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Canyon Strive con Shape Shifter: prime impressioni di riding

Canyon Strive con Shape Shifter: prime impressioni di riding

12/06/2014
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12/06/2014

Dopo la presentazione ufficiale, Canyon ci ha messo a disposizione una serie di bici da poter provare sui sentieri. La curiosità era molta: questo Shape Shifter funziona davvero? La differenza tra XC e DH mode è realmente percepibile? Ed il passaggio tra le due modalità è semplice o macchinoso? Sono tutte domande a cui abbiamo cercato di dar risposta.

Le bici testate

Il parco bici test era piuttosto ampio ed erano disponibili diversi allestimenti, alcune con geometria standard ed altre con geometria Race.

Il primo giorno abbiamo provato una bici con allestimento personalizzato, una piccola variante della Strive CF 8.0. In realtà l’allestimento della bici era proprio quella della CF 8.0, ma il telaio e l’ammortizzatore posteriore della sorella maggiore 9.0. Di fatto insomma la bici montava il Monarch Plus con DebonAir a posto del Cane Creek Inline.

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L’allestimento prevedeva la Fox 36 RC2 davanti, ruote DT Spline 1501 e trasmissione mista Race Face Shimano XT 2×10. Un tipico montaggio di medio-alto livello, perfetto chi usa la bici la domenica con gli amici, senza particolari velleità agonistica.

La geometria della bici era la standard, il telaio in taglia L.

La prova è stata fatta su una serie di sentieri naturali molto enduro. Tratti veloci, stretti tornanti a gomito. Insomma, si tratta di quello che può essere un tipico sentiero di un giro all mountain nelle alpi.

02Il secondo giorno abbiamo invece avuto modo di provare la Strive CF 9.0 Race. In questo caso l’allestimento era completamente di serie, nessuna particolare variazione se non la sella in carbonio.

L’allestimento della 9.0 è più race. Gruppo Sram X01 1×11 con corona da 34, forcella Rock Shox Pike da 160mm e freni Sram Guide RSC. Le ruote erano una coppia di Rail 50.

In questo caso la bici adotta la Race Geometry, la taglia sempre una L.

La prova del secondo giorno è stata invece svolta con una simulazione di gara. I ragazzi di Canyon si sono messi all’inizio di un paio di discese che simulavano due prove speciali prendendo i tempi. Si trattava di singletrack piuttosto lunghi e vari, immersi in mezzo ad una stupenda pineta. Non abbiamo provato, quindi correvamo a vista, ma è stata comunque un’ottima simulazione di una gara enduro, anche perchè non ci siamo certo risparmiati. I sentieri era piuttosto vari, ad alcuni tratti guidati si alternavano infiniti rock garden e tappeti di radici rese viscide dalla pioggia. Scendere a vista ed a tutta velocità non era impresa facile.

Impressioni di riding

Aiutati dai meccanici e dai rider del team di Canyon, prepariamo al meglio la bici per le nostre esigenze. Su consiglio di Fabien Barel imposto il sag posteriore al 25% con sospensione in DH mode. Fabien mi dice che quello è secondo lui il setup ottimale, ed effettivamente non sentirò mai il bisogno di modificare la pressione dell’ammortizzatore.

L’esperienza del rider francese è impressionante: solo comprimendo a mano le sospensioni (purtroppo è ancora infortunato alla schiena e non può salire in bici), riesce a regolare alla perfezione ritorno, compressione e sag. Impressionante!

Eliminati tutti gli spessori da sotto il manubrio (sono abituato ad un’impostazione piuttosto race della bici, con manubrio basso), settata la Float 36 a 70 psi sono pronto a partire.

