[Test] Santacruz 5010 Carbon

[Test] Santacruz 5010 Carbon

27/10/2014
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27/10/2014

La Santacruz 5010 in test è stata presentata diversi mesi fa, quando vi abbiamo fatto vedere il montaggio. Si tratta, infatti, di un telaio messoci a disposizione dall’importatore italiano DSB Bonandrini e montato a nostro piacimento. Montaggio che è stato cambiato nel tempo, come potrete leggere più in basso.

Si tratta di una trailbike da 27.5″ con 125mm di escursione posteriore, con telaio interamente in carbonio e sistema di sospensione VPP, tipico della casa californiana. È una tipologia di bici piuttosto snobbata in Italia, a torto secondo noi, perché queste sono le bici più polivalenti sul mercato e che farebbero felici la maggior parte dei biker. Ma veniamo ai dettagli. Trattandosi di un montaggio custom scelto da noi, vi parleremo dei cambiamenti che abbiamo fatto durante il test, ed il loro motivo, piuttosto che elencare i dettagli nella classica “analisi statica”.

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Montaggio

Avevamo scelto una forcella Rock Shox Revelation RCT3 Solo air da 130mm basandoci su quanto scritto sul sito Santacruz, dove si dice che si consiglia di montare forcelle di escursione compresa fra i 120 e 140mm di escursione e si definisce i 130mm come lo “Sweetspot”, cioè l’escursione giusta per la 5010. La Revelation è stata successivamente sostituita da una Rock Shox Pike RCT3 Solo Air, la stessa di questo test, dopo essere stata accorciata nell’escursione di 20mm dai meccanici RS.

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Le ruote originarie erano delle Alchemist da all mountain/enduro in carbonio, dal peso anteriore 760 gr., posteriore 870 grammi. La ruota libera ha cominciato a non funzionare più dopo poche settimane, e la ruota è stata spedita in assistenza senza più tornare indietro (siamo ancora in attesa). Sono quindi state montate delle No Tubes ZTR Crest con mozzi SRAM X0, per poi passare alle SRAM Roam 60 che avevamo testato ad inizio anno.

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Anche i freni Formula T1 non hanno avuto molta fortuna, per la loro rumorosità in presenza del minimo bagnato e per la loro potenza non esaltante, malgrado diversi cambi di pastiglie e di dischi. Al loro posto sono stati montati degli Shimano XT.

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L’ammortizzatore di serie, venduto insieme al telaio, era un Fox Float CTD, cambiato con un Rock Shox Monarch Debon Air per poter provare appunto il Debon Air. Non vedete nessuna decal sull’ammo perché si tratta di un pre produzione. L’ammo presenta le classiche 3 posizioni della levetta con cui il flusso dell’olio passa dal tutto aperto al tutto chiuso. Quest’ultima posizione è veramente decisa, si tratta di un blocco quasi totale.

Sono passati diversi set di gomme sulla 5010, quelle che vedete in foto sono delle Specialized Butcher 2.3 (post) e Purgatory 2.3, il cui test si trova qui.

Il resto della componentistica è rimasto invariato per tutti gli 8 mesi del test, senza problemi di alcun tipo per quanto riguarda la trasmissione XX1 e la guarnitura Race Face Next SL (di quest’ultima potrete leggere un test a parte).

Il peso della 5010 con la Pike e le Roam 60 è di 11.5 kg.

Geometria

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I 68° di angolo sterzo si riferiscono ad una bici con forcella da 130mm di escursione, motivo per cui abbiamo poi montato la Pike da 140mm, che ha leggermente aperto l’angolo. Piuttosto basso il movimento centrale, cosa che si è tradotta in più di una botta per terra data con i pedali su tratti in salita tecnici.

Salita

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Una trailbike deve essere un’ottima arrampicatrice e al tempo stesso una buona bici in discesa. La 5010 non delude quando si punta il naso verso l’alto. Innanzitutto il peso contenuto si sente o meglio, non si sente. La bici accelera che è un piacere, soprattutto con il Monarc Debon Air, grazie al suo blocco quasi totale. Non che il Float CTD fosse di impedimento, ma su una Trailbike ci sta bene un blocco più deciso di quello offerto da Fox. Alla nostra domanda sul motivo per cui alla posizione “Climb” non corrisponda un blocco ci è stato risposto che il mercato americano preferisce questa soluzione, probabilmente perché è difficile trovare laggiù delle salite asfaltate o sterrate seguite da discese tecniche. Normalmente si sale e si scende su sentiero, cosa che rende inutile un blocco dell’ammo.

Né con la Revelation che con la Pike abbiamo avuto avuto problemi di un eccessivo allegerimento dell’anteriore, anche se sotto l’attacco manubrio non c’erano spacer quando abbiamo usato la Pike, mentre ce n’era uno con la Revelation. Nessuna delle due forcelle era abbassabile, ed entrambe sono dotate delle tre posizioni di blocco/trail/discesa.

