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[Amarcord] I marchi meteora nella storia della MTB

[Amarcord] I marchi meteora nella storia della MTB

22/02/2018
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22/02/2018

Autore:  Francesco Mazza

Nel corso degli anni ci sono stati numerosi marchi che si sono affermati come colonne della storia della MTB. Una serie di connotazioni quali performance, risultati agonistici, ricercatezza estetica, soluzioni tecniche o marketing aggressivo hanno contribuito a consolidare molti brand come riferimenti del mondo della mountain bike. Nel corso degli anni però, tra queste realtà affermate, hanno fatto la comparsa diversi marchi che, per motivi diversi tra loro, hanno brillato solo per un periodo più e meno breve, sparendo poi dalla circolazione, alcuni totalmente e altri quasi. Marchi che possiamo definire meteore della storia della MTB dato che hanno sfavillato intensamente per poi svanire, proprio come una meteora nel cielo.

Alcuni brand hanno fatto riecheggiare il loro nome agli albori della storia della mountain bike grazie alle prestigiose vittorie nelle prime edizioni del Campionato del Mondo. Dalla Miyata Koga di Greg Herbold che vinse la prima edizione dei Worlds a Durango nel 1990, passando per la Cilo con la quale Albert Iten divenne iridato al Ciocco nel 1991, per arrivare alla Balance di Mike King dei mondiali di Métabief del ’93. Tutti brand che sparirono dal settore MTB, pur avendo esordito con prestazioni folgoranti.

In quegli anni ci fu anche un altro marchio a brillare per innovazione e stile, introducendo soluzioni tecniche che vennero apprezzate e riconosciute in tutto il mondo. Parliamo di Mountain Cycle che, soprattutto con la San Andreas a cui abbiamo dedicato un articolo, è divenuta una pietra miliare della storia della MTB. Non furono i risultati agonistici ma la ventata di novità e di tecnologia che portarono Mountain Cycle a eccellere, fino a guadagnarsi un posto al MoMa di San Francisco. Il brand californiano proseguì con altri prodotti stilisticamente simili al San Andreas come per esempio la Shockwave o la Tremor… ma tanto fu all’avanguardia inizialmente, tanto restò ferma sulle medesime soluzioni nel corso del suo decennio circa di attività, perdendo infine di attualità e di carisma nei confronti di un mercato in veloce evoluzione, finendo per chiudere i battenti.

Nel contempo, un marchio francese legò a doppio filo il suo nome a quello delle competizioni di DH, dominando la scena per 5 anni. Fondata nel 1994 da Max Commençal, fondatore in seguito dell’omonimo brand, Sunn conquistò numerosi titoli iridati e gare di World Cup grazie ad atleti del calibro di Nicolas Vouilloz, Caroline Chausson, Fabien Barel e Cedric Gracia. Un team di riferimento con un entourage imponente. La Radical, la bici del team, era un sogno per molti appassionati: soluzioni tecniche particolari e sospensioni realizzate all’interno della stessa Sunn da Olivier Bossard (padre di BOS Suspension). Un progetto imponente e costoso che infine crollò sotto al peso dei debiti, finendo in bancarotta. Il marchio venne poi acquistato da terzi a distanza di anni per rilanciare un restyling della Radical, ma anche questo progetto ebbe vita breve. Recentemente il marchio è stato nuovamente acquistato da altri imprenditori ma le bici in gamma sono nettamente distanti dai gioielli pluri-iridati della fine del secondo millennio.

Nicolas Vouilloz, all’apice della sua carriera di downhiller e con all’attivo 5 titoli iridati da Elite più altri 2 da Junior, era in cerca di una bici che soddisfacesse le sue esigenze tanto quanto fece la Sunn Radical. Decise di costruirsela, dando vita al marchio V-Process insieme ad alcuni ingegneri rilevati da Sunn, tra cui Bossard che nel frattempo aveva fondato il suo marchio di sospensioni. La V-Process NV (iniziali di Nico) destò da subito enorme interesse nel mondo race e il suo fondatore le donò i colori iridati per 2 stagioni consecutive primi di ritirarsi dalla DH, chiudendo il marchio, per dedicarsi ai rally automobilistici come pilota professionista.