Lo Shape Shifter

Una volta settate le bici, Fabien ci spiega come far funzionare lo Shape Shifter. Ci spiega che bisogna prendere un attimo confidenza con il sistema e capire come funziona. In realtà il tutto è molto più semplice del previsto:

  • Per passare da XC a DH bisogna spostare il peso all’indietro, spingendo allo stesso tempo sui pedali. Il movimento è molto istintivo ed è lo stesso che si fa quando si vuole fare un piccolo manual.
  • Per passare da DH ad XC bisogna invece portare il peso in avanti. Basta alzarsi in piedi sui pedali, portare il busto un po’ in avanti e lo switch è immediato. Si può anche fare un piccolo bunny hop se si preferisce, oppure scaricare il peso dai pedali tirando verso l’alto con un piccolo saltello se il terreno lo consente.

Se all’inizio ero un po’ scettico sulla “macchinosità” dei movimenti, devo ammettere che non ci è voluto più di tanto a capire come passare da una modalità all’altra: è tutto piuttosto automatico e molto veloce, pressochè istantaneo.

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L’unica cosa a cui mi sono dovuto abituare è la posizione del comando del Reverb a destra. Essendo abituato ad avere il Reverb a sinistra, spesso facevo confusione tra i due remoti. Alcuni atleti del team Canyon preferiscono tenere sia il comando del Reverb che quello dello Shape Shifter sulla sinistra, in modo da attivarli simultaneamente. E’ una soluzione che ha sicuramente i suoi vantaggi per un uso race.

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A seconda della risposta che si vuole ottenere è possibile regolare la pressione della camera pneumatica in un range che varia da 12 a 15 bar. Più pressione c’è più è facile il passaggio da DH ad XC, visto che la spinta è maggiore e c’è più forza che tende a raddrizzare la biella. Di contro serve un movimento più deciso per passare in DH mode. Personalmente mi sono trovato bene con la pressione di 15bar, visto che il passaggio in modalità DH è il più semplice ed immeg.

In salita

Come sempre prima di ogni discesa c’è una bella salita, quindi abbiamo subito avuto modo di provare la modalità XC. Il sentiero era ricco di tornantini a salire e prevedeva alcuni tratti tecnici con radici e pietre alternati a tratti più scorrevoli.

Cominciamo con una premessa: essendo l’ammortizzatore standard, vengono mantenute le tre modalità della compressione del Monarch Plus: tutto aperto, gate e semi blocco. Con le due modalità dello Shape Shifter è quindi possibile selezionare 6 diverse impostazioni. Viene però da sé che salire con l’ammortizzatore bloccato in modalità DH ha poco senso, quindi di fatto le configurazioni che ha senso utilizzare sono 4:

  • DH, ammortizzatore tutto aperto: l’assetto ideale per la discesa.
  • XC, ammortizzatore tutto aperto: ideale per le salite tecniche su sentiero o su fondo irregolare
  • XC,  ammortizzatore su gate: ideale per salite su strade bianche o sterrati particolarmente lisci
  • XC,  ammortizzatore su blocco: ideale per salite su asfalto

Tralasciando la possibilità di bloccare l’ammortizzatore, ci siamo concentrati prevalentemente sulla differenza tra le modalità XC e DH, girando praticamente sempre con ammortizzatore tutto aperto.

Copyright: Markus Greber

Dobbiamo essere sinceri: la differenza tra le due modalità si percepisce, eccome! La prima cosa che salta all’occhio, specialmente sulle salite tecniche, è la maggiore altezza da terra. A differenza della maggior parte delle enduro moderne da 27,5″ con la Strive non si zappa più per terra con le pedivelle. Questo si traduce in un indubbio vantaggio sulle salite tecniche, situazione in cui la Strive ci ha notevolmente colpito.

Anche la curva di compressione più progressiva e la corsa limitata fanno il loro lavoro. L’efficienza di pedalata migliora moltissimo, trasformando la bici in una trail bike a tutti gli effetti.

Abbiamo poi provato ad affrontare i tornanti sia in modalità DH che in modalità XC e ci siamo subito resi conto che anche le geometrie con angoli più chiusi svolgono un ruolo di primaria importanza. Se in modalità DH dovevamo portare drasticamente il peso in avanti per non far scappare la ruota anteriore, in modalità XC ci bastava tenere il peso centrale e continuare a pedalare normalmente.

