Offset della forcella: come influenza il comportamento della bici?

Offset della forcella: come influenza il comportamento della bici?


Il valore di offset o rake della forcella è pressochè fisso tra i vari produttori e si è adattato ai diversi formati di ruote. In questi ultimi tempi questo parametro è stato messo in discussione da alcuni produttori (Transition e Mondraker in primis) che propongono forcelle con offset ridotto.

La geometria dello sterzo è un argomento piuttosto complesso e poco conosciuto, cerchiamo di capire di più su cosa è l’offset ed in che modo influenza geometrie e comportamento della bici.

Che cos’è l’offset

Spesso trascurato, l’offset è un parametro molto importante nella geometria dell’avantreno.

Si definisce offset (o rake) la distanza tra l’asse del cannotto sterzo ed il centro del perno del mozzo. Questa misura insomma rileva l’avanzamento del mozzo rispetto all’asse di sterzo.

Questo parametro dipende esclusivamente dalla forcella ed ogni produttore fornisce forcelle con offset diverso. Se avete notato questo parametro comincia ad essere riportato sugli adesivi di alcune forcelle, proprio perchè se prima era pressochè standard, ora non lo è più.

Offset, angolo di sterzo e trail: cosa rende stabile o maneggevole la nostra bicicletta

Un angolo di sterzo aperto rende la bici più stabile. Un angolo di sterzo chiuso rende la bici più agile e maneggevole. Sono nozioni base che bene o male tutti sappiamo, ma in realtà la questione non è così semplice.

E’ infatti il trail a determinare se la bici è stabile o maneggevole, in particolare:

  • Un trail più lungo rende la bici più stabile
  • Un trail più corto rende la bici più maneggevole ed agile.

Bene, ma che cos’è il trail?

Il trail (o avancorsa) è per definizione la distanza tra il punto di contatto ruota terreno e la proiezione dell’asse dello sterzo (linea rossa) rilevata sul piano del terreno.

La misura del trail insomma è influenzata da 3 fattori:

  • Diametro ruote
  • Angolo di sterzo
  • Offset della forcella

Vediamo nel dettaglio.

Diametro ruote e trail

Per quanto riguarda il diametro ruote, è facilmente intuibile che, a parità degli altri parametri geometrici (angolo sterzo ed offset), con una ruota più grande il trail aumenta.

Non è certo una novità, non a caso le bici con ruote da 29″ hanno in genere un angolo di sterzo più chiuso ed un offset maggiore.

Angolo di sterzo e trail

Piuttosto facilmente intuibile è l’interazione dell’angolo di sterzo con il trail. Più l’angolo di sterzo è chiuso (linea verticale) più il trail è corto.

Insomma, a parità degli altri parametri geometrici (offset e diametro ruote) è evidente che ad un angolo sterzo più aperto corrisponde un trail maggiore e quindi una bici più stabile, mentre ad un angolo sterzo chiuso un trail più corto ed una bici più agile e maneggevole.

Insomma l’effetto dell’angolo sterzo sul comportamento della bici è sicuramente vero se non si modificano gli altri parametri geometrici dell’avantreno.

Offset e trail

Andando ad analizzare con attenzione gli schemi, notiamo come l’offset sia estremamente importante nel determinare il valore di trail. In particolare ad un offset maggiore corrisponde un trail minore, quindi una maggior maneggevolezza ed agilità della bici. Ovviamente vale anche il contrario.

Ecco quindi spiegato perchè sulle 29er si è sempre utilizzato un offset maggiore. A parità di angolo sterzo le ruote più grandi tendono a far aumentare il trail, mentre l’offset maggiore tende a ridurre il trail. Nel complesso il valore di trail rimane invariato e le caratteristiche di guida della bici rimangono simili anche con le ruote più grandi.

Nuove tendenze: offset ridotto

Lavorare sull’offset della forcella non è una novità. Pensiamo alla geometria Genesis di Gary Fisher o alla G2 di Trek. Sono stati diversi i tentativi passati di giocare con l’offset della forcella per ottenere risultati differenti.

