Biciclette? Tutte esaurite!

Biciclette? Tutte esaurite!

Marco Toniolo, 31/05/2020
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Marco Toniolo, 31/05/2020

La fine della quarantena da Coronavirus ha scatenato una vera e propria corsa alla bicicletta, spinta anche dal bonus bici del governo italiano. Complici le previsioni sballate di un settore, quello bici, che temeva di non vendere più neanche una camera d’aria, i modelli più economici, da 500 a 1500 Euro, sono praticamente introvabili.

Abbiamo parlato con Decathlon, che la fa da padrona in questa fascia di prezzo, e ha confermato che la situazione si normalizzerà verso agosto, con l’arrivo di nuove forniture.

Essere dipendenti dall’Oriente non aiuta, perché il processo di produzione e spedizione è lungo e richiede mesi, soprattutto se tutti i marchi ora rivedono le previsioni al rialzo. Eppure non sarebbe stato difficile azzeccarle, queste previsioni. Due mesi fa, in pieno lockdown, scrivevo:

Guardare in avanti è l’unico modo per non cadere in depressione da quarantena. Per noi mountain biker ancora di più, visto che in diversi Paesi, fra cui l’Italia, è vietato praticare sport all’aperto. Sbeffeggiati, additati a nemico pubblico numero uno, sgridati da concittadini frustrati, ora chiusi in casa insieme a runner e chiunque altro volesse ossigenare il cervello nel rispetto delle norme antivirus.

Gli untori che praticano sport hanno però davanti a sé una rivincita enorme: anche chi ci dà contro si troverà a fare i conti con un modo di vivere che non sarà più lo stesso di prima, perlomeno fin quando non verrà trovato un vaccino. Palestre, spogliatoi, eventi al chiuso con tanta gente, sono tutti destinati ad essere ignorati a lungo per paura del contagio.

Il modo più sicuro per muoversi sarà quello di stare all’aria aperta, lontano dagli altri. Proprio come fa chi va in MTB.

Chiaramente la mia parola non vale niente per un’azienda, ma sarebbe bastato vedere la situazione in Paesi dove i negozi di bici non sono mai stati chiusi (come la Gran Bretagna) o in cui il lockdown era finito prima per capire in che direzione sarebbero andate le vendite.

Mettiamoci il cuore in pace e usiamo quello che abbiamo. Dopotutto abbiamo avuto mesi di inattività per pimpare alla perfezione la nostra bici. Ora godiamocela senza farci condizionare dai 500€ di bonus perché, alla fine, non si sa se il fondo da 120 milioni sia già finito e se dunque sia in arrivo un click day mostruoso.

 

Commenti

  1. marco:


    Eppure non sarebbe stato difficile azzeccarle, queste previsioni. Due mesi fa, in pieno lockdown, scrivevo:


    Guardare in avanti è l’unico modo per non cadere in depressione da quarantena.


    Spè, la previsione l'avevi azzeccata @marco , ma non è detto che sia stata ignorata. Non so se i vari patron(s) dei marchi di bici leggano quello che scrivi o si affidino ad altri indicatori, magari anche più oggettivi, però tra il suggerimento per una buona ripartenza e la realtà dei fatti, con tutti i limiti del caso, ci passa una bella differenza.
    L'approvvigionamento di materie prime, la lavorazione stessa con le fabbriche chiuse o a lavorare in regimi "strambi", le spedizioni con i controlli raddoppiati e al contempo rallentati, gli uffici dove i pochi che non sono stati licenziati lavorano da casa (mica tutti hanno la cassa integrazione come in Italia e anche qui ci sono problemi gravi di interinali, somministrati e a termine lasciati a casa senza un momento di riflessione), tutti questi sono fattori che hanno impedito di avere i magazzini di attrezzature sportive belle e pronte per il 18 maggio.
    Anzi, ce ne siamo accorti che la verdura al chilo costa almeno il doppio, che di pesce dai pescherecci italiano ce n'è meno al banco, chi lavora in un'azienda metalmeccanica come me lo sa che a meno di essere al servizio della sanità o dell'alimentare gli ordini sono decimati quando va bene.
    Ci sono in gioco problemi più profondi di potersi comprare la bici nuova, beato chi si sta preoccupando solo di questo.
  2. Tanti negozi si saranno levati di torno i modelli magari fine serie di taglie improbabili che avevano fermi da stagioni addietro.

    Comunque di tutti quelli che hanno acquistato con la scusa di riavere i soldi del bonus, vorrei proprio vedere quanti li riavranno.

    Io teoricamente potrei farne richiesta, ma sono in cassa integrazione da 3 mesi, comprare la bici ora sperando che poi mi ridanno qualcosa non è tra i miei pensieri.
  3. Ma non è tanto il fatto che i soldi sono pochi e non basteranno per tutti (era quasi ovvio) quanto questa voglia irrefrenabile di comprare una bici solo per "fottere" lo stato