Un mese fa abbiamo tolto dallo scatolone un telaio Unno Dash nuovo di zecca, oggi vi presentiamo i risultati del nostro test. Si tratta di una delle bici più esclusive sul mercato, prodotta in soli 50 esemplari all’anno. L’intera lavorazione del carbonio avviene a Barcellona, così come il montaggio. La componentistica che vedete qui è solo di prova, e si discosta in parte da quella venduta sul sito Unno.

Dettagli

Materiale telaio: carbonio
Formato ruote: 29”
Geometrie variabili: no
Corsa ant/post: 140/130mm
Mozzo posteriore: 148×12
Mozzo anteriore: 110×15
Interasse ammortizzatore: 200x57mm
Trasmissione: 1×12 (34t / 10-50)
Attacco per deragliatore: no
Attacco portaborraccia: sì
Disponibilità del solo frameset: sì
Colorazioni: nero
Garanzia: 5 anni
Peso rilevato: 12.59 kg senza pedali

La Dash è la trail bike del marchio spagnolo, con ruote da 29 pollici, 130mm di escursione posteriore e 140mm all’anteriore. Una full dalla cinematica sviluppata in casa e ribattezzata “dual suspension link”, cioé un virtual pivot point dotato di un carro massiccio chiuso da entrambi i lati e con dei linkage molto robusti, collegati al telaio tramite dei cuscinetti sigillati oversized.

Non mi dilungo troppo sul montaggio perché, come detto, è di prova e l’ho dovuto cambiare in parte: al posto del Reverb che scendeva di circa 1cm da tutto esteso ho messo uno Yep Uptimizer da 155mm. Le Maxxis con carcassa DH da 1.3kg l’una sono state sostituite da una Minion DHF Exo 2.5″ all’anteriore e una Schwalbe Hans Dampf TL Soft 2.35″, visto che delle gomme da downhill non hanno alcun senso su una bici da trail con cui si pedala in salita. Chi si chiede perché fossero state montate basta che guardi al nome che sta dietro a Unno Bikes: Cesar Rojo, ex campione del mondo di DH. Alla domanda sulla scelta dei pneumatici ci ha candidamente risposto “Era quello che avevo in giro e l’ho messo su“. Si vede anche che Cesar frena poco, perché gli SRAM Guide RSC con dischi da 180/160mm, all’inizio, era quasi come non averli. Dopo averci messo su un paio di pastiglie nuove la musica è cambiata un po’, se non altro.

La Dash così montata pesa 12.59 kg. Non esattamente una piuma, ma qui arriviamo a parlare del telaio e della sua indole. Non dovete farvi trarre in inganno dalla parola “trailbike”, perché Unno con la stessa definizione intende una tipologia di bici che si lascia sì pedalare bene in salita, ma che in discesa ha come unico limite l’escursione. Nella progettazione del telaio non si è lesinato a materiale, infatti ne troviamo in abbondanza ovunque, a cominciare dal tubo sella: per stringere il reggisella è necessaria molta forza, per evitare che questo giri nella sede, proprio per lo spessore del carbonio.

Altro esempio, il foro per fissare il perno anteriore dell’ammortizzatore: per evitare di filettare il telaio, Unno ha scelto di metterci una femmina che in un primo momento mi ha fatto pensare ad un flip chip per cambiare la geometria della bici. Anche il movimento centrale è filettato, la manutenzione ringrazia.

Una cosa che non si vede dalle foto ma che si è rivelata essere fenomenale è la vernice: molto resistente agli impatti e ai graffi, pur se tendente al trasparente.
Il passaggio dei cavi è interno e guidato. I gommini che sigillano i buchi sono facili da estrarre e rimettere in sede. C’è l’attacco per il portaborraccia, ma è necessario montarne uno con presa laterale perché il tubo orizzontale è molto slooping e impedisce la presa della borraccia dall’alto.

Il forcellino posteriore è robusto ed è tenuto in sede dal perno passante. La sua forma squadrata evita che giri su se stesso e ne facilita il montaggio anche quando si è su sentiero.

Il look “all black” personalmente mi piace molto, si addice ad una bici con un telaio così esclusivo e, soprattutto, non stanca mai, cosa che non si può altrettanto dire per i telai verniciati con colori sgargianti. Bella anche la scritta con il numero di telaio e l’anno di produzione.

