Come vanno le 27.5? Le novità SRAM, Rock Shox ed Avid sull’Anaconda Trail

Come vanno le 27.5? Le novità SRAM, Rock Shox ed Avid sull’Anaconda Trail

02/05/2012
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02/05/2012

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Come anticipato da David_jcd nei giorni scorsi, al Bike Festival di Riva del Garda abbiamo avuto l’opportunità di provare alcune interessanti novità SRAM, Avid e Rock Shox. Dopo la presentazione avvenuta nella mattinata di sabato, in compagnia dei tecnici SRAM è infatti stato possibile valutare sul campo i prodotti che ci erano stati descritti.

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Il mini-test è avvenuto sull’Anaconda Trail, un tracciato ideale per un test di questo genere in quanto molto vario: tratti veloci, sezioni più lente e guidate, passaggi rocciosi, radici ed un po’ tutto quel che si può trovare in una discesa all mountain. Le bici utilizzate sono state delle full Nicolai 27.5″ da 140 mm di travel, ovviamente montate con le nuove ruote SRAM Rise 40 650B (in SRAM ci tengono a puntualizzare che le 27.5″ per loro si chiamano la 650B, per l’appunto).

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Inutile dire che il nostro interesse maggiore era proprio quello di valutare il comportamento di questo “nuovo” formato che tanto sta facendo discutere anche sul forum, visto che a detta di alcuni dovrebbe essere la soluzione in grado di coniugare al meglio i pregi dei formati 26″ e 29″ mettendo d’accordo un po’ tutti.

La carne al fuoco non si esauriva però con le ruote, dato che la nostra Nicolai montava anche la seguente componentistica (per scoprire di più su tutti questi prodotti e sigle seguite il link ad inizio articolo):

_Forcella RockShox Revelation RL 650B, Maxle Lite 15mm, 140mm di escursione, Solo Air.

_Ammortizzatore RockShox Monarch RT3

_Freni Avid X0 Trail, dischi da 180mm

_Trasmissione completa SRAM X9 con deragliatore TYPE 2, comandi cambio BALL BEARING, pedivelle con corone 38-24, cassetta 11-36

_Canotto telescopico Reverb Stealth, passaggio tubo interno, 125mm di escursione, comando idraulico

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Ma andiamo al sodo, e cioè alle sensazioni sul campo: la Nicolai 650B si è comportata egregiamente in tutte le situazioni incontrate lungo la discesa, ma è nei tratti più accidentati e gradonati che ci è parsa particolarmente brillante. La sensazione era che il limite di ribaltamento fosse più alto di quanto di norma si riscontra su una full da 140 mm, e la bici trasmetteva una piacevole sensazione di sicurezza anche nei tratti più rotti. Dopo una prudente fase iniziale di studio, abbiamo perciò “mollato” con sempre maggior decisione anche sullo sconnesso mettendo sotto torchio sospensioni, cambio e ruote. Ruote che a fine giornata erano ancora perfettamente centrate, anche se ovviamente ci vorrebbe ben più di una discesa per valutarne durata ed affidabilità. Salita non ne abbiamo fatta molta, ma anche grazie al Monarch RT3 dotato di tre livelli di frenatura in compressione (vedere più avanti) le sensazioni sono state buone sia sullo scorrevole che sul tecnico.

Per quanto concerne il cambio X9 Type 2 il riscontro è positivo su tutta la linea: nonostante il Roller Bearing Clutch, la cambiata non ha perso in precisione e lo sforzo richiesto per cambiare non ci è parso molto diverso da quella abituale. Sui tratti sconnessi la catena è sempre rimasta al suo posto, e la maggior silenziosità rispetto ad un cambio tradizionale conferma che l’insieme è molto meno soggetto a sbattimenti i quali potrebbero causare inconvenienti che vanno ben oltre il semplice fastidio acustico.

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Il Monarch RT3, settato con un 20-25% di SAG,  a fine discesa aveva l’O-ring prossimo al finecorsa (non abbiamo misurato col calibro), segno che il tuning operato dai tecnici di Rock Shox in funzione del carro su cui sarebbe andato a lavorare era azzeccato. La regolazione della compressione su tre posizioni (“aperto”, piattaforma, semi-bloccato) tramite una levetta si è rivelata veloce e funzionale, mentre a livello di fluidità di funzionamento non ci ha ancora convinti al 100% rispetto a ciò che riesce a fare la concorrenza. Per onor di cronaca bisogna dire che l’ammortizzatore era nuovo di zecca, il che significa che dopo un periodo di rodaggio il comportamento potrebbe sensibilmente migliorare. Diciamo che ci piacerebbe poterlo provare un po’ più a lungo, prima di dare il pollice alto senza riserve.

La forcella Revelation RL 650B  ha confermato l’ottimo comportamento che contraddistingue questa serie. Pur avendola caricata con valori di pressione nettamente superiori a quelli suggeriti da RS, la forcella si è infatti rivelata sensibile e la curva di progressione azzeccata.

Molto bene anche i freni Avid X0 Trail, potenti ed instancabili da inizio a fine discesa (per onore di cronaca bisogna dire che ci siamo concessi parecchie soste).

Il Reverb è ormai una garanzia e non c’è molto da dire, se non che in versione Stealth ci si toglie pure il fastidio di dover pensare al routing del cavo. I tecnici Rock Shox hanno poi confermato che uscirà una versione da 150 mm, cosa particolarmente gradita ai più alti di statura.

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Un ringraziamento ai ragazzi di SRAM, ed in particolare a Simon Cittati, per averci dato l’opportunità di provare queste chicche. Tutte le foto sono sue.