La nuova Trek Session

La nuova Trek Session

Francesco Mazza, 08/04/2021
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Francesco Mazza, 08/04/2021

In vista dell’inizio della stagione 2021 di UCI DH World Cup, che speriamo non subisca ulteriori rinvii, Trek presenta la nuova arma da DH che verrà portata in pista dagli atleti ufficiali del Trek Factory Racing quali Loris Vergier, il campione del mondo Reece Wilson, Charlie Harrison e Kade Edwards.

Ma la nuova Session non è destinata esclusivamente ai top rider perché sarà disponibile nei negozi anche per noi comuni mortali, con due diversi allestimenti o solo come telaio, come vedremo in seguito. Andiamo a scoprire tutti i dettagli della nuova Session.

Pivot alto e rinvio catena

La nuova Session resta fedele ai precedenti modelli, sia per quanto riguarda il design generale che per il sistema di sospensione da 200mm di corsa, il tradizionale quadrilatero con giunto coassiale ABP, marchio di fabbrica delle full di casa Trek. Tuttavia già al primo sguardo non si può fare a meno di notare una delle principali novità della nuova Session che è il rinvio della catena conseguente al nuovo punto di infulcro della sospensione, molto più alto del modello precedente.

Una soluzione attualmente molto in voga in DH World Cup che il brand del Winsconsin aveva già applicato in passato sulle sue bici da downhill, nel 2003 sulla Diesel e nel 2006 sulla più nota Session 10. Il principale vantaggio del pivot alto, soprattutto su bici con sistema di sospensione single pivot come la Session, è quello di fornire un percorso ruota maggiormente arretrato rispetto a un pivot collocato in posizione normale, generalmente all’altezza della corona per ottimizzare anti-squat e pedal kickback.

Il risultato è infatti un percorso ruota che, al massimo affondamento della sospensione, passa 25mm più indietro rispetto al precedente modello della Session, portando enormi vantaggi in termini di scorrimento sullo sconnesso, di superamento degli ostacoli a bordi squadrati e quindi di controllo della bici e di conservazione della velocità, aspetti a dir poco essenziali in ambito race.

Il pivot alto di per sé influirebbe negativamente sugli aspetti del sistema di sospensione legati alla trasmissione come il pedal kickback, l’anti-squat e l’allungamento della catena. Ed è qui che entra in gioco la puleggia di rinvio che, posizionata in asse con il pivot stesso, ottimizza la quota di anti-squat e rende ininfluente l’allungamento della catena, ma soprattutto riduce notevolmente il pedal kickback, passando da quote comprese tra i 15 e i 27 gradi del modello precedente a quote molto basse comprese tra i 5 e gli 8 gradi del nuovo modello.

Come molti avranno già notato, il telaio della nuova Trek Session è in alluminio. Si tratta della lega Platinum Alpha con tubazioni idroformate ed è una scelta specifica di Trek che si basa sui feedback dei suoi atleti, quindi almeno per il momento non è prevista una versione in fibra di carbonio della nuova Session.

La curva di compressione del sistema di sospensione della nuova Session è regolabile tramite flip chip posizionati sul punto di ancoraggio inferiore dell’ammortizzatore, denominati Suspension Mino Link. Variando la posizione di questi flip chip si può intervenire sulla progressività della sospensione passando dal 20% al 25% in base alle preferenze e alle piste che si devono affrontare. La posizione al 20% ricalca approssimativamente la progressività del sistema di sospensione del precedente modello ed è studiata per tracciati prevalentemente sconnessi mentre la posizione al 25% privilegia i tracciati più scorrevoli. Invariata rispetto a tutti gli ultimi modelli la possibilità di cambiare le impostazioni geometriche tramite il tradizionale Mino Link situato tra il fodero alto e la biella.

Geometrie e formato ruota

Anche le geometrie restano pressoché uguali a quelle del modello precedente, tranne per due aspetti determinanti per ciò che riguarda le taglie: reach e chainstay. Il primo è stato allungato su tutte le taglie, che ora sono solo tre e vengono suddivise non più come M, L e XL bensì come R1, R2 e R3, dove la R sta per Reach e i numeri crescenti indicano le diverse taglie. Questo perché di fatto la differenza tra le diverse taglie è basata prevalentemente sul reach mentre le altre quote restano fondamentalmente invariate.

