Torna il leggendario sandalo SPD di Shimano

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25 anni fa Shimano portò sul mercato il primo sandalo con sgancio rapido, concepito per i giapponesi che facevano lunghi viaggi in bici. La sua fama superò i confini nazionali e diventò un prodotto di culto anche in Iowa, Stati Uniti, caratterizzato anch’esso da estati calde ed umide. Da lì andò alla conquista del mondo degli amanti dei sandali.


È il prodotto più longevo della gamma Shimano, visto che è rimasto praticamente immutato per 25 anni. Per celebrare l’anniversario, Shimano presenta la versione speciale SD-501A Anniversary SPD Sandal, con il colore ed i loghi dei primi sandali venduti nel 1995.

Il calzino non è incluso nella confezione. Il modello classico si trova per poco meno di 100€ online.

Maggiori informazioni qui.

 

Commenti

  1. dav81:

    questo è un commento intelligente e pacato....ogni tanto qualcuno ci riesce
    Mah... mi permetto sommessamente di dissentire...
    Pacato è pacato, nel senso che non fa sparate ad cazzum come ha fatto qualcun altro, questo te lo concedo indubbiamente... ma al di là della pacatezza c'è il merito (che è il vero punto della discussione, oltre al sandalo in se) ed uno che considera dei sandali (in uso ed in produzione da 25 anni) per cicloviaggiatori ed "esploratori" su distanze importanti ed in condizioni a dir poco probanti (per caldo ed umidità, anche tutt'e due assieme :hahaha: per non farsi mancare nulla) come buoni soltanto per il giretto domenicale easy con la famigliola non ci ha capito, letteralmente, una beatissima cippa di nulla (sorry) ed in più dimostra di non aver nemmeno letto l'articolo ed i commenti successivi dove la destinazione d'uso veniva spiegata con dovizia di particolari... come pure soffre ("malattia" a quanto pare comunissima) di quella autoreferenzialità ostinata stigmatizzata (giustamente) da più d'uno in questa discussione come in altre occasioni.
    Autoreferenzialità che lascia intendere abbastanza chiaramente come l'utente medio ignora bellamente tutto quello che lui non fa e a lui non piace... cioé (sempre mediamente) la quasi totalità dell'universo a pedali... i famosi paraocchi...
    Però dall'alto (alto si fa per dire) di questa posizione, non delle più raccomandabili, si sente in dovere di dire agli altri "come gira il mondo", cosa è buono e cosa no (in categorie e segmenti di cui non sa, evidentemente, nulla o molto poco se va bene) e cosa va "nuclearizzato" e cosa no...
    Che ne dici?
  2. Cioé, sintetizzando, il "core" (all'inglese) del discorso fatto sin qui verte sul contenuto dei concetti espressi, sulla loro qualità e quindi anche utilità, si parla perché si ha qualcosa da dire (e si conosce, almeno a grandi linee, l'argomento) o "pour parler", per dare un contributo o perché tacere risulta più faticoso e difficile dello sparare la prima cosa che passa per la testa fottendosene dell'attinenza con la realtà e dei dati di fatto?
    Il tutto magari non ammettendo nemmeno (o soffendo molto) repliche puntuali e precise perché in fondo "opinioni personali" quindi insindacabili (ma de che? detto alla romana).
    Insomma tutto ruota attorno a quella mal intesa "libertà di opinione", scambiata (furbescamente, diciamoci la verità ;-)) per qualcos'altro...
    è questione di sostanza molto più che di forma...
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