In questi ultimi tempi si è fatta avanti una nuova tendenza: quella di ridurre l’offset, specialmente su bici con ruote da 29″ ed uso gravity. Pensiamo solo a Mondraked e Transition, ma anche Orbea e Specialized equipaggiano le loro 29er da enduro con forcelle con offset 46 invece di 51.

Accorciare l’offset come detto nel paragrafo precedente serve ad aumentare il trail rendendo la bici ulteriormente stabile. La stabilità sul veloce è estremamente importante su bici che sono destinate ad un uso race o comunque pensate per andare veloci su sentieri tecnici ed impegnativi.

L’effetto dell’offset più corto è del tutto paragonabile insomma a quello di un angolo di sterzo più aperto, ma con una differenza sostanziale: il passo della bici non aumenta, anzi si riduce.

Il disegno ci spiega meglio la situazione. Con l’offset più corto il punto di contatto della ruota anteriore con il terreno arretra, ma allo stesso tempo aumenta il trail. La ruota anteriore si trova più indietro rispetto ad una configurazione con angolo di sterzo più aperto, con un duplice vantaggio:

  • La bici è più corta, quindi gira meglio
  • La ruota è più vicina ed è più facile caricare l’anteriore.

Di contro però:

  • Ruota più vicina significa anche maggior tendenza al ribaltamento
  • La forcella lavora più verticale ed assorbe meno le forze orizzontali, quelle che tendono a far ribaltare.

Ecco il motivo per cui sia Mondraker che Transition non si sono limitate a ridurre l’offset, ma hanno anche allungato la bici (reach) ed aperto lo sterzo.

Detto insomma in soldoni l’effetto dell’offset più corto ha comportato una profonda modificazione di tutte le geometrie della bici ottenendo un risultato finalizzato ad un solo obiettivo: rendere la bici ulteriormente stabile sul dritto e sul veloce senza compromettere troppo la maneggevolezza.

Un ultima ma importante considerazione. La possibilità di montare forcelle con differenti offset permette di intervenire e personalizzare il comportamento della nostra bici. Vogliamo aumentare la stabilità sul dritto senza intervenire sull’altezza forcella o sull’angolo di sterzo? Ci basta montare una forcella con offset minore. Aumentiamo il trail e la bici risulta più stabile.

Ecco che quindi si apre una nuova prospettiva per i rider più esigenti: poter scegliere l’offset a seconda delle geometrie del telaio, dei propri gusti e delle proprie esigenze.

    1. Hai ragione, ma in parte secondo me. Se nessuno si mettesse lì a “fare e disfare” probabilmente saremmo ancora li con geometrie della Kona Stinky. Si tratta di piccole evoluzioni… non ti obbliga nessuno a continuare a cambiare.
      E’ come nelle moto da cross. se passi da un KTM SX modello 2016 al 2018 magari tutta sta differenza non la senti (anzi, ne senti gran poca) . Ma se passi da un 2008 ad un 2018 la differenza c’è eccome.

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      1. @menolix:
        i reparti ricerca e sviluppo delle varie case ciclistiche sono pagati anche per sperimentare in proprio le varie alternative geometriche prima di metterle in commercio. Invece la mia sensazione è che il consumatore faccia da cavia. Posso capire il passaggio da tripla, a doppia, a monocorona, ma che un anno mi garantisci una geometria e l’hanno dopo ci ripensi e mi garantisci quella opposta, mi sembra realmente una presa per i fondelli !! Suona un pò come: “ci siamo sbagliati, abbiamo esagerato, torniamo indietro che è meglio”

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        1. Non si fa da cavia. E’ il mercato. E’ logico che le aziende producano e sperimentano roba nuova e vogliano venderla.
          Generalmente il “modello nuovo” va sempre 1 pò meglio del precedente. Sta ad ognuno decidere quando è il momento di acquistare la bici nuova xchè ne vale la pena.
          Ripeto : è logico che chi vende ti dice sempre che il nuovo è una spanna sopra il vecchio 😉