Geometria

La geometria della Dash è moderna e al tempo stesso aggressiva: angolo sterzo di 65.5°, angolo sella bello verticale di 75.5°, reach di 455mm, foderi posteriori di 430mm. La taglia è unica, una sorta di M/L su cui io, alto 179cm, mi sono trovato bene. Prossimamente sarà disponibile un’ulteriore taglia, più grande. Come potete immaginare, trattandosi di una piccola azienda, ogni stampo incide molto sui costi e si preferisce entrare nel mercato lentamente vedendo anche come questi reagisce prima di fare altri investimenti. A proposito, non è vero che alle spalle di Unno ci sia un grosso gruppo industriale, bensì Cero Design, l’azienda fondata dallo stesso Cesar.

Sul campo

La posizione in sella è bella centrale e bilanciata, mi sono trovato subito a mio agio, mentre il set up delle sospensioni è facile. Fin troppo facile, per quanto riguarda l’ammortizzatore Öhlins STX 22 Air, perché le regolazioni sono del tutto ininfluenti: girando i pomelli del ritorno e della compressione il risultato non cambia, in particolare quello nera con cui l’ammo si dovrebbe chiudere velocemente in compressione (alle alte!) quando si pedala in salita. Una caratteristica che avevo già notato sulla Specialized Enduro, e a cui Öhlins ha messo una pezza con i nuovi prodotti che vi abbiamo presentato qualche settimana fa.

Per fortuna Andreani mi aveva mandato lo stesso ammortizzatore, della lunghezza ed escursione giusta, qualche mese fa, modificato proprio per farsì che le regolazioni si sentissero. Soprattutto quella “on the fly”, nella posizione più dura, ha una netta chiusura che blocca per bene il carro. Non che questo bobbi, ma sulle salite in asfalto mi piace avere le sospensioni belle rigide per poter anche andare in fuorisella e spingere sui pedali. Detto fatto, ho sostituito anche l’STX Air.

Salita

Dicevo che il carro è neutrale in pedalata, infatti sullo sconnesso l’ho sempre lasciato aperto senza notare un negativo dispendio di energia. Copia bene anche le piccole asperità ed è facile rilanciare la bici.
La Dash arrampica bene, ma nel mercato delle trail bike si trova di meglio, come già le quote geometriche fanno intendere. Un angolo sterzo di 65.5°, su 140mm di escursione, ed il peso, la dicono lunga sul carattere della bici, più votata alla discesa che alla salita. I cerchi Enve con canale interno di 35mm permettono di tenere le gomme a pressioni basse (1.4 bar davanti e 1.5 dietro le mie), guadagnando in trazione, e l’angolo sella verticale aiuta a tenere il peso in avanti soprattutto sulle rampe ripide. Infatti l’anteriore non tende ad alzarsi.

Continuo a non capire come Enve possa montare la ruota libera con meno ingaggi della linea DT, lo star ratchet 18 al posto del 54, anche perché il sovrapprezzo è nell’ordine dei centesimi di Euro su uno dei set di ruote più care in assoluto (non è la prima volta che ci capita). Visti i mozzi che si trovano sulle ruote della concorrenza, tipo i Project321  da 142 punti di ingaggio delle nuove Crank Brothers Synthesis, sarebbe anche ora che Enve vi ponesse rimedio. Ormai lo si nota chiaramente, quando la ruota libera ci impiega tanto ad ingaggiare, appunto perché siamo abituati a mozzi sempre più performanti da questo punto di vista. Sembra un dettaglio da poco, ma quando si deve dare il colpo di pedale decisivo per chiudere un passaggio ci si accorge subito della differenza.

Ho fatto diversi giri lunghi e con tanti sentieri in mezzacosta riuscendo a chiudere tutti i passaggi ostici. Tolti tutti gli spacer da sotto il manubrio, un Renthal Fatbar Lite da 780mm di larghezza e stem da 40mm, ho trovato la mia posizione ideale per imprimere forza allo sterzo e girare anche nello stretto in salita. Quella di togliere i distanziali è una cosa che faccio con tutte le 29, per la cronaca. In ogni caso, la Dash si trova a suo agio su lunghi giri alpini, se non si è troppo fissati con il peso. Questo, infatti, non l’ho notato particolarmente, ho invece apprezzato ogni grammo di robustezza in più in discesa.

