Nuove Focus Sam Carbon e Spine

Nuove Focus Sam Carbon e Spine

Marco Toniolo, 25/05/2015
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Marco Toniolo, 25/05/2015

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Focus ha presentato in Val Venosta due nuove bici: la Sam Carbon, versione in carbonio della Sam che abbiamo testato poche settimane fa, e la Spine, una bici da trail con 120mm di escursione anteriore e posteriore. Entrambe hanno ruote da 27.5″. Se per la Sam la cosa appare in linea con il trend enduristico, dietro la scelta della Spine sta una precisa filosofia, che predilige un comportamento agile e giocoso a quello delle 29 pollici.

Sam Carbon

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Il passaggio al carbonio ha alleggerito il telaio di 500 grammi rispetto all’alluminio: senza ammortizzatore il telaio Sam Carbon in taglia M pesa 2400 grammi, compresi i link, che sono in alluminio. Il carro posteriore è interamente in carbonio anch’esso e il modello Team pesa senza pedali 12.5 kg, ed ha ruote in alluminio.

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Il sistema di sospensione è uno Single Pivot indiretto, quindi con un sistema di link che si occupa di comprimere l’ammortizzatore.

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Le geometrie sono rimaste praticamente invariate rispetto all’alluminio, se si eccettuano i foderi posteriori, lunghi 430mm rispetto ai 438mm. Quindi angolo sterzo di 65.8°, angolo tubo sella di 75°, altezza del movimento centrale di 342mm. Potete vedere le altre quote sotto i modelli in gamma.

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Il passaggio cavi è completamente interno al telaio, freno posteriore compreso. Il buco posto sulla parte sinistra della scatola sterzo è generoso e alloggia, oltre al freno, quello del deragliatore posteriore e del reggisella telescopico. È predisposto per 4 cavi, nel caso si volesse usare il deragliatore anteriore.

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Il tubo obliquo è protetto dai sassi alzati dalla ruota anteriore grazie ad un paracolpi in plastica, così come il fodero basso destro è protetto dalla catena sia nella parte alta che in quella bassa da una protezione montata di fabbrica.

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Nella versione team troviamo un Rock Shox Monarch Plus Debon Air, con 4 spacers, ed una Pike RCT3 Solo Air, con due Token.

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I cuscinetti sono tutti a sfera, sigillati, e si possono regolare dall’esterno per correggere il gioco.

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La Sam Carbon sarà disponibile da agosto in 3 modelli, a partire da 3.500 Euro per arrivare a circa 6000 della versione Team. Rimangono anche i 3 modelli in alluminio, più economici. Le taglie vanno dalla S alla XL. Qui sotto trovate i tre modelli in carbonio con tutte le specifiche.

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Prime impressioni di guida

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Non vogliamo svelarvi molto, perché entrambe le bici sono passate direttamente dalla Val Venosta alla redazione, dove verranno testate durante le prossime settimane. Sulla Sam Carbon si può dire che è una bici da enduro moderno, cioè votata alla discesa più che alla salita. Malgrado il suo peso contenuto, infatti, le geometrie non la rendono una grande scalatrice, anche se l’angolo sella piuttosto verticale compensa bene l’angolo sterzo aperto.
Una cosa è certa: alla Sam Carbon piace la velocità, e possibilmente sullo scassato. Aprendo a tutta sui tratti rocciosi della discesa del Monte Sole era un piacere sentire come le sospensioni lavorassero alla grande, infondendo grande sicurezza. In curva la posizione in sella è ben equilibrata, e permette di schiacciare bene giù l’anteriore per dare direzionalità alla bici.

Spine

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La Focus Spine è una bici da trail con 120mm di escursione anteriore e posteriore, disponibile da agosto 2015 in sei modelli: 3 in carbonio e 3 in alluminio, tutti con ruote da 27.5″. Quella che vedete in foto è la Spine Carbon 0.0, il top di gamma in carbonio con forcella Rock Shox RS-1, monocorona Sram XX1 e cerchi in carbonio Dt-Swiss (verranno presentati a breve), per un peso senza pedali di circa 11 kg.

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Come per la Sam, Focus rimane fedele allo schema di sospensione Single Pivot indiretto, gestito da un Rock Shox Monarch con comando remoto in comune con la RS-1. In pratica quando lo si rilascia, entrambe le sospensioni si chiudono. Non c’è quindi la posizione intermedia sull’ammortizzatore.

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Data la posizione dell’ammortizzatore, per tenere la cinematica identica fra le taglie, Focus ha adattato la lunghezza del linkage, il cui materiale è sempre il carbonio (anche sui telai in alluminio). Solo i foderi posteriori sono in alluminio.

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Trovate i dettagli della geometria nelle immagini della gamma, in fondo all’articolo, i dati salienti sono un angolo sterzo di 68°, un angolo sella di 75°, come sulla Sam, e dei foderi posteriori lunghi 428mm nella versione in carbonio e 430mm in quella in alluminio.

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La Spine è dotata di un attacco per il deragliatore anteriore, ed è compatibile anche con le guarniture triple, grazie alla posizione ribassata del fodero basso destro, dove troviamo la protezione contro i colpi della catena.

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Parlavamo dei nuovi cerchi DT Swiss Carbon.

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Non poteva mancare il portaborraccia. A dir la verità ce ne stanno due: uno sopra e uno sotto il tubo obliquo.

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Il passaggio cavi è interno, anche per il freno posteriore.

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Oltre ai sei modelli menzionati prima, sono disponibili due modelli da donna, in alluminio. Non cambia nulla a livello telaistico, vengono invece modificati i punti di contatto quali manopole e sella, oltre che i colori.

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I prezzi del carbonio vanno dai 3.000 fino a circa 7.000 euro della versione in foto con ruote in carbonio. Quelli in alluminio partono da 2.000 euro e arrivano a circa 3.700 Euro. I prezzi definitivi devono ancora essere decisi.

Prime impressioni di guida

Ribadendo che potrete leggere a breve un test approfondito sulla Spine, possiamo intanto dirvi che gli ingegneri Focus sono riusciti nel loro intento di creare una bici da trail agile e giocosa, facile da portare in ogni situazione e con due sospensioni che armonizzano bene. Se seguite MTB MAG sapete che chi scrive è un grande estimatore della RS-1, in particolare per la sua precisione di guida in staccata/entrata di curva. Lascia un po’ scettici il comando remoto unico, perché il lockout della RS-1 è molto più deciso di quello del Monarch (che non è un lock out effettivo, ma una compressione più marcata), anche se si apre del tutto il gate sul comando remoto.

La Spine accelera bene, grazie ai suoi 11 kg, ed è piacevole da portare in salita. Con il lockout la tendenza al bobbing del monocross viene bloccata con decisione, mentre in discesa è un vero divertimento cercare le linee migliori nello stretto, con una bici così agile.

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