[Test] Ammortizzatore Fox Float X2

[Test] Ammortizzatore Fox Float X2

18/02/2016
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18/02/2016

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FOX Racing Shox ha recentemente introdotto nel proprio catalogo molte novità. Per quanto riguarda gli ammortizzatori per il settore gravity, è passata da un sistema a circuito singolo a due circuiti separati per la frenatura in compressione e in ritorno. Inoltre ha lavorato molto di ricerca e sviluppo per costruire un ammortizzatore ad aria che sia veramente competitivo. Tutti sforzi che hanno portato frutti, come la vittoria della coppa del mondo 2015 da parte di Aaron Gwin con l’ammortizzatore FOX DH ad aria. In Agosto ne abbiamo montato uno sulla nostra Gambler ed ora, dopo 6 mesi di abusi, è ora di raccontarvi tutto quello che abbiamo scoperto su questo prodotto.

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Caratteristiche

• Misure disponibili : 7.875 x 2, 7.875 x 2.25, 8.5 x 2.5, 8.75 x 2.75, 9.5 x 3, 10.5 x 3.5
• Regolazioni : Compressione alle basse velocità, compressione alle alte velocità, estensione alle basse velocità, estensione alle alte velocità, pressione della camera positiva, volume della camera positiva (con riduttori).
• Pistone rivestito Kashima.
• Camera High Volume EVOL
• Peso: circa 500 grammi, a seconda del numero dei riduttori e dell’interasse.
• Prezzo: 825 Euro

Prime impressioni

Se siete dei buoni osservatori ed avete fatto attenzione alle sospensioni gravity negli ultimi anni, vi sarà bastato dare un’occhiata a questo nuovo Fox per capire che è stato disegnato da zero. Da dove cominciare quindi? Forse la prima cosa che si nota è quanto sia grosso. Il nuovo manicotto EVOL ha un volume d’aria enorme. In effetti è talmente grande che noi abbiamo usato 11 dei 12 riduttori che è possibile montare. In parte abbiamo fatto questa scelta perché la sospensione della nostra bici è piuttosto lineare, ma torneremo più avanti su questo punto. La seconda cosa che si nota sono i pomelli delle regolazioni sul piggyback. Compressione e ritorno possono essere regolati separatamente per basse e alte velocità usando delle chiavi a brugola da 3mm e 6mm rispettivamente.

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Per capire un po’ meglio quali erano gli obiettivi che Fox voleva ottenere con il Float X2 e con la sua controparte a molla (il DHX2) può essere utile leggere la nostra intervista con Bill Brown (in inglese), ingegnere capo di Fox. In breve, Fox ha deciso di mandare in pensione l’RC4 ed adottare un disegno a doppio cilindro o, come lo chiamano loro, un ammo con olio ricircolante.


Questo video spiega in maniera chiarissima il funzionamento di un Float X2/DHX2

L’idea di Fox era quella di abbassare le pressioni in gioco all’interno dell’ammortizzatore, migliorare il tempo di risposta del sistema e di non solo ridurla, ma eliminare proprio l’isteresi. Tutti fattori che portano ad una frenatura più controllata e ad un minor rischio di guasti.

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Per quanto riguarda l’elemento elastico, notiamo che Fox offre il DHX2 con una molla leggera in acciaio. Con tutto il rispetto per il DHX2, noi eravamo molto più curiosi di provare il nuovo ammortizzatore ad aria, quindi ecco i dettagli. Il manicotto può essere rimosso semplicemente girandolo e tirando, senza usare attrezzi (ovviamente dopo aver svuotato la camera positiva). A seconda dell’interasse dell’ammortizzatore, vi possono essere montati fino a 12 riduttori di volume, degli anelli neri come quelli che vedete sotto. Modificando il volume dell’aria della camera positiva con questi riduttori, si varia la progressività della sospensione. Detto in poche parole, usando tanti riduttori l’ammortizzatore sarà progressivo e quindi più leggero e sensibile nella parta iniziale della corsa ma con una risposta più rigida verso la fine dell’escursione e maggior supporto nella parte centrale. Usando meno riduttori, a parità di sag avrete un ammortizzatore più lineare, quindi un po’ più sostenuto nella parte iniziale della corsa ma anche più suscettibile ai finecorsa.

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Bene, fatta questa introduzione tecnica, veniamo a noi e a come abbiamo settato l’ammortizzatore per le nostre imprese gravity.

