[First Look] Intense Recluse

[First Look] Intense Recluse


Vi abbiamo presentato il telaio della Intense Recluse in tutti i suoi dettagli il mese scorso, anticipando che sarebbe stato montato per una serie di test a lungo termine, sia del telaio che delle varie parti. Dopo qualche ritardo nella fornitura di alcuni dei componenti, ecco finalmente la bici completa e pronta a solcare i trail. Andiamo a scoprirne l’allestimento nel dettaglio che, vi anticipo, è decisamente aggressivo per un telaio da 140mm di escursione, tuttavia piuttosto in linea con lo spirito discesistico della Recluse.

La forcella è una Formula Selva, con 160mm di escursione e battuta del mozzo Boost 110×15. La Recluse di serie prevede una forcella da 150mm, ma la scelta di montarla con 160mm è condivisa da alcuni pro rider di Intense. Formula ci ha fornito tutti i 4 kit CTS di ricambio che vi abbiamo presentato recentemente, oltre ovviamente a quello blu di serie, quindi nel corso del test avremo modo di provare in autonomia le diverse configurazioni dell’idraulica della Selva. Il peso della forcella “out of the box”, quindi con perno inserito, cannotto non tagliato e senza ragnetto, è di 2.070 grammi.

In anteprima mondiale abbiamo ricevuto un set di ruote fornite da Diamonz, il brand di componenti in carbonio 100% made in Italy che abbiamo presentato poche settimane fa. I cerchi Diamonz Carbon Enduro 27.5 sono montati su mozzi Hope Pro 4, entrambi Boost, con 32 raggi a doppio spessore su ciascuna ruota. I cerchi sono arrivati già provvisti di nastro sigillante e di valvole Tubeless. La ruota anteriore ha un peso di 963 grammi mentre la posteriore arriva a 1.059 grammi.

Made in Italy anche il set di freni, anch’essi provenienti da Formula. Si tratta dei Cura, l’ultimo nato degli impianti del brand pratese, presentato circa 1 anno fa, che ha rivoluzionato la gamma Formula con l’adozione del fluido minerale e con diverse particolarità che lo pongono certamente tra i prodotti più interessanti attualmente sul mercato.

Una di queste è certamente il sistema Speed Lock, che ci ha permesso di montare il freno posteriore facendo passare la tubazione all’interno del telaio senza necessità di tagli o di spurghi. Si spinge indietro una ghiera di sicurezza dall’innesto sulla pinza e si estrae il tubo che si richiude automaticamente grazie a una mini sfera, quindi una volta inserito all’interno del telaio, lo si spinge nuovamente in sede nella pinza e il gioco è fatto. L’impianto anteriore, compreso di pastiglie, pesa 244g mentre il posteriore arriva a 258g. I dischi, da 180mm di diametro per entrambe le ruote, pesano 129g ciascuno. Viteria e hardware vario sommano altri 100g circa.

La trasmissione ci è stata messa a disposizione da SRAM. Si tratta di un gruppo a 12 velocità X01 Eagle, con cassetta 10-50. La guarnitura è una Truvativ Descendant Carbon con pedivelle da 175mm di lunghezza e corona Direct Mount Eagle da 32 denti.

Il telescopico è un prodotto interessante realizzato da E*Thirteen. Tra i molti telescopici attualmente sul mercato, il TRS+ si distingue per alcune caratteristiche: è a funzionamento interamente meccanico, è dotato di 4 posizioni fisse dell’escursione (0, 75, 125, 150mm), ha un prezzo accessibile. Il comando remoto emula sia la posizione che il funzionamento di un trigger del deragliatore e si può montare con il suo collarino oppure sfruttando il collarino Matchmaker dei freni, come nel nostro caso. Il peso complessivo del reggisella compreso di comando, cavo e guaina (non tagliati), è di 716 grammi. La sella è una Tioga Spyder Outland, già protagonista di un precedente test.

