Coronavirus: vietato fare sport all’aperto in diverse regioni italiane

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Questo articolo è in costante aggiornamento. Inizialmente si parlava solo dell’Emilia Romagna, ma sono ormai diverse le regioni italiane che hanno preso un provvedimento simile.

L’Emilia Romagna è la prima regione italiana che vieta di fare jogging o ciclismo all’aperto. L’ordinanza è stata emessa ieri e si trova a questo link.


L’uso della bicicletta è consentito esclusivamente “per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche”: quindi ragioni di lavoro, di salute o altre necessità, come ad esempio gli acquisti di generi alimentari.

Per gli spostamenti a piedi un’unica deroga è possibile: se la motivazione è legata alla necessità di praticare attività motoria – come ad esempio una passeggiata per ragioni di salute, oppure l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche – si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione.

La misura è in vigore da ieri fino al 3 aprile.

Stessa situazione nelle Marche e in Valle d’Aosta.

Commenti

  1. l.j.silver:

    no non lo accetto , io sta colpa non me la prendo.
    se la prenda chi permette che le fabbriche di quella zona tra bergamo e brescia siano aperte tutt'oggi......
    e se succedera' anche a Milano la responsabilita' se la prendera' chi ancora permette o meglio costringe,300000 persone a spostarsi in citta' per lavorare, la maggior parte in lavori non indispensabili, come i bergamaschi che arrivano ogni mattina ,belli stipatm in furgone a lavorare in una palazzina a 300 mt da casa mia...e vengono da una delle zone piu' contagiate d'italia...
    se è cosi' che preservano un area urbana di 3 milioni di persone la colpa dovrei prendermela io?
    ma neanche per sogno
    le responsabilita' sono chiare e precise :
    confindustria, governo, regioni. istituto superiore della sanita', protezione civile
    Nel mio post intendevo che la colpa è di tutti proprio perché molte attività e per attività non intento quelle fisiche, ma arti, mestieri, lavori...sono aperte.
    Dove si è relegato tutto al buon senso invece di imporre.
    In poche parole, il pesce puzza sempre dalla testa, chiaro ora?
    Logicamente il cittadino ci mette il suo...
  2. MD_CORPORATION:

    A parer mio un buon modo per iniziare a calmare le acque e bloccare Facebook in tutta italia.
    Idea eccellente, quoto in pieno , fallo capire di non leggere e ascoltare quella miriade di minchiate.

    L'altro giorno un amica di mia madre ( e gia qui ) avverte mia madre di tirare dentro i panni e chiudere le finestre che sul paese sarebbe passato un aereo a spargere del medicinale.........................................................:!:

    Si questa è assurda ma la gente ci crede.

    Facebook purtroppo è una piazza troppo grande , troppo famosa , troppo ascoltata...
  3. emmellevu:

    Non credo che @Minitrek intendesse dire che ogni singolo Italiano ha una parte di colpa, ma piuttosto che il senso di colpa deve essere generale ... e soprattutto bisogna assolutamente evitare l'atteggiamento che va a cercare le colpe altrui. Molto meglio che ciascuno di noi, in cuor suo, faccia un esame di coscienza ... e si interroghi su cosa potrebbe fare che non ha fatto. Guardare solo alle colpe altrui è un atteggiamento troppo facile e del tutto inutile. Non abbiamo mai avuto bisogno del "benaltrismo" ... men che meno ne abbiamo bisogno ora.
    Guarda, ho spiegato a @l.j.silver il mio post però mi sono espresso altrove abbastanza incisivamente.
    Personalmente sono 2 settimane che non esco se non per andare a lavoro e sono lontano dalla prima zona rossa, ce l'ho con chi non può rinunciare alla pedalata, ma anche con chi deve farsi la corsetta, la camminata, con quelli che lo fanno per svago e non perché prescritto dal medico, con chi si è andato a fare l'aperitivo, con chi continua a girare ancora fregandosene di tutto nonostante gli ospedali della sua zona sono quelli di quel corteo ( ho testimonianze dirette di quelle parti purtroppo e sentire queste persone dire che ci sono giorni che le sirene delle ambulanze non smettono mai di suonare e le onoranze funebri sono sempre in movimento, non riesco nemmeno a spiegarlo), con chi ha deciso bene di farsi il fine settimana nelle seconde case, con chi è sceso al sud a fare disastri, con chi ha dato a tutti questi la possibilità di fare ciò.
    Ho un amico positivo ricoverato solo dopo aver chiamato i carabinieri che a loro volta hanno chiamato l'ambulanza in quanto secondo i numeri dedicati, non aveva i sintomi del corona, mentre invece aveva febbre e affanno da giorni.
    Poco fa ho sentito una operatrice sanitaria del pavese che già non se la passava bene prima di questo macello, ora lascio immaginare: colleghe infettate, colleghi in quarantena perché hanno parenti infettati, struttura riconvertita, attrezzature di protezione scarse...
    So che per chi vive in un condominio in una città è devastante restare dentro, io abito in campagna, ho ettari di terra dove pedalare ma non ho voglia e anche quando mi viene, me la faccio passare.
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