E i negozi di bici?

E i negozi di bici?

Marco Toniolo, 27/04/2020
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Marco Toniolo, 27/04/2020

Il 4 maggio si potrà tornare a pedalare. Al di là della gioia di chi finalmente potrà tornare a far sport all’aria aperta, la notizia è ottima anche per chi si sposta in bici per andare a lavorare, fare la spesa, ecc, senza così aver bisogno di certificazioni o (speriamo) aver paura degli psicopatici da quarantena.

Ora c’è da chiedersi perché i negozi di bici non siano ritenuti strategici, come per esempio in Gran Bretagna: lì non sono mai stati chiusi, perché la bicicletta è stata vista come uno strumento per evitare assembramenti in metropolitana, bus o treno. Logico, per una persona intelligente. Non così logico, per i governi di altri Paesi, fra cui Italia e Svizzera (dove potranno riaprire l’11 maggio e dove non è mai stato vietato pedalare).

In Gran Bretagna i negozi di bici sono stati presi d’assalto, nel rispetto delle norme antivirus. Come era lecito aspettarsi, la gente pensa alla propria salute e non vuole ammalarsi, al di là di quello che ne pensano i politici. Questo significa che i rivenditori fanno fatica a star dietro alle vendite, i fatturati esplodono e che, molto probabilmente, ci troviamo di fronte ad una rivoluzione della mobilità cittadina.

Se poi è vero che si sta lavorando per creare nuove ciclabili, oserei dire che siamo a cavallo o meglio in sella. Inconcepibile rimane appunto il ritardo di apertura dei negozi di bici. Le regole sono chiare: distanza sociale, mascherine, ecc. Sono anche convinto che sia nell’interesse dei negozianti farle rispettare.

Ora spiegatemi voi perché se io rompo una parte della mia bici con cui per esempio vado al lavoro devo rimanere a piedi o aspettare una settimana che mi arrivi la consegna dal negozio online.

Qui trovate il pensiero di DSB Bonandrini, uno dei maggiori distributori italiani di bici.

 

Commenti

  1. alcos:

    concordo! la mia era una valutazione ... solitamente giro da solo per i boschi , ma se esco con altri abitualmente teniamo 2 m in salita e 20m minimo in discesa...
    mentre per le squadre da bitume (da noi si chiamano ciclombre) l'uscita di gruppo sarà ancora poìroblematica
    se stai a 2 metri per 30 minuti anche in MTB dietro ad uno positivo di COVID19 vedi se non lo prendi anche tu...

    i 2 metri sono la distanza da rispettare dalle persone che incontri durante il tragitto... e non il gruppo, distanziato di 2 metri in 2 metri
  2. Ripeto quello che Ho scritto sul forum gemello:
    Decisioni prese da chi viaggia sul sedile posteriore dell'auto blu con autista. Tutti, da Conte ai Burioni vari. La pressione della grande industria è una cosa, quella del piccolo commercio, evidentemente, molto inferiore.
    Aggiungo che, se si agisce in questo modo, tutte le dichiarazioni sull'intenzione di incentivare la bici al posto del mezzo pubblico, lungi dall'essere credibili, appaiono un risibile vaniloquio(: