[First Look] Intense Recluse

[First Look] Intense Recluse

15/05/2017
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15/05/2017

Autore: Francesco Mazza

Vi abbiamo presentato il telaio della Intense Recluse in tutti i suoi dettagli il mese scorso, anticipando che sarebbe stato montato per una serie di test a lungo termine, sia del telaio che delle varie parti. Dopo qualche ritardo nella fornitura di alcuni dei componenti, ecco finalmente la bici completa e pronta a solcare i trail. Andiamo a scoprirne l’allestimento nel dettaglio che, vi anticipo, è decisamente aggressivo per un telaio da 140mm di escursione, tuttavia piuttosto in linea con lo spirito discesistico della Recluse.

La forcella è una Formula Selva, con 160mm di escursione e battuta del mozzo Boost 110×15. La Recluse di serie prevede una forcella da 150mm, ma la scelta di montarla con 160mm è condivisa da alcuni pro rider di Intense. Formula ci ha fornito tutti i 4 kit CTS di ricambio che vi abbiamo presentato recentemente, oltre ovviamente a quello blu di serie, quindi nel corso del test avremo modo di provare in autonomia le diverse configurazioni dell’idraulica della Selva. Il peso della forcella “out of the box”, quindi con perno inserito, cannotto non tagliato e senza ragnetto, è di 2.070 grammi.

In anteprima mondiale abbiamo ricevuto un set di ruote fornite da Diamonz, il brand di componenti in carbonio 100% made in Italy che abbiamo presentato poche settimane fa. I cerchi Diamonz Carbon Enduro 27.5 sono montati su mozzi Hope Pro 4, entrambi Boost, con 32 raggi a doppio spessore su ciascuna ruota. I cerchi sono arrivati già provvisti di nastro sigillante e di valvole Tubeless. La ruota anteriore ha un peso di 963 grammi mentre la posteriore arriva a 1.059 grammi.

Made in Italy anche il set di freni, anch’essi provenienti da Formula. Si tratta dei Cura, l’ultimo nato degli impianti del brand pratese, presentato circa 1 anno fa, che ha rivoluzionato la gamma Formula con l’adozione del fluido minerale e con diverse particolarità che lo pongono certamente tra i prodotti più interessanti attualmente sul mercato.

Una di queste è certamente il sistema Speed Lock, che ci ha permesso di montare il freno posteriore facendo passare la tubazione all’interno del telaio senza necessità di tagli o di spurghi. Si spinge indietro una ghiera di sicurezza dall’innesto sulla pinza e si estrae il tubo che si richiude automaticamente grazie a una mini sfera, quindi una volta inserito all’interno del telaio, lo si spinge nuovamente in sede nella pinza e il gioco è fatto. L’impianto anteriore, compreso di pastiglie, pesa 244g mentre il posteriore arriva a 258g. I dischi, da 180mm di diametro per entrambe le ruote, pesano 129g ciascuno. Viteria e hardware vario sommano altri 100g circa.

La trasmissione ci è stata messa a disposizione da SRAM. Si tratta di un gruppo a 12 velocità X01 Eagle, con cassetta 10-50. La guarnitura è una Truvativ Descendant Carbon con pedivelle da 175mm di lunghezza e corona Direct Mount Eagle da 32 denti.

Il telescopico è un prodotto interessante realizzato da E*Thirteen. Tra i molti telescopici attualmente sul mercato, il TRS+ si distingue per alcune caratteristiche: è a funzionamento interamente meccanico, è dotato di 4 posizioni fisse dell’escursione (0, 75, 125, 150mm), ha un prezzo accessibile. Il comando remoto emula sia la posizione che il funzionamento di un trigger del deragliatore e si può montare con il suo collarino oppure sfruttando il collarino Matchmaker dei freni, come nel nostro caso. Il peso complessivo del reggisella compreso di comando, cavo e guaina (non tagliati), è di 716 grammi. La sella è una Tioga Spyder Outland, già protagonista di un precedente test.

I tappi delle manopole sono qualcosa di diverso dal solito. Non si tratta in realtà di due tappi ma di due attrezzi chiamati Sahmurai S.W.O.R.D. con i quali riparare i copertoni Tubeless da eventuali forature. Da un lato si trova il puntale a forma di ago che serve per infilare i “vermi” di riparazione, mentre dal lato opposto si trova la punta a lima, che allarga i fori più piccoli per permettere all’ago di passare.

La collocazione all’interno del manubrio, facenti le veci dei tappi, è davvero geniale. Ruotando la parte esterna del tappo in senso orario, si aziona l’expander per bloccare lo S.W.O.R.D. in sede all’interno del manubrio, mentre ruotandola in senso antiorario, si sblocca per estrarlo. I 2 O-ring presenti su ciascun expander assicurano una presa salda. Il peso complessivo è di soli 22 grammi, 10 per il tappo con l’ago e 12 per quello con la lima.

L’accoppiata dei copertoni è affidata alla gamma Enduro di Michelin. La ruota anteriore monta un aggressivo Wild Rock’r 2 in mescola Magi-X. La larghezza di 2.35″ è piuttosto contenuta rispetto alle moderne tendenze e si sposa bene con la larghezza interna di 28mm del cerchio, che rendono il profilo ben tondeggiante senza tuttavia esasperarne la larghezza. Il peso non è trascurabile: ben 1068 grammi.

Per la ruota posteriore invece la scelta è ricaduta su di un modello dal disegno più scorrevole, dedicato specificatamente al posteriore: un Wild Race’r, sempre da 2.35″, in mescola Gum-X. Il suo peso è di 959 grammi. Entrambi i copertoni sono ovviamente montati Tubeless.

La combo di manubrio e attacco manubrio vede protagonisti due prodotti già testati, realizzati da Gamut. Il manubrio è un Cillos TR mentre l’attacco un Cillos 40, che lascia scoperta la finitura nera del cannotto della forcella Selva.

Il peso complessivo della Intense Recluse così montata è di 13,4kg. Un peso considerevole per una bici che parte da un telaio in carbonio con 140mm di escursione. Buona parte dell’aggravio è imputabile al peso non trascurabile dei copertoni e alle ruote che vantano una maggiore robustezza ma a fronte di un peso decisamente superiore alla media.

Se c’è qualcosa di particolare che vi interessa sapere sul funzionamento della Recluse o dei componenti con i quali è montata, domandatelo nei commenti, così da poterci prestare attenzione durante il test e fornirvi una risposta esaustiva nell’articolo che pubblicheremo con i risultati del test di durata.

Un ringraziamento speciale a Giovanni di Oddone Bici di Finale Ligure, che mi ha ospitato nella sua officina per montare la Recluse dandomi come sempre la massima disponibilità e cortesia.

Intense Cycles