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[Test] Bianchi Methanol SL 29.2

[Test] Bianchi Methanol SL 29.2

23/01/2015
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23/01/2015

Apriamo l’anno dei test 2015 per l’xc nuovamente con una Bianchi. Questa volta in test è la Methanol SL 29.2, front con ruote da 29 pollici, con allestimento 2015.

Un telaio usato dal Team Bianchi I.Idro Drain in coppa del mondo, il Methanol SL, come quello in versione full e quello front 27.5 da noi testati nei mesi scorsi, è composto da 3 tipi di fibre di carbonio unidirezionali Toray 40T, 30T e T700, con nervature di rinforzo ERS (Embedded Reinforcement Construction) particolarmente nella zona sterzo, nel downtube basso e nel retrotreno e con un tubo obliquo TWT (Triple Wall Tube), rivestito nella parte centrale di un foglio di carbonio supplementare, e con un brevetto Bianchi, il Ti-Net, utile a proteggere il downtube nella sua parte inferiore dagli urti delle pietre attraverso l’inserimento di una lamina a rete di titanio.

Angolo di sterzo di 71.5 gradi  in taglia L e XL con un tubo sterzo conico e movimento centrale pressfit 30 da 73 mm. Differenti rispetto ai modelli full 29 e front 27.5, sono il passaggio cavi totalmente esterno al telaio e lo sgancio posteriore che è un classico QR9 da 135 mm di battuta. Il reggisella è integrato, analogamente alla versione da 27.5.
Peso del telaio in versione 19, quella intermedia, dichiarato 1.190 gr. per un costo di 1.990 euro.

Methanol front 1

La Methanol Sl 29.2 è il modello intermedio della gamma Methanol delle front da 29”, ha un costo di listino di 4.990 euro, nella versione base con ruote Crank Brothers Cobalt 2 e con upgrade opzionabile già in acquisto con sovrapprezzo di 250 euro per il montaggio delle Dt Swiss Spline One xr 1501.

Methanol front 3

Allestimento

Il modello avuto in test è stato montato sostanzialmente come da catalogo,  con l’unica differenza dei freni, dei Formula C1 in luogo degli Shimano Deore M615.
La forcella è una Fox Float 29 Evolution Series CTD con steli da 32mm ed escursione da 100mm, regolata da comando remoto sul manubrio selezionabile sulle tre posizioni Fox CTD (Climb/Trail/Descend). Peso da noi rilevato da della forcella comprensivo del comando a distanza, 1750 gr.

Methanol front 4

Nella trasmissione, troviamo la prima vera novità rispetto ai modelli degli anni precedenti. Un gruppo completo (cambio, deragliatore, catena, comandi , cassetta e guarnitura) tutto XTR 2 x 11 velocità con rapporti 11-40 per la cassetta e 36-26 per la guarnitura. Impianto frenante Formula C1 con dischi Formula a sei fori da 180mm l’anteriore e 160 il posteriore (128+102 gr.), reggisella Ritchey WCS, manubrio FSA Sl-K Flat Carbon da 690 mm e attacco FSA SLK in alluminio da 100mm, Sella Fizik Tundra M5 (peso rilevato 229 gr.).

Methanol front 7

Ruote DT Swiss Spline One xr 1501 con perno passante anteriore e quick release posteriore.
Peso rilevato delle ruote, pari a 1333 gr. l’anteriore e 1454 gr. il posteriore, compresi i copertoni Hutchinson Black mamba 2.0 (peso rilevato 495 gr.) e i dischi Formula da 180/160. Peso delle ruote calcolato per differenza quindi, pari rispettivamente a 710 gr. e 857 gr. per un totale di 1567 gr. nude. Davvero niente male per delle ruote factory da 29.

Methanol front 6

La prova sul campo

Dopo averla usata per il recente test della forcella Lauf che trovate qui, abbiamo testato la SL 29.2 nella sua configurazione standard, quindi con la forcella Fox, in altre 8 uscite per un totale di 247km, nei più diversi frangenti di utilizzo che si possono trovare in una competizione, su percorso utilizzato usualmente per i test onde poter cogliere di volta in volta pregi e difetti delle bici testate.

