[Test] Forcella DVO Diamond

[Test] Forcella DVO Diamond

09/10/2015
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09/10/2015

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DVO è entrata nel mercato delle sospensioni qualche anno fa, con il lancio della Emerald, una forcella da DH a steli rovesciati. Più recentemente il marchio americano ha lanciato una forcella da enduro, la Diamond, sviluppata con l’aiuto di Cedric Gracia. Come la Emerald, anche la Diamond offre un paio di caratteristiche non disponibili su prodotti della concorrenza. Inizialmente abbiamo provato una Diamond proveniente dalla pre-produzione e, dopo pochi mesi, DVO ci ha mandato una forcella di serie, oggetto di questo test.
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Caratteristiche

Regolazione della compressione alle basse velocità (6 click, pomello esterno).
Regolazione della compressione alle alte velocità (24 click, pomello esterno).
OTT “Off The Top”: regolazione precarico della molla negativa tramite un pomello azionabile con chiave esagonale da 5mm.
Sistema a cartuccia sigillata.
Parafango integrato.

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Specifiche

Escursione: 140mm, 150mm, 160mm, settabile grazie a degli spacer interni.
Piastra: a forma cava, forgiata in CNC: 27.5 = 44mm Offset / 29″ = 51mm”
Distanza dal perno alla piastra: 27.5″ : 160mm=555mm / 150mm=545mm / 140mm=535mm
29″ : 160=572mm / 150mm=562mm / 140mm=552mm
Steli: 35mm, in alluminio.
Disponibile per ruote: 27.5” e 29”
Perno passante: 15mm Quick Release
Peso: 2100 grams
Cannotto: alluminio
Foderi: magnesio
Diametro dischi : 160mm-203mm
Colori: nero, verde
Prezzo : 1.090 Euro

Analisi statica

Già dalla prima occhiata si può dire che questo sia un prodotto robusto e molto ben costruito, con tante possibilità di regolazione, più di ogni altra forcella disponibile sul mercato. Unico è il OTT (Off The Top), che deriva dalla sorella maggiore DVO Emerald DH. Questa regolazione consente di intervenire sul precarico della molla negativa tramite un pomello azionabile con chiave esagonale da 5mm. Il range di azione è di 14 giri completi, suddivisi in 84 posizioni. Tramite questa regolazione si gestisce il carico di stacco della parte iniziale della corsa della forcella. Intervenendo sull’OTT si può quindi scegliere se sfruttare l’elevata sensibilità della Diamond o se renderla più sostenuta nella prima parte di corsa, senza intervenire sulla curva di compressione del resto della corsa. La parte centrale, molto plush, e la parte terminale della corsa, piuttosto progressiva, vengono gestite separatamente dalla parte iniziale tramite il volume dell’aria e i registri in compressione. L’interazione tra questi parametri consente la personalizzazione della curva di compressione della forcella.

La regolazione della compressione alle basse velocità è molto immediata, grazie a soli 6 click numerati. Questa regolazione, oltre a influire sul comportamento in discesa della forcella, offre una sorta di piattaforma stabile per contrastare le forze indotte dalla pedalata in salita o nei trail misti.
Quella alle alte è un po’ più vaga, perché i 24 click non sono facili da contare, soprattutto se vi si mette mano a lato del sentiero.

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Ben pensato il parafango incorporato. Certo, è facile montare un marsh guard, ma un dettaglio così non è altro che benvenuto, non solo per proteggere la faccia del rider dal fango, ma anche per evitare che lo sporco si insinui negli steli, nel lungo termine. Se dobbiamo trovare qualcosa che non va, è la sua forma piuttosto appuntita del paragango che eventualmente potrebbe causare dei problemi se si cade malamente. In ogni caso, può venire smontato molto velocemente grazie a tre viti fissate dietro all’archetto.

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Il perno passante e lo sgancio rapido sono semplici, puliti e minimalisti. La leva può venire ruotata e fissata in qualsivoglia direzione .
Infine le grafiche: sui gusti si può discutere all’infinito, ma secondo noi è proprio bella da vedere.

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La grafica della forcella di serie è molto meglio di quella pre produzione (nella foto qui sopra). Per i super fan di DVO che vogliono il verde ovunque sulla bici, esiste una linea di Spank per soddisfare i propri bisogni cromatici.

Setup

Durante la prima uscita abbiamo usato le regolazioni consigliate sul sito DVO. Sito, fra l’altro, molto ben fatto.

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Il tester pesa 84 kg, e il set up era il seguente: 20% di sag, 125 PSI, 7 rotazioni del OTT, 10 click sul ritorno, 3 click di compressione alle alte e 2 click alle basse. Da notare che la Diamond esce dalla scatola con un’escursione di 160mm, ma si possono usare i due spacer inclusi nella confezione per ridurla a 150 o 140mm. Noi l’abbiamo sempre usata con 160mm, su bici da enduro con altrettanta (o quasi) escursione posteriore come la Trek Slash, la Giant Reign, la Norco Range ed ultimamente la Evil Insurgent.