Insomma, appare piuttosto evidente dalla prova sul campo: la differenza tra le due modalità c’è e si sente ed oggettivamente, in modalità XC, la Strive sale molto meglio di molte altre enduro sue concorrenti.

In discesa

Copyright: Markus Greber

C’è poco da dire: una bici da enduro in discesa deve andare bene, altrimenti non è una buona bici da enduro. Nell’enduro quello che conta è la discesa, quindi la bici dev’essere prima di tutto performante in quest’ambito.

Passando in modalità DH la natura della Strive cambia. La sospensione posteriore diventa estremamente plush all’inizio, con un’ottima sensibilità iniziale ed un’elevata capacità di assorbimento dei piccoli colpi. Merito del Monarch Plus con DebonAir sicuramente, ma merito anche della cinematica della sospensione, regressiva nella prima parte.

Ad un’elevata sensibilità iniziale segue poi una più marcata progressività. Non abbiamo provato la bici tanto a lungo da poter emettere un giudizio esaustivo, ma le prime impressioni sono di una bici che da un lato assorbe bene i grossi ostacoli, dall’altro però non si insacca e scorre bene anche sullo scassato.

Race Geometry vs Standard Geometry

Avendo avuto modo di provarle entrambe, abbiamo potuto constatare che l’assetto delle due versione è notevolmente diverso.

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La Standard Geometry è sicuramente più compatta. La bici è più corta, gira molto bene nello stretto, sia in salita che in discesa. Grazie al generoso angolo sterzo di circa 66° (forse anche qualcosina in più grazie alla Fox 36 da 170) la stabilità sul veloce è buona, ma non eccellente.

La Race Geometry invece da il suo meglio alle alte velocità. L’abbiamo usata in una simulazione di gara, su percorsi scassati affrontati a tutta per di più alla cieca, prendendo certe volte delle linee azzardate in mezzo a radici e massi grossi come palle da calcio. Quello che stupisce della Race Geometry è infatti la stabilità: la bici sul veloce è un missile, non si muove di un centimetro. Punti una direzione e lei la tiene, devi solo mollare i freni. Sembra impossibile ribaltarsi, anche quando si incontrano ostacoli di medio-grossa entità o tratti di sentiero particolarmente ripidi.

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C’è però da dire una cosa: bisogna tenere sempre una guida molto aggressiva. Se arretri sei finito, l’avantreno si scarica e va dove vuole lui. Gomiti larghi e spalle sempre basse insomma, anche sui ripidi o sullo scassato. Il curva bisogna buttare dentro la bici con decisione per farla girare bene. Lei non tradisce, ma ti devi fidare.

Insomma se la Strive con Standard Geometry è una bici piuttosto facile da guidare, che trasmette subito confidenza anche se non sei un rider particolarmente smaliziato, la Race Geometry richiede una guida molto aggressiva, molto “race”. Se sei uno a cui piace andare forte e tenere i gomiti larghi la apprezzi, sei sei uno insicuro che magari sta troppo appeso ai freni la odi. Poco da fare.

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Personalmente sceglierei la Race Geometry, ma questo perchè sono un rider dalla guida aggressiva. Per il classico weekend warrior o per il rider di medio livello sicuramente la Standard Geometry è più adatta.

Action ph by: Markus Greber

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IanH
IanH

ciao Dany ottimo articolo , ti seguo come un’ombra che la biga mi interessa tantissimo
Una domanda: come hai sentito la sella, passando da xc a dh o viceversa?
Nel senso che se metti in bolla la sella per pedalarla con l’angolo chiuso, poi in dh-mode , senti proprio
il naso della sella puntarti?
grazie
davide

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Non tanto, alla fine la variazione dell’angolo sella non è così elevata da dare particolari problemi sull’inclinazione sella. Comunque questo effetto collaterale è un vantaggio: la sella inclinata all’indietro è più comoda in discesa, in quanto meno ingombrante.

La posizione della sella va comunque fatta in XC mode, perchè è quella la configurazione che usi per pedalare.
La posizione del manubrio e delle leve freno va invece fatta in DH mode, la configurazione che usi in discesa.

