Ad 11 anni sulla pista di coppa del mondo di Leogang

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Vinci Vodan vive a Leogang e ha passato la chiusura delle scuole causa Covid-19 ad allenarsi nell’omonimo bike park. Ecco la sua discesa sulla pista di coppa del mondo, con un momento da capelli dritti al minuto 3:31.

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Commenti

  1. Ivo:

    Forse ad 11 anni un atteggiamento ludico sarebbe preferibile ad uno agonistico ma da italiano forse sono io che tendo ad essere iperprotettivo. Comunque gran bell'andare.
    Cosa ti fa pensare che la componente ludica non ci sia (da come guida e "cazzeggia" direi il contrario) o che l'aspetto agonistico escluda quello ludico (a quell'età poi)? Perché pensare subito che se un ragazzino fa certe cose dietro deve esserci un genitore/allenatore (nel senso deteriore del termine)?
    Capisco perfettamente quello che vuoi dire e sono pure d'accordo se parliamo di certi atteggiamenti comportamenti tanto comuni fuori dai campi di calcio (per fare un esempio concretissimo e a noi noto) ma non è mica un assioma, anzi... quante volte o visto ragazzini innammorarsi di questo o quello sport e venir limitati dai genitori apprensivi (proiettano le loro paure sui figli tanto quanto quegli altri proiettano le loro aspettative con lo scopo di sublimare i propri insuccessi) che invece di dargli la possibilità (spesso a costo zero, non cerchiamo scuse) almeno di provare e provarsi ti dicono e/o gli dicono "no, è piccolo... quando sarà grande"... il risultato più classico e scontato è che sto ragazzino non farà mai sport come si deve (se mai lo farà) e magari gli rimmarrà pure il rimpianto di non averci provato...
    Secondo me il massimo è fargli vedere con "naturalezza" quello che esiste, farli provare e farli scegliere liberamente e poi metterli nelle condizioni di poter essere liberi, seguiti e consigliati, condividere si (che figata), ma comunque liberi...
    Il tutto, chetelodicoafare, compatibilmente con le nostre possibilità ovviamente... ma ci sono tanti modi anche per superare quegli ostacoli volendo, ma tanti...
  2. Ivo:

    Forse ad 11 anni un atteggiamento ludico sarebbe preferibile ad uno agonistico ma da italiano forse sono io che tendo ad essere iperprotettivo. Comunque gran bell'andare.
    Premesso che sono d'accordo che nel prestare un occhio di riguardo alla crescita fisica e mentale dei ragazzini non bisogna provocare loro pressioni ingiustificate. Devo riconoscere, però, che l'agonismo é esso stesso un motivo di crescita e che spesso ad "esasperare" più del dovuto i ragazzini sono i genitori che fantasticano per loro chissà quale futuro. Fortuna é che tale atteggiamento più o meno diffuso, é circoscritto ad alcuni sport e ad uno in particolare...il solito.
  3. AlexV:

    Posso dire che mi faceva più paura quello che seguiva per filmare che in alcuni tratti anche veloci era molto vicino? Se per qualche motivo il ragazzo fosse caduto o avesse dovuto frenare di colpo lo avrebbe centrato in pieno.
    se vuoi filmare devi stare vicino, altrimenti non filmi, e quello dietro, a naso, è quello che ha insegnato al giovane ad andare così, quindi di sicuro sa quel che fa
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