Discesa

Che ci crediate o no, sono riuscito ad essere più veloce in discesa con la Unno che con bici da 29 con escursione maggiore. Parlo di pochi secondi, quindi possono essere imputabili anche alla forma di giornata, ma quello che ho notato è stata l’estrema precisione con cui potevo scegliere e seguire una linea contorta sui sentieri tecnici, grazie alla rigidità della Dash. Rigidità che delle volte è anche troppa perché, non dimentichiamolo, le Enve M635 (montate di serie) sono molto rigide anche loro, ma che dà una confindenza incredibile. In poche parole: sullo scassato ho aperto i freni e ho lasciato che la bici facesse il resto. Le Enve non hanno battuto ciglio ai diversi fondo corsa delle gomme, così come il telaio non si è fatto scalfire da sassi o legnate varie.

Il feeling della Dash è sportivo, nel senso che la sospensione posteriore dà molto feedback dal terreno: non si tratta di un carro mangiatutto, ma di una cinematica che ti fa sentire esattamente cosa stai facendo. Bisogna dunque lavorare di gambe e braccia ma, come detto sopra, non ci si deve preoccupare di scegliere le linee più pulite perché la bici non si scompone. Viene da sé che è facile pomparla sugli ostacoli e sugli appoggi, oltre che alzarla in aria.

Il carro diventa molto progressivo verso il fondo corsa: per fortuna, dico io, visto cosa si riesce a fare. Non ho mai fatto un bottom out, malgrado usassi circa il 25% di sag. L’indole discesistica di Unno salta fuori anche da queste scelte. Interessanti anche i cuscinetti, degli Enduro Bearings Max dalle dimensioni generose che ben si abbinano alla struttura massiccia di carro e triangolo anteriore.

Sul lento tecnico mi è piaciuta molto per la sua capacità di incassare i colpi mantenendo la linea scelta malgrado la poca escursione. Ho proprio avuto l’impressione di avere fra le mani un mezzo estremamente stabile, in parte penalizzato dall’impianto frenante: ho volutamente lasciato da parte lunghe discese ripide proprio perché sapevo che i Guide, una volta surriscaldati, avrebbero avuto poca potenza frenante malgrado le nuove pastiglie semimetalliche che avevo montato. Il disco da 160mm dietro, poi, non ha alcun senso se i freni sono già deboli di loro.

Si può discutere se sia necessario montare su una trial bike dei cerchi con un canale interno largo 35mm, di serie sulla Dash. Personalmente mi fermerei a 30mm, anche per limare qualche grammo, però devo dire che questi Enve M635 sono veramente robusti e precisi e ti tolgono ogni preoccupazione sugli ostacoli con cui andrai ad impattare, sempre che la gomma non si distrugga.  A proposito di pneumatici, con dei cerchi così larghi è meglio montare delle gomme belle larghe: trovo che 2.5″ sia la misura giusta per evitare che diventino troppo squadrate, ed è anche quella che avevo all’anteriore. Tanta la confidenza che una combinazione del genere dà in discesa, in primis per il grip e l’assorbimento delle asperità dato dal volume generoso.  Il telaio è predisposto proprio per copertoni larghi fino ad un massimo di 2.5″.

Conclusioni

La Unno Dash è una trail bike votata alla discesa, con un telaio molto rigido, preciso e con una verniciatura a prova di bomba. Pur essendo un prodotto artigianale fatto in Europa ha dei prezzi inferiori ad alcune concorrenti che provengono dall’Oriente, considerando anche le ruote in carbonio. Un fattore, questo, che dovrebbe stuzzicare i potenziali acquirenti di una bici così esclusiva.

Prezzi

Dash Factory: 8.650 Euro
Dass Elite: 6.350 Euro
Telaio: 5.000 Euro
Ordinabile online sul sito Unno, dove trovate anche i montaggi.

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BAROLO71
BAROLO71

Apperò!!
mooolto apprezzabile avere le geo con indicati i diversi angoli in base ad altezza sella!
Fighissimo il forcellino integrato , anche perchè cosi facendo puo’ essere molto più robusto, a discapito pero’ del cambio!

Deroma
Deroma

x la mia ignoranza in due parole, quali sono i vantaggi di un telaio fatto in europa rispetto ad uno dell’oriente?
thanks

Luniapuan84
Luniapuan84

A parte la qualità che ovviamente è ben diversa visto che unno produce poche decine d telai all anno mentre le fabbriche cinesi he fanno centinaia alla settimana. Se cerchi c e un video che fa vedere lo stabilimento di Inno e spiega che fanno tutto loro, si sono fatti pure gli stampi al cnc, credo che al loro livello di qualità e “ossessione ” sia arrivata solo hope.qui si sta parlando di mezzi votati alla massima prestazione e dal design unico.Se poi consideri che in Oriente il costo del lavoro e molto basso spesso a discapito dei lavoratori sottopagati e sfruttati, dell ambiente visto che gli standard che deve rispettare un azienda,se ci sono, sono molto meno restrittivi di quelli europei.Considerando tutti questi fattori il prezzo ha un altro significato, anche perché l unico mezzo paragonabile è appunto la hb160 della hope che ha un prezzo simile infatti. Poi se uno vuole comprare una macchina non è che deve prendere per forza una Lamborghini puoi prendere anche un pandino usato e ti sposti ugualmente anche con quello😉

Boncar
Boncar

c’e’ anche Antidote Bike .