I tappi delle manopole sono qualcosa di diverso dal solito. Non si tratta in realtà di due tappi ma di due attrezzi chiamati Sahmurai S.W.O.R.D. con i quali riparare i copertoni Tubeless da eventuali forature. Da un lato si trova il puntale a forma di ago che serve per infilare i “vermi” di riparazione, mentre dal lato opposto si trova la punta a lima, che allarga i fori più piccoli per permettere all’ago di passare.

La collocazione all’interno del manubrio, facenti le veci dei tappi, è davvero geniale. Ruotando la parte esterna del tappo in senso orario, si aziona l’expander per bloccare lo S.W.O.R.D. in sede all’interno del manubrio, mentre ruotandola in senso antiorario, si sblocca per estrarlo. I 2 O-ring presenti su ciascun expander assicurano una presa salda. Il peso complessivo è di soli 22 grammi, 10 per il tappo con l’ago e 12 per quello con la lima.

L’accoppiata dei copertoni è affidata alla gamma Enduro di Michelin. La ruota anteriore monta un aggressivo Wild Rock’r 2 in mescola Magi-X. La larghezza di 2.35″ è piuttosto contenuta rispetto alle moderne tendenze e si sposa bene con la larghezza interna di 28mm del cerchio, che rendono il profilo ben tondeggiante senza tuttavia esasperarne la larghezza. Il peso non è trascurabile: ben 1068 grammi.

Per la ruota posteriore invece la scelta è ricaduta su di un modello dal disegno più scorrevole, dedicato specificatamente al posteriore: un Wild Race’r, sempre da 2.35″, in mescola Gum-X. Il suo peso è di 959 grammi. Entrambi i copertoni sono ovviamente montati Tubeless.

La combo di manubrio e attacco manubrio vede protagonisti due prodotti già testati, realizzati da Gamut. Il manubrio è un Cillos TR mentre l’attacco un Cillos 40, che lascia scoperta la finitura nera del cannotto della forcella Selva.

Il peso complessivo della Intense Recluse così montata è di 13,4kg. Un peso considerevole per una bici che parte da un telaio in carbonio con 140mm di escursione. Buona parte dell’aggravio è imputabile al peso non trascurabile dei copertoni e alle ruote che vantano una maggiore robustezza ma a fronte di un peso decisamente superiore alla media.

Se c’è qualcosa di particolare che vi interessa sapere sul funzionamento della Recluse o dei componenti con i quali è montata, domandatelo nei commenti, così da poterci prestare attenzione durante il test e fornirvi una risposta esaustiva nell’articolo che pubblicheremo con i risultati del test di durata.

Un ringraziamento speciale a Giovanni di Oddone Bici di Finale Ligure, che mi ha ospitato nella sua officina per montare la Recluse dandomi come sempre la massima disponibilità e cortesia.

Intense Cycles

 

    1. Anche a me sembrano tanto pesanti. Ho dei cerchioni Syntace in alluminio che quello davanti pesa ca. 950 grammi e quello dietro sui 1000. Hanno un canale da 28,5 mm, sono larghi all’esterno 35 mm e sono anche adatti all’enduro. E poi, davanti puoi anche montare un perno passante da 20 mm e sono da 29. Sarà per il mozzo “Boost”?

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    2. Tutte le ruote in carbonio attualmente sul mercato, anche quelle più leggere delle Diamonz in test, hanno una concorrenza di ruote in alluminio nettamente più leggere, che arrivano a pesare anche mezzo kg in meno. Questo ovviamente parlando di ruote in carbonio di qualità e non di prodotti OEM di cartavelina o di “no brand” cinesi.
      In ogni caso, il peso non è l’unico aspetto importante per un paio di ruote, e lo dico comunque sottolineando che personalmente ritengo che sia uno dei più importanti, dato che il comportamento della bici cambia in modo sensibile in base al peso delle ruote. Tuttavia ci sono altri aspetti importanti che vanno valutati e che possono soddisfare alcuni e lasciare insoddisfatti altri. Infatti le ruote in carbonio non andranno mai a sostituire quelle in alluminio, non solo per il prezzo ma perchè si tratta di due interpretazioni differenti in termini di resa e di prestazioni.
      Il nostro lavoro come giornalisti e come tester è proprio quello di capire il comportamento dei prodotti, spiegarne le caratteristiche e indicare a che tipo di biker si possono rivolgere. Farò così anche con le Diamonz, una volta testate a dovere.

