La nuova frontiera del doping: l’elettronica

La nuova frontiera del doping: l’elettronica

Marco Toniolo, 01/04/2020
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Marco Toniolo, 01/04/2020

A pensare male si fa peccato, ma tanti ci avevano visto giusto, nei commenti ai vari nuovi prodotti legati all’elettronica e alle minibatterie. La nuova frontiera del doping passa di qui. Per la precisione viene applicata alla riflessologia, ovvero (tratto da Wikipedia): una pratica di medicina alternativa consistente nella stimolazione, tramite un particolare massaggio o tocco, di zone del corpo chiamate punti riflessi.

La storia è degna di un film di spionaggio. A gennaio 2020, durante il traning camp di una nota squadra ciclistica in quel di Tenerife, una donna delle pulizie trovò un oggetto metallico nel bagno di una camera d’albergo. Lo consegnò al suo capo che, senza prestarci molta attenzione, lo mise fra gli oggetti smarriti. Il caso volle che nello stesso hotel alloggiasse una squadra concorrente. Uno dei corridori, incuriosito dall’oggetto, lo prese e lo portò in camera dove cominciò ad ispezionarlo insieme ad uno dei meccanici del team. Riuscirono ad aprirlo e vi trovarno dentro della sofisticatissima elettronica stimologica.

Dopo diverse prove sul corpo dell’atleta, arrivarono alla conclusione di trovarsi di fronte al tanto mormorato Idroanalone, una specie di suppostone che, tramite precise vibrazioni nella zona subaddominale, stimola i muscoli delle gambe e concede un vantaggio di watt enorme (stiamo parlando di 30/40 Watt in più). La batteria ha una durata di circa due ore e quando è quasi terminata manda delle scariche precise in un’altra zona del corpo, la prostata. A questo punto l’atleta sa di non avere più molto tempo con il vantaggio segreto, se si trova ancora in gara.

La confezione esterna, per noi mountain biker, è conosciuta, infatti si tratta dell’involucro metallico di un noto produttore di vermicelli, al cui interno sono posti motorino e minibatteria. La sua forma arrotondata, anche se non veramente piccola, ne facilita l’uso per gli utenti esperti. Un’invenzione geniale che, fra le altre cose, si crede non vada neanche ad eludere una delle regole antidoping.

Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi e commercializzazione.

 

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