[Test] Last Fast Forward V2

[Test] Last Fast Forward V2

05/12/2016
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05/12/2016

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Last Bikes è un marchio tedesco, e Forward è il nome del loro telaio front in acciaio. Non un “semplice” telaio, ma uno dalle geometrie piuttosto estreme, con un angolo sterzo di ben 64°! Questa caratteristica è stato anche il motivo per cui abbiamo deciso di provarla per bene in uno dei nostri test.

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Analisi statica

Last ci ha mandato il telaio, il resto è stato scelto da noi, in gran parte fra i componenti che avevamo a disposizione, a parte il reggisella telescopico Yep Uptimizer 2.0 e le ruote Hope Tech Enduro 29er, che ci sono stati spediti entrambi proprio per questo test. Da notare la forcella Fox Talas 2014, con escursione variabile 140-100mm e cartuccia FIT4, scelta per rendere la bici più pedalabile sul ripido tecnico.

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Anche la guarnitura è di casa Hope, i dettagli si trovano qui. Trasmissione SRAM XX1, freni Shimano XT modello 2014, manubrio e attacco Spank 777. Come è facile vedere, abbiamo preferito un montaggio robusto rispetto ad uno che stesse a guardare il peso. Le ruote da sole pesano 2.070 grammi (1090 +980gr., segue test dedicato), ma la cosa non ci ha impensierito più di tanto, anzi: meglio avere qualche grammo in più sulle ruote di una front aggressiva come questa, dove colpi di una certa entità arrivano senza filtri al posteriore.

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Molto curati i dettagli, dalle saldature all’hardware per fissare i cavi al telaio. Solo il reggisella telescopico ha un breve passaggio interno nel tubo sella, il resto è tutto esterno, a vantaggio della praticità di montaggio e manutenzione.

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Torniamo all’angolo sterzo super aperto. Innanzitutto va detto che non si sceglie un particolare del genere senza adattare la geometria della bici, nel suo complesso. Ed ecco che troviamo dei foderi posteriori estremamente corti, resi ancora più corti dalla nostra scelta di avvicinare la ruota il più possibile al tubo piantone, grazie ai forcellini posteriori regolabili. Scelta resa possibile solo quando si gira su terreno secco ed asciutto, che non presenta problemi per lo spazio fra gomma e telaio.

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Il cambiamento delle geometrie, in costante “apertura” negli ultimi anni, è quello che rende possibile aprire l’angolo sterzo. Senza questo accorgimento, la bici sarebbe veramente un TIR. Un ruolo fondamentale lo gioca la Forward geometry, introdotta da Mondraker anni fa e accolta da parecchi marchi. Un reach più lungo, abbinato ad un manubrio largo (780mm quello sulla Fast Forward) e ad uno stem corto, “pianta” la bici giù per bene, mentre il manubrio costringe il rider a portare le spalle più in avanti, a causa dell’apertura delle braccia.

Sul “piantare giù la bici” si intende il fatto che il reach più lungo compensa il carro posteriore più corto, ed evita che la ruota anteriore si stacchi dal suolo troppo velocemente sul ripido. Lo stem corto è la condizione necessaria per mantenere una certa agilità ed immediatezza di sterzo.

Geometria

La taglia in test è una M, il tester è alto 179cm e si trova in mezzo fra la M e la L.

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Sul campo

La prova si concentra sul telaio e sulle sue geometrie, seguirà un test a parte le le ruote Hope.

64° dicevamo. La prima sensazione è quella di uno sterzo molto nervoso se non si carica l’anteriore. Pedalando senza mani si nota subito quando la ruota davanti sia “difficile” da tenere dritta. Una prova che può sembrare banale, ma che invece la dice lunga sul carattere di una bici del genere. Sul campo, la controprova, in particolare in salita: le curve strette e tecniche richiedono un grande impegno da parte del rider, o un “aiutino” come quello di una forcella ad escursione variabile. Non è un caso se sulla FF potete vedere una Fox Talas 140-110mm. E non è neanche un caso se Trek ha scelto una Pike Dual Position sulla nuova Slash 29.

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Bisogna prenderci la mano, da qui non si scappa: durante le prime uscite ho fatto molta fatica a dare la giusta direzionalità alla bici in salita. Poi, piano piano, ho iniziato a mettere sempre più energia nel torso e nelle braccia, diminuendo la loro passività (relativa, si intende). La cosa è divertente, e anche molto allenante. L’angolo sella piuttosto verticale aiuta, considerate che non c’è sag e che dunque non varia a seconda della distribuzione dei pesi.

Puntando la bici verso la discesa, le cose non cambiano molto: è sempre necessario caricare l’anteriore costantemente per non andare dritti. La ricompensa la si ha in termini di stabilità sul veloce e facilità nel tenere le linee, anche sui pezzi scassati (e stiamo parlando di una front). Non fatevi ingannare dai numeri: girare la bici è facile, anche sullo stretto, grazie al carro molto corto. Un sentiero come “The Guardian”, che era una prova della EWS  di Punta Ala nel 2013, sembra fatto apposta con i continui cambi di direzione nella parte alta e i salti in velocità in quella bassa.

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Sul lento ripido, dove uno si aspetterebbe le maggiori difficoltà, è invece dove ne ho trovate di meno (esempio: parte alta sfondata dalle moto del “Tre Dita”). Proprio perché il peso è già tutto sull’anteriore, dare direzionalità alla bici è facile, e i 1-2 cm di interasse in più difficilmente daranno fastidio, anche sui nose press. Quello che viene a mancare ad una bici del genere è la facilità di “pomparla” in aria, in primis di alzare l’anteriore. In questo caso la forward geometry unita ad uno sterzo molto aperto, come detto prima, “piantano” la bici per terra e ci vuole molta forza e manico per alzarla.

La Fast Forward è dunque una trail bike un po’ anomala, ma che si lascia pedalare, con la dovuta tranquillità, anche su giri lunghi, soprattutto grazie alle ruote da 29 e alla loro trazione. Il peso si sente e, considerando che si tratta di una front, è elevato, proprio a partire dal telaio in acciaio. Bisogna però considerare il fattore prezzo, e allora qui il discorso cambia: per 599 Euro si acquista una base per costruirsi un mezzo personalizzato e dalle caratteristiche uniche e moderne.

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Un paragrafo a parte merita la verniciatura. La FF V2 viene venduta in 5 colori, di cui 4 trasparenti, fra cui il verde in test. Come potete vedere dalle foto, abbiamo avuto un problema di ossidazione. Abbiamo chiamato i ragazzi di Last Bikes, e ci hanno detto che qualche bici nel lotto delle “trasparenti” (verde, rosso, blu e raw) è stata soggetta alla ruggine. Per essere sicuri di non avere problemi, bisogna comprarla nera, l’unico colore coprente in gamma. Le grafiche sono semplici adesivi.

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Conclusioni

Tirando le somme, uno sterzo così aperto non preclude il divertimento. È un altro modo di guidare, più fisico, ma che non deluderà i rider smaliziati e pronti a provare qualcosa di nuovo. Il concetto della Fast Forward ha un senso ben preciso, cioè quello di avere una bici divertente, ad un costo molto basso, e pedalabile senza grossi problemi. La verniciatura trasparente, al momento, non è consigliabile. Chi vuole andare sul sicuro, prenda il nero.

Peso rilevato: 13,260 KG con i pedali che vedete in foto.
Prezzo
: 599 Euro, acquistabile online qui.

Last Bikes

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