[Test] Ibis Mojo HD4 Team Replica

[Test] Ibis Mojo HD4 Team Replica

27/09/2017
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27/09/2017

A fine maggio 2017 Ibis ha presentato la nuova Mojo HD4, bici con ruote da 27.5 pensata per l’enduro. Rispetto al modello precedente, la casa californiana ha deciso di seguire il trend delle endurone più lunghe e più aperte. Non per niente l’angolo sterzo misura 64.9°, mentre il reach è stato allungato su tutte le taglie. Non poteva ovviamente mancare lo standard boost.

Il montaggio che vedete in questa prova è stato fornito dal distributore italiano 4Guimp e rispecchia quello usato dal team CMC Ibis nella stagione 2017 durante le EWS, se si eccettuano le ruote e le gomme. Va anche detto che la squadra ha usato l’HD3.
La bici sarà visibile a FLOW di Finale Ligure a partire da venerdì 29 settembre presso lo stand 4Guimp. Si tratta esattamente di quella usata nel test, mentre per ottobre sono disponibili alla vendita solo 10 esemplari.

La Mojo HD4 Team Replica in sintesi

Materiale telaio: full carbon
Formato ruote: 27.5”
Schema sospensione: DW Link
Geometrie variabili: no
Corsa ant/post: 160/150 mm
Boost posteriore: sì
Forcella boost: sì
Ammortizzatore metrico: no (200×57 mm)
Ruote e coperture tubeless ready: sì
Trasmissione: 1×11 (32T ant / 9-44 post)
Attacco per deragliatore: no
Attacco ISCG 05: sì
Attacco portaborraccia: sì
Garanzia telaio a vita: no, per 7 anni
Peso rilevato tg. M: 13.830 kg
Prezzo: 7.790 Euro

Geometrie

La bici in prova è una M, il rider è alto 179cm. Ibis ha sempre avuto la tendenza a produrre bici con reach corti, dunque la decisione di allungarlo è stata senza dubbio buona, anche se non siamo in presenza di una misura elevata considerata la taglia. Lo stem da 40mm e il manubrio da 790mm danno una posizione centrale sulla bici, aiutati da un angolo sella di 74° che la rende ben pedalabile in salita senza fastidiose perdite di aderenza dell’anteriore, pur avendo lasciato diversi spacer sotto lo stem.

Analisi statica

Il telaio full carbon, in piena tradizione Ibis, mantiene le forme sinuose caratteristiche della Mojo. In particolare il triangolo anteriore, con i suoi tubi rotondeggianti e una colorazione originale ma non appariscente, è inconfondibile. Massicci sono i link che lo collegano al carro, con cuscinetti dalle dimensioni abbondanti che contribuiscono a dare al telaio una rigidità notevole. Lo spazio fra carro e bielle è minimo, ma non si sono create scheggiature della vernice dovute allo sporco alzato dalla ruota posteriore. C’è anche da dire che il test è durato solo due settimane, in condizioni prevalentemente di asciutto, quindi su questo tema non riesco ad approfondire più di tanto.

Il passaggio dei cavi è interno, tranne per quello del tubo del freno posteriore. Scelta azzeccata per evitare di doverlo spurgare ogni volta che lo si deve togliere per riparazioni o sostituzioni.

Il reparto sospensioni è affidato in toto a DVO, con una forcella Diamond ad aria (qui il nostro test dedicato) da 160mm, dotata di regolazione esterna del ritorno e della compressione alle alte e alle basse velocità, ed un ammortizzatore Topaz T3 Air (qui il nostro test) al posteriore. Riguardo a quest’ultimo, il suo ingombro non permette di usare una borraccia anche se il telaio è predisposto, perché il piggy back arriva troppo in basso. Sul sito Ibis si nota come la borraccia trovi spazio in combinazione con un Fox X2, il cui piggy back disassato può essere montato verso l’alto.
Le regolazioni esterne del Topaz sono quelle del ritorno e della compressione grazie ad una leva posizionabile in tre posizioni, da tutto aperto a tutto chiuso. Quest’ultima offre una buona piattaforma per pedalare in salita, anche se il DW Link non è certo lo schema di sospensione più incline al bobbing, anzi.

La trasmissione è una SRAM XX1 ad 11 velocità, con guarnitura e*13 TRS e corona da 32 denti, e pacco pignoni sempre e*13 con rapportatura 9-44. Per un test dettagliato di quest’ultimo vi rimando qui. Segnalo il movimento centrale filettato, i meccanici ringraziano. Sempre di casa SRAM sono i freni Guide RS con dischi da 180/160mm. Avete letto bene, 160mm è il diametro al posteriore, ma su questo tornerò durante la prova sul campo. Il reggisella è un KS Lev da 150mm, mentre il cockpit e la sella sono affidati a Chromag con un manubrio in alluminio largo 790mm.

