MDE Bikes domanda ai lettori

MDE Bikes domanda ai lettori

Staff, 08/02/2021
Staff, 08/02/2021

Secondo appuntamento con la rubrica nella quale le aziende pongono le domande a voi lettori. Dopo il sondaggio con le domande di Effetto Mariposa, oggi è MDE Bikes a cogliere l’occasione di intervistare i lettori di MTB-Mag. Il brand artigianale torinese ha preparato per voi quattro domande con relative risposte da scegliere sotto forma di sondaggio, secondo il format con cui abbiamo impostato questa rubrica. Se volete approfondire le motivazioni delle vostre votazioni, esponetele nei commenti.

 

MDE ha sempre adottato il passaggio esterno al telaio per la guaina del cambio e per la tubazione del freno posteriore, allo scopo di facilitare la manutenzione. Tuttavia siamo consapevoli del fatto che molti, per un fattore estetico, preferirebbero il passaggio interno al telaio.

Fatta eccezione per la guaina del telescopico che passerebbe comunque internamente al telaio, se ci fossero più opzioni per il routing, quale sceglieresti?

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Come la maggior parte di voi ben sapranno, attualmente gli approvvigionamenti di componenti e ricambi per il mercato del primo montaggio è gravata da problemi di disponibilità e di distribuzione, e ciò penalizza molti brand con pesanti ritardi sulle consegne delle bici complete. Seppure in misura minore, questo aspetto tocca anche MDE, infatti molti clienti stanno optando per l’acquisto del kit telaio.

Davanti a una possibile lunga attesa per l'acquisto della tua bici preferita, qualunque essa sia:

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L’attuale gamma di MDE è formata da una full da enduro e da AM (Damper e Damper AM), una full da trail aggressivo (Carve), una full elettrica (Push3r), una front elettrica (Keep3r) e una gravel elettrica (Sharp3r), oltre ai modelli del marchio costola Madre come la front in acciaio Mangata, la gravel Komorebi e la bikepacking Kalpa.

Se potessi aggiungere un nuovo modello, che bici vorresti?

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Quanto influisce nella tua scelta la possibilità di provare una bici prima di acquistarla?

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MDE Bikes

 

Commenti

  1. Dario679:

    La mia attuale mtb (dopo una Rockrider usata e una Olympia) è una Canyon Spectral, mai vista e mai provata prima dell' acquisto. Mi sono fidato delle recensioni e dei pareri di amici che ne avevano sentito parlare bene; in una settimana è arrivata e mi ritengo completamente soddisfatto dopo oltre 4 anni di utilizzo. Il passaggio esterno dei cavi protetto dalla cover sotto l'obliquo che hanno adottato sulle nuove Canyon, mi sembra una grandissima idea e mi domando il perché non venga seguito l'esempio dagli altri marchi.
    Comunque ottima l'idea dei sondaggi!
    Anche io sono dell'idea che la soluzione Canyon con la cover sia una genialata, il problema è che hanno già smesso di adottarla anche loro, hanno fatto solo la Torque e la vecchia Spectral se non ricordo male
  2. pk71:

    Per me non è il massimo, mia moglie ha una neuron e mi è capitato di dover modificare il passaggio dei cavi ed è un gran casino perché devi incrociarli dentro il carter e non ci stanno, oltretutto quando vai ad aprirlo è completamente pieno di sporco. Comunque continuo a preferire il carter al passaggio interno.
    Ho avuto il tuo stesso problema perché non mi soddisfava il passaggio dei cavi e volevo incrociarlo, quindi ho dovuto modificare la struttura "a traliccio" del carter al suo interno... e non è stato comunque semplice rimontare il tutto. Diciamo che ritengo l'idea estremamente valida ma è stata sfruttata male, o meglio, non è stata migliorata con il tempo, basandosi sull'esperienza della prima versione. Sicuramente un approccio simile ma posizionato nella parte superiore del tubo obliquo eviterebbe lo sporco, necessiterebbe di una cover di dimensioni nettamente inferiori e, soprattutto, eviterebbe il pessimo passaggio dei cavi sotto al movimento centrale che è probabilmente uno dei motivi per cui Canyon ha abbandonato il Cable Channel.