Set Up

• 187 PSI
• 11 riduttori di volume
• High Speed Compression : 14 click
• Low Speed Compression : 12
• High Speed Rebound : 14
• Low Speed Rebound : 21

*click contati dal tutto chiuso.

Ritirato l’ammortizzatore da Fox, erano presenti già 8 riduttori, come ci era stato consigliato da Fox stessa. E a dirla tutta, faticavamo a credere che ci consigliassero di usarne così tanti come setting di partenza. Il tutto è accaduto poco prima dei Crankworx di Whistler e dopo un primo giro nel park, la bici ci era sembrata fiacca, “staccata” dal sentiero. Fortuna ha voluto però che avessimo l’opportunità di fare due chiacchiere a riguardo con Brendan Fairclough ed il suo meccanico Big Ben. Il nostro test rider pesa quanto Brendog e malgrado non si avvicini alle sue capacità di biker, riesce a spingere una bici da DH abbastanza forte. Ad ogni modo, Big Ben ci ha settato il Float X2 come quello di Brendan, così che potessimo toccare con mano la differenza tra un settaggio per i clienti normali e quello di un professionista. Detta in due parole, era esattamente il setup che speravamo di ottenere. Anche se continua a sembrare strana la necessità di usare 11 riduttori, ripetiamo che il manicotto EVOL è veramente ma veramente grande. La nostra Scott Gambler ha una curva di sospensione abbastanza lineare ed adotta l’interasse più grande tra gli standard disponibili, quindi tutto considerato l’uso di tutti quei riduttori ha senso.

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Ciò che rende gli ammortizzatori X2 così unici è l’ampiezza delle possibilità di regolazione, così grande che una gran parte dei pro racer di Fox usa gli stessi ammortizzatori che usano i clienti ed i comuni mortali. Detto questo, non c’è dubbio che i pro usino settaggi molto diversi. Consideranta l’enorme possibilità di regolazioni diverse, è necessario un lavoro paziente e rigoroso di appunti, esperimenti e prove per trovare l’impostazione giusta. I setting di partenza consigliati da Fox sono ottimi, ma se vi piace e ne siete in grado, sicuramente avrete il vostro da fare per trovare l’impostazione perfetta. Insomma, non è uno di quegli ammortizzatori che una volta montati sulla bici sono pronti all’uso.

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Per concludere, diciamo anche che il fatto che gli ammortizzatori X2 abbiamo delle possibilità di regolazione così ampie non significa che non possano essere settati diversamente dai rider che vogliono aprirli e metterci mano. Sono infatti tra gli ammortizzatori più semplici di tutti su cui lavorare e montare una shim stack personalizzata. Il tappo dell’aria in cima al serbatoio ha un attrezzo che permette di togliere le stack di compressione e ritorno. Ulteriori informazioni su come regolare gli ammortizzatori X2 nella già citata intervista a Bill Brown.

Sul campo

Bene, abbiamo parlato di tecnica a sufficienza. Adesso volete sapere come va veramente il Float X2. Sarà il primo ammortizzatore ad aria sensibile come uno a molla? Non proprio, ma di certo è il miglior ammortizzatore ad aria che abbiamo mai usato per DH. È infinitamente regolabile, sensibilissimo, non ci sono attriti ed è molto costante su discese lunghe. La curva di compressione si può variare a piacere ed è proprio questo uno dei maggiori vantaggi degli elementi elastici ad aria rispetto a quelli a molla.

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Detto questo, dobbiamo dire che non c’è molta progressività nella parte idraulica/della frenatura. Anche se da un lato ci sono dei vantaggi come le basse pressioni, da qualche punto di vista questo può essere visto come un compromesso. È un po’ difficile da spiegare, ma vedetela in questo modo: se un rider riuscisse ad ottenere la perfetta progressione, supporto e resistenza al finecorsa dal solo elemento elastico a molla, non ci sarebbe motivo di perfezionare in continuazione la parte idraulica.

Dal momento che la piattaforma X2 ricircola l’olio, ne sposta molto poco e lavora a pressioni basse, resiste meglio al surriscaldamento e quindi sulle lunghe discese, ma non sviluppa una gran resistenza ai finecorsa. Di conseguenza deve affidarsi alla parte aria. Noi non crediamo molto nei sistemi che si affidano pesantemente alla frenatura dell’olio per gestire la resistenza ai finecorsa, e comunque non è questo il caso del Float X2 che, al contrario, sfrutta le curve di compressione modificabili a piacere: ecco perché noi abbiamo scelto di usare 11 riduttori di volume.

