Coronavirus: le occhiatacce a chi si muove in bici

Coronavirus: le occhiatacce a chi si muove in bici

Marco Toniolo, 17/03/2020
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Marco Toniolo, 17/03/2020

Muoversi al di fuori della propria abitazione non è vietato ai tempi del coronavirus, rispettando le regole di cui si è tanto discusso in questo articolo. Non è neanche vietato salire in sella alla propria bicicletta. Questioni etiche e di buon senso riducono ovviamente l’uso della mountain bike e della bicicletta intesa come strumento sportivo: con che faccia si presenterebbe uno al pronto soccorso per un incidente su un sentiero, mentre gli ospedali sono in piena emergenza sanitaria?

Quello che lascia basiti sono certe occhiatacce che si ricevono se ci si muove in città con la bicicletta, per andare al lavoro o a fare la spesa. Come se si fosse degli incoscenti a lasciare la macchina in garage, sfruttare il poco traffico di questi giorni e, oltre a fare del movimento, non inquinare, non fare rumore, non essere un pericolo per i pochi pedoni e bambini in giro per strada.

Personalmente continuo e continuerò ad usare la bici per andare al lavoro. Lo facevo prima dell’emergenza coronavirus, lo faccio adesso e continuerò a farlo, non solo per i motivi che ho appena citato, ma anche perché così non dovrò andare al benzinaio, diminuendo il rischio di farmi contagiare (o di contagiare gli altri). Mettersi su due ruote non costituisce un pericolo a priori, soprattutto di questi tempi senza traffico, così come farsi paralizzare dalla paura di “poter farsi male” non è la soluzione in tempi difficili come questi.

La consapevolezza di saper andare in bici, di saper camminare senza inciampare e rompersi una caviglia, di non cadere dalle scale di casa, di saper accendere il gas del fornello senza mandare a fuoco tutto, o di non dover necessariamente morire se si contrae il maledetto virus, è necessaria per andare avanti e non liquefarci in una crisi di nervi, mentre veniamo bombardati da notizie nefande e i nostri anziani muoiono come mosche. Non togliamocela l’un l’altro.

Foto di copertina di Lazzadielle

 

Commenti

  1. Paoloderapage:

    non è questione di vergogna ma questione di occupare un posto letto, un ambulanza o il tempo dei medici inutilmente.

    Se ti viene chiesto per il bene di tutti di fare dei sacrifici ma, visto che non te lo impone a legge, te ne freghi, sei EGOISTA. Non è un reato esserlo, vivi ugualmente e forse pure meglio di altri, ma smetti di mentire a te stesso.
    Se ti dovesse venire un infarto ti chiedo di restare a letto, altrimenti sei egoista!
    Mai caduto in bici e non ho in programma di farlo ora. Quindi vai tranquillo che non tolgo letto o ambulanza a nessuno!
    Minchia se siete cocciuti!
  2. Carmelo 74:

    gli stessi che usano il cane per uscire e poi non rispettano la distanza di sicurezza incontrando altre persone, gli stessi che si appellano al senso di responsabilità e poi si tirano indietro se c'è da mandare avanti la baracca, gli stessi che sono sempre al pronto soccorso perché non avendo chiari i propri limiti si schiantano sui sentieri troppo difficili per loro, gli stessi che pretendono che tutti si barrichino in casa e che sono sicuro sbroccheranno prima del tempo vanificando i sacrifici fatti da tutti.
    Non credevo che gli italiani fossero così ottusi, ipocriti ,arroganti e rosiconi, ma alla luce di ciò credo che il covid-19 non sia l'unico male che ci affligge
    Scusa, fammi capire, se ti incontro per strada col cane, devo cambiare direzione perchè passi tù ? Oppure dobbiamo entrambi usare buonsenso e cercare di agevolare il passaggio di tutti e due ?
    A me purtroppo un paio di giorni prima che tutto fosse bloccato dal decreto è capitato di cadere in bici e mi sono rotto un dito della mano, eppure non mi sono tirato indietro, continuo a lavorare e tirare avanti la baracca, come dici tu, ma non lo sventolo come una bandiera, o lo uso come scusa per poi adottare comportamenti che in questo momento sarebbe meglio evitare.
    Anche con una mano sana avrei evitato di uscire in bici, per un semplice fatto di coscienza e responsabilità. Continuo a pisciare il cane, perchè purtroppo non ha ancora imparato a scendere da solo e attraversare la strada, e neanche a mettere la cacca nel sacchetto. Nei limiti del possibile cerco di uscire di notte, in modo da permettere a quelli che la pensano come te di mantenere la distanza di sicurezza.
  3. concordo con quello detto da marco. e menomale che vedo gente che invece di insultare capisce che non stiamo facendo nulla di male. svegliatevi gente! non è vietato vivere