Perchè odio il passaggio dei cavi nella serie sterzo

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Dal punto di vista del meccanico, il passaggio dei cavi nella serie sterzo è un incubo. Cambiare le guaine o anche solo abbassare il manubrio diventa spesso un’impresa titanica che non sempre va a buon fine.

Da quello dell’utilizzatore finale, soprattutto di chi non si fa da solo la manutenzione, è invece un passo avanti a livello estetico e pratico. Guaine e tubi freno non si muovono quando uno sterza, non vanno a rigare il telaio che dunque non ha bisogno di essere pellicolato e protetto, offrono meno superficie di attacco a rami ed arbusti.


E poi le bici sono più belle esteticamente, su quello non ci piove.

E voi cosa ne pensate?

In collaborazione con Bike Lab.

Commenti

  1. Per me il passaggio cavi nella serie sterzo "é una cagata pazzesca". Esteticamente non mi da nessun problema vedere cavi esterni o che si infilano lateralmente nel telaio, e poi preferisco sempre la praticità alla fighetteria
  2. iaco70:

    basta tagliare la forcella a misura. Una volta "messo in sella" dal biomeccanico e trovata l'altezza manubrio, si taglia il canotto senza tante storie.
    e una volta fatto non c'è modo di tornare indietro, così le bici fatte in questo modo saranno molto meno rivendibili con buona pace dei bei discorsi sulla sostenibilità. Mi ricorda tanto i telai con reggisella integrato. Chissà come mai non se vedono più in giro...
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