[RCM] Pedalare sulla neve

[RCM] Pedalare sulla neve

28/11/2013
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28/11/2013

Quest’anno la neve è stata precoce. In montagna ormai si scia e anche sui colli più alti, spesso teatri di sentieri percorribili per la maggior parte dell’anno, troviamo del bianco a quote insolite rispetto agli ultimi anni. Oggi vediamo che accorgimenti prendere nel momento in cui andiamo ad affrontare la neve.

 

Per prima cosa valutiamo però i tipi di neve che andremo a trovare. Per fare una selezione semplicistica possiamo andare a dividere in 3 grosse categorie:

 

Neve fresca.

Neve battuta.

Neve spappolata.

 

Scusate la dizione non proprio scientifica dell’ultimo gruppo ma mi pareva la descrizione più comprensibile e immediata.

 

Neve fresca

Con questo tipo di neve si intende la neve appena posata. Se posso permettermi in caso di abbondanza di questa neve riponete la bici e valutate mezzi più idonei come tavola da snowboard e sci ciccioni.pow argentera

Ad ogni modo se ci troviamo a sprofondare con la nostra bici in mezzo alla neve fresca teniamo presente alcune regole. Non abbiamo nessun modo per galleggiare. Se la neve non arriva al mozzo (diciamo fino ai 20cm) la taglieremo quasi come se non ci fosse. Occhio però che non potremo vedere dove stiamo andando, o meglio non avremo la percezione degli ostacoli piccoli che stiamo per affrontare. La guida dovrà quindi rimanere leggera. In discesa non dobbiamo arretrare più del normale perché non abbiamo un freno vero e proprio da parte della neve e non avremo necessità di variare i pesi sulla bici. Mi raccomando, vista l’inconsistenza del grip del posteriore, di cercare di pedalare rotondi in piano e in salita per evitare pattinamenti, può essere d’aiuto utilizzare marce leggermente più lunghe per abbassare la coppia a parità di potenza sui pedali erogata (questo passaggio sarà comune a tutti i tipi di neve). Consideriamo inoltre che in questo caso, se siamo su terreno regolare come ad esempio la terra battuta, è probabile che andremo a battere la neve creando uno strato più duro e gripposo. Spesso riusciremo ad avere più grip che se fossimo sul fango, occhio però che la neve, e lo vedremo meglio quando parliamo di neve battuta, è infida e ha un grip spesso irregolare.

In definitiva con un piccolo strato di neve fresca (fino a una spanna) guideremo normalmente come faremmo sul viscido, mantenendo una velocità più bassa dell’andatura normale e cercando di “ammorbidire” i transitori, e cioè accelerazione e frenata.

Se la neve fresca supera la spanna iniziamo ad avere seri problemi, inizieremo a strusciare con i mozzi o il movimento centrale e la “frenata” della neve si farà più intensa, o meglio decisamente percepibile. Di buono c’è che il terreno sotto di noi risulterà ovattato, passaggi tecnici o molto scassati risulteranno meno sconnessi poiché la neve andrà a disporsi (mentre la battiamo con le ruote) nelle parti scavate, lisciando di fatto la traccia in cui mettiamo le ruote.

In generale qui un minimo arretramento di base è consigliabile, sia in salita che in discesa.

fat bike

(ho rubato questa foto da un topic qui del forum! grazie a chi l’ha postata. Le fat bike galleggiano più delle normali bici sulla neve. Da qui a riuscire ad andare proprio in fresca ce ne passa)

Nel primo caso avremo infatti la necessità di dare tanto grip al posteriore e di alleggerire l’anteriore per farlo “galleggiare” e per non infossarsi. Inoltre in piano, così come anche per la discesa, dobbiamo sempre valutare di compensare la “frenata” che deriva proprio dallo sfondare lo strato di neve con ruote/mozzi/mov centrale e pedali. Qui la guida nella quale cerchiamo di far scorrere la bici sarà da prediligere rispetto ad una guida fatta di grosse frenate e rilanci. Oltre quindi al cercare transitori morbidi, dovremo impostare linee più larghe possibili (tanto abbiamo detto che non c’è più una linea pulita e che comunque non la possiamo vedere) e il nostro obiettivo sarà quello di mantenere la velocità che abbiamo deciso senza farci rallentare troppo dalla neve.

Occhio a non arretrare troppo perché, se da una parte l’anteriore galleggia bene, non abbiamo la possibilità di assorbire eventuali ostacoli che ci capitano sotto le ruote a nostra insaputa (perchè coperti dalla neve) e comunque consideriamo sempre che anche qui è l’anteriore a guidarci, quindi dobbiamo dargli grip.

Come vedete con la neve ben battuta si può fare di tutto…. Yannick granirei forse ha un po’ esagerato però

Neve Battuta

Con questa formula definiamo quella neve (tipo pista da sci appena fatta dai gatti) nella quale la bici lascia i segni ma senza sprofondare se non di pochi cm. Se a qualcuno di voi è mai capitato di scendere su delle piste da sci appena battute sa di cosa parlo. Se non l’avete mai fatto provate perché vi divertirete come pazzi.