È questo il motivo per cui così tanti tra gli atleti Fox di coppa del mondo che usano bici lineari preferiscono tendenzialmente usare il Floax X2 piuttosto che il DHX2. Per fare due esempi potremmo citare Aaron Gwin e Brendan Fairclough. I circuiti idraulici nel Float X2 e nel DHX2 sono praticamente gli stessi, ma l’elemento elastico ad aria del Float X2 può essere regolato in modo da offrire molta più progressività a metà e fine della corsa.

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Conclusioni

Per sintetizzare quanto abbiamo detto fino a qui, dobbiamo dire che il Float X2 è il miglior ammortizzatore ad aria che abbiamo mai usato. Di gran lunga. Si comporta alla perfezione su discese lunghe ed il suo funzionamento risulta in una tenuta ben sopra la media. Intendiamoci, se cercate il meglio del meglio in termini di tenuta e sensibilità, gli ammortizzatori a molla sono ancora la scelta da fare, ma il Float X2 è, tra quelli ad aria, l’ammo che ci si avvicina di più. Ha vinto la coppa del mondo l’anno scorso ed è il primo ammortizzatore ad aria a raggiungere un traguardo simile nella storia delle competizioni DH. E anche se ad usarlo era un atleta dalle doti straordinarie, questa vittoria testimonia la qualità di questo prodotto.

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Questo ammortizzatore è disponibile con interassi adatti anche a bici da escursione media o da enduro, ma prima di usarlo per giri senza risalite meccanizzate preferiremmo aspettare che vi venga implementato un bloccaggio. Il risparmio di peso e le possibilità di regolazione rendono il Float X2 molto attrattivo agli occhi dei rider a cui piace mettere le mani in pasta e che girano su sentieri molto diversi tra di loro senza tirarsi indietro quando c’è da andare in bikepark. Ad ogni modo,  questo ammortizzatore richiede un rider dotato di pazienza ed attenzione, visto che è facile perdersi tra i setting. Non che sia difficile da regolare, ma bisogna prendere appunti ed essere ben coscienti di quello che si fa. In poche parole, se c’è un ammortizzatore ad aria in grado di fare la corte agli amanti della molla, quell’ammortizzatore è il Float X2.

www.foxracingshox.com 

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pablos
pablos

Ooohhh che bello, finalmente viene fuori che il sostegno deve arrivare dall’ elemento elastico e non dall’ idraulica, Grazie!

Criss72
Criss72

Nell’ottica di un’utilizzo enduro, l’X2 a confronto con un double barrel air CS come si posizionerebbe? Il lock out del double barrel è un plus o in discesa l’x2 è così stratosferico da non far rimpiangere la mancanza di un bloccaggio?

Marco Toniolo

Rispondo per Ian, conoscendo le sue opinioni sul DB. Questi è molto meno vivace a metà corsa rispetto all’X2, inoltre più soggetto a rotture. Uno dei punti cardine del Fox sono proprio le basse pressioni di esercizio, per evitare di sollecitare troppo l’ammo.

Di contro il lock out del DB CS (che non è un lock out ma una chiusura della compressione alle basse) viene comodo su quelle bici che tendono a bobbare. Dipende quindi dalla cinematica della tua bici e da quanta salita pedalata fai.

Criss72
Criss72

Azz, allora mi toccherà vendere pure il double barrel cs oltre al fox float x per dotare la mia sanction pro dell’X2! …mannaggia a voi e alla fox! ?

Valerio742
Valerio742

Non ho capito se Big Ben è intervenuto sulle regolazioni esterne, oppure ha cambiato le lamelle?

Marco Toniolo

non ha cambiato le lamelle. Come detto più volte nel test, l’idraulica non si é toccata, perché non serve

Valerio742
Valerio742

“Ad ogni modo, Big Ben ci ha settato il Float X2 come quello di Brendan, così che potessimo toccare con mano la differenza tra un settaggio per i clienti normali e quello di un professionista.”
Da qui il mio dubbio.
Dove leggi che non è stata cambiata l’idraulica?

Marco Toniolo

L’avrebbe scritto. E non avrebbe avuto senso su un prodotto test.