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            1. il fatto che promuovano sempre il nuovo come meglio fa parte del tentativo di vendere. E’ vero il concetto detto da menollix: se passi da un modello a quello dell’anno successivo la differenza sarà minimale, ma se passi da un 2008 a un 2018 secondo me per tanto che si siano smentiti 10 volte nel corso degli anni non significa che non ci sia una grande differenza e un tangibile miglioramento.
              La mia front Merida del 2005 la trovo MOLTO meno performante della mia FSI del 2016. Tutto quello che c’è stato in mezzo forse non è stato un miglioramento netto positivo sotto ogni singolo dettaglio, ma è normale che sia così

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    1. Anche io non riesco a capire questa convenzione utilizzata in campo ciclistico di indicare l’inclinazione del cannotto con l’angolo complementare rispetto alla realtà. In ambito motociclistico si usa l’angolo “giusto” ed i discorsi sono molto più semplici ed intuitivi.

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  1. offset ridotto, angolo più aperto, quindi accorcio da una parte e allungo dall’altra.
    con offset ridotto -> aumento la stabilità e allungo il trail, angolo più aperto -> aumento la stabilità e allungo il trail.
    ma quanto sono stabili le moderne bici da ‘enduro’???!!!
    io le trovo sempre più difficili da guidare e per chi deve iniziare e magari non diventerà un fenomeno girando 5 volte a settimana per imparare a “guidare” la bici diventa impossibile divertirsi come si deve. si finisce sempre di più a farsi portare dalla bici senza guidarla, questo è poco ma sicuro, tanto le bici fanno tutto loro tra sospensioni maggiorate e geometrie. diventa impossibile guidarle come si deve.
    qualche anno fa imparavi a guidare la bici, altrimenti non andavi. questa è la triste realtà.

    tra qualche anno si creerà un settore di bici “scuola” per imparare a guidare e divertirsi, ops per quello ci sono le hardtail da enduro…

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    1. Quello della bici è un mercato, e più gente avvicini a quel mercato e più denaro guadagni. È chiaro che si cerca di fare bici per tutti, bici più “facili”. È così con ogni mezzo di trasporto, dagli scooter con le ruote alte alle auto oramai gestite dall’elettronica. Non è un male assoluto, e non è una novità. D’altro canto chi ha imparato a fare trick da bambino sulle BMX può tranquillamente considerare anche le “vecchie” MTB “maneggevoli” dei bisonti ingestibili… e nel contempo darci la paga quando si deve manovrare nello stretto. Comunque la si metta e avendole pedalate entrambe, non baratterei una 29er di oggi con un cancello da 26 di 30 anni fa, né come comodità né come maneggevolezza.

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      1. non metto in dubbio l’evoluzione. in quasi tutti i casi è una cosa buona, anzi forse in quasi tutti, dico solo che avendo iniziato qualche anno fa un po’ di esperienza ce l’ho, ma nonostante questo con una enduro da 29 di oggi tendo a farmi trasportare dalla bici perchè molto più faticoso guidarla fisicamente.
        sicuramente un pro ci mette il fisico e ne trae maggiori vantaggi rispetto alle vecchie, ma uno che deve iniziare secondo me non riuscirà mai a guidare veramente la bici, soprattutto da solo, ma la sensazione sarà comunque di andare bene.
        onestamente preferisco aver fatto un minimo di percorso storico con bici più maneggevoli e poi con bici più stabili.
        il mercato attuale non permette questo secondo me

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    2. Io guido una commencal meta am v3 2016, reach cortissimo, 66,5° di angolo sterzo, manubrio relativamente basso, carro lungo e mi trovo a dover guidare in maniera molto attiva rispetto a quello che farei con le enduro moderne che ho provato, devo essere parecchio attivo nell’anticipare gli ostacoli e l’avantreno corto non mette proprio a proprio agio in curva, basta poca pressione di troppo sul manubrio a metà curva che il posteriore vola via. Poi io mi diverto davvero parecchio ad avere una bici nervosa, ma fin dalla prima discesa con bici più lunghe davanti sono riuscito ad andare più veloce e con maggiore sicurezza

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  2. Sulla Evil avevo prima una forcella FOX FLOAT con offset 46 mm. Ora monto una PIKE con 51 mm di offset, sicuramente sarà a causa della mia scarsezza, ma non ho notato nessun cambiamento in termini di maneggevolezza, noto le differenze tra le forcelle, questo sì, ma non in manovrabilità.

