[Video] RCM tutorial: come fare i drop

[Video] RCM tutorial: come fare i drop


Saltare in bicicletta è sempre una libidine, e quando le rampe sono in discesa o in piano si parla di drop. Fino a qualche anno fa, con la parola Freeride sulla bocca di tutti, sembrava che droppare da altezze impressionanti fosse l’unico modo di andare in bici. Spesso gli atterraggi piatti e la volontà di “sentire” il colpo in atterraggio ci faceva provare dei salti che, per usare un eufemismo, potremmo descrivere come non calcolati.
Il drop però è una tecnica necessaria per tutti, qualunque gradone che non possa essere copiato, vuoi per l’altezza, vuoi per la velocità di approccio, diventa automaticamente un drop e dobbiamo essere sempre pronti a spiccare il volo. Oggi vediamo insieme come farlo in sicurezza!

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  1. Sarà pur corretto toccare terra prima con l’anteriore , ma personalmente preferisco gli atterraggi sulle due ruote simultaneamente. Mi ricordo un’esperienza “al limone” proprio sulle rampe del Mottolino ( quelle della foto di copertina) : a fine giornata dopo aver già eseguito una decina di volte una delle suddette rampe (non quella con la “m”ma la adiacente!) mi trovo a dover sostituire le pastiglie freno ormai finite , operazione eseguita velocemente sul tracciato ma senza “calibrazione” , affronto per l’ultima volta il citato drop prendendo slancio dal solito punto ma senza tener conto del rallentamento dovuto al maggiore sfregamento delle pastiglie nuove , risultato : ho staccato troppo lento e per evitare di atterrare (o schiantarmi!) sul piatto ho spinto in avanti più che potevo atterrando (in pendenza) proprio con l’anteriore e percorrendo un 15 metri solo su tale ruota al limite del ribaltamento .

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    1. Bel rischio ti sei preso!!!.. attenzione però che atterrare con l’anteriore non significa impuntare, significa ritrovare più velocemente la posizione base e poter guidare fin da subito oltre a permetterti di creare molta più velocità in uscita.

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      1. Per allenarmi ho messo qualche pedana dietro casa.
        Sui drop in piano tendo ad accucciarmi sulla bici per poi estendermi poco prima dello stacco e cerco spingendo sul manubrio di atterrare più di anteriore,.
        Tra l’altro l’atterraggio troppo di posteriore apre molto l’angolo di sterzo stressando molto di più il telaio.
        Il tuo metodo è decisamente più tecnico, e mi potrebbe tornare utile per un drop bastardo in discesa preceduto dalla sabbia che non ti permette di arrivare veloce è composto, così la rotazione ad impuntarsi é ancora più accentuata.
        Domani provo il tuo metodo su quelli in piano

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  2. grande jack.
    e mi fa piacere vedere confermato da te che bisogna far toccare terra prima alla ruota davanti o al massimo in contemporanea.
    vedo sempre gente atterare su quella posteriore con quella anteriore alzata in impennata…

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  3. Per allenarmi ho messo qualche pedana dietro casa.
    Sui drop in piano tendo ad accucciarmi sulla bici per poi estendermi poco prima dello stacco e cerco spingendo sul manubrio di atterrare più di anteriore,.
    Tra l’altro l’atterraggio troppo di posteriore apre molto l’angolo di sterzo stressando molto di più il telaio.
    Il tuo metodo è decisamente più tecnico, e mi potrebbe tornare utile per un drop bastardo in discesa preceduto dalla sabbia che non ti permette di arrivare veloce è composto, così la rotazione ad impuntarsi é ancora più accentuata.
    Domani provo il tuo metodo su quelli in piano

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