Sud della Tunisia in mtb, da Matmata a Ksar Ghilane. Quinta tappa, il deserto infinito

Sud della Tunisia in mtb, da Matmata a Ksar Ghilane. Quinta tappa, il deserto infinito

15/04/2013
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15/04/2013

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7 Aprile, giorno 5 : Ksar Ghilane
Sveglia e colazione al Campement Al Bibane. Mentre mangiamo facciamo il punto della situazione, bisogna decidere come si svilupperà la giornata nel deserto. E’ prevista una gita con pranzo al vicino Campement di Zmela, immersi nel deserto del Sahara tra dune e sabbia infinita. Bisogna solo vedere come arrivarci. Le condizioni della pista tra le dune variano di ora in ora. A me piacerebbe fare ancora una bella pedalata nel deserto, ma i local ci dicono che il forte vento di ieri ha spostato le dune riversandole proprio sulla pista, bisognerebbe perciò fare troppi tratti a piedi. Inoltre anche oggi il vento si sta alzando in fretta, e dopo le tante ore di ieri passate controvento, la truppa ha poca voglia, per non dire nessuna, di farsi altri 20 km al rallentatore. Siamo al quinto giorno e le energie rimaste non sono tante. L’alternativa è quella di raggiungere la base di Zmela in dromedario, in fuoristrada o in quad. La maggior parte sceglie l’ultima soluzione, chi invece come me è refrattario a questi rumorosi mezzi partirà con il comodo fuoristrada del grande Vittorio. L’appuntamento per la partenza è alle 11.30, c’è allora ancora tempo per una bella pedalata alla scoperta dell’oasi di Ksar Ghilane. Ecco i dromedari che si riposano ai bordi dell’oasi,

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questi strani animali sono sempre ammirati da chi come noi li vede raramente.

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Ancora un giro intorno all’oasi e poi entriamo all’ombra delle fitte e alte palme,

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in giro c’è poca gente, più che altro si vedono gli ormai “soliti” dromedari. I miei compagni si fermano a studiare i quad che useranno nel pomeriggio, io invece addocchio delle gigantesche dune ai margini dell’oasi e mi precipito come un bambino che ha appena viso un giocattolo al quale non può rinunciare.

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Fa ancora fresco e la sabbia è perciò compatta e pedalabile, salgo, scendo, il cielo azzurro crea un contrasto perfetto e non resisto a farmi un pò di autoscatti.

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Scendere dalle dune ripidissime è una sensazione fantastica,

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mi torna subito in mente la discesa sulla sabbia lavica dell’Etna, ma per certi aspetti assomiglia anche al suo opposto, la discesa sulla candida neve delle mie Alpi.

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Passo sotto ad un gruppo di pini e dietro si apre il deserto a perdita d’occhio,

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qui si gode di un senso di libertà infinito, ma per contro ci si rende conto di quanto la natura possa essere impietosa e durissima con chi non la rispetta e la sottovaluta.

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Partiamo adesso per Zmela, dove inizia il Sahara vero e proprio. Avvicinandosi al campo, la sensazione è quasi opprimente: le dune si alzano di colpo per un centinaio di metri di altezza come fossero un muro invalicabile.

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Al campo pranziamo ottimamente con i piatti tipici del deserto e alla fine non riesco a trattenere la voglia di arrampicarmi fino in cima alle gigantesche dune per vedere cosa c’è dall’altra parte. Comincio a correre fra le dune, su, sempre più su, la cima sembra vicina ma sono ancora lontano, la sabbia infinita sembra volermi respingere. Ma l’occasione è unica, non so quando riuscirò ancora a tornare da queste parti perciò continuo a correre fino a che riesco a vedere dall’altra parte. Arrivo finalmente in cima. Cosa vedo? Naturalmente sabbia e solo sabbia, a perdita d’occhio e fino all’orizzonte!

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E io, misero umano, quasi un granello di sabbia nel deserto!

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Fantastico! Dopo 5 giorni di pedalate, in un crescendo di sensazioni uniche e irripetibili, sono arrivato dove speravo di arrivare. La dove inizia il nulla, dove finisce un mondo e ne inizia un’altro.

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Grazie Coast2coast, grazie agli organizzatori Alessandro (management), Franco (tracciatore e mappatore) e Vittorio (esperto di deserto e alla guida del fuoristrada di appoggio) oltre al partner tunisino Tarak (esperto local e bravo biker, pedalatore sempre senza il fondello!).
E naturalmente grazie a tutti i simpaticissimi compagni di viaggio e pedalate: Matteo lo Chef, Giacomo, e Nicolò i milazzesi, Paolo il diesel, Antonio freerider, Gabriele occhi azzurri, Alessio the Doctor, il mitico scalatore Mimmo, Tony e Karina gli sposini e infine Ciccio il Clown dal cuore immenso; gente davvero speciale.
Ripartiamo verso l’oasi di Ksar Ghilane, il grosso della truppa in quad divertendosi come matti a saltare di duna in duna e qualcuno più normalmente in auto. Adesso relax nella pozza di acqua calda,

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mentre Tony e Alessandro salgono sui dromedari per visitare la famosa fortezza romana in rovina, che indica il confine meridionale dell’Impero Romano. Il brindisi sull’ormai famoso tavolino rovesciato in acqua è d’obbligo e il relax è totale.

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Usciamo dall’acqua che è ormai buio e ci aspetta l’ultima sorpresa, un berbero ci fa vedere come si prepara il pane di sabbia, il pane tipico del deserto cotto in un letto di braci direttamente sulla sabbia. Cena e a nanna, domani ci aspetta un lungo viaggio di ritorno verso Tunisi, per tornare in Italia chi in nave e chi in aereo.