Le ruote sono in carbonio, delle e*13 TRS Race Carbon con canale interno da 27mm, accoppiate ai relativi pneumatici latticizzati TRS1 rinforzati da 2.35+. Anche quelle sono state testate da noi separatamente. Interessante il mozzo, con 60 punti di ingaggio pari ad un angolo di 6+. Inconfondibile il loro look oversize. Un dettaglio pratico è il tappino della valvola posteriore, dotato di una protuberanza che serve ad aprire o chiudere la valvola Presta quando si mette il lattice, o nel malaugurato caso che si sviti quando si immette aria con una pompa la cui testa deve essere avvitata alla valvola stessa.

La tassellatura delle gomme è identica all’anteriore e al posteriore, molto aggressiva e con una doppia mescola, non la più morbida nella gamma e*13.

Il peso della bici senza pedali, rilevato sulla nostra bilancia, è di 13.830 kg. Non certo una piuma, ma nella media delle bici da enduro moderne.

Salita

Le mie aspettative in salita, per quanto riguarda le nuove “endurone” (nessuna esclusa), non sono molto alte, perché queste bici sono chiaramente state costruite per andare forte in discesa, e guadagnarsi la vetta in qualche modo, prevalentemente meccanizzato. La Mojo HD4, se non altro, ha dalla sua un’escursione posteriore di soli 150mm ed un sistema ammortizzante, il DW Link, molto neutrale in salita, anche ad ammo aperto. Questo significa che l’energia non viene dispersa dalla cinematica, ma piuttosto dalle gomme poco scorrevoli. Al posteriore il profilo della e*13 TRS+ non aiuta in questo senso, ma d’altro canto permette di arrampicarsi sullo sconnesso e sul bagnato molto bene, coadiuvato anche da una pressione relativamente bassa, grazie ai cerchi larghi.

Il blocco dell’ammortizzatore si sente, così come si sente un “Tlak!” metallico ogni volta che lo si riapre. La forcella non ha un vero e proprio blocco, però si può indurire chiudendo la compressione alle basse con l’apposita levetta, con un movimento veloce e facile da attuare anche quando si pedala. La rapportatura della trasmissione, con un 32×44 come rapporto più agile, richiede una discreta gamba, ma neanche troppa considerando che si è in sella ad una 27.5 e non ad una 29.

Sulle salite scorrevoli la Mojo HD4 si pedala bene, sul tecnico e sullo sconnesso ripido si sente l’anteriore aperto, cosa che richiede di spostare il peso del corpo molto in avanti per riuscire a tenere la traettoria. Il DW Link, in questi frangenti, si lascia apprezzare alla grande perché non tende ad insaccarsi, mantenendo così una posizione di pedalata centrale e soprattutto evitando che l’anteriore si alzi troppo facilmente.

Resta il fatto che non si faranno temponi in salita con questa bici, ma con la dovuta calma si arriva in cima dappertutto. Mi è anche piaciuta la sella, comoda ma al tempo stessa con una forma sportiva.

Discesa

A livello geometrico Ibis ha fatto centro, grazie ad un angolo sterzo aperto che infonde sicurezza nel veloce scassato, e ad un carro corto che imprime la dovuta agilità. A ciò si aggiunge una rigidità complessiva notevole, data anche dai cerchi in carbonio, che però non sfocia nello scomodo. In particolare la combinazione ruote + gomme e*13 si è rivelata azzeccata, visto che la forma dei pneumatici è quella giusta per non essere troppo squadrata e, in caso di “pizzicatura”, il cerchio non va a picchiare sulla zona priva di tasselli tagliando la gomma, come accade spesso con i cerchi larghi. L’unica foratura che ho avuto è stata causata da una roccia tagliente, riparata comunque con un vermicello.

Era la prima volta che provavo delle sospensioni DVO,  e ne sono rimasto positivamente impressionato. Devo anche dire che erano state controllate e settate da Accumotor di Lecco, centro specializzato in tuning e manutenzione per diversi marchi, quindi non mi ha stupito molto la fluidità iniziale sia della forcella che dell’ammortizzatore, senza doverci fare neanche un po’ di rodaggio.
Ho trovato il setup molto facile: una volta azzeccato il sag (attorno al 30%), sulla forcella ho sperimentato un po’ con le compressioni, in particolare quella alle basse perché mi dava più sostegno sul ripido. In ogni caso, mi è piaciuta per come lavora sensibile e sostenuta su tutto il suo travel, con una curva di progressione che si impenna a fine corsa. A proposito di corsa, sono riuscito ad usare quasi tutta quella dell’ammortizzatore senza però fare dei finecorsa indesiderati. Il carro con il Topaz non è quello più “plush” da me provato, ma dà un che di sportivo che ben si abbina alla tipologia di bici. Per esempio, pomparla sugli ostacoli è veramente facile, così da poter tenere la