[Test] Casco Smith Session

[Test] Casco Smith Session

23/02/2018
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23/02/2018

Nell’ambito del Bike Connection Winter di Massa Marittima, Smith ha presentato il suo nuovo casco pensato per il trail riding/all mountain, il Session. Visto che ce ne ha lasciato uno, possiamo già pubblicare il test insieme alla presentazione.

Caratteristiche

Come già per il primo Forefront (il Forefront 2 arriva quest’estate), anche per il Session Smith si affida alla tecnologia Koroyd per quanto riguarda la protezione. Prodotto da un’azienda tedesca, questo materiale è composto da centinaia di piccoli tubi in co-polimere, saldati termicamente l’uno all’altro. Rispetto al classico polisterene espanso è più resistente agli urti, pur essendo il suo spessore più ridotto.

La struttura a nido d’ape del Koroyd è integrata allo scheletro del casco stesso, nel caso del Session si trova solo sulle pareti laterali, mentre nel Forefront avvolge tutta la testa. Il Session è dotato anche di MIPS,

Lo scheletro per adattarlo alle varie teste e stringerlo tramite la classica rotellina posteriore è regolabile sia in altezza che in larghezza, grazie a rispettivamente tre punti di aggancio sui lati e sul retro.

15 le feritoie per garantire la ventilazione, fra cui spiccano le quattro posteriori, di dimensione molto generosa.

Il laccio è regolabile all’altezza delle orecchie e si chiude tramite la classica clip sottomento.

Il rivestimento interno è X-Static antibatterico. Molta attenzione è stata data alla visiera, regolabile in tre posizioni, e al fissaggio degli occhiali tramite due scanalature nella parte anteriore in cui infilarci le astine. La mascherina trova posto sotto la visiera, quando questa viene alzata nella posizione più alta.

Taglie disponibili: small (51-55 cm), medium (55-59 cm), large (59-62 cm).
Peso rilevato in talia M: 360 grammi
Prezzo: 160 Euro

Sul campo

Premetto che il Forefront è tutt’ora uno dei miei caschi preferiti, soprattutto per la calzata e il look: grazie al Koroyd il casco è più sottile, diminuendo la massa e quell’effetto “vaso di fiori” che spesso si ha quando si guardano i caschi sulle teste altrui. Il Session non è a quei livelli, per quanto riguarda l’aspetto, perché il Koroyd è solo presente sui lati del casco, e dunque è più voluminoso. La calzata del Session è comunque molto comoda, non ho dovuto lavorare sulle regolazioni per sentirmi a mio agio dal primo momento che l’ho indossato.

La rotellina posteriore ha una dimensione che la rende facile da usare anche quando si indossano dei guanti invernali, mentre gli sganci rapidi per la regolazione della cinghia sotto le orecchie sono molto immediati all’uso e facili da regolare. Un altro dei motivi per cui mi è sempre piaciuto il Forefront è la possibilità di aggancio degli occhiali sul casco stesso, e devo dire che il sistema del Session è forse ancora più immediato e facile da usare quando si sta pedalando, perché non necessita di togliere contemporaneamente entrambe le mani dal manubrio: basta infilare prima un’astina e poi l’altra, ed il gioco è fatto, indipendentemente dalla marca degli occhiali, che possono anche non essere Smith.

La regolazione della visiera nelle sue tre posizioni non richiede di svitare o avvitare nulla, basta spostarla con la mano verso l’alto e il basso. Non so ancora come terrà il meccanismo nel lungo periodo, ma se devo prendere come riferimento quello del Forefront posso dire che non ci saranno problemi di tenuta. La mancanza di viti laterali è un bene, perchà non vanno perse una volta che si allentano con il tempo e uno magari non ci fa caso.

A livello di ventilazione è difficile dare un verdetto in pieno inverno. Il sudore viene assorbito dalle imbottiture, e la sua caduta non avviene direttamente negli occhi, visto la sua forma lineare nella parte frontale. Per il resto, il flusso d’aria mi è sembrato molto buono, in particolare a visiera sollevata. Anche il MIPS, modificato negli ultimi anni proprio per migliorare questo aspetto, non dà più di tanto fastidio.

Smith