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      1. Mi chiedo nelle discipline pedalate (che per me includono anche e soprattutto il trail riding) quanto sia importante per ciò che concerne le ruote il fatto di “essere in carbonio” rispetto al peso delle masse rotanti, secondo me è il parametro più importante, soprattutto se i dislivelle da compiere sono importanti. Molte alluminio sono sotto anche di mezzo chilo rispetto a certe carbonio… (già detto anche da Francesco).

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    3. Le ruote non sono leggere ma considera che:
      – I mozzi Hope pesano quasi 500 gr, belli pesanti (fin troppo e su questo concordo) ma non essendo massa disposta perifericamente rispetto al centro di rotazione la loro inerzia non fa molto testo.
      – 32 raggi a ruota
      – Il cerchio pur essendo carbonio pesa 460 gr se è il modello da enduro o 475 gr se è quello da DH. Un cerchio in alluminio da 500 gr dubito abbia le stesse caratteristiche.

      A pari peso non puoi nemmeno sognare che un set di ruote in alluminio abbia le stesse prestazioni meccaniche dato che spesso anche i set più costosi e leggeri al fine di raggiungere un peso complessivo di 1700 gr/1800 gr lesinano sulla robustezza di qualche componente (es.: cerchio robusto con 28 fori, raggi ultra sfinati da strada e mozzi leggerissimi o cerchi leggeri a 32 fori, raggi leggeri ecc… insomma chi più ne ha più ne metta).

      Poi sul fatto che anche le ruote in alluminio vadano bene in ogni caso nulla da dire

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    1. Come indicato nell’articolo, la sella è già stata protagonista di un test: https://www.mtb-mag.com/test-sella-tioga-spyder-outland/

      C’è una differenza enorme con le copie cinesi. L’ho usata per parecchi mesi e non ha mai subìto danni, anche dopo cadute rovinose dove invece i danni li ho subìti io… purtroppo! 🙂
      Se la guardi sembra nuova ed è una sella che mi è piaciuta molto, con l’unico difetto di essere piuttosto lunga.

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  1. Bella…e mi pare montata pure tosta.
    3 cose…la scelta della Formula la vedo vincente anche in virtù del fatto che è la + “bassa” delle forche da 160mm
    Il reggisella lo trovo pesantissimo…ma avete recuperato peso usando una sella davvero minimale.
    Per ultimo, sono curioso dei gadget-manutentivi nel manbrio…sarebbe da testare anche quanto “durano” in caso di caduta…spesso mi trovo terra nei tappi o perdo i tappi direttamente, per mia curiosità.

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    1. Ottima osservazione, questi infatti fanno parte della seconda generazione di Sahmurai S.W.O.R.D. che sono stati irrobustiti apposta per quell’inconveniente ed ora sono a prova di caduta 😉

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  2. Pedali Time Atac MX ?
    Mi sarà sfuggito ma è la prima volta che ve li vedo usare…

    Le Michelin (stessi modelli) le ho appena tolte perchè sono pesantissime e non particolarmente pedalabili in salita. (montando 2 Hans Dampf ho risparmiato 450g in un colpo solo!) 🙂

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    1. I pedali sono Mavic, comunque prodotti da Time e identici in tutto e per tutto. Li uso da parecchi anni ormai e sono presenti su praticamente tutte le bici di cui ho pubblicato un test, tranne per DH e XC che uso Shimano. Se noti bene, pur non essendo l’unico paio che ho, si nota che “qualche” km lo hanno fatto. 🙂

      Per le gomme, conosco Michelin e la qualità in discesa che però normalmente non è corrisposta da una qualità in salita per colpa del peso e dell’elevato grip, quindi temo anche io di soffrirne il peso, così come ho scritto in calce all’articolo, soprattutto in abbinamento a ruote con peso superiore alla media. Vedremo durante l’utilizzo.