Comunque no, non è stata toccata l’idraulica

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@pablos Totalmente d’accordo con te. Sarebbe invece interessante conoscere le argomentazioni di chi ti ha rifilato la rep negativa, ma dubito che avremo questo piacere

pablos
pablos

@Mauro Franzi
Diciamo che il mio commento è un po’ dubbio, dentro di me mi riferivo a tutti quelli che dicono di avere la forcella che s’ insacca nei ripidi…e allora via a chiudere la compressione o a mettere olii più duri.Non è quella la soluzione.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@pablos Chiaro! Diciamo che è una soluzione di ripiego, ma non la soluzione ideale.

freemark
freemark

Infatti, guarda caso, in tutte le altre applicazioni (ben più gravose) si fa il contrario…:)

ferrilamiere
ferrilamiere

io ero uno di quelli pablos
(non nel sendo che ti ho dato la rep negativa ma che cercavo sostegno dall’idraulica)
dico ero perchè dopo questa estate ho cominciato a lavorare sul setting delle mie sospensioni
e adesso grazie anche ai preziosissimi consiglio di un amico che capisce molto più di me di sospensioni
ho totalmente rivoluzionato il mio approccio alle regolazioni della mia 36 e del mio CCinline
adesso so che il sostegno lo devo cercare dall’aria
penso per la precisione delle curva di compressione più che dalla pressione
e nell’idraulica invece devo cercare la “velocità” di lavoro
adesso dopo i primi sei mesi di riding “ultrafrenato” la bici è totalmente diversa
e molto più “grintosa” da guidare

valeduke
valeduke

Come lo vedete su nomad 3 ?
Confrontato con il vivid ?

Worldbike Formia

Uso l’X2 da quest’estate con grande soddisfazione. Purtroppo non ho mai provato il Vivid, quindi non posso fare un confronto, ma rispetto al Monarch siamo su un livello nettamente superiore (a patto di perderci un po’ di tempo per trovare il giusto setting)

paolis
paolis

come lo hai impostato sulla nomad? Grazie mille Ciao

Worldbike Formia

Per il SAG/pressione sono partito dalle tabelle Fox e poi l’ho personalizzato leggermente.
Per i vari registri ho provato inizialmente con le indicazioni delle tabelle, ma se non le hanno cambiate negli ultimi mesi ho la sensazione che siano del tutto errate (almeno per il mio peso, 70Kg): indicano dei valori che corrispondono alla quasi totale apertura di tutti i registri.
Per cui sono ripartito da zero ed ho trovato la quadra da me. Appena ho un attimo di tempo vado a contare i “click” dei singoli parametri e li posto nel thread della Nomad.
Finora non ho aggiunto spacers (ma ho la sensazione che ce ne sia già qualcuno dentro) per aumentare la progressività, perchè non ne ho sentito la necessità.

paolis
paolis

ok, grazie mille

Paolino636
Paolino636

sul nomad và alla grande. Secondo me è il migliore ammortizzatore ad aria adesso sul mercato pensa che l’ho montato anche sull’ultima arrivata in famiglia la santacruz 5010 e non sento per ora il problema del blocco le rare volte che faccio asfalto chiudo tutto il registro e via

rimirkus1975
rimirkus1975

Stavo giusto cercando una soluzione alternativa al CaneCreek DB Air CS montato su una Spesy Enduro , questo mi pare paragonabile ma purtroppo non ha “ancora” il bloccaggio ! (e se lo faranno spero sia qualcosa di più incisivo del CS di CaneCreek con il quale se hai il mezzo che bobba a CS chiuso continua a bobbare!). Qualche paragone con l’Ohlins STX 22 Air?

botacco
botacco

Come va rispetto al cane creek DB air?

demach
demach

Quando parlate di abbassare le pressioni in gioco a cosa vi riferite?
Il vaso d’espansione ha sempre un pistone per compensare e la sua pressione non è più modificabile?

valeduke
valeduke

Grazie saam Cooper

Kinxif
Kinxif

fatico a credere che sia più sensibile del vivid air, ma se lo garantite…..

ssmartyss
ssmartyss

il vivid air è molto sensibile ai piccoli urti,gran sostegno su tutta la corsa e discreta progressività…ma questo credo sia su un altro livello. come tradizione fox idraulica sopraffina e qualità costruttiva.

Kinxif
Kinxif

sì sì, dico solo che è uno di quei casi in cui dovrò provare per credere.

sundayreds
sundayreds

Scusate per montarlo su un Nomad che misura serve?

matriali
matriali

La tabella della pressioni consigliate è sbagliata (o comunque non corrisponde a quella sul sito Fox)