Shelbiminox
Shelbiminox

L’unico vantaggio è che all’aperitivo puoi sfoderare discorsi etico-filosofici tipo quelli di Luniapuan84. Nell’atto pratico nessuno. Il fatto che un telaio sia prodotto in un posto o in un altro non dice assolutamente nulla della qualità del telaio. Per assurdo potrebbe capitare che i costi di produzione più alti obblighino il produttore a risparmiare sulla qualità dei materiali. In ogni caso, ammettiamo una volta per tutte che il know how in fatto di carbonio è a taiwan e la smettiamo prenderci in giro?

Boncar
Boncar

Unno non risparmia di certo sui materiali, tanto la vende al prezzo che vuole .

Luniapuan84
Luniapuan84

A parte il fatto che nel mio commento non dico che gli aspetti etici ed ambientali della produzione sono gli unici che determinano il costo elevato, qui si parla di telai sviluppati con l’idea della massima prestazione non del cost effective, cmq la prossima volta risponderò con rutti e scorregge per non urtare la tua sensibilità, quelli che ho elencato sono fatti appurati, ripeto guardati il video della fabbrica di Unno e della Hope poi mi dici a Taiwan dove trovi quella qualità. A Taiwan c’è il grosso della filiera delle bike quindi hanno sicuramente know-how ed economie di scala, e ci sono anche produttori che fanno roba di qualità ma chi va li a produrre lo fa solo per diminuire i costi ed aumentare i profitti, non credere che Unno abbia un margine di guadagno superiore a chi ti vende telai prodotti a Taiwan. Meno male che ci siete voi praticoni pragmatici a spigarci come funziona la vita altrimenti saremmo perduti. Comprati un telaio in carbonio taiwanese e uno della Unno poi ci dici se all’atto pratico non cambia niente. I costi di produzione più alti si riflettono sul prezzo più alto del prodotto finito. Come fai a credere che un telaio in carbonio che compri a 300 dollari su Aliexpress sia uguale ad uno di questi lo sai solo te nella tua assoluta saccenza. PS: i diritti dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente non sono cose “astratte” o discorsi da bar sono ben più importanti di 4 seghe… Continua a leggere »

lollo72
lollo72

Telaio 5.000 Euro ! non lo trovo così concorrenziale ed inferiore ad alcuni “orientali”
Comunque un bel mezzo , certamente “esclusivo”

jake blues
jake blues

Diretur: Stoll vs Unno? chi vince? Pura curiosità eh…non mi comprerò mai nessuna delle due, ma dato che si tratta di marchi più o meno artigianali europei…

Davide_sd
Deroma

x la mia ignoranza in due parole, quali sono i vantaggi di un telaio fatto in europa rispetto ad uno dell'oriente?
thanks

Esclusività, passione!

E adesso in più di due parole: per spendere queste cifre sulla bici, chiaramente i soldi non ti devono mancare. Chiaramente si ottengono prestazioni simili anche spendendo molto meno, tuttavia se hai il portafoglio, magari vuoi distinguerti dalla massa. Quindi cerchi esclusività! Ti guardi in torno e trovi queste produzioni artigianali, in cui realizzano bici con passione (in questo caso si parla di 50 telai all'anno). Ecco il binomio.

Deroma
Davide_sd

Esclusività, passione!