Sul campo

Come detto prima, all’inizio della prova abbiamo usato una forcella pre produzione per tre mesi, senza riscontrare alcun problema, ma DVO ha poi insistito nel darcene una di serie, in quanto avremmo potuto avere, secondo loro, dei problemi di qualità.

Con 2100 grammi la Diamond è la forcella più pesante nella categoria enduro, se paragonata ai riferimenti di mercato come la Rock Shox Pike o la Fox 36. Detto questo, è molto robusta ed ha più regolazioni delle forcelle menzionate.

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Durante la nostra prima uscita siamo rimasti veramente a bocca aperta per la sensibilità sulle piccole asperità. Questa forcella risponde ad ogni minima sollecitazione. Dopo un po’ di tempo abbiamo notato che usavamo tutta l’escursione un po’ troppo spesso e che affondava troppo facilmente in staccata e nelle curve in compressione. Abbiamo così sperimentato diversi set ups con l’OTT, ma questo va a toccare la prima parte della corsa e non ha influenzato particolarmente il comportamento a metà della corsa. Abbiamo così aumentato la pressione a 132 PSI. Quei 7 PSI hanno fatto una differenza enorme: non riuscivamo ad usare l’intera escursione e la forcella era diventata piuttosto nervosa. Per di più, il supporto a metà del travel non era ancora sufficiente. A quel punto abbiamo cominciato a giocare con la curva di progressione.

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Nella Pike o nella 36 si può cambiare la progressione semplicemente togliendo o inserendo dei riduttori in plastica. Nella Diamond è necessario mettere mano all’olio. Bryson Martin Jr. ci ha consigliato di mettere 5 o multipli di 5cl di olio alla volta, inserendolo togliendo il coperchio su cui si trova la valvola per immettere l’aria.
Abbiamo cominciato con 15cl usando una vecchia siringa per lo spurgo dei freni, dopo averla pulita accuratamente (altrimenti la forcella verrà danneggiata), ed ecco che la Diamond cambia il suo comportamento a metà del travel, diventando molto vivace, facile da pompare sui salti e molto sostenuta nelle curve in compressione. Malgrado avessimo diminuito la pressione a 128 PSI e avessimo ridotto l’OTT, non eravamo però in grado di usare tutto il travel. Abbiamo dunque tolto 5cl di olio, ed ecco risolto il problema. Il comportamento della Diamond ora era perfetto.

Anche se è un po’ più complicato giocare con l’olio, il lato positivo è che non esistono limiti dati dai riduttori in plastica per trovare il proprio set up preferito.

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Trovata la regolazione giusta, è ora di parlare della struttura della Diamond. Con steli da 35mm ed una costruzione decisamente robusta, si attesta a metà strada fra la Pike e la 36, considerando quest’ultima addirittura troppo rigida in certe situazioni, mentre la Pike potrebbe essere più rigida torsionalmente quando si affronta del tecnico impegnativo.

Il modello in test ha un’offset di 44mm, lo stesso della 36, mentre la Pike ha 42mm. Su sentieri veloci e scassati abbiamo apprezzato la maggiore stabilità, senza che ci mancasse l’agilità nello stretto o nelle salite tecniche. Pensiamo che 44mm sia la misura magica e ci piacerebbe vederla su più forcelle  di questa categoria. Da notare che il modello da 29 pollici ha un offset di 51mm, anche questo molto aggressivo. Stiamo provando una Pike da 29″ con lo stesso offset e ci piace molto.

La Diamond non ha un comando di lock out, ma se qualcuno ne sentisse il bisogno su una forcella da enduro, basta girare il pomello della compressione alle basse velocità per rendere la forcella molto chiusa. Per il resto del riding, abbiamo usato al massimo 2 o 3 click, in dipendenza del tipo del sentiero. È stato una delle regolazioni che abbiamo usato di più e ci è piaciuta molto la sua facilità d’uso, senza essere bloccati su tre posizioni presettate come Climb, Trail e Descend.

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Conclusioni

La performance della Diamond è allo stesso livello, se non addirittura meglio, della concorrenza blasonata con il piccolo svantaggio del maggior peso. Anche il prezzo è in linea con la concorrenza, ma dove DVO ha fatto molto bene i compiti è nelle possibilità di regolazione, cosa che la rende consigliabile a biker di ogni livello. Se siete dei novizi, potete regolare la forcella perfettamente per il vostro peso e le vostre abilità. Se siete dei rider avanzati, potete settarla molto aggressiva.

La Diamond richiede del tempo e della manualità per essere capita a fondo e regolata secondo le proprie esigenze, viste le tante regolazioni. DVO lo sa, e per questo troverete un sito dove tutto è spiegato fin nell’ultimo dettaglio, in un linguaggio comprensibile anche al novizio (che sa l’inglese). Fantastico il “Top Loader” (OTT), una regolazione unica sul mercato.

In sintesi la Diamond ci è piaciuta molto per la sua sensibilità, la rigidità non esasperata del telaio e la gamma di regolazioni.

DVO Suspension

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