Methanol front 12

Fortunatamente non abbiamo mai trovatiterreni molto fangosi, sicchè i classici copertoni che montano molte mtb da xc di casa Bianchi, ossia gli Hutchinson Black Mamba 2.0 tubeless ready, in questo caso non sono stati significativamente penalizzanti. Si tratta, infatti, di copertoni semislick da utilizzare preferibilmente per fondi asciutti e compatti e che al posteriore possono essere relativamente penalizzanti. All’anteriore, usati in condizione di viscido, bagnato e fangoso, pregiudicano nettamente la tenuta laterale e la decelerazione a ruota dritta, non permettendo alcuna confidenza, né errori di sorta.

Methanol front 9

Soprattutto all’anteriore rimane preferibile montare copertoni che, pur pagando qualcosa in termini di scorrevolezza, forniscano buon grip in frenata e sufficiente tenuta in curva, oltre ad essere più versatili. Meglio un setup che consenta di adattarsi a molteplici condizioni (tratti sassosi, tratti umidi, tratti scorrevoli), che in una gara si possono sempre trovare, anche nel corso dello stesso tracciato, piuttosto di utilizzare soluzioni monouso che vanno subito in crisi in frangenti diversi da quelli per cui son pensati. Una buona confidenza generale col mezzo rimane da preferirsi rispetto alla migliore efficienza in un frangente.

Salita

E’ sicuramente l’uso per cui una bici da xc deve rendere al meglio. Reattività, rigidità, leggerezza, equilibrio nelle geometrie che consenta una posizione redditizia in pedalata, adeguata rapportatura della trasmissione sono le qualità che un xcista cerca nel proprio mezzo da salita. In questo campo la Methanol in test non delude. Reagisce prontamente alla forza di pedalata, non dando alcuna impressione di dispersione di potenza, scatta via bene nei rilanci e nei cambi di ritmo e di pendenza, rimanendo, nello stesso tempo, ben equilibrata e non eccessivamente nervosa nei tratti sconnessi, nonostante delle ruote piuttosto rigide e dei copertoni di sezione non troppo generosa (lo ricordiamo 2.0).

Methanol front 10

E’ abbastanza leggera come mezzo (9.66 kg senza pedali), seppur certamente migliorabile con accorgimenti nemmeno troppo costosi (sella in primis). Il diametro delle ruote da 29 fa il resto nello scavalcamento di gradini e ostacoli del terreno. Perfettamente azzeccata è la soluzione della corona piccola da 26 denti che abbinata ai 40 del pignone più grande, consentendo sufficiente margine per andare agili anche nelle salite più impegnative e per bikers meno allenati.

L’efficienza della trasmissione XTR 2×11 è una garanzia assoluta in termini di efficienza ed affidabilità. Volendo trovare un difetto ai nuovi comandi XTR, si può sottolineare come la leva piccola del comando del cambio posteriore funzioni in cambiata multipla solamente in modalità push, mentre in pull (richiamo della leva verso di sé) la cambiata possibile è solamente singola e non multipla. Interessante il funzionamento del comando del deragliatore anteriore che con un diverso tiraggio del cavo funziona a doppio o triplo scatto potendosi adattare sia ad una doppia che ad una tripla corona.
Ovviamente presente nel cambio posteriore la leva di blocco della gabbia. Un opzione, a gabbia bloccata, che sicuramente in discesa evita al 100% sorprese di caduta della catena, ma che rende la cambiata un filino meno precisa e, sicuramente, non azionabile a piacimento con prontezza, almeno non quella necessaria nelle fasi concitate di una competizione.

Methanol front 8

In piedi sui pedali, pur a forcella bloccata, la Fox mantiene sempre quel minimo di affondamento ormai sempre più frequente nelle forcelle attuali ma comunque fastidioso.

