[Test] Trek Rumblefish Elite

[Test] Trek Rumblefish Elite

21/10/2011
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21/10/2011

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Una full da 29 pollici con 120 mm di escursione posteriore ed anteriore, progettata dall’inventore delle ruotone: Gary Fisher. Sulla carta uno dei pezzi forti della stagione 2012, dato a MTB-Forum in anteprima per una prova sui nostri sentieri, quelli che conosciamo molto bene. Condizioni ideali per il test che state leggendo.

Tanto per mettere le cose in chiaro: La Rumblefish non è una bici da cross country. È una trail bike, o bici da escursionismo, come anche dichiarato sul sito della Trek.

Analisi statica
In Italia vengono commercializzati due modelli di Rumblefish: la Pro (top di gamma) e la Elite (oggetto del test). Esiste anche un terzo modello entry level, che però non viene importato nel nostro Paese.

È stata progettata da Gary Fisher e fa parte della “Gary Fisher Collection”: non troverete più bici con il marchio Fisher, come in passato, essendo tutto stato inglobato dalla casamadre Trek, che le fa costruire nei propri stabilimenti.

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Le sospensioni sono entrambe dotate del DRCV, ovvero una seconda camera di compensazione che permette di utilizzare tutta l’escursione disponibile. In questo video potete vedere come funziona il sistema, progettato dal dipartimento sospensioni di Trek (situato in California, non in Wisconsin presso la casamadre) e costruito in esclusiva da Fox.

Altre caratteristiche: perno passante anteriore da 15mm e perno passante posteriore Maxle da 142x12mm con il sistema Active Braking Pivot, che tiene la sospensione attiva in frenata e che permette anche di montare un classico quick release con gli adattatori forniti al momento della vendita. Angolo di sterzo di 69.8°. Passo ruota di 113.7 cm in taglia 17.5 (quella testata). Altezza movimento centrale di 338 mm. Altri dati geometrici possono essere trovati qui.

Come già notato sulla Slash, il perno passante Maxle, unito all’ABP, sporge troppo per i nostri gusti e, nel caso uno debba spingere la bici in salita, è il primo posto contro cui va a sbattere il polpaccio.

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Tanto per fare un paragone con altre taglie M, la Cannondale Claymore (180mm di escursione) ha un passo ruota di 113.2 cm, la Cannondale Scalpel 29 (100mm di escursione) di 110 cm. Prendendo una 29 pollici con simile escursione, la Specialized Stumpjumper FSR (130mm di escursione) in taglia M ha un passo ruota di 114.7 cm.

Ci sono inoltre dei bei dettagli curati, quali il passaggio cavo del reggisella telescopico, se uno volesse montarlo, e il batticatena a cui si può attaccare un semplice tendicatena.

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Il passaggio cavo per il reggisella telescopico, sotto il tubo orizzontale

L’impianto frenante è un Shimano SLX con disco da 180mm all’anteriore e 160mm al posteriore mentre la trasmissione è affidata a una guarnitura tripla Shimano da 42/32/22 denti e un pacco pignoni da 11-36 denti a 10 rapporti. Altre caratteristiche sul montaggio qui.

Qualche riga sul settaggio delle sospensioni. Infatti il sistema DCRV necessita di qualche accortezza, come quella di gonfiare l’ammo e la forcella e fare entrare l’aria anche nella seconda camera con qualche energica bracciata/culata e poi ricontrollare la pressione ed eventualmente fare un fine tuning. Al di là di questo Trek offre un pratico calcolatore delle giuste pressioni a seconda del proprio peso vestiti, pronti per pedalare, e del modello di bici. Io l’ho settato a 78kg e devo dire che mi sono trovato bene. L’ammortizzatore Fox Float RP-2 dispone della levetta di apertura e chiusura del Pro Pedal (2 posizioni). La differenza fra aperto e chiuso si nota bene.

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In salita
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Innanzitutto bisogna dire che la posizione in sella è proprio da trail bike. Centrale con braccia non allungate come su una bici da xc, piacevole e sostenibile anche dopo molte ore di pedalata. I rapporti sono agili, ben pensati per una 29. Con il 22-36 si va su dappertutto, anche sulle rampe più ripide. Riguardo a queste il manubrio non tende ad alzarsi, pur avendo lasciato uno spacer sotto lo stesso.

Inserendo il Pro-Pedal il carro affonda di meno di quando è aperto ed è praticamente esente da bobbing. Per usare tutta la trazione della Rumblefish la cosa migliore é aprire il Pro-Pedal: l’ammortizzatore è un paradiso di sensibilità, praticamente il limite è dato dalle gambe di chi pedala.

È un divertimento sfidarsi sui sentieri tecnici in salita, grazie alla trazione. Non sono mai stato un grande fan delle rampe da cuore in gola, ma con la Rumblefish mi sono divertito anche in quel frangente. Unica cosa negativa: il peso di 13.50 kg, una piccola zavorra alle velleità da vetta di chi scrive.

Discesa scorrevole
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Il bel manubrio largo (690mm), il passo ruota generoso e l’aderenza intrinseca nelle ruote da 29 pollici rendono la Rumblefish molto stabile sul veloce. In entrata di curva c’è bisogno di un po’ più di decisione per metterla sulla traiettoria giusta rispetto ad una 26 pollici, poi però ci rimane per bene. Le ruote Bontrager Rhythm Elite TLR Disc 29 non danno la sensazione di essere il massimo della rigidità, però hanno resistito per bene a dei salti di circa 1 metro di altezza con atterraggio sul quasi piatto, con ammortizzatore a fondo corsa.

Sulle ruote c’è da dire che hanno dei cerchi con una larghezza interna di 28mm e permettono così di montarci delle gomme più voluminose, adatte al trailriding. Il loro peso si aggira sui 1800gr la coppia, non certo un peso piuma ma neanche eccessivamente pesanti.

Le gomme Bontrager 29-4 Expert, 29×2.3″ sembrano la scelta azzeccata per la tipologia di bici, sia riguardo alla loro larghezza che al loro profilo. Non sarebbe male aver avuto dei cerchi tubeless ready per poterle latticizzare e così risparmiare qualcosa in termini di peso.

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Discesa tecnica
La prova del 9 per ogni 29 pollici: il comportamento sullo stretto scassato.

Ebbene, ne sono rimasto sorpreso in positivo. Innanzitutto per l’egregio lavoro delle sospensioni, come detto prima molto sensibili ai piccoli urti e progressive al punto giusto verso il fine corsa. Il sistema DRCV funziona molto bene sia sulla forcella che sull’ammortizzatore, non lasciando nessun cm di escursione inutilizzato.

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In secondo luogo per l’agilità della bici. Non è mai stato un problema girarla, anche nei tornantini più stretti, laddove è necessario fare un nosepress. In qualche modo mi è sembrato che fosse addirittura più semplice stare in equilibrio da quasi fermo, quando ci si trova nel punto clou della serpentina. Forse questo è dovuto alla posizione del biker, più bassa nei confronti dei mozzi rispetto ad una 26 pollici.

Sullo scassato un po’ più veloce si sente che l’escursione è solo di 120mm. Anche se le ruotone danno più sicurezza sugli ostacoli quali rocce e radici, infatti, il travel limita la possibile velocità che una bici da all mountain da 150mm consentirebbe e con cui, forse ingiustamente, mi viene da paragonare la Rumblefish.

I freni Shimano SLX hanno una grande potenza e anche il disco da soli 160mm posizionato al posteriore non ha mai dato segni di stanchezza, neanche nelle discese più lunghe e ripide.

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Conclusioni
Sarò sincero fino in fondo: alla fine del primo giro con la Rumblefish, un singletrack infinito qui vicino a casa mia (41 km per 1550 metri di dislivello in salita, altimetria e descrizione qui), avevo un sorriso a 32 denti. Era da tempo che non mi divertivo così su un sentiero molto all mountain, con lunghi tratti pedalati su singletrack, rampe e controrampe e alla fine alcuni passaggi tecnici e altri veloci in discesa. La bici ha risposto bene e mi sono divertito sia in salita che in discesa, sentendomi sicuro pur avendo solo 120 mm di escursione.

Se il peso di 13.50 kg senza pedali mi ha un po’ lasciato perplesso, all’inizio, in sella non me ne sono accorto più di tanto. Un’ottima pedalabilità in salita unita ad un’azzeccata geometria da trail bike fanno della Rumblefish un caldo candidato alla bici da escursionismo ideale per percorsi non troppo arrabbiati.

Guasti durante il test
Ho bucato tre volte, due delle quali a causa dei ricci delle castagne, motivo in più per latticizzare le gomme.
La vernice sulla guarnitura se ne va dopo poche uscite.

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Modifiche consigliate
Latticizzazione ruote
Reggisella telescopico

Peso: 13.50 Kg
Peso telaio senza ammortizzatore in taglia 17.5″: 2388gr.

Prezzo Rumblefish Elite: 2.999 Euro
Prezzo Rumblefish Pro: 3.999 Euro

 Tutte le specifiche e le geometrie: trekbikes.com

Aggiornamento 3 ottobre 2012

L’ammortizzatore di serie perdeva aria, così Fox mi ha mandato in sostituzione un ammo che viene montato sulle Rumblefish 2013, con 3 posizioni del pro pedal. Bene, la posizione con pro pedal chiuso (quindi “on”) é granitica, la bici diventa quasi una front suspended, ideale per le salite asfaltate. La posizione di mezzo é perfetta per pedalare in salita e in piano sugli sterrati dove ci vuole un po’ di trazione, ma é la posizione con il pro pedal aperto che lascia a bocca aperta: l’ammo é supersensibile, una vera goduria. La leva di attivazione del pro pedal é molto facile da raggiungere anche in pedalata.

Insomma, un inatteso e quindi ancor più interessante upgrade, di serie su tutte le Rumblefish 2013.

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