IanH
IanH

Scusa il ritardo, grazie infinite !

albnel
albnel

Gran bella bici… si sa gia’ se uscira’ la versione con telaio in alluminio?????

ferrilamiere
ferrilamiere

bella mossa di canyon
(anche se potrei sembrare di parte :D)

MaxThePass
MaxThePass

c’è solo una bici con 2 anime! ed è la jekyll ;D

ferrilamiere
ferrilamiere

c’era

😀

vmaxpower
vmaxpower

Finalmente!!!
Bella questa soluzione, penso sarà scopiazzata da tanti!
A parte la bike, descritta molto bene, sarei curioso di sapere qualcosa riguardo i nuovi “Guide”.

Daniel Naftali
Daniel Naftali

La mia impressione è positiva: potenti, modulabili e costanti. Li ho però usati solo una giornata, troppo poco per una valutazione esaustiva.
Bisognerebbe provarli per un po’ perchè tutti i freni da nuovi funzionano bene, i problemi vengono fuori dopo alcuni mesi di utilizzo.

vmaxpower
vmaxpower

Infatti……grazie!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Ne è appena arrivato un set per il test.

Alia117
Alia117

Ciao Daniel,
complimenti per l’articolo.
Come solidità del carro come ti è sembrata?

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Come rigidità nella norma, molto simile ad altre bici enduro in carbonio. Considera che quando provi una bici, molto influente sulla rigidità del retrotreno è il set di ruote. Per valutare il carro da solo andrebbe fatto un test ad hoc, anche solo usando un set di ruote di cui si conosce il comportamento.

Carissimo
Carissimo

Fra l’altro io e te più o meno andiamo uguali… l’ho visto nelle gare enduro anche se nelle ps lunghe me le dai… quindi se dovessi comprarla mi sa che anche io mi prenderei la race geometry… tra le enduro che hai provato daniel, visto che l’enduro è un compromesso, quale sceglieresti senza tenere conto del budget?

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Ce ne sono tante, sceglierne una è difficile. Alcune eccellono sotto certi aspetti, alcune sotto altri.
La Strive, dalle prime impressioni, sembra potersi inserire tra le migliori.
Bisognerebbe provarla però più a lungo per capirne meglio pregi e difetti: due giornate di riding sono poche.

sunsetdream
sunsetdream

Interessante, imparo qualcosa come sempre e resto della mia idea come sempre. Grazie

Fabio Allegrini
Fabio Allegrini

faccio una piccola domanda ma la differenza tra race e non race sta solo nella lunghezza del telaio? ho dato uno sguardo veloce alle geometrie e ho visto che la race in taglia S ha l’orizzontale da 60cm proprio come la taglia M non race…

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Vero, ma la scatola sterzo della S race è più bassa della M non race così come il tubo sella della S race è più corto della M standard.

mountaindoctor
mountaindoctor

in realtà, stando alle geometrie dichiarate, la S race e la M standard non differiscono… Vedi dati pubblicati in presentazione bici.

mountaindoctor
mountaindoctor

@Danybiker88: confermati i dubbi miei e di @lazyrecon: le misure dela S Race sono esattamente quelle della M Standard, confermato stamane dal Servizio Clienti Spain (sempre molto gentili e disponibili). Detto in un altro modo, un telaio S Race non l’hanno proprio fatto ;-), e se in Canyon continuano a montare il Reverb da 150 per tutte le taglie (economia di scala, ci sta), la Race Geometry potevano farla partire direttamente dalla M.

JohannesJohannes
JohannesJohannes

Quindi secondo te a parte un “salto” di taglie non c’è altra differenza tra race e std? Forse l’attacco manubrio? Lo chiedo perché poi il comportamento descritto sembra veramente molto differente…

mountaindoctor
mountaindoctor

@fafinelli: la S race è una M standard, stesso telaio. Ha l’attacco 2 cm più corto, ma con 430 mm do ST che cavallo devi avere per poter usare un telescopico? Comprandola, uno da S rischia di dover usare un reggi normale.

nebbia94
nebbia94

Ma come si pedala in modalità xc e la forca a 170?