Discesa

In questo frangente le front da xc vedono tramutati in elementi di criticità quelli che in salita sono dei pregi, in primis geometrie sbilanciate sull’anteriore, reattività e rigidità.
In questo caso, invece, l’SL 29.2 mantiene quella dote di non essere eccessivamente nervosa in salita, cosa che ne facilita la guida sullo sconnesso. La forcella Fox manifesta un affondamento e un ritorno sempre molto progressivi, rendendo la bici una delle più permissive e “facili” di quelle da xc da portare in discesa. A fare da piccolo contraltare vi è una certa “pigrizia” della bici nei cambi di direzione e nel guidato molto stretto, in cui risulta un po’ macchinosa nella conduzione di curva. E’ questa forse la maggior differenza con la sorella da 27.5 che abbiamo testato nel gennaio scorso, che invece faceva proprio della estrema agilità uno dei propri punti di forza (e di divertimento).

Methanol front 13

La larghezza della piega, 690mm, troviamo che sia della misura ideale come compromesso fra una buona maneggevolezza nella guida e, allo stesso tempo, nell’assumere una posizione pedalata in salita efficiente in fase di spinta e raccolta ed aerodinamica in pianura, almeno per una front da xc con ruote da 29.

Buono l’impianto frenante, lo ricordiamo Formula C1 con dischi 180/160, mai eccessivamente brusco e sempre ben modulabile, che non ha mai dato accenni di fading anche in discese più lunghe.
Sorprende un po’ nei tratti veloci pedalati, in particolare le discese, l’opzione Shimano della corona da 36 come corona grande, che unita all’11 posteriore è veramente troppo corta, inducendo a pedalare a vuoto già poco oltre i 40 kmh. Almeno una corona da 38 se non da 39 sarebbero ben più idonee, tanto più che in presenza di una piccola da 26 non dovrebbero presentare inconvenienti nel dover gestire un eccessivo salto di denti.

Una sella più leggera (di serie Fizik Tundra M5, pero rilevato 229 gr.) potrebbe già togliere almeno un etto senza una spesa esagerata.

La Methanol con la forcella Lauf

Lauf 19

Con la forcella Lauf il comportamento della Methanol era ben diverso in numerosi frangenti. La differenza di ben 820 gr. fra le due forcelle rende l’anteriore molto più leggero, consentendo cambi di direzione molto più rapidi e una bici generalmente più agile e pronta, oltre che più performante in salita. In discesa tuttavia, la guida diventa molto impegnativa, specialmente ove non vi è una traiettoria filante e pulita da seguire. Con la Lauf, un uso per delle competizioni xc pure può certamente essere redditizio piuttosto della Fox di serie.

Inconvenienti riscontrati

Tiraggio del cavo deragliatore piuttosto allentato all’arrivo della bici, che faceva di fatto funzionare il comando come un 3 velocità anziché un due come la guarnitura montata. Inconveniente facilmente risolto, peraltro, e che ci ha dato modo di verificare l‘accennata versatilità di utilizzo del comando. La cambiata, peraltro, funzionava lo stesso, avendo solo uno scatto intermedio a vuoto.

Conclusioni

La Bianchi Methanol Sl 29.2 per pregio nella qualità dei componenti, prestazioni e in rapporto al prezzo, è una ottima opzione per chi si dedica a competizioni come Granfondo e marathon. Non è mai eccessivamente impegnativa e quindi meno stancate nella guida di altre front del genere. Ciò la rende adatta anche a gare di durata maggiore delle classiche xc da 90/100 minuti tirati alla morte. La rapportatura consente margine anche in salite lunghe e impegnative tipiche delle gare in linea, specie di quelle sulle Alpi, così come il telaio Methanol Sl garantisce reattività nei cambi di ritmo tanto frequenti nelle xc pure. Una bici, insomma, che può essere condotta con proficuità tanto in una xc, quanto in percorsi di ben più lungo respiro, purchè non eccessivamente impegnativi dal punto di vista tecnico. Molto ben curati appaiono i dettagli estetici così come azzeccate le scelte nell’assemblaggio dei componenti, tutti coerenti con l’utilizzo per cui la bici è venduta.

Prezzo bici completa: 4.990 Euro
Prezzo telaio: 1.990 Euro

Bianchi.com

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micim82
micim82

ma il nuovo xtr non monta solo guarniture con 10 denti di differenza? 34-24 36-26 38-28

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Quella del test, come ho scritto, è appunto una 36-26. Se Shimano monti o possa montarne delle altre non saprei. Di certo il 36 è corto con l’11 dietro, almeno per una bici da xc. Io ci metterei almeno una 38.