Qui la guida è molto simile a quella sul bagnato. In salita sarà fondamentale cercare una pedalata rotonda e una linea che eviti zone troppo ripide. La neve come già detto cambia la morfologia del percorso, non fossilizzatevi sulla linea che fate normalmente ma cercate la migliore in questa condizione (possibilmente la meno ripida o quella più “a scalini” poiché queste zone, in piano, spesso danno il grip necessario a salire). Anche la gestione dei pesi sarà fondamentale perché dovremo sempre dare il massimo della trazione al posteriore senza sacrificare troppo la direzionalità dell’anteriore. Vale quanto scritto QUI per le salite viscide. In discesa possiamo attuare, allo stesso modo, le tecniche che usiamo sul fango (trovate spunti QUI QUI QUI) considerando però che la neve di questo tipo è davvero infida, a volte tiene molto, a volte cede di colpo. Di nuovo inutile arretrare, tanto più che i terreni che andrete a incontrare saranno più lisci poiché la neve, come già detto, compattandosi tende a riempire per prima cosa le buche, uniformando così il terreno.

tailwhib chiuso

Se amate saltare utilizzare la neve come atterraggio per provare manovre aeree è una buona idea. Meglio compatta che fresca perché, se riusciste ad atterrare giusti sulla bici, andreste via sulle ruote proprio come foste su terra.

In questi casi ricercate una guida pulita ma senza esagerare. Impossibile che il posteriore non vi parta mai o che non vi troviate con tutta la bici che scivola. Come già detto la neve cederà di colpo sotto la pressione delle ruote, questo significherà per esempio, che in fase di curva avrete un istante in cui le ruote iniziano a scivolare. Caratteristico della neve battuta è però anche la ripresa di grip molto graduale. Se sentite le ruote che partono per la tangente, andate ad assecondare questo movimento ricercando il grip con calma e senza movimenti bruschi. Aiutatevi magari col piede interno (come appoggio) fin dall’inizio delle curve, in questo caso usare il piede come terzo appoggio è utile proprio per via di questa caratteristica cedevolezza improvvisa e perché la scarpa non avrà difficoltà a scivolare sulla neve battuta senza darvi rinculi strani. Mi raccomando di non sedervi quando tirate fuori il piede. Lo dico perché è una reazione comune. Se vi accorgete di andare a ricercare la sella perché non riuscite a sentirvi stabili con un piede “volante”, sappiate che è un errore e che possiamo compensare questo errore (difficile da togliersi da subito) abbassando le spalle e andando quindi a piegare in modo deciso le braccia. Facendo questo i pesi vengono riequilibrati (o quasi) e riusciamo a dare del grip all’anteriore e a continuare a guidare. Sappiate anche che in questo modo è come se aveste meno escursione, proprio perché siete tutti rannicchiati sulla bicicletta e non avete arti a disposizione da utilizzare.

 

Neve spappolata

Questa condizione, classica delle prime nevicate e dei giri di fine inverno inizio primavera, è la peggiore che possiamo trovare. Questa neve risulterà, in base alle condizioni, granulosa, o apparentemente compatta (ma in realtà assolutamente molle e inconsistente), nasconderà insidie quali pezzi di ghiaccio, pietre, fango ecc.

Per chi scia stiamo parlando della classica neve primaverile, pesante, collosa, brutta da sciare. Quella che non molla perché di notte si congela e durante il giorno inzuppa il terreno in profondità impedendo di asciugarsi anche in pieno sole, facendo perdurare condizioni di fango e viscido molto oltre la perturbazione.

Ad ogni modo con questo tipo di neve bisogna fare molta attenzione. Il rischio di scivolare è altissimo perché staremo viaggiando su sentieri a tratti con fondo variabile, magari percorsi rocciosi e già asciutti (nel peggiore delle ipotesi) misti a tratti con un filo di neve su un letto di fango di quello super viscido.

Avete già intuito che l’inconsistenza non permette alle gomme di sfruttare il compattamento della neve per avere grip o per avere una base “liscia”. Ecco che quindi la gomma sfonderà lo strato molle di neve andando a cercare l’aderenza sotto. Qui, come appena spiegato, troveremo solo bagnato proprio perché questa neve sciogliendosi irrora il trail sottostante. Pietre e radici viscide o fango appena rigenerato e assolutamente cedevole. Il problema più grosso però è che queste condizioni precarie saranno del tutto inaspettate perché la neve spappolata coprirà, solo visivamente purtroppo, la base su cui è poggiata, impedendoci di capire come anticipare o di interpretare il percorso. Sarà molto difficile intuire il grip offerto dalle ruote e dovremo quindi stare sulla difensiva. Qui le velocità scendono decisamente (più che con le altre due condizioni di neve) e siamo subito pronti a correggere la traiettoria o l’impostazione di uno o dell’altro passaggio.

 

Vi lascio con un simpatico video di una garetta organizzata tra amici. Tanti scivoloni e tante risate su un percorso semplice ma reso insidioso dalla neve. Se avete la possibilità di organizzare qualcosa di simile ve lo consiglio assolutamente!

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Ingrediente segreto: Gomme

Neve? Voglio le gomme chiodate!!! In realtà i chiodi servono solo in caso di ghiaccio, per tutto il resto sono una menata incredibile. Per la neve non vi aiutano assolutamente e anzi, spesso, sono montati su gomme senza gran tassello proprio per far sì di farli funzionare al meglio. In quel caso quindi risulteranno davvero controproducenti. Se fate giri SOLO su terreni ghiacciati potrete valutare l’acquisto di gomme chiodate, in caso contrario, cioè se incontrate neve di vario tipo in mezzo a giri pedalati che prevedono anche passaggi su terreni “classici” potrete trovare dei buoni alleati nelle gomme da fango, magari a mescola leggermente più dura del normale per avere tasselli rigidi che vadano a perforare la neve e a scaricarla ad ogni giro senza riempire ruota e telaio.

 

Jack

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