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    1. Tranquillo neanche il tester del mag se n’é accorto. Se leggi il test della transition patrol fatto 2 settimane fa la conclusione é che la patrol con la nuova geometria con offset forcelka ridotto si guida come le altre enduro.

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  3. claudio.monaco

    Ottima analisi. Resta un mistero il motivo per cui l' angolo di sterzo, ancora una volta, viene definito più aperto quando in effetti l'angolo si chiude.

    perchè nella geometria della bicicletta l'angolo di sterzo viene riferito all'orizzontale del terreno quindi un angolo forcella/terreno minore, vuole dire una forcella meno verticale, invece noi in gergo corrente prediamo a riferimento l'asse verticale che passa per il canotto di sterzo, percui intendiamo chiuso uno sterzo più a verticale che avvicina la ruota anteriore al telaio, più aperto uno sterzo che tende ad allontanare la ruota dal telaio

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  4. Articolo interessante e molto ben spiegato nei vari passaggi, non mi è ben chiara però la conclusione perchè si dice che con offset ridotto aumenta il trail e quindi la bici gira meglio…ma non si era appena detto che con offset maggiore e quindi trail minore la bici era più maneggevole?

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    1. Non è che giri meglio, ma limiti il danno. Se accorci l’offset e non apri l’angolo di sterzo allora accorci il wheelbase, quindi giri meglio perché il passo è più corto. È una quetione di calibrare i vari effetti.
      @Daniel: bell’articolo, finalmente super partes, chiari i potenziali vantaggi e svantaggi. Una possibilità in più di cucirti la bici addosso se sai cosa vuoi ottenere

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  5. jimmy27

    Tranquillo neanche il tester del mag se n'é accorto. Se leggi il test della transition patrol fatto 2 settimane fa la conclusione é che la patrol con la nuova geometria con offset forcelka ridotto si guida come le altre enduro.

    Una puntualizzazione, visto che il tester in questione sono io: quando nel test del Patrol ho scritto che si guida come le altre enduro, il senso era "si guida come le altre enduro nonostante un angolo sterzo che potrebbe far supporre il contrario". In altre parole, pur con 64° (!) di angolo sterzo e geometrie "lunghe", la Patrol non è più impegnativa da condurre nel guidato rispetto a modelli meno spinti. Che poi le moderne bici da enduro richiedano in generale una guida piuttosto aggressiva è un altro conto, ma chi non ha bisogno di così tanta stabilità e cerca maggiore maneggevolezza non deve fare altro che orientarsi su altre categorie.

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    1. Si, ma di sostanziali differenze con enduro con forcelle con offset “tradizionale” ne hai sentite?
      Te l’ho chiesto anche nel test della patrol e mi hai risposto citando il testo dell’articolo che la guida non ne risente.

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  6. Non ho provato queste nuove Transition quindi non ho elementi per giudicare, sulla carta però non mi è chiara una cosa:

    Se accorcio l’offset di 10mm l’ho accorciato del 20% circa
    (Non so esattamente in che percentuale influisca sul trail ma immagino parecchio)

    Se accorcio il wheelbase di 10 mm l’ho accorciato del 1% circa

    Quindi mi viene da pensare che avvertirò molto di più un cambio il trail più corto piuttosto che un accorciamento di wheelbase.
    Sbaglio?

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  7. jimmy27

    Si, ma di sostanziali differenze con enduro con forcelle con offset "tradizionale" ne hai sentite?
    Te l'ho chiesto anche nel test della patrol e mi hai risposto citando il testo dell'articolo che la guida non ne risente.