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La rapportatura 10-42 con corona 30T permette di salire ovunque. Non ci sono scuse, perché non è neanche necessario un grande allenamento per tirare questi rapporti.

È stata piuttosto la distanza del movimento centrale da terra (334mm), unita ad un leggero insaccarsi del VPP sul ripido a crearci qualche problema in salita, perché i pedali toccano per terra facilmente quando si percorrono sentieri tecnici in salita.

Discesa

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Qui dobbiamo ben distinguere fra le forcelle usate. Non solo per la loro escursione, che differisce di un solo centimetro, ma per la loro struttura e idraulica. La Revelation è più una forcella crosscountristica, con steli da 32mm, mentre la Pike, con i suoi steli da 35mm e la sua idraulica ormai ovunque apprezzata, è una forcella che strizza l’occhio all’enduro, pur con solo 140mm di escursione.

Diverse sono quindi le sensazioni di guida in discesa. Diciamo pure che il carattere della 5010 si trasforma cambiando fra una forcella e l’altra. Con la Revelation l’anteriore è molto più nervoso e meno preciso, e richiede di scegliere per bene le traiettorie per non andare piuttosto velocemente a fondo corsa in presenza di urti grossi. Insomma, una forcella che mostra piuttosto velocemente i suoi limiti e che condiziona il resto della bici.

La Pike, d’altro canto, risolve i problemi appena elencati: sensibile, molto sostenuta grazie al Rapid Recovery e ben più precisa della Revelation grazie alla sua struttura più massiccia. La 5010 si è così trasformata, con buone prestazioni in discesa, dove è diventato possibile “aprire” il gas anche su tratti scassati, sempre facendo lavorare per bene le gambe visto che al posteriore abbiamo “solo” 125mm di escursione.

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Sospensione posteriore che lavora sensibile e progressiva come d’abitudine del VPP di ultima progettazione. Bisogna anche dire che, montando il Monarch con Debon Air, cioè con più volume, siamo riusciti a migliorare le prestazioni della 5010 in quanto a sensibilità, soprattutto durante le discese lunghe in cui il Float CTD tende a riscaldarsi e a diventare meno sensibile.

In generale, al di là della forcella, la 5010 brilla per la sua agilità. Chi scrive è solito usare una trailbike da 29″, ma bisogna ammettere che una 27.5″ come la 5010 è molto più giocosa in discesa, anche se richiede più manico del rider per fare le stesse cose che si fanno con la 29″. Nelle impostazioni di curve veloci e nei cambi di direzione, però, la 5010 è davvero divertente, grazie alla sua manegevolezza. Sul lento si torna a differenziare a seconda della forcella, perché la Revelation arriva in fretta al suo limite, soprattutto quello di affondare troppo in fretta. Con la Pike è un altro discorso: la sicurezza aumenta, così come la (relativa) velocità. Insomma, non bisogna dimenticarsi che ci si trova in sella ad una trail bike: anche se la Pike lì davanti invita a scendere a velocità enduristiche, la 5010 non è pensata per fare i temponi in discesa.

A livello telaistico non abbiamo nulla da eccepire: la rigidità laterale ci è parsa ottima per una bici di questa escursione, ed abbiamo potuto apprezzarla soprattutto quando montavamo delle ruote in carbonio come le Alchemist o le SRAM 60. Certo, è uno sfizio che costa molto, e siamo consapevoli che molti storceranno il naso quando leggeranno le parole “cerchi in carbonio”. Dei buoni cerchi in alluminio renderanno comunque felici i possessori di questa bici.

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Il paracolpi sotto il tubo obliquo è una bella pensata, altrimenti sarebbe un vero peccato trovarsi il telaio sfrisato dai sassi alzati dalla ruota anteriore.
Abbiamo molto apprezzato i Grease Ports, standard sui telai full suspended di Santacruz, per poter ingrassare i perni del VPP senza doverli smontare. La loro posizione esposta richiede un periodico ingrassaggio se si vuole evitare che la bici cigoli, soprattutto con delle estati come quella passata.

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Affidabile e precisa la trasmissione SRAM XX1, anche con la guarnitura Race Face Next SL. Quest’ultima è davvero un bel vedere, oltre che essere più leggera della XX1. La catena non è mai caduta, se non un paio di volte a causa di rami. Come detto in precedenza, a breve potete leggerne un test apposito.

Conclusioni

Una trail bike agile e performante in discesa, che trova la sua configurazione migliore con una forcella da 140mm di escursione quale la Rock Shox Pike. In salita il suo peso contenuto e la buona posizione in sella la rendono un’ottima compagna per giri lunghi e con tanti metri di dislivello. Il prezzo del telaio non è per tutti, ma è doveroso dire che esiste anche una versione in alluminio e un’altra in carbonio, meno costose.

Prezzo telaio: 3.499 Euro. Disponibile anche nella versione in carbonio “intermedio” con diversi kit di montaggio.
Distributore per l’Italia: DSB Bonandrini.

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