[Test] Sella Ergon SMD2

[Test] Sella Ergon SMD2

05/04/2018
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05/04/2018

Autore:  Francesco Mazza

Durante il press camp della Canyon Spectral a Madeira ho trascorso molto tempo in bici insieme allo scozzese Joe Barnes, atleta di Enduro World Series del Canyon Factory Racing. Sulla sua Spectral ho notato che utilizza una sella Ergon SMD2, prodotto che il marchio teutonico ha progettato in modo specifico per il Downhill. Gli ho quindi domandato come mai avesse scelto quel modello in particolare invece di uno dei prodotti pensati per l’Enduro che Ergon propone all’interno della sua gamma. Joe mi ha spiegato che, al di là ovviamente dei gusti e delle caratteristiche anatomiche personali coinvolte nella scelta di una sella, trova beneficio dalle performance studiate appositamente per la discesa mentre la ritiene molto comoda anche in salita… e sappiamo quanto ormai le salite in EWS siano impegnative in termini sia di chilometri che di dislivello. Ho voluto mettere alla prova personalmente questa sua scelta, testando una Ergon SMD2 in versione Comp sulla Intense Recluse.

Iniziamo parlando della forma e delle dimensioni, decisamente particolari rispetto agli standard. La SMD2 è compatta sia in lunghezza (256mm) che in larghezza (125mm). A differenza della maggior parte delle selle Ergon per le quali si può scegliere tra due o tre taglie, la SMD2 è proposta in taglia unica, quindi si rivela adatta a una distanza tra le ossa ischiatiche piuttosto contenuta, se utilizzata anche per pedalare e non esclusivamente in DH. Dettaglio che fortunatamente incontra le mie caratteristiche anatomiche. Le dimensioni compatte, ragionando nel contesto esclusivamente discesistico, riducono l’ingombro della sella durante la guida. La forma sui lati, con transizione lineare e smussata tra il naso e la seduta, facilita lo spostamento del corpo durante la discesa, senza interferenze e permettendo invece di utilizzare efficacemente tutta la lunghezza della sella in appoggio all’interno delle cosce. Il naso stesso, particolarmente largo, garantisce un ampio appoggio su tutta la sella, comodo in caso di urti indesiderati in discesa e vantaggioso anche in salita, quando ci si sposta in punta di sella per i tratti più ripidi e tecnici.

La parte destinata alla seduta è ampia e seppure la larghezza complessiva sia ridotta rispetto a una sella tradizionale, si riesce effettivamente a sfruttare tutta la larghezza a disposizione. La superficie è leggermente convessa e trovare la posizione più comoda risulta sempre un gesto immediato e intuitivo. L’imbottitura 360° Edge Padding ricopre la sella su ogni bordo per proteggere il rider e per offrire comfort durante la guida. Il rivestimento della sella è in microfibra molto robusta, scelta proprio per resistere ai maltrattamenti delle discipline gravity. Sul naso e sui bordi della sella la microfibra è particolarmente liscia per assicurare la massima scorrevolezza e azzerare ogni attrito durante la guida o mentre si pedala. Sulla versione base la seduta adotta la stessa microfibra utilizzata sul resto della sella mentre sulle versioni Pro Titanium e Comp la microfibra utilizzata per la seduta è dotata di rilievi antiscivolo che offrono grip in ogni condizione, anche con pioggia e fango.

Lo scafo è realizzato in composito di fibra di carbonio per le versioni Pro Titanium e Comp mentre nella versione base il materiale utilizzato è un composito a base di Nylon. La flessibilità dello scafo garantisce l’assorbimento di eventuali impatti del sedere in discesa e offre un certo comfort aggiuntivo in salita, considerando l’imbottitura piuttosto rigida. La parte centrale dello scafo nell’area posteriore della sella, dove troviamo la E di Ergon per intenderci, è concepita in modo da interferire al minimo con il copertone durante i fondocorsa della sospensione, dato il suo utilizzo su bici con lunga escursione e altezza sella molto bassa.

Il carrello è realizzato per essere solido e robusto, sia come materiali che come supporti all’interno dello scafo. Per la versione base e per la versione Comp sono utilizzati tubi in lega di acciaio al cromo molibdeno mentre per la versione Pro Titanium, come si evince dal nome, il carrello ha tondini pieni in lega di titanio.

Per quanto la sella SMD2 sia disponibile solo in colorazione nera, chi volesse mettere un po’ di colore sulla propria bici può almeno contare su diverse opzioni per il carrello. Nella versione base ha una semplice finitura in acciaio, nella versione Pro Titanium la finitura è color titanio, mentre nella versione Comp si può scegliere tra la colorazione Red, Blue oppure Stealth, come quella in test.