    La differenza è quella che ti ho detto: la Patrol offre i vantaggi delle geometrie aperte (molto aperte) limitandone fortemente gli effetti collaterali. Poi sia chiaro, il comportamento di una bici non è determinato solamente dall'offset della forcella.

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  8. Angolo aperto + offset ridotto = trail lunghissimo : se questa è l’equazione sarà stabilissima sul veloce e faticosa sul lento tecnico, almeno in teoria. Evidentemente avranno valutato che il mercato privilegia il primo aspetto.

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  9. muldox

    ma chi non ha bisogno di così tanta stabilità e cerca maggiore maneggevolezza non deve fare altro che orientarsi su altre categorie.

    infatti.. l'offerta è talmente tanto variegata rendendosi sempre più specializzata a fruizione dei comuni mortali, che spesso che è rimasto un po arretrato ha difficoltà a comprendere come orientarsi: troppi fattori in gioco tra misura pneumatici, geometria, angoli, lunghezze, e più si "studia" cercando di comprendere e più sorgono perplessità e paura di sbagliare. se 20 anni fa compravamo una MTB in base al budget e grossomodo potevano andare bene tutte per l'uso che ne facevamo, che alla fine era andare per monti, divertirsi ed arrivare in posti che prima non erano poi così scontati da raggiungere in bicicletta, che le migliorie che avvertivamo negli anni 90 riguardavano prima di tutto il peso da portarsi dietro, poi con le forcelle ammortizzate si è aperto un mondo di andare in discesa, cou V-brake una sicurezza di frenare meglio, percui si iniziava a fare sentieri di media difficoltà con una certa disinvoltura e sicurezza, negli anni 2000 c'è stato un ulteriore passo avanti in questo senso, ora siamo arrivati al punto di poter volare giàù per pendii rocciosi, o poter quasi volare in salita in vase al proprio allenamento e tecnica, ora nemmeno più la fatica in salita fa paura.. al limite si ripiega sulla e-mtb….. però al tempo stesso non sappiamo più coa vogliamo andando ad analizzare caratteristiche infinitesimali, scendo meglio ma salgo peggio o forse…. siamo sempre noi che però con l'età che avanza non disdiciamo qualche comodità in più per farne sempre lo stesso uso di allora

    esempio di "sega mentale"

    arrivo da 26" con tubless, freni a disco, 12 kg, 71°/74° gli angoli caratteristici, 600mm manubrio, OV 595 circa, interasse 109-110

    se volessi una bicicletta analoga troverei grossomodo le stesse geometrie in una XC pura con quote orizzontali e maggiori di circa 1-2 cm non di più per una 29, ma con uno stem inferiore a compensazione del manubrio più largo e del telaio un pelo più lungo, ok…. potrei comprarla ad occhi chiusi sapendo che sarei sulla stessa bicicletta al quale sono abituato e che mi va bene, con il vantaggio dei 29" che mi darebbero un bell'aiuto per avere una guida un po più rilassata

    poi mi ricordo un paio di discese che mi mettevano più in difficoltà di altre: " e perchè a sto punto non ne prendo una che mi avvantaggi un po più in discesa? un po più lunga, e vedo ciclistiche trail che portano la mia taglia di telaio ad avere 2-3-4 cm in più di OV e wheelbase fino ad 8-9 per una mondraker. ma angoli magari 67-68/73, carro 420 contro i vecchi 440, ed allora subentra tutta una paturnia di "ma in salita come sarà? perchè se arivo bene la sotto ma poi tribolo di più per risalire è inutile" perchè poi tutto sto marketing crea aspettative e non è che si può cambiare una bicicletta all'anno finche non si trova quella giusta, almeno non io. e ti metti a scartabellare tabelle e tabelle di geometrie, articoli tecnici etc etc.