E adesso in più di due parole: per spendere queste cifre sulla bici, chiaramente i soldi non ti devono mancare. Ovviamente si ottengono prestazioni simili anche spendendo molto meno, tuttavia se hai il portafoglio, magari vuoi distinguerti dalla massa. Quindi cerchi esclusività! Ti guardi in torno e trovi queste produzioni artigianali, in cui realizzano bici con passione (in questo caso si parla di 50 telai all'anno). Ecco il binomio.

ok quindi potremmo affermare che sul lato tecnico e qualitativo non ci dovrebbero essere delle differenze sostanziali corretto?

fafnir
Deroma

x la mia ignoranza in due parole, quali sono i vantaggi di un telaio fatto in europa rispetto ad uno dell'oriente?
thanks

Anche senza nemmeno guardare il prodotto in sé:
– maggior rispetto/tutela del lavoratore sia dal punto di vista sanitario che economico
– maggior tutela dell'ambiente nel processo di produzione per via di norme ambientale molto più restrittive
– maggior tutela dell'ambiente nel trasporto, dovendo fare molta meno strada
– si danno meno soldi a semplici maneggiatori/importatori quindi arrivano più soldi al vero produttore quindi teoricamente questo dovrebbe portare ad una qualità maggiore

Lucky86
Lucky86

non capisco il senso di una bici del genere, che forse prenderebbe solo un danaroso che di bici ne capisce veramente poco.
un pezzo esclusivo e che cosa offre? buone prestazioni in discesa, più che altro per le quote geometriche rispetto all’escursione che offre e basta..
secondo me un pezzo esclusivo avrebbe potuto puntare sul peso o su chicche che su un mezzo da 2500-3000 euro non si trovano, più che sulla robustezza. i componenti montati poi sono discutibili e ne avete cambiati parecchi. secondo me una bici da sogno a quel prezzo è molto diversa…

cheyax
cheyax

6350€ per una bici top di gamma in carbonio è un pezzo in linea con le altre trail bike, non è premium

Lucky86
Lucky86

con molte altre marche prendi bici in carbonio, pari montaggio a 4000euro. è premium

cheyax
cheyax

Dipende, una cannondale, specialized e simili di pari montaggio costa circa lo stesso, senza la stessa attenzione ai dettagli

Deroma
fafnir

Anche senza nemmeno guardare il prodotto in sé:
– maggior rispetto/tutela del lavoratore sia dal punto di vista sanitario che economico
– maggior tutela dell'ambiente nel processo di produzione per via di norme ambientale molto più restrittive
– maggior tutela dell'ambiente nel trasporto, dovendo fare molta meno strada
– si danno meno soldi a semplici maneggiatori/importatori quindi arrivano più soldi al vero produttore quindi teoricamente questo dovrebbe portare ad una qualità maggiore

thanks
anche se sul quarto punto non sono proprio convintissimo, c'è da considerare anche l'economia di scala o no?

p84
p84

Si può dire peste e corna delle Enve ma quando si scende sullo scassato serio con queste ruote si può “dormire su sette cuscini”. Affidabilità e precisione imbarazzanti

cowboykite80
fafnir

Anche senza nemmeno guardare il prodotto in sé:
– maggior rispetto/tutela del lavoratore sia dal punto di vista sanitario che economico
– maggior tutela dell'ambiente nel processo di produzione per via di norme ambientale molto più restrittive
– maggior tutela dell'ambiente nel trasporto, dovendo fare molta meno strada
– si danno meno soldi a semplici maneggiatori/importatori quindi arrivano più soldi al vero produttore quindi teoricamente questo dovrebbe portare ad una qualità maggiore

Queste sono tutte cose eteree, impalpabili, chissenefrega di ambiente e lavoratori! Perché devo pagare così tanto un prodotto uguale che fa le stesse di quello fatto in un altro posto???

…disse l'italiota [emoji13]

elymaury

Ottime geometrie forse il tipo di bici più tuttofare come escursione e prestazioni salita/discesa, ma con il peso non ci siamo e della esclusività non mi interessa, per quanto mi riguarda più baiocchi in tasca e bici più leggera.

fafnir
cowboykite80

Queste sono tutte cose eteree, impalpabili, chissenefrega di ambiente e lavoratori! Perché devo pagare così tanto un prodotto uguale che fa le stesse di quello fatto in un altro posto???

…disse l'italiota [emoji13]

Non ho detto che uno è meglio dell'altro o cosa è meglio comprare, ho solo risposto alla sua domanda riguardo le differenze!

fitzcarraldo358

quanto pesa una trailbike comparabile a questa che si possa considerare leggera? pesi reali intendo con gomme tipo queste…

cowboykite80
fafnir

Non ho detto che uno è meglio dell'altro o cosa è meglio comprare, ho solo risposto alla sua domanda riguardo le differenze!

E hai risposto benissimo! Sono cose alle quali non pensa nessuno [emoji106]

Il mio era pessimo sarcasmo, sorry [emoji27]
Scusate l'OT

cowboykite80
fafnir

Non ho detto che uno è meglio dell'altro o cosa è meglio comprare, ho solo risposto alla sua domanda riguardo le differenze!