Pochi anni dopo iniziò la sua ascesa il marchio statunitense Iron Horse, grazie al fortunato connubio con un giovane ingegnere di nome Dave Weagle con il suo sistema di sospensione DW-Link. In precedenza Iron Horse usava rimarchiare telai prodotti da altri telaisti come Verlicchi (Sintesi) in principio, con il cui telaio vinse i Worlds del ’92 a Bromont, e Intense in seguito. Ma fu con la Sunday, la bici da DH dotata di DW-Link, che Iron Horse iniziò a brillare ottenendo fama e prestigio, grazie soprattutto ai risultati strepitosi di Sam Hill e di Sabrina Jonnier che, ciascuno nella propria categoria, dominarono senza rivali la DH mondiale per le stagioni a seguire fino alla fine del 2008, quando Iron Horse chiuse i battenti per fallimento. Poche stagioni ma assolutamente intense e memorabili.

Circa nello stesso periodo, il cielo venne squarciato dal bagliore di una meteora di dimensioni enormi, quando un colosso come Honda entrò nel mondo della MTB, mettendo tutto il suo know-how del settore motociclistico nella DH. La storia del marchio nipponico con  la sua RN01 G-Cross, alla quale abbiamo dedicato un articolo, fu breve ma assolutamente intensa. Quattro stagioni di gare, dal 2004 al 2007, con atleti di assoluto spessore come Greg Minnaar, Matti Lehikoinen e Brendan Fairclough. Diversi risultati importanti tra cui una overall di World Cup di Minnaar nel 2005 e diversi podii tra World Cup e mondiali. Honda entrò nella DH senza alcun intento commerciale e senza la benché minima intenzione di produrre la RN01 per la vendita, anche perché avrebbe avuto costi assolutamente proibitivi. Il preciso scopo di Honda, in pieno stile HRC, fu di sviluppare e immagazzinare conoscenze tecniche che potessero fruttare in ambito motociclistico. La DH fu adottata come un campo di prova per migliorare le capacità di gestire le geometrie, la ciclistica, le sospensioni e altri dettagli chiave in un ambito nel quale queste caratteristiche risultano più sensibili e determinanti di quanto non siano in MX. Finito il periodo di test e raccolte sufficienti informazioni, il team Honda chiuse i battenti smantellando le RN01. Se i giapponesi di Honda seppero raccogliere molto dalla DH, altrettanto, forse involontariamente, donarono: il loro approccio ultraprofessionale e l’assoluta e maniacale attenzione ai dettagli …oltre a un mezzo ipertecnologico che fece innamorare centinaia di migliaia di appassionati di DH in tutto il mondo e che ancora oggi, a distanza di oltre 10 anni, esprime tutto il suo fascino.

Ma oltre ai numerosi marchi di bici, c’è anche un altro settore della MTB che ha visto brillare diverse meteore: quello delle sospensioni. Probabilmente in questo segmento di componentistica per MTB più che in qualsiasi altro, soprattutto per quanto concerne gli ammortizzatori ancora più che per le forcelle, si susseguirono numerosi marchi che si ritagliarono una finestra temporale di successo prima di sparire nell’oblio del dimenticatoio. Marchi che si proposero come la panacea di tutti i problemi delle sospensioni e che conquistarono facilmente il favore del pubblico in un periodo in cui le sospensioni, per quanto iniziassero a raffinarsi, erano ancora parecchio distanti dalle performance attuali.

Di fronte al dominio incontrastato di FOX, i vari marchi come Romic o Avalanche offrivano ammortizzatori con tecnologia Twin Tube mentre altri marchi come per esempio Elka e Progressive Suspension davano la possibilità ai rider di controllare ben 4 o addirittura 5 regolazioni contro le tradizionali e un po’ limitanti 2 regolazioni del FOX, dall’idraulica affidabile ma semplice. Questo aspetto a inizio millennio fece molta leva sia sul pubblico agonista che sugli amatori. In particolare Progressive Suspension con il suo Fifth Element, nato nel 2003, divenne molto popolare, conquistando anche una discreta fetta di mercato dei primi montaggi. Presto si capì tuttavia che non c’era sufficiente cultura da parte del grande pubblico per poter apprezzare o anche solo per comprendere come regolare tutti quei registri. Inoltre il servizio assistenza di alcuni marchi si rivelò inefficace. Nel frattempo FOX fece tesoro della lezione introducendo nuovi ammortizzatori più evoluti e dotati di più regolazioni e facendo di fatto dimenticare la maggior parte di questi brand di ammortizzatori.