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Molto bene, in realtà ho scoperto solo dopo la prova che la forca era a 170, quando l’ho usata credevo fosse a 160.

FilippoCu
FilippoCu

Bellissima bici, l’unica cosa preoccupante è l’assistenza…speriam bene!

menollix
menollix

Bell’articolo!
Sai se faranno anche la versione in allumino con questo sistema?

narkos78
narkos78

Bellissima, però…..questa e’ una Spectral!

8mat7
8mat7

confronto con la Jekyll???

RUZZAMIRKO
RUZZAMIRKO

Speriamo alluminio… Uff

Worldbike Formia

Boh…. Più la osservo e più vedo una variante evoluta della soluzione Cannondale per la Jeckyll….
Il problema é che la Jeckyll non mi ha mai convinto del tutto e ora questa Strive sta facendo altrettanto….

Diciamo che sarei ben felice di sapere che un “piccolo” costruttore europeo ha realizzato la soluzione più innovativa ed efficace nel mondo delle MTB, ma per il momento mi limito ad osservare con un pizzico di perplessità…

Senza contare che già le complicazioni di una full sono spesso fonte di piccoli malfunzionamenti, se a queste andiamo ad aggiungerne altre rischiamo di aumentare il numero di possibili guasti tecnici e quindi alla necessità di perdere più tempi in riparazioni varie…
Se non ricordo male, Scott Genius e Cannondale Jeckyll hanno fatto dannare parecchio i loro possessori

Sarò comunque ben felice di essere smentito, qualora questo Shape Shifter dovesse rivelarsi efficace quanto il reggisella telescopico o altre innovazioni ormai indispensabili!

vmaxpower
vmaxpower

A mio modesto parere questa soluzione è completamente diversa da Jeckill e Genius, usa un ammortizzatore standard, e ottiene il cambio di geometria e risposta della sospensione solo variando il braccio di leva.
Mi sembra geniale nella sua semplicità.
Sono curioso di vedere le future imitazioni…….te credo che lo tenevano coperto!

Worldbike Formia

Come dicevo, sarei felice di vedere il resto del mondo che rincorre Canyon ed il suo efficacissimo Shape Shifter….. ma al momento tutte le soluzioni simili (nell’intento, anche se perseguite in modo diverso) hanno avuto un grado di successo piuttosto misurato.

Oltre a Scott Genius e Cannondale Jeckyll è doveroso citare anche il Magic Link della Kona Cadabra, che quasi certamente deve aver fornito parecchi spunti ai progettisti Canyon.

In ogni caso staremo a vedere…

vmaxpower
vmaxpower

A mio modesto parere questa è una soluzione completamente diversa da Jekill e Genius, usa un ammortizzatore standard, e la variazione di geometria e risposta della sospensione è ottenuta cambiando il braccio di leva.
Mi sembra geniale nella sua “semplicità”………..te credo che la tenevano coperta!!!

Swiggy
Swiggy

mah, in effetti un sistema molto più “elementare” però privo di tutte queste incognite legate all’affidabilità, e pure più versatile e personalizzabile (9 posizioni, anche se in realtà, per lo stesso biker, si dovrebbero ridurre teoricamente a 3) è il ride 9 di Rocky Mountain.. ovvio che non puoi utilizzarlo per cambi al volo e ci devi sbrugolare, però, pur nella sua semplicità, quel sistema cambia drasticamente il carattere della bici, sia nelle geometrie (angoli sterzo e sella (1,6 gradi) e altezza movimento centrale (20mm), che nelle risposte del carro, cambiando semplicemente la posizione di una brugola..
detto questo la strive parrebbe una bici ben riuscita, anche se, ictu oculi, sembra identica alla spectral..