E hai risposto benissimo! Sono cose alle quali non pensa nessuno [emoji106]

Il mio era pessimo sarcasmo, sorry [emoji27]
Scusate l'OT

caval
caval

ma perchè i guide appena usciti sembravano dei freni da paura( https://www.mtb-mag.com/test-freni-sram-guide/ ) ed ora ad ogni recensione vengono insultati???

Marco Torrani
Marco Torrani

http://linkagedesign.blogspot.com/2018/06/unno-bikes-dash-29-2019.html

Interessante vedere la curva delle forze del carro progressiva-regressiva (2.8-2.1-2.3).

Peccato che dell’Öhlins STX 22 si sappia veramente poco,

ma presumo che la curva del carro sia stata cucita intorno alle caratteristiche dell’ammortizzatore?

Sarà molto progressivo nell’ultima parte del travel?

Sarebbe interessante smontarlo e provarlo su un altra bici, magari “progressiva e basta”, qualcuno ha esperienza?

menollix
menollix

A me, leggendo la prova, la cosa che più ha fatto pensare è che un ammortizzatore Ohlins (riferimento nelle sospensioni) abbia le regolazioni che non funzionano… e non si tratta di un caso isolato!!

tylerdurden71
tylerdurden71

Ogni tanto mi chiedo se in questo forum si parli di bici o di economia…

fafnir
menollix

A me, leggendo la prova, la cosa che più ha fatto pensare è che un ammortizzatore Ohlins (riferimento nelle sospensioni) abbia le regolazioni che non funzionano… e non si tratta di un caso isolato!!

Ohlins ne ha fatte parecchio di cagate da quando è entrata nel mondo MTB. Tra l'altro le cagate le ha fatte anche sulle sospensioni da moto.
L'ammortizzatore e soprattutto la forcella del 1098 S erano delle porcherie indicibili, molto meglio le showa della base da parecchi euri in meno.
Gare e prodotti per il pubblico sono due mondi completamente diversi

Niko9
Niko9

Taglia unica

emiz
emiz

Bah! Esclusiva? Per me inutilmente costosa, pesante ed anche brutta! Tutto quell’eccesso di materiale in misura disuniforme mi fa tanto pensare ad una scarsa capacità progettuale.

Luniapuan84
Luniapuan84

:D” Tutto quell’eccesso di materiale in misura disuniforme mi fa tanto pensare ad una scarsa capacità progettuale” mandagli due bozzetti del tuo design magari ti assumono come progettista

emiz
emiz

Grazie dell’interessamento, ma già ho un lavoro da progettista ingegnere meccanico.
Non ho ovviamente dati tecnici e calcoli su quel telaio per confermarlo, ma ad una prima vista quel raccordo enorme tra obliquo e cannotto sella potrebbe andare a concentrare gli stress su un obliquo molto sottile, in un punto in cui si richiede rigidezza e non flessibilità ad una full da AM.
È una soluzione a mio avviso un po’ “fuori dagli schemi”…e lontana da un telaio da forme graduali per uniformare quanto possibile gli stress minimizzando il peso.
A proposito, anche il peso si sono dimenticati di ottimizzare…poi magari mi sbaglio eh…

fr@nky

Trasmissione: 1×12 (34t / 10-50)

Caspita, corona da XC race 🙂

menollix
marco

Chi l'ha detto che siano il riferimento nelle sospensioni?

Beh dai, non ho mai letto recensioni o prove critiche di prodotti Ohlins. Anzi… ho sempre letto di funzionamento da riferimento.
In ogni caso mai mi sarei aspettato questa delle regolazioni che non funzionano!

cowboykite80
emiz

Grazie dell’interessamento, ma già ho un lavoro da progettista ingegnere meccanico.
Non ho ovviamente dati tecnici e calcoli su quel telaio per confermarlo, ma ad una prima vista quel raccordo enorme tra obliquo e cannotto sella potrebbe andare a concentrare gli stress su un obliquo molto sottile, in un punto in cui si richiede rigidezza e non flessibilità ad una full da AM.
È una soluzione a mio avviso un po’ “fuori dagli schemi”…e lontana da un telaio da forme graduali per uniformare quanto possibile gli stress minimizzando il peso.
A proposito, anche il peso si sono dimenticati di ottimizzare…poi magari mi sbaglio eh…

…pero scappellamento a destra come fosse antani, giusto? [emoji6]