Prima di partire avevo letto quale era la mission di coast2coast: un mix di avventura, divertimento, paesaggi inediti, cibo e cultura condiviso in gruppo.
Immergersi in una atmosfera anni luce distante da quella del mondo occidentale e farsi rapire dalla spiritualità che permea i luoghi. Immersione totale nella cultura del paese. Solo cosi si può “assaggiare” il territorio.
E cosi è stato, la mission di coast2coast è stata rispettata in pieno, e questo grazie anche alle nostre mtb, un mezzo con il quale si riesce a vivere pienamente ogni momento della giornata.
Dice ancora Franco: l’oasi di Ksar Ghilane si può raggiungere da Matmata per tante vie, quella che ha scelto Coast2Coast è nata da exploring diretti in zona, con l’aiuto di fuoristrada , guide locali ed il supporto di un amico tunisino che ha agito da interfaccia per la comunicazione.
Dopo uno studio sulla carta , con un’idea di massima del percorso, abbiamo verificato con le guide decine di tracciati diversi per ogni tappa, sino a scegliere quelli che abbiamo ritenuto i migliori, valutando di volta in volta anche i luoghi di pernotto che si sono rivelati uno dei punti vincenti di questo tour.
In particolare , abbiamo tracciato e percorso per la prima volta in mtb due Single Track che collegano attraverso altipiani da raggiungere non senza fatica (qualcuno pensava che fosse tutta pianura?) Ksar (i caratteristici castelli berberi) dove sembra di essere stati catapultati 3000 anni indietro.
Il durissimo , faticosissimo, ultimo tratto nel deserto, dove testa e gambe devono cercare di accordarsi, è stato per la prima volta percorso dalle mtb nel corso della coast2coast, come riferitoci dalle guide e dai cammellieri di stanza nell’oasi.
Tutto quasi perfetto insomma, resta il rammarico per Karina, che purtroppo con il suo incidente (gesso al polso e testa salvata dal casco, mi raccomando casco sempre in testa!) non ha potuto condividere appieno il nostro divertimento. E con lei Tony.

Alcune mie considerazioni finali: la Tunisia è bellissima, peccato non valorizzata al massimo dagli abitanti per la molta sporcizia lasciata in ogni dove e la non grande cultura del turismo, specie in certi posti, ma la gente è sempre cordiale e disponibile.
Il tour è organizzato molto bene anche per la grande varietà di ambienti attraversati, dai luoghi storici, al deserto di roccia a quello di sabbia.
Il mio giudizio sull’organizzazione è altamente positivo, fra le cose negative ne metto solo una : i ritardi in partenza, che variavano dalla mezz’ora alle due ore. Forse questo è anche un mio limite, ma vivendo in Alto Adige, dove partire alle nove vuole dire partire alle nove e già chi arriva con 5 minuti di ritardo quasi si vergogna, all’inizio facevo fatica ad abituarmi. Ma dopo un paio di giorni, in effetti, sono entrato anche io nello spirito siciliano e ho notato che aspettare può avere anche i suoi lati positivi.

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Per tornare seri, però, se fossimo partiti in orario, anche dopo i pranzi, ci saremmo goduti meglio i single track, uno non fatto per buio sopraggiunto, e l’altro con arrivo al limite. In più, per finire il sermone del moralizzatore, l’ultimo giorno io e Alessio siamo saliti sull’aereo praticamente correndo, vista la mania ossessivo-compulsiva della truppa per lo shopping dell’ultima ora.
Chi può partecipare al tour? praticamente tutti, a patto di avere un allenamento discreto in mtb. I percorsi richiedono un certo impegno, ma le fermate molto frequenti per foto e visite danno il tempo di riposarsi. E in caso di stanchezza improvvisa non ci sono problemi, si carica la bici sul fuoristrada di Vittorio e si prosegue comodamente in auto, come è successo al nostro prode Alessio. Per l’alimentazione non ci sono problemi, le pietanze sono simili a quelle del nostro sud e della sicilia in particolare, con cous cous, carni, tonno, pomodori, cipolle e qualche salsa piccante. Arance a acqua a volontà sono sempre disponibili sull’auto di Vittorio.
Se la bici ideale è forse una full trail sui 120 di escursione, il tour si può portare a termine con qualsiasi tipo di bici, come hanno dimostrato Mimmo con la sua xc old timer e dal lato opposto il grande Antonio con la sua Claymore da 180. Per conto mio mi sono trovato benissimo con la Rose mr. ride,

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una front 29″ molto leggera e performante in salita, buona anche sugli sterrati in piano, dove una volta trovata la giusta pressione delle gomme tubeless (il più sgonfie possibili), somiglia ad una full leggera, e ottima sulle discese tecniche e sconnesse, dove grazie alle ruote da 29, passavo in sella sui passaggi che solo i freeriders Antonio e ciccio chiudevano.
Un ringraziamento a Endura per i guanti comodi e resistenti che mi hanno accompagnato nel deserto
Se volte fare un’esperienza diversa ed emozionante pedalando nel deserto rivolgetevi senza problemi a coast2coast, per me è stata una delle esperienze più belle mai vissute in mtb, anche perchè, come ho detto ai miei compagni salutandoli all’aeroporto, il tour è stato bellissimo, ma quello che da il valore aggiunto a questi viaggi è proprio l’amicizia e la condivisione di gruppo che si crea in questi casi, e fra noi è stato cosi, sia fra i partecipanti che con i simpatici organizzatori. E se oltre ad andare in Tunisia, vorrete anche andare in Marocco a novembre, cominciate subito a pensarci: perchè io ci sarò!

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