Devinci rinnova la Troy

17

Devinci presenta oggi la quarta generazione della Troy, la all mountain da 140mm del marchio canadese, con diverse novità tra cui alcune caratteristiche ereditate dalla Django e ovviamente delle quote geometriche aggiornate.



.

Il sistema di sospensione resta ovviamente lo Split Pivot, marchio di fabbrica di Devinci che caratterizza l’intera gamma. La curva di compressione è compatibile con l’utilizzo di ammortizzatori a molla che utilizzano attacco trunnion. Ai 140mm di escursione posteriore vengono abbinate forcelle da 150mm di corsa su tutti gli allestimenti tranne che sull’allestimento LTD, dove la forcella ha un’escursione di 160mm.

Il telaio è interamente realizzato in fibra di carbonio ed è garantito a vita. Per chi preferisce l’alluminio, la gamma Troy prevede anche allestimenti con telai in lega 6061 T6. Gli snodi sono caratterizzati da un design che nasconde quasi completamente i perni. Perni che ruotano su cuscinetti a doppia fila di sfere e a doppia schermatura.

Lo snodo Split Pivot coassiale con il perno ruota è stato realizzato con un nuovo sistema che consente un minore ingombro ed è ben 9,5mm più stretto della precedente versione. Il mozzo posteriore è Super Boost da 157mm e offre ampio spazio per copertoni da 29″ fino a 2.6″ di larghezza.

Le taglie sono più lunghe di 15mm e l’angolo di sterzo è un grado più disteso rispetto alla versione precedente, mentre l’angolo sella è più verticale. La lunghezza del carro è ottimizzata per ogni taglia con 435mm sulle taglie S e M, 440mm sulla L e 445mm sulla XL.

Le geometrie sono inoltre regolabili grazie al flip chip in corrispondenza dell’attacco inferiore dell’ammortizzatore.

Per massimizzare rigidezza e prestazioni del reggisella, il telaio è predisposto per telescopici da 34.9mm. La compatibilità in termini di escursione è di 150mm per la taglia S, 175mm per la taglia M e 200mm per le taglie L e XL. La scatola del movimento centrale è filettata e il carro consente di montare corone da 28 fino a 36 denti.

Il sistema di sospensione lascia spazio a un portaborraccia in grado di ospitare borracce di dimensioni standard.

Il fodero basso del carro e il tubo obliquo sono abbondantemente protetti da ampi e robusti gusci in gomma.

Geometrie

Allestimenti e prezzi

Troy Carbon XT 12s LTD – €6.499

Troy Carbon GX 12s – €5.499

Troy Carbon|Alu GX 12s – €4.599

Troy GX 12s – €3.699

Troy Deore 12s – €2.799

Devinci

 

Commenti

  1. da amante del marchio e del grande Chainsaw, purtroppo mi duole dire che a livello estetico e di forme non mi piace!
  2. Marklenders:

    Effettivamente per una AM il peso è eccessivo,la mia spectral in top di gamma in alu pesava 13 con i pedali e costava 3200€ montata tutta kashima, in teoria con la tecnologia dei materiali che avanza i pesi si dovrebbero ridurre invece aumentano,non chiedermi il perché.
    credo sia questione di componentistica. le chiamano AM/trail ma sono le enduro di due anni fa.
    se guardi gomme, sospensioni, cerchi e geometrie in genere trovi la risposta, oltre a telai evidentemente dimensionati più per l'enduro che per l'AM. la mia bici citata monta cerchi da 25 e gomme da 8/900 g, più consone forse per un uso AM/trail. (io con l'aggressor e il DHF normale non ho mai tagliato).

    aggiungici montaggi scarsini e hai fatto il 1/1.5 kg in più.
    Però io continuo a sostenere che per pedalare "con un minimo di brio" (poi è chiaro che sali anche con 15.5 kg ed ammo a molla, ma sali ad andatura bradipo) si debba stare sotto i 14 kg, in quel segmento.
  3. Anch'io sono un fun di Devinci, ho una 2016 27,5" in carbonio con kit rs a cui ho cambiato le ruote con mavic xa elite e pesa 13,7 kg compresi i pedali.
    Oggi le mtb da AM anche a causa di ruote da 29" con canale da 35 e relative gomme pesano mediamente 1,5 kg in più rispetto a quelle di 3-4 anni fa.
    Forse le geometrie più moderne aiuteranno anche in salita, ma il peso resta e a me che non faccio gare enduro questa cosa non piace.
    Per il discorso estetico anch'io mi aspettavo qualcosa di meglio....mi piacevano di più le linee squadrate e pulite delle vecchie versioni, anche se andrebbe vista dal vivo
Storia precedente

Quell’uscita in solitaria che ti mette in pace col mondo

Storia successiva

Coppa del mondo Nove Mesto 1: largo alla nuova generazione

Gli ultimi articoli in News