Scott Hypersonic Spark: la nuova creazione di Dangerholm

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Vi ricordate di Gustav Gullholm, aka Dangerholm, il norvegese naturalizzato svedese che personalizza le bici Scott creando degli esemplari unici e incredibilmente curati? Vi avevamo parlato di lui in merito a uno dei suoi progetti più arditi, la Spark in versione Hyper con comandi super minimali e cavi interamente nascosti.



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Ora Gustav è tornato a lavorare su una Spark, il nuovo modello con ammortizzatore interno al telaio, realizzando una customizzazione molto particolare che vede protagonisti il rosa, il grigio carbonio e il brillante alluminio lucidato.

La base di partenza la vediamo nella foto seguente, da qui in avanti Dangerholm ha sverniciato il telaio e alcuni dei componenti, ha curato tutti i dettagli dei nuovi componenti per poi assemblarli sul telaio riverniciato con una livrea unica e davvero accattivante.

Di seguito vediamo la lista dei componenti che Dangerholm ha adottato nell’allestimento della sua Hypersonic Spark, selezionando con cura l’equilibrio tra prestazioni, leggerezza ed estetica. Il risultato ferma l’ago della bilancia a soli 9.193 grammi.

Dangerholm / Scott

 

Commenti

  1. AlfreDoss:

    Quello che trovo più orrendo è quel manubrio con stem integrato, ha una forma che mi ricorda le bici da supermercato in mano ai bambini quando hanno il manubrio montato al contrario...
    Il manubrio sarà anche efficace e costosissimo, ma in effetti è di rara bruttezza!

    Sul resto, se è come le altre trasformazioni che ha fatto, quindi concrete oltre che leggere, nulla da dire: è da considerare come una elaborazione in campo auto / moto.
    Il colore è soggettivo, ma il tizio è "particolare", non c'è da sorprendersi.
    Le ruote fanno impressione: 1 kg! Due mozzi (italiani tra l'altro) pesano come un DT 240 EXP posteriore (225 g).
    La base è già minimale sotto molti punti di vista. Dal vivo, originale accanto a elaborazione immagino si notino di più le differenze.
    Sarebbe interessante conoscere il prezzo, immagino sia stratosferico.
  2. Roswell:

    In realtà le forcelle a steli rovesciati sono parecchi anni che ci sono sia da XC che da enduro il problema è avere una forcella valida purtroppo come rigidità qualcosa perdono non avendo il traversino
    nell'enduro serio sono la scelta primaria
    albatros_la:

    La forcella a steli rovesciati sarebbe soltanto la terza volta (se non me ne sono persa una quarta) che viene vista come "il futuro", salvo poi tornare indietro al robusto e affidabile "passato" entro brevissimo tempo.
    Con le gambe da cavallo che si ritrova e le pendenze ben poco alpine della Scandinavia, forse il 40 lo tira avanti bene. Comunque ha una cassetta "corta": pignoncino da 11 e pignone grande da 46.
    11/46 e corona 40 fanno venire male alle gambe solo a leggerlo
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