Fa eccezione la lunghezza del carro che è diversa per ciascuna taglia, così da collocare il rider perfettamente al centro della bici indipendentemente dalla taglia. Il carro in sé ha la stessa lunghezza ed è uguale su tutte e tre le taglie mentre è il triangolo anteriore ad avere la scatola del movimento centrale posizionata diversamente per poter ottenere la quota di chainstay opportuna per ciascuna taglia.

La nuova Session può essere montata con diversi formati ruota, anche se l’opzione privilegiata da Trek è con entrambe le ruote da 29″ per la quale si possono sfruttare entrambe le posizioni del Mino Link con le conseguenti variazioni geometriche illustrate di seguito:

Per chi si orienta sull’opzione mullet, scelta che sarà la privilegiata di Loris Vergier in gara, il Mino Link può essere collocato esclusivamente in posizione High. Di seguito le geometrie che ne derivano:

È inoltre possibile montare entrambe ruote da 27.5″. In questo caso, oltre a collocare il Mino Link in posizione High, è necessario inserire una calotta di estensione sul lato inferiore del tubo di sterzo del telaio, così da compensare la minore altezza da terra dell’anteriore. La calotta viene fornita di serie sia con la bici completa che con il telaio. Queste le geometrie in versione 27.5″:

Dettagli

Trek ha modificato il routing dei cavi sulla nuova Session che ora passa lungo il top tube e non più lungo il tubo obliquo. In piena ottica race, si può scegliere se optare per il passaggio interno, con ingresso nel tubo di sterzo e uscita alla fine del top tube, prima che incroci il tubo sella, oppure se optare per il passaggio esterno, per il quale sono predisposti dei fermacavi a vite.

Il tubo obliquo è dotato di un lungo guscio di protezione in gomma dura a doppia densità che lo ripara interamente, dal movimento centrale alla zona di sterzo, mettendolo al sicuro non solo dalle pietre alzate dalla ruota anteriore ma anche dalla sponda dei pick up per le risalite. La protezione è avvitata al telaio ed è removibile ed eventualmente sostituibile. Anche il chainstay è abbondantemente protetto da un guscio in gomma a doppia densità con protuberanze che riducono la rumorosità della catena. Anche in questo caso il guscio è avvitato, removibile e sostituibile.

Allestimenti e prezzi

Session 9 – €7.199,00

Session 8 – €5.149,00

Session telaio – €3.099,00

Trek Bikes

 

Commenti

  1. frenk:

    Non è questione di trovarsi meglio... se ci vai una volta l'anno è un non senso comprarsi una bici da DH, ci puoi andare benissimo con la bici da enduro o da AM che utilizzi normalmente. Diverso se in park ci vai molto spesso, allora ha senso acquistare una bici da park, che comunque è un segmento specifico, diverso da quello delle DH race... quindi siamo di nuovo off topic.
    Su quello sono d'accordo, io ci andavo 2-3 volte al mese nella stagione di apertura, poi durante il resto della anno logicamente restava ferma , ma fortunatamente posso permettermi 2 bici per ora, anche a dir la verità se dovrei scegliere una bici sola, terrei la, DH e rinuncerei a pedalare dato che preferisco di gran lunga la discesa..
  2. frenk:

    15 anni fa chiunque aveva una bici da DH: weekend warrior, poser, panzerotti sovrappeso, figli di papino, liberi professionisti con troppo nero da smaltire. Negli anni a seguire sono arrivati mano a mano altri prodotti che hanno attirato queste categorie come mosche sul miele, prima le enduro, poi le elettriche... quindi ora le DH ce le hanno solo quei pochi che gareggiano in DH, come è giusto che sia. Il downhill è talmente una nicchia che non rappresenta nemmeno un mercato, ma il downhill race fa e farà sempre più spettatori di quanto facciano tutte le altre discipline messe insieme (XC escluso ovviamente). Quindi è implicito che Trek non si aspetti di vendere tante Session quante Slash o Remedy o bici elettriche... ma tutti non vediamo l'ora di vedere Vergier in coppa su questa nuova belva a dare spettacolo ed esaltare il pubblico come solo una bella gara di DH può fare!
    scusa frenk, ho cancellato il resto essendo offtopic e dico la mia: l'unica criitica che mi sento di fare alla nuova Session, io ho la versione alu del 2018 che reputo sempre una gran bici, dicevo, l'unica critica "a vista", è il passaggio cavi sopra al leveraggio, che ammortizzando mi da idea vadano a strisciare nel leveraggio stesso.

    Saluti e buone raidate
    Fabrizio