[Test] Sistema antiforatura Technomousse Red Poison

[Test] Sistema antiforatura Technomousse Red Poison

Manuele Ghirlanda, 04/08/2020
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Manuele Ghirlanda, 04/08/2020

Qualche mese fa vi abbiamo presentato il nuovo sistema antiforatura Red Poison di Technomousse. Lo sto utilizzando da circa due mesi sulla mia bici, come vi avevo anticipato utilizzando coperture Maxxis con carcassa Exo.

Sono partito utilizzando le pressioni consigliate da Technomousse (1.4 bar per il 29”) all’anteriore e qualcosa in più al posteriore (1.6 -1.7 bar).

Sul campo

Il peso aggiuntivo degli inserti a primo impatto non si fa sentire. Le ruote scorrono bene sul pedalato, sia su asfalto che su sterrato.

Con queste pressioni in realtà si fa decisamente fatica a sentire che si ha l’inserto all’interno della gomma. Solo su tratti davvero scassati e veloci lo si percepisce. In queste situazioni si ha la sensazione di una bici più morbida e silenziosa, visto che parte degli urti viene assorbita proprio dall’inserto.

Curioso di vedere come si comportava il Red Poison a pressioni più basse, ho provato a sgonfiare un po’ le gomme durante le uscite successive.

Con pressioni di circa 1.1 bar davanti e 1.3 dietro la situazione cambia. Il grip aumenta in maniera considerevole, sia in discesa che sul tecnico pedalato. Per contro non ho percepito una notevole diminuzione della scorrevolezza. Anche con pressioni così basse la gomma rimane perfettamente al suo posto sul cerchio, senza stallonare o dare sensazione di deriva.

Durante questi due mesi di test ho bucato due volte, sempre per errori di guida e sempre con pressioni piuttosto alte. Nel primo caso si è trattato delle classica “pizzicatura”, accanto al tassello centrale della gomma posteriore. Ho potuto risolvere il problema inserendo i classici vermetti e rigonfiando la gomma.

Nel secondo caso purtroppo mi è capitato di tagliare la spalla del copertone per un buon 5 centimentri. Qui purtroppo c’è stato ben poco da fare.Sono riuscito comunque a concludere il giro in un qualche modo, senza demolire il cerchio.
L’efficacia in modalità run flat mi ha sorpreso. Si riesce infatti a guidare, facendo un’attimo attenzione nella scelta delle  linee, in maniera precisa e aggressiva, senza danneggiare il cerchio e soprattutto senza stallonare.

Il limite di questi inserti, in generale, utilizzando gomme non rinforzate, è proprio questo: la protezione che danno sui lati non è parificabile a quella di una carcassa rinforzata.

Alcune considerazioni

Come vi avevo detto in fase di presentazione, il materiale con cui è fatto il Red Poison è piuttosto morbido (o meglio, più morbido di alcuni prodotti concorrenti). Questo, da un lato, ha un impatto positivo sul grip e sull’assorbimento delle vibrazioni. Dall’altro invece risulta essere un pelo troppo morbido per garantire una protezione totale contro le pizzicature.

Anche dopo questi due mesi di abuso il Red Poison non presenta grandi segni di usura, la mescola è ancora bella morbida e non ha assorbito lattice. Personalmente, continuerò ad usarlo perché trovo dia diversi vantaggi in fase di guida e un discreto senso di protezione dei cerchi, abbinandolo però ad un copertone rinforzato, almeno al posteriore.

Technomousse

 

Commenti

  1. Io uso gli anaconda (solo al posteriore al momento) che pesano 4 volte meno di questi e ne sono soddisfatto. Anche il prezzo credo sia inferiore. Ho già preso botte significative senza aver mai danneggiato il cerchio o pizzicato
  2. Anch'io uso gli anaconda di barbieri...35 euro per la coppia e ci ho fatto di tutto e mai un problema in 3 anni ...anzi l'unica bozza che ho preso al cerchio in questo periodo era l'anno scorso alla matadown durante la gara, non ho ne pizzacato ne bucato nonostante il botto forte preso su una roccia spigolosa a velocità relativamente alta! Quindi non cambio e mi tengo l'anaconda...e dopo due anni l'ho estratta ed era quasi come nuova. SOno pure sceso in bike park con la ruota complettamente sgonfia!