    alla fine stiamo perdendo un po il piacere di uscire di casa con la sella sotto il sedere e passare una mattina per i monti tra salite e discese, ci mancherà sempre qualcosa dall'essere soddisfatti perchè oramai quello spirito di novità che avevamo negli anni 80 e primi 90 non ce l'abbiamo più, siamo arrivati quasi ovunque e se ancora non ci siamo arrivati possiamo permetterci di farlo solo con una scelta piuttosto che un'altra, e quindi l'attenzione si è spostata sul miglioramento centesimale della prestazione più che al piacere "esplorativo". è come dire… vado a sciare…. preferisco il fondo, lo scialpinismo o faccio lo skypass per gli skylift? personalmente a me piace di più lo scialpinismo sapendo che purtroppo non riuscirò a scendere sulle piste alla stessa maniera di chi ha altri sci.

    e con questo io sono ancora fermo alla scelta delle gomme, ogni due giorni scelgo definitivamente e poi dopo altri due ritorno sui miei passi

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  10. menollix

    Non si fa da cavia. E' il mercato. E' logico che le aziende producano e sperimentano roba nuova e vogliano venderla.
    Generalmente il "modello nuovo" va sempre 1 pò meglio del precedente. Sta ad ognuno decidere quando è il momento di acquistare la bici nuova xchè ne vale la pena.
    Ripeto : è logico che chi vende ti dice sempre che il nuovo è una spanna sopra il vecchio 😉

    Qui ti sbagli, noi siamo il reparto di collaudo e in alcuni casi R&D di molte aziende e non siamo neanche pagati, anzi paghiamo noi.
    D'altronde non è possibile produrre novità a questi ritmi testandole adeguatamente, non c'è proprio il tempo.
    Intanto buttano fuori, se va bene bene altrimenti l'anno dopo migliorano in base ai difetti trovati.

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  11. fafnir

    Qui ti sbagli, noi siamo il reparto di collaudo e in alcuni casi R&D di molte aziende e non siamo neanche pagati, anzi paghiamo noi.
    D'altronde non è possibile produrre novità a questi ritmi testandole adeguatamente, non c'è proprio il tempo.
    Intanto buttano fuori, se va bene bene altrimenti l'anno dopo migliorano in base ai difetti trovati.

    Quello che dico io è che non ha senso correre dietro sempre "all'ultimo ritrovato della tecnologia" . Non mi stupisco che, per vendere, le aziende buttino sempre fuori "novità" spacciandole per tali ogni anno. Si chiama mercato. Magari non è "etico" ma è normale sia così. Basta guardare gli spot in TV. il prodotto quando lo acquisti è sempre come te lo hanno fatto vedere nello spot?
    Comunque, secondo me, un pò di evoluzione c'è sempre anno su anno e te ne accorgi passando da un prodotto un pò "datato" ad uno nuovo.
    Difficilmente correndo dietro alla novità anno su anno (e vendendo i reni x farlo 😉 ).
    Tanto poi alla fine contano le gambe 😉

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  12. p84

    Dietrofront !!
    Ieri: off set enorme = rivoluzione ciclistica in meglio
    Oggi: off set ridotto = rivoluzione ciclistica in supermeglio

    Aspettando il glorioso ritorno delle rivoluzionarie 26..

    Io mi sono portato avanti restando indietro. Una bella 26 vecchia di pacca.

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  13. bortolucamtb

    "In questi ultimi tempi questo parametro è stato messo in discussione da alcuni produttori (Transition e Mondraker in primis) che propongono forcelle con offset ridotto." cit

    La YT nel 2016 sulla Jeffsy, metteva già la pike con l'offset 46mm. Magari è sfuggito ai più…

    Stai sbagliando a formulare la frase, non è che montava già i 46 mm ma montava ANCORA i 46 mm.
    Ti sei perso un passaggio di questo film da quattro soldi, le 29 avevano inizialmente 46 mm poi sono passate a 51 mm (ovviamente l'innovazione assoluta fino a pochi mesi fa) e adesso di nuovo giù. Ma non di nuovo a 46…un peletto di meno, giusto per far cambiare tutto ancora.
    Anche la enduro 29 2015 aveva la pike 46 mm.

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