Anto62
Anto62

36:11 corto con 29′? Il rapporto è 3,27, cioè poco più lungo xx1 base che è 3,2. Piuttosto è strano il 26, io avre fatto un 28. In sostanza diventa una doppia monocorona. Per alcune gare nervose e con poco da spingere, solo il 28, per altre, piattoni argini ecc. solo il 36. Ma una doppia pura come quella contro xx1, in gara xc è oggi insensata. Il 26:40 è troppo corto per qualsiasi agonista con un minimo di allenamento, non dimentichiamo che 28:40 sviluppa 0,7, mentre xx1 con 32, 0,76 (10%in più ), il 36 lo sfrutti solo nei trenini e nei rilanci in falsopiano in discesa.
Certo che 5000 euri per un bici da quasi 10k, o ha grandi doti dinamiche, ma proprio grandi, o fa molto tendenza, o meglio altro.

gabrireghe
gabrireghe

ti quoto in tutto!

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Sono d’accordo in ben poco di quel che hai scritto. Col 36/11 già a 40 frulli a vuoto = tratti veloci o in semidiscesa, inutile pedalare. Una cosa è provare sul campo le cose altra è prendere un file excel e fare solo i calcoli, che può a volte essere fuorviante. Poi parli di doppia monocorona….no, perchè le corone della doppia sono spostate ai lati rispetto ad un monocorona e incroceresti troppo usandone solo una come dici tu. E ancora: non esiste xc, per quanto poco da spingere, che ti serva/basti un 28. Così come in quelle da argini e piattoni, col solo 36/11 ti escono le gambe dalle anche dopo un giro….se sei un minimo allenato. Infine, se rileggi le conclusioni del test, emerge che la bici di cui stiamo parlando, emergerebbe meglio in gf e marathon più che nelle xc, sia per il tipo di trasmissione che per la manegevolezza, quindi stiamo parlando di un uso per il quale, pur potendolo fare, non emergono le migliori qualità della bici. Per le xc pure, quali che siano, senza pastrocchi, adattamenti, doppie monocorona ecc.ecc., la mia opinione è che la miglior trasmissione sia il monocorona a 11 stop. E magari una 27.5 (che Bianchi fa proprio col monocorona). Ovvio che poi con questa bici ci si possano tranquillamente fare anche le xc, senza sentirsi penalizzati, così come con una 27,5 con monocorona ci si possano fare gare più lunghe delle xc (già, però, con maggiori fattori controindicativi). Lo scopo dei… Read more »

meridamatt
meridamatt

pur essendo innamorato di uesta bici mi chiedo cosa ci facciano quei freni su una bici da 5000 euro…inoltre, sempre parlando di freni, non capisco perchè bianchi continui a posizionare la pinza posteriore sul fodero obliquo e non tra i foderi come tutte le altre top di gamma.
comunque fantastica.

s1x
s1x

Perché la pinza tra i due foderi non è necessariamente la soluzione migliore, è soltanto una diversità spacciata per progresso. Il fodero obliquo è meno sollecitato dal terreno rispetto all’orizzontale. Inoltre l’angolo costituito dall’incontro tra i due foderi non rimane invariato durante il percorso, sopratutto nei telai in carbonio, spesso strutturati proprio per assorbire con flessioni minime le sconnessioni del percorso. Quindi tra le due soluzioni freno non è così semplice stabilire quale sia migliore. Personalmente propendo per la vecchia concezione

meridamatt
meridamatt

tutto chiaro!

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Quei freni, come scritto nel test, sono solo sulla bici test. Quelli da catalogo sono altri.

mountaindoctor
mountaindoctor

Che sarebbero comunque dei Deore, su una bici da 5000 €. L’appunto di @meridamatt resta valido a mio avviso.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Non ho detto che il suo appunto non sia valido, nè che lo sia. Semplicemente ho evidenziato che non sono quelli del test i freni di serie.

mountaindoctor
mountaindoctor

Andrea, l’appunto riguarda il montare dei feni di fascia bassa su una bici montata tutta XTR, che costa sui 5000 €. Che siano Deore o C1 non cambia molto 😉 . Nessuna critica all’articolo, che anzi ha un taglio adatto al tipo di bici e alla sua destinazione d’uso (es. il considerare, come sulla Rose Thrill Hill, la rapportatura troppo corta per uso XC/Marathon).