Questi sono solo una manciata di esempi, forse tra i più fulgidi, dei marchi che hanno brillato intensamente per un breve periodo di tempo nella storia della MTB, ma ce ne sarebbero molti altri da citare e dei quali raccontare la storia. Se vi vengono in mente altre meteore della storia della MTB, riportatele nei commenti e condividete i vostri ricordi.

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K
klasse

Io citerei la Merlin fa supension, con telaio in titanio addirittura 6al4,5v, e schema a balestra posteriore.
Prezzo inavvicinabile, la bici completa montata a xtr mi pare nel 1990 sfiorava i 12 milioni delle vecchie lire, ma non mi ricordo precisamente, dato che la vidi solo 1 volta in gara alla Gran Paradiso bike in mano ad un facoltoso amatore.

L
ledesma

12.000.000 6000 euro ca. una bici di adesso giusto x non fare la figura del pellegrino

S
sten1959

@ledesma paragone sbagliato.
Nel 1990 una paga media era su 1.000.000 di lire per cui ci volevano 12 stipendi.
Il paragone odierno sarebbe più vicino ai 15.000 euro che non ai 12.000

Tomac
Tomac

La possiedo!

K
klasse

Come non citatare la Sintesi Bromont di Corrado Herin.

G
Guido Drastico

Oppure il traliccio della Bazooka!

G
galva

ne ho avuta una ed era una bomba, alta penso 10 cm da terra… ahah sbattevi ovunque ma una figata

A
anto2964

Pro-Flex

F
francy-22

Liyang..

@lberto
@lberto

Io citerei anche un marchio che mi face sbavare molto all’epoca, ovvero la Maverick con la sua stupenda (per me) ML9 con ammo e forca proprietarie (la doppia piastra DUC 32)

gigik2
gigik2

piuttosto che solo su Maverick sarebbe da fare un articolo sul suo fondatore.
non vorrei dire sciocchezze,in caso qualcuno mi corregga ma Paul Turner lo ricordo per avere portato la sospensione McPherson sulle mtb con la ProFlex ,progetto poi preso da K2 con la Razorback (che io ho :)) ,fondatore della Rockshox ,fondatore dell’appunto Maverick e fornitore della stessa bici alla Klein . Tutt’ora capo progetto della forcella a steli rovesciati Revel per X-Fusion…sicuramente mi manca altro di questo genio
per quanto riguarda ProFlex e K2 si puo’ ricordare la Noleen come sospensioni

C_dale
C_dale

Votec e Hot Chili…

Haran Banjo
Haran Banjo

Votec (marchio di Peter Voitl) ora fa le Carver (non il marchio Carver americano, quello tedesco carver.de).

teoDH

Il 5th element era 15 anni fa al livello a cui è oggi un DHX2, effettivamente è stato un grande ammortizzatore, ho un paio di amici che ancora ci raidano, tra l’altro in italia Pepi ha sempre dato un’assistenza ottima e veloce, il Romic l’ho avuto sulla mia seconda DH, semplice, poche regolazioni, ma molto affidabile…
Come sempre un bell’articolo, bravi!

darionollie_
darionollie_

Io col 5th element ebbi una brutta esperienza, comprato nuovo mi esplose dopo 3 (TRE) uscite

Z
Zucchi

Come si vede bene sull’immagine della bici Honda per le forcelle ammortizzate c’era anche un marchio giapponese molto evoluto e di grande prestazione: La Showa. Non era riuscito a penetrare i mercati in quanto non ha investito abbastanza per pubblicità ed altro, tecnicamente era almeno alla pari di FOX e Rock Shox.

Shadow.Rider
Shadow.Rider

Spettacolare il cambio della Honda

A
anet80

ops scusate, ho cliccato per sbaglio su dh-mag, mi date il nuovo indirizzo di quel forum dove si parla di mtb, mtb-mag, lo conoscete?

K
klasse

Youporn

arethel
arethel

Io citerei anche il mitico marchio CHUMBA con la F4 e la EVO

darionollie_
darionollie_

Io mi ricordo le forche Bullet zzyzx, i mono Curnutt e le famose Bergman!

kika
kika

… citerei anche il mio compaesano Pietro Fiocco e il suo telaio monoscocca in carbonio
https://www.mtb-mag.com/forum/index.php?threads/110340/

e alpinestar e K2?

