Quanto a lungo tieni la tua bici?

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Domandone più attuale che mai: quanto tieni la tua bici prima di comprarne una nuova?

Visto l’andamento del mercato, il periodo dovrebbe essersi allungato, sia per la mancanza di bici e componenti nuovi, sia per l’innalzamento dei prezzi.

A livello di tecnologia e geometrie i brand non dormono, svegliano la scimma dello shoppping con nuove categorie come il tanto discusso Downcountry o con bici elettriche dalle batterie sempre più potenti.

Votate nel sondaggio qui sotto…

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Commenti

  1. Luke_Brixia:

    Grazie al cielo vedo che nessuno qui tiene in considerazione le indicazioni di quel vecchio articolo "La data di scadenza della bici e dei componenti" ... :razz:
    Il pianeta ci ringrazia!
    Tu pensa che conosco uno che ha ancora una Giant Cadex anni '90...ci gira ancora qualche volta...nessun problema rilevato ed è una vintage di 25/27 anni!!
    Però mi son sempre chiesto...Alu, Acc li si ricicla sempre, ma per il carbonio, come funziona? Dove finiscono i telai rotti non riparabili?
  2. ant:

    Ok, comprendo il ciclo a fatica dell'alluminio, ma stai parlando di un sotto-segmento specifico: telai front in alluminio che - per inciso - non sono certo ora i telai più diffusi.
    Anche il parallelismo con i telai bdc secondo me è relativo.
    Un telaio moderno full in carbonio, categoria 3 o 4 (dal Trail in su) ha componenti e sezioni sovradimensionate parecchio (infatti pesano abbastanza) pensate appunto per resistere sufficientemente a lungo nelle mani di professionisti che li strapazzano in gare di enduro.
    Un amatore farà molta fatica a sottoporli a tali sollecitazioni con la stessa frequenza.
    tutt'al più possiamo discutere delle resine/colle usate negli strati di carbonio e della loro decadenza chimica nel corso degli anni, ma non ne so nulla quindi lascio che parlino gli espertoni di carbonio.
    Sì, siamo d'accordo. Il problema non è mai sui telai per discipline più intense, soprattutto se utilizzati su percorsi che ormai sono appannaggio pure di gare XC. Io però parlavo del mio telaio, non di quello del vicino o del ciclista X. Ho esordito dicendo che il mio telaio ha 14mila x 185 km e potrebbe non essere lontano dal fine vita: l'ho detto sapendo che telaio è (alluminio, XC venduto per "race", anche se non è certo un Chisel come peso...) quanto peso e come l'ho usato. Chiaro che se avessi un frontino da trail come una putrella il discorso sarebbe ben diverso.
  3. albatros_la:

    Le sollecitazioni cicliche sono cose che tutti produciamo, anche noi amatori scarsi. Quando pedali produci forze che tendono a torcere il telaio e questo nel tempo fa progredire i difetti intrinseci dei materiali metallici verso la rottura per fatica. Ciò è particolarmente vero per le leghe di alluminio. Una regola non scritta è quella di dimensionare il telaio per reggere un milione di cicli al massimo carico. È chiaro che non si esercita mai il massimo carico in modo costante per tutta la vita del telaio, perciò nella realtà i cicli equivalenti saranno molti di più di quel milione. Tuttavia nella MTB ci sono altre sollecitazioni importanti che pesano come molti cicli di carico, in generale è l'energia che il telaio assorbe durante le discese. Un professionista pesa molto meno di un amatore della domenica come il sottoscritto. Può pesare tranquillamente 20-25 kg in meno, e ciò implica che le sollecitazioni non siano affatto trascurabili nonostante il ritmo sia inferiore a quello di un professionista. Oltretutto ormai nessun professionista corre su bici che non siano in composito, mentre molti amatori pedalano bici come la mia, in lega di alluminio e quindi molto più esposte al problema della fatica del materiale.
    Un ciclista su strada professionista fa dai 25 ai 35 mila km all'anno in sella e le squadre più ricche gli mettono a disposizione quattro telai. Anche fossero la metà, avrebbero una vita relativamente breve come chilometraggio. D'altro canto sono tiratissime come peso e devono sopportare forze notevoli viste le pedalate che hanno nelle gambe e le velocità che tengono. E sono tutte in composito. Fare un parallelismo è dunque difficile ma c'è un punto tra i 15 e i 25 mila km oltre al quale penso che la robustezza del mio telaio sarà troppo incerta per affidargli il mio deretano.
    Credo che la "verità" sia nel mezzo. Se è vero che anche noi comuni mortali sollecitiamo le nostre bici semplicemente usandole, trattandosi di mtb e considerando la sempre migliore qualità costruttiva dei telai e componenti vari, l'utilizzo che ne facciamo sarà comunque mediamente poco invasivo. Io stesso che frequento una scuola 3 volte a settimana, la userò mediamente si e no al 15% nell'arco del mese; i ragazzi più bravi che fanno le gare e si allenano diversamente da noi "vecchi", sfrutteranno maggiormente il proprio mezzo ma sempre, parere personale, in misura assai ridotta rispetto al limite della bici.
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