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Guarda, sul livello dei freni rispetto al resto della componentistica, indubbiamente si può obiettare. Io come tester posso confermare che i C1 non andavano affatto male, almeno nel corso del test. Se poi possono essere inferiori come durata nel tempo, non lo so, così come posso immaginare che siano più pesanti degli xtr, per quanto poi una differenza del genere possa essere avvertibile. Non vi è stato modo di metterli alla prova su discese interminabili, del resto nemmeno la bici in sè è pensata per quel tipo di discese. Ovvio che un set di freni di pregio arricchisca il valore della bici, che in questo caso, in quanto a valutazione della componentistica, non è infatti stata giudicata 5 stelle.

Marco Quagliato

I freni di serie sono i Deore di fascia più bassa ancora rispetto ai C1, credo. Non so come Bianchi possa mettere freni di livello basso di mercato su bici da 5000€ per uso XC dove la frenata è molto importante.
Ditte concorrenti di pari livello allo stesso prezzo ti mettono gli XTR M9000 come freni…
Boh!

adry.grotti
adry.grotti

Amo questa bike ma, sarebbe stata fantastica se avesse adottato (passaggio cavi meglio esterni) aspetti tecnici come pp e attacco pinza freni posteriore della sorellina…

superpit
superpit

per settembre 2015 (probabilmente già marzo 2015) esce la nuova versione, col CounterVail e gli aggiornamenti della 27,5. questo è un colpo di coda, per vendere le varie rimanenze. il prezzo sicuramente aumenterà, il business è business, ma se dovessi comprarla preferirei aspettare 9 mesi… anche perchè teoricamente arriva anche lo sram 2×11…

fede3012
fede3012

La methanol 29 è un progetto nato nel 2012, anche se tre ani di vita sembrano pochi nel mondo delle mtb sono un eternità! Vedi passaggio cavi esterno e mozzo posteriore con qr.
Dopo averci pedalato per un anno per me nel veloce è stabile e infonde sicurezza mentre nel tecnico lento qualcosa paga rispetto alle 27.5 e alle 29 di ultima generazione. Per le marathon è un mezzo azzeccato.
IMHO bianchi tiene i prezzi decisamente più alti rispetto a altre marche italiane a parità di allestimento.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Pur non avendoci pedalato così tanto come te, noto che le tue impressioni non si discostano dalle mie. Stabile , ma un pò macchinosa sul lento.

The leg
The leg

Confesso che, da tifoso del made in Italy, speravo in qualcosa di più.
Credo di avere capito che ci troviamo di fronte ad una onesta front con doti che non spiccano in alcun campo di utilizzo e con un allestimento sul quale qualunque biker da pettorale metterebbe subito mano (freni, sella, copertoni=300/350 euri).
Spiccano il blasone del marchio, il pregio del carbonio e l’attrattiva XTR.
Bastano a giustificare l’assegno da staccare? Ho grossi dubbi.

s1x
s1x

Cmq un test ben fatto e molto ponderato nelle valutazioni, i complimenti sono d’obbligo !

Balandi
Balandi

ottimo test, molto dettagliato e preciso.

mi chiedo solo perche bianchi non faccia i montaggi piu richiesti al momento ovvero trasmissione xx1, cerchi in carbonio e forcella rs1

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

La 29.1 ha l’xx1….con l’opzione per i Cobalt11. Non direi però che sia roba tra le più richieste (a parte un pò l’xx1). E’ la roba più sognata forse, ma se ne vendono pochette tutte allestite così. Bici allestite con xx1 + ruote in carbonio, più magari l’rs1 costano come una Bmw 🙂

Balandi
Balandi

hai ragione, forse la canyon da 5.2 allestita cosi è una fuoriclasse. in effetti tutte le altre, tipo speci costano anche 7/8 con quegli allestimenti. qualcuna ne ho vista in giro, ma molto poche in rapporto alla mole di bici viste

85549
85549

da una bianchi mi aspetterei un`estetica decisamente migliore.