempio in certe situazioni con la doppia 2×10 mi trovo a “non trovare” sempre il giusto rapporto… non so se rendo l’idea..
grazie

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Ciao Gabri. Dunque, per me l’1×11 non è una novità. E’ la seconda bici in test che provo che lo montava. In entrambi i casi col 34 davanti. Quindi con cognizione di causa mi baso sul 34. L’1×11, mi ha stupito. In positivo. L’idea che me ne ero fatto era che ci fosse il problema che rilevi tu sulla doppia a volte. Non riuscire a trovare il rapporto giusto perchè i salti di denti della cassetta erano troppo marcati. Una cosa che mi dà molto fastidio. Faccio anche molta bdc e lì i salti di denti si avvertono ancora di più. Invece trovo che il trovare il rapporto giusto e quindi la cadenza ideale sia il principale pregio dell’xx1. Facile e immediato nell’uso. Con la doppia quel che sballa un pò tutto è quando dal grande davanti, devi passare al piccolo o viceversa, che essendo un salto grandissimo (12/14 denti) ti constringe a cercare e il rapporto giusto rimodulando anche dietro. Nulla di tutto questo accade con l’xx1. Ma non tutto oro è quel che luccica. L’xx1 a volte è una coperta corta. Col 34 non hai grossi problemi alle alte velocità, almeno sino ai 45. Una velocità che in offroand raramente si raggiunge pedalando e comunque per brevi tratti che non fanno la differenza in nulla. In compenso sulle salite lunghe e impegnative, specie con ruote da 29, ma anche da 27.5, ci vuole veramente buona gamba per non cucinarsi col 34. Una gamba ben oltre la media degli… Read more »

gabrireghe
gabrireghe

lo sei stato grazie. visto il problema che in certe occasioni avevo con la doppia pensavo che il monocorona non potesse che presentarlo uguale.. invece mi devo ricredere, grazie

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Se ci pensi, e come ti ho detto, spesso con la doppia quel problema lì lo avverti maggiormente nel passaggio tra le corone davanti che avendo un salto di molti denti, ti costringono poi a rimodulare anche il rapporto dietro. Col monocorona ovviamente quel problema non si presenta.

gabrireghe
gabrireghe

no, io lo avverto in un altro frangente, ora mi spiego:
in realtà io pur avendo una doppia raramente scalo sulla corona piccola all’anteriore perchè mi bastano abbastanza i rapporti della cassetta (anche perchè in brianza non è che ci siano proprio montagne di 3000 metri) e, usando praticamente sempre solo una corona anteriore (38) alle volte cambiando pignone sulla cassetta mi trovo a perdere la cadenza questo perché dovrei scalare sulla corona piccola e trovare un rapporto intermedio che mi faccia mantenere la cadenza ma non lo faccio per pigrizia.. quindi all’atto pratico (non sempre in realtà) uso quasi sempre un 1X10 pur avendo un 2X10. l’XX1 praticamente è la stessa cosa con un rapporto in più e ho pensato che avrebbe potuto avere lo stesso problema… mi rendo conto che è un non problema di fatto perchè a me basterebbe scalare la corona trovare il giuso rapporto e mantenere la cadenza, infatti il mio discorso era in ottica XX1 proprio perchè vedo sull’1X11 più o meno quel problema che ho io sul mio (di fatto) 1X10…

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

In tal senso, ipotizzo, che una corona da 34 o una da 32, ancor più una da 30 (dipende da quale monteresti), essendo più piccole, generino comunque rapporti più corti che poi articolati con la cassetta siano meno “distanti” tra loro, tali da essere avvertiti come fastidiosi. Tocca poi vedere all’atto pratico, se e quanto uno è sensibile o meno a fastidi di salti di denti.

gabrireghe
gabrireghe

grazie