Nuova Nicolai Saturn 14 GPI con cambio integrato

Nuova Nicolai Saturn 14 GPI con cambio integrato

Francesco Mazza, 03/11/2020
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Francesco Mazza, 03/11/2020

Il brand artigianale tedesco Nicolai presenta oggi una nuova versione della sua bici da trail, la Saturn 14, sulla quale ha integrato una trasmissione Pinion. Per chi non conoscesse già questa tecnologia, si tratta di un cambio integrato con rapporti interni alla scatola attorno al movimento centrale.

Il sistema Pinion P1.12 offre un range di rapporti del 600%, completamente sigillati e protetti, comandati tramite un comando al manubrio di tipo rotante. La trasmissione della pedalata alla ruota posteriore è gestita da una cinghia dentata in gomma che scorre su corona e pignone Carbon Drive di Gates.

Nicolai costruisce i suoi telai, rigorosamente in lega di alluminio, nella sua sede in Germania. Da diversi anni ha sviluppato una collaborazione con Chris Porter assieme al quale hanno contribuito a sviluppare quel concetto di geometrie che ormai conosciamo molto bene, ma che molti anni fa ha rappresentato per Nicolai una scelta pioneristica.

Bici lunghe, basse, con angolo sterzo spalancato e tubo sella molto verticale: un concetto di geometrie per il quale Porter coniò il nome di Geometron. Ora Nicolai ha ottimizzato questo concetto per il segmento trail, con quote meno aggressive ed esasperate, denominandolo Geolution.

Geometrie

La Saturn 14 GPI è disponibile in due versioni. La versione standard, disponibile solo per ruote da 29″, si può montare con forcelle da 130 o 140mm di escursione e con corsa posteriore di 130mm. La versione ST invece è pensata per un uso più gravoso, con tubi più spessi e fazzoletti di rinforzo che aumentano il peso del telaio di circa 300 grammi. Questa versione è disponibile sia per 29 che per 27.5 o mullet, con forcelle da 140 a 160mm ed escursione posteriore di 130 o 138mm.

Il telaio della Saturn 14 GPI è lo stesso per ciascun formato ruota quindi è possibile modificare il proprio telaio anche successivamente per passare a un diverso formato ruota, semplicemente sostituendo i Mutator Chips, ovvero la testa del fodero alto che include la sede del perno che si ancora alla biella, disponibile in misure specifiche per ciascun formato ruota.

Il telaio, completo di cambio integrato Pinion P1.12, pedivelle Pinion, cinghia, corone e pedivelle Carbon Drive, ha un peso complessivo di 7.360 grammi (in taglia L) e viene venduto al prezzo di €4.249. Le quote geometriche possono essere personalizzate mentre per le colorazioni esistono numerose opzioni. La bici completa, con diverse possibilità di scelta dei componenti grazie al configuratore online, viene venduta a partire da €6.749. Il telaio è coperto da 5 anni di garanzia e la disponibilità dei pezzi di ricambio è garantita per 10 anni.

Nicolai

 

Commenti

  1. marco:

    no, non cambia proprio sotto sforzo, devi smettere di pedalare. Coi cambi normali cambiare verso il pignone più agile non è mai un problema. D'altro canto puoi cambiare al semaforo da fermo.
    Che è forse la parte più inutile. A me piace l'idea della bassissima manutenzione e della sparizione del deragliatore, che rischi sulle bici normali di distruggere a ogni caduta. Però in effetti questo limite non è da poco. Boh, bisognerebbe provarlo per capire effettivamente quanto è fastidioso.
    Però non mi hai risposto, quanto ci mette a fare una cambiata? Come un deragliatore?
  2. pizzooo:

    concordo, ma come mai non è possibile fare un manettino per questo sistema?
    Non essendoci una molla come quella del cambio che gestisce la tensione della cordina, serve muoverne due di cordine, che si mettono reciprocamente in tensione per cambiare. Una molla di tale dimensioni e durezza non ci starebbe in un comando di tipo trigger.

    D-Lock:


    Ma a livello di robustezza e durata del sistema?
    I rapporti sono chiusi e protetti in un carter dove lavorano a bagno d'olio. Rispetto a una normale cassetta/catena, sono praticamente eterni.

    Riki174:

    il Pinion non aveva anche il difetto di non cambiare sotto sforzo?
    E la cinghia, che vita utile potrà mai avere in ambiente polveroso/fangoso? Durerà un inverno?

    Non ne sono certo ma mi pare che fosse solo sulle prime versioni e che poi avessero risolto. La cinghia non credo soffra le intemperie più di una catena, anzi, può essere che patisca anche meno, ma non è un componente che conosco quindi non saprei affatto dirlo con con certezza.

    Riki174:

    Mi sa che per una scatola cambio davvero migliore del classico deragliatore dovremo aspettare ancora un po'...
    Assolutamente sì. Purtroppo questi sistemi (GearBoxx, Pinion etc) sono in giro da quasi 20 anni e non si sono mai evoluti molto perché si scontrano con dei limiti intrinsechi che non è possibile superare. Il concetto è valido, ma bisognerebbe rivedere tutto e al momento nessuno è stato in grado di farlo. Pare che Shimano ci stia lavorando, ma al momento il sistema più funzionale resta ancora (nettamente) il vecchio tagliaravioli appeso al carro.

    D-Lock:

    Da quello che ho letto la cinghia è un'opzione. C'è un'azienda neozelandese che mi ha suggerito di guardare un amico, Zerode, che fa anch'essa mtb pinion ma con la catena. Ci ho curiosato e sono anche ben fatte, a vista (Nicolai sono bruttine, con o senza pinion); oltretutto sono in carbonio, quindi probabilmente più leggere delle Nicolai.
    Pinion produce sistemi sia a cinghia che a catena e anche le Zerode utilizzano sia la versione a cinghia che a catena. Zerode è un marchio che ho seguito da quando è nato ma ha un po' perso la sua identità. Nacque dal costosissimo progetto Lahar (un prototipo neozelandese che ha appassionato il mondo della DH) e fecero una versione più abbordabile in alluminio, con mozzo Nexus con cambio integrato posizionato nella zona del punto di infulcro alto (altissimo) del carro... e un sacco di altre chicche. Per un periodo le hanno importate per l'Italia anche degli amici qui a Finale (Elisa Canepa, ex campionessa italiana di DH), ma purtroppo non credo ne abbiano vendute molte.

  3. marco:

    shimano lo sta sviluppando, ma se ricordo bene è un progetto per le ebike
    Poco male...quando uscirà nel 2040 sarò probabilmente già in odore di bici a motore :)