In azione

La SMD2 non è progettata per un utilizzo parallelo al suolo ma per essere montata con un’inclinazione di -10° verso il posteriore. Per completezza va sottolineato che Ergon dichiara che non è studiata per un utilizzo prolungato da seduti. Eppure durante tutti i mesi di durata del test, la seduta con la sella parallela al terreno si è sempre rivelata confortevole anche dopo diverse ore in sella. Nessun sintomo di pressione sui tessuti molli della zona perianale come indolenzimento o formicolio né alcun fastidio alle ossa ischiatiche. Si tratta comunque di una sella piuttosto rigida quindi è adatta a chi predilige questa caratteristica. La posizione più comoda si trova intuitivamente e con familiarità immediata, sia nelle lunghe salite scorrevoli dove si mantiene a lungo la medesima posizione, sia nelle salite tecniche dove ci si sposta spesso per compensare i movimenti della bici nello sconnesso e sul ripido. Queste sono ovviamente osservazioni piuttosto personali dato che la sella è chiaramente il punto di contatto con la bicicletta la cui compatibilità anatomica risulta più individuale di qualsiasi altro componente.

Le ottime performance di guida sono invece più trasversali e fruibili da tutti. Il minimo ingombro e la forma affusolata dei fianchi rendono facile ogni spostamento sentendo sempre la sella nel punto giusto senza interferire con la guida ma offrendo il giusto appoggio all’interno coscia, sia in discesa che nelle salite tecniche. Il naso piatto e largo crea un vero e proprio prolungamento della seduta che consente di sfruttare la sella in tutta la sua lunghezza. Il materiale di rivestimento è robusto e duraturo oltre che molto confortevole: a distanza di mesi di utilizzo intenso, la sella non ha un graffio o un segno di usura, se non una lieve piega sul fianco, visibile nella foto di seguito.

Conclusioni

Fidandomi dell’esperienza di un atleta del calibro di Joe Barnes ho scoperto una sella eccellente per la discesa e al contempo performante in salita, nonostante non sia nata per questo. Qualitativamente ottima e realizzata con cura e con un’estetica moderna e accattivante. Continuerò a utilizzarla volentieri anche dopo aver concluso il test.

Pesi

SMD2: 220g dichiarati
SMD2 Comp: 215g dichiarati – 208g verificati
SMD2 Pro Titanium: 205g dichiarati

Prezzi

SMD2: 59,95€
SMD2 Comp: 89,95€
SMD2 Pro Titanium: 149,95€
Prezzi online: Amazon, CRC.

Ergon

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p84
p84

Sinceramente mi lascia perplesso quello scalino sopraelevato proprio in zona prostata..

albatros_la
albatros_la

Sono d’accordo. È l’antitesi delle forme comunemente utilizzate per alleviare la pressione perineale (vedi SMP e simili). Nessun intaglio o canale di sfogo, punta sopraelevata rispetto alla seduta e il consiglio di montarla con la punta inclinata verso l’alto. Sembra una Speed Needle alla rovescia!
Il problema è che la comodità non è sempre “salutare”. Meglio sentire una maggiore pressione sulle tuberosità ischiatiche che una pressione più bassa e ben distribuita su tutti i tessuti molli…
Quando pure il produttore ne consiglia l’uso specifico per la discesa è un azzardo promuovere una sella del genere anche per pedalate relativamente lunghe.

jimmy27
jimmy27

A che serve una sella per la discesa?

albatros_la
albatros_la

Non sono un discesista, e anzi direi di essere proprio una schiappa in discesa, ma ho la sensazione che col solo tubo vedremmo meno sorrisi in fondo alle discese 😉

Pietro.68
Pietro.68

e tanti saluti alle varie teorie biomeccaniche sulle selle…

D-Lock
albatros_la

Non sono un discesista, e anzi direi di essere proprio una schiappa in discesa, ma ho la sensazione che col solo tubo vedremmo meno sorrisi in fondo alle discese 😉

Ti faresti molto male, ne ho avuto la prova giusto oggi. Droppino su rocce , la ruota posteriore prendere una parte bagnata delle rocce e la bici slitta in avanti, atterra brusca e di rimbalzo io do una culata sulla sella. Fortuna che c'era!

elia belleri
elia belleri

Per capire meglio, il tester che misura ha di ossa ischiatiche??