A
albatros_la

Bisogna anche capire cosa si intende per “meteora”. Quanti mesi/anni deve essere rimasto sul mercato un marchio per essere definito una meteora?
Pro-flex è stata una meteora? Fimoco è stata una meteora? AMP Reseacher? La stessa Liyang non è rimasta sul mercato per un anno…
Altri marchi sono delle meteore nel nostro mercato, perché qualche importatore ci si è avventurato senza grande successo e l’importazione è cessata in tempi relativamente brevi (vedi Felt o Marin). Lee Cougan? Negli anni ’90 era un marchio più famoso di quanto non sia oggi, tanto che pensavo fosse scomparso…

@lberto
@lberto

E il marchio KLEIN che fine ha fatto???

Y
ymarti

Tra le sospensioni ci metterei DSP…..qualche bella innovazione ma alla fine ha mollato la mtb.

tra i telaisti che hanno mollato il gravity, Scapin. La Frenk era tanta roba!

Ottimo articolo complimenti!

sembola

[QUOTE="[USER=175388]@Lberto[/USER], post: 8328671, member: 9280"]E il marchio KLEIN che fine ha fatto???[/QUOTE]

acquisito da Trek e poi terminato

Comaz15
Comaz15

E i vecchi Nokian Gazzaloddi 3′ che diedero pure il logo al Forum? Assieme alla Monster T e a un telaio monoscocca in alluminio della TRD (o TRS?) hanno fatto storia!

street77
street77

Io il Mountain Cycle SIN lo tenuto ed è diventato una bellissima opera d’arte che tengo sul mobile 😎

husky
husky

forcelle 3g ad elastomeri

motobimbo

clavicula la fanno ancora?

J
Jumpytorax

e come osa qualcuno dimenticare la mitica SLINGSHOT ?? ;;-))

jake blues
jake blues

full dynamix, marchio italico… ne giravano parecchie molti ( troppi…hehe) anni fa

l.j.silver
l.j.silver

come non ricordare Mantis con la allora mitica pro floater?

Minitrek

la Brooklyn machine works esiste ancora?

V

Karpiel, dei veri mostri di biciclette, un possessore inglese partecipa regolarmente alla Mega

lucamox
lucamox

Turro e STM entrambi di Torino

R
ridethebike

Due marchi italiani. Dart e Ferremi.

bughy

[QUOTE="ridethebike, post: 8328991, member: 82592"]Due marchi italiani. Dart e Ferremi.[/QUOTE]Dart Blu Star….la mia prima mtb, regalatami dai miei a 15 anni…era emiliana se non ricordo male…

Sent from my [device_name] using MTB-Forum mobile app

Minitrek

[QUOTE="ledesma, post: 8329111, member: 71978"]12.000.000    6000 euro ca. una bici di adesso giusto x non fare la figura del pellegrino[/QUOTE]

probabilmente 12000€ attuali!

I
iaio

Mettiamoci anche la svizzera S-bike con il suo telaio a traliccio scatolato in alluminio, fine 80s

L
Luca Cat

A proposito di Mountain cycle io ho avuto nel 96 una mitica moho cxs con freni altec forka Marzocchi ammo stratos helix. Un gioiello per l xc di quei tempi…😆

L
Luca Cat

A proposito di Mountain cycle ho avuto una moho cxs con ammo stratos helix,freni altec e forka Marzocchi. Un gioiello per l xc di quei tempi

I
iaio

…e la Raleigh, ci ha gareggiato e vinto John Tomac

amarone
amarone

FRW?