Carissimo
Carissimo

Il dyad della jekyll negli anni precedenti effettivamente dava qualche problema.. Lo mandavi in assistenza e loro gratis te lo rispedivano rigenerato. Pare peró che con la nuova jekyll 27,4 e con il nuovo dyad abbiano risolto questi problemi. Ricordo inoltre che sulla jekyll ci puoi montare solo il dyad di ammortizzatore invece su questa puoi montarci l’ammo che vuoi. Da un fox a un rs a cane creek ecc ecc.. Ed è vero che la jekyll con quell’ammo (personalmente quel sistema mi piace molto) ha due anime ma la canyon con questo sistema è andata oltre. Infatti cambia completamente la bici dalla salita alla discesa.

Alessio-7791
Alessio-7791

Gran bel servizio di prova, e gran bel sistema per accontentare sia il raider tranquillo o che va forte ..ma una domanda permettendo; ormai le bici che testate sono per il 95% improntate per le full da enduro e poco o niente per le mtb da XC.. e una vostra filosofia dettata dal marketing ? Mi farebbe piacere leggere qualche prova in piu’ di bike hardtail,anche magari aggressive per all-mountain ..Spero che non si offenda nessuno per questa diretta domanda.

Marco Cecconato

mi piacerebbe sapere il vantaggio di questo nuovo sistema senza una forcella abbassabile per l utilizzi in salita se si abbassa il baricentro e si apre lo sterzo che giovamento si può avere?chiedo questo perché sono già in possesso di una bici che ha corsa fissa al posteriore è una forca abbassabile !e vedo che tenerla aperta in salita cè solo un effetto di alleggerimento …

vmaxpower
vmaxpower

In salita si alza il baricentro (20 mm), non si tocca con le pedivelle, si chiudono gli angoli (+1,5°), aumento di reattività e maneggevolezza……..what else?!

docktormura
docktormura

Domanda : cos’è l’enduro?
Risposta: salire tranquilli…. E scendere a cannone…
Le bici dei pro…. Usano solamente il blocco del mono e della forcella x salire senza sprecare energie…. Poi gli interessa scendere forte., senza badare a possibili guasti. Xke kme insegna la filosofia sram …. Quello che non c’è….. Non si può rompere. Infatti la nomad ormai è a65 gradi di sterzo….. Per viaggiare più forte in discesa …. La direzione è ben quella.ora la bici è stupenda, ma quel sistema è (pericoloso )…. E poi un manubrio della bici se ti va male hai 7 cavi che partono…. Reggisella sblocco del sistema stive…. Freni , cambi, se hai ancora quello anteriore sono 2 i cavi,e se hai il mono con il blocco a manubrio sei del gatto…. Una nomad ha 4 cavi….

Alessio-7791
Alessio-7791

Niente risposta per la mia domanda.!!! Ho capito da solo. questo ormai e’ un magazine di Enduro .peccato..Grazie .

Carissimo
Carissimo

ma scusa. appena uscita la nuova flash della cannondale è stato subito riportato e se cerchi c’è qualche test di front e all mountain. normale che ci sia più attenzione sulle enduro ma non per colpa del magazine ma perchè i produttori tirano fuori novità su novità. com’è è stata provata la nuova jekyll a suo tempo è stata provata anche la nuova triger. poi normale che per un test di durata non c’è spazio per tantissime bici. poi oh, ognuno legge quello che vuole

Alessio-7791
Alessio-7791

Scometto che mi ha messo il pollice giu’ e’ un endurista …che bello…

Carissimo
Carissimo

io mi definisco mtbiker…. pratico per comodità l’enduro perchè a finale ligure è perfetto per questo sport e mi piace un sacco.. quando ho l’occasione vado con la bici da xc e molto spesso anche con la dh. quindi……. ah, non che abbia tutte queste mtb (endurona a parte) ma me le imprestano gli amici

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Beh, qui si parla di enduro perchè Canyon ha presentato la nuova bici da enduro. Avesse presentato una bici da XC, avremmo parlato di XC.

Che il mondo delle bici enduro sia in fermento ed in costante evoluzione è fuori dubbio, così come è fuori dubbio che ad oggi l’enduro sia una specialità che riscuote moltissimo successo ed attira l’attenzione di utenti e media. Forse perchè l’enduro è quello che il 90% dei biker fa la domenica con gli amici?