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  3. ottima presentazione di ogni singolo particolare.
    alla fine vorrei la recensione dettagliata così come la presentazione su tutto! reggisella, sella, sword, freni, ruote, e poi ovviamente la bici al completo!

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  4. Io ho usato per molto tempo la sella in versione cinese. A me piace molto e se non si rompe in una caduta ci fai anche un anno.
    Se posso dire la mia mi piacciono più i comprendenti che la bici.
    Speriamo che sia una bomba come promette.

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    1. la mia prima sella cinese simil tioga è durata 6-7 mesi prima di creparsi, non si era rotta ma l’ho sostituita prima che si rompesse, la seconda per ora è su da 8 mesi e si sta iniziando a crepare nella parte degli attacchi dei binari. C’è pero da dire che ogni sella mi è costata ben 14 euro

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  5. Ciao Franceso
    Volevo chiederti come si comporta il fox x2 con la levetta in posizione firm.
    È quasi un blocco totale o é un irrigidimento leggero tipo propedal?
    Cioè, è pensato per le salite su asfalto o per i sngletrack pedalati?
    Grazie.

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    1. Si tratta di una frenatura idraulica marcata ma non di un blocco. Fornisce stabilità ma lascia la sospensione libera di assorbire gli urti e di garantire trazione. L’ideale per le salite offroad.

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  6. posso chiedere come mai avete optato per un montaggio così “pesante”? da quello che avevo capito presentando il telaio mi sembrava una bici da “am”, il montaggio mi sembra molto votato alle prestazioni in discesa piuttosto che fare una bici, passami il termine, equilibrata.
    è un tentativo di mostrare una ulteriore via di mezzo tra le endurone (ormai molto molto spinte, e imho, in ottica uso ricreativo esagerate) e una bici da am?

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    1. Diciamo che la scelta è stata in parte dettata dai componenti per i quali avevamo già concordato un test. L’idea è comunque quella di una AM molto spinta, che permetta di testare vari componenti destinati sia al Trail che all’Enduro sulla stessa bici. Il telaio Recluse per questo si presta bene, sia a livello di geometrie che di indole.

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    1. Premesso che a me le gomme piacciono con un ETRTO entro i 55/56mm circa, e che un cerchio da 28mm per quanto mi riguarda è già largo per i miei gusti, prova a rileggere quel paragrafo, guarda l’ETRTO delle Michelin da 2.35, e magari con queste premesse ti risulta più chiaro cosa intendessi dire. Sempre e comunque partendo dal presupposto che, fino a prova contraria, ognuno è libero di montare le gomme delle dimensioni che più lo soddisfano, indipendentemente dal mio parere personale.

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  7. Ottima presentazione, belle foto e bella bici!!!
    Molto curioso sulle ruote (del vero made in Italy sembra) e sui freni per un bel test di durata (a proposito, a riguardo i dischi mi sembra che quelli che fanno ora siano più pesanti: quelli da xc erano sui 75 gr da 160 ora lo stesso disco è aumentato a 102 -verificato di persona- potete “indagare”?). Le gomme sono veramente “heavy” ma vediamo come si comportano…

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  8. Sto valutando l’acquisto di una Recluse 2017, con allestimento “base”. Come si comporta in salita ? In discesa mi pare di capire che è un a piccola enduro.
    Io poi sono basso 1.57, penso che la S vada bene per me come taglia. Rispetto ad altre bici, come “calza” ? grazie

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