A

[QUOTE="amarone, post: 8329185, member: 38958"]FRW?[/QUOTE]

 Quotone! :freeride:

T

[QUOTE="frenk, post: 8328646, member: 5799"]Showa di penetrare i mercati MTB non ne ha mai avuto l'intenzione. Ha prodotto le sospensioni esclusivamente per il progetto Honda RN01 e, così come per la bici, non sono mai state commercializzate né avevano intenzione di farlo, ma hanno seguito il programma gare per sviluppare e affinare le sospensioni e riportare l'esperienza nei prodotti MX.[/QUOTE]

Da quello che ricordo nei primi anni 90 c’era qualche forcella Showa…

S

[QUOTE="gigik2, post: 8329183, member: 111293"]

non vorrei dire sciocchezze,in caso qualcuno mi corregga ma Paul Turner lo ricordo per avere portato la sospensione McPherson sulle mtb con la ProFlex ,progetto poi preso da K2 con la razorback (che io ho :)) i[/QUOTE]

anche io possessore di una k2 razorback

aggiungo che fine ha fatto la BE ONE ??? mi ricordo importata da freewheeling insieme a diamondback e marin

S
supermully

Malcolm Smith, alpinestars, Le Run, Shogun, Speed,Darti ,Status Artis

@lberto
@lberto

[QUOTE="spanato14, post: 8329240, member: 198713"]anche io possessore di una k2 razorback

aggiungo che fine ha fatto la BE ONE ??? mi ricordo importata da freewheeling insieme a diamondback e marin[/QUOTE]

Che gran bici la k2 razorback! Riuscite a postare una bella foto?

S

[QUOTE="[USER=175388]@Lberto[/USER], post: 8329280, member: 9280"]Che gran bici la k2 razorback! Riuscite a postare una bella foto?[/QUOTE]

questa é appesa in garage…in attesa di diventare bici d epoca

gigik2
gigik2

Sapessi come fare ti posterei una foto 🙂
la mia non è “appesa” come puoi vedere dall’avatar e prossimamente subira’ un “upgrade” 🙂
ops,scusate; il mio commento era in risposta a @lberto

powderfinger

Far rientrare nella categoria delle meteore le Sunn a mio parere è un po' troppo. I marchi meteora forse appartenevano più agli anni novanta, quando il mondo della mtb era in continua evoluzione e in tanti cercavano di conquistare il mercato con prodotti avveniristici (per l'epoca). Io ricordo in particolar modo il marchio Kooka, con i suoi componenti iperleggeri e anodizzati di bei colori appariscenti. Tra l'altro era componentistica anche affidabile.

Superdino
Superdino

BERGMAN
Che forcelle che faceva tutte lavorate cnc bellissime in particolare l’alice che ho avuto per un paio d’anni
Peccato che per quanto belle non fossero un gran ché per quanto riguarda il funzionamento

motobimbo

ah….mi sono ricordato adesso: BIANCHI 🙂

G
Giocody

non ricordo come si chiamava, ma fece telai in magnesio…

p.s. Speed ancora produce.

L
lkey

Forse vado OT, ma Marzocchi che fine ha fatto? Sspevo avesse dato avviso di chiusura per fine 2015 ma dando un occhio esiste ancora un sito web, anche se con 5 modelli in croce.

mcpelo68

[QUOTE="powderfinger, post: 8329289, member: 1734"]

I marchi meteora forse appartenevano più agli anni novanta, quando il mondo della mtb era in continua evoluzione e in tanti cercavano di conquistare il mercato con prodotti avveniristici (per l'epoca). Io ricordo in particolar modo il marchio Kooka, con i suoi componenti iperleggeri e anodizzati di bei colori appariscenti. Tra l'altro era componentistica anche affidabile.

[/QUOTE]

è x quello che forse è sparita!!! se fai componenti  troppo affidabili..poi  non vendi i ricambi!:smile:

powderfinger

[QUOTE="mcpelo68, post: 8329966, member: 4529"]se fai componenti  troppo affidabili..poi  non vendi i ricambi!:smile:[/QUOTE]

Come i motori Fiat degli anni '80 della serie Fire? Quelli che anche se rimanevano senza olio non si rompevano? Può darsi :mrgreen:

M

[QUOTE="galva, post: 8328891, member: 47554"]ne ho avuta una ed era una bomba, alta penso 10 cm da terra… ahah sbattevi ovunque ma una figata[/QUOTE]

Tralaltro il bazooka 4 aveva geometrie molto moderne. Era bella aperta con un mc basso ed era veramente un treno merci in quanto a weelbase. Una volta sul carrello di Sestola ne perdemmo una per la strada perché si sganciò dal portabici perché toccava clamorosamente sul pianale, quando il 99% delle bici rimaneva sospesa :mrgreen:

stefano86
stefano86

E la Sunday bei ricordi è stata la mia prima bici da dh era veramente uno spettacolo