Da qui all’affermare che mtb-mag sia un magazine di solo enduro mi sembra assurdo. Guardati solo i test e le ultime news.

danbug
danbug

Ciao Daniele, intanto complimenti per l’articolo, ho una domanda, ma quanto sei alto che hai provato una L?
Per un altezza di 178 cm e 84 di cavallo su che taglia potrei andare?
Grazie

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Io sono 1,83. Per te credo che la M sia più adatta.

JohannesJohannes
JohannesJohannes

Ciao, complimenti per l’articolo, super interessante come la bici.
Però ho un dubbio: il comportamento di race e std è descritto come molto differente. Poi però mi pare di capire che ci sia solo un” salto” di taglie (la S diventa M etc) e forse un diverso attacco manubrio, è corretto o mi sono perso qualcosa? Grazie

simocasali
simocasali

Ciao Daniele, era giusta la L come taglia?
Anche io sono alto 1,83 e ho letto che anche la M può andare bene.
Grazie.

1967claudio
1967claudio

Ciao Daniel , anch io ho una domanda sulla taglia . Sono alto 178 con 81 di cavallo , cosa mi consiglieresti L o M ? complimenti per l articolo e soprattutto per la favolosa comparativa enduro . ciao e grazie

labeo
labeo

Scusate, mi sfugge una cosa… guardando lo schema delle geometrie, la taglia M in versione normale ha le stesse quote uguali alla taglia S race…. cosa mi sono perso? Race vuol dire comprarsi la bici della taglia più grande???

cerniapat
cerniapat

Sembra crearsi un pò di confusione…
con altezza 178 e cavallo 84 e con le altre misure uguali
danno M come Race ed L come Normal….
evidentemente ci sono altri parametri sul telaio
dei due tipi che fanno la differenza anche per il modo di guidarle….

Andrea4781
Andrea4781

domanda: c’è molta differenza tra la race e la standard geometry sulle pietraie? mettendole ai voti quanto daresti sia a l’una che all’altra sempre sulle pietraie?

Ferruccio Rossi

ciao Daniel, ottimo articolo ( come sempre) ma sto dubbio delle taglie mi preoccupa… io alto 1.79 per 83 di cavallo opterei per una M race, e L regular. tu che dici? Fabien Barel che taglia usa invece nel mondiale enduro?

troppomatteo
troppomatteo

Ma alla fine qualcuno di voi l’ha comprata?

troppomatteo
troppomatteo

Ma alla fine qualcuno di voi l’ha comprata? Come si è trovato?

troppomatteo
troppomatteo

Come si è trovato?

1967claudio
1967claudio

Ciao Daniel , anche io torno sulla taglia , sono alto 178 per 81 di cavallo , secondo Canyon dovrei prendere una L regular… tu che le hai provate che ne dici..? ciao

Violator78
Violator78

@ Daniel Naftali leggendo i tuoi articoli, mi pare di capire che la tendenza al ribaltamento su salite ripide sia influenzato soprattutto dalla lunghezza del carro e dall’inclinazione del tubo piantone (oltre che dalla guida del rider). La Strive ha tutto ciò che vorrei in una bike, ma mi chiedo se la posizione XC mode faccia lo stesso lavoro di una forca abbassabile (per il ribaltamento): si dovrebbero raggiungere i 75° di tubo p. (dati Canyon) che sulla mia Specy Enduro 26″ non mi soddisfano (ho montato una forca abbassabile che inclina ulteriormente); inoltre la Strive ha un carro corto (anche se di qualche mm più lungo della mia). Cosa ne pensi?

Violator78
Violator78

Inoltre se le geometrie si riferissero alla versione con Pike da 160, l’inclinazione del tubo piantone arriverebbe a valori inferiori con la Fox da 170. Ne approfitto per chiedere anche come il valore dello STACK abbia influenzato la guida: mi sembra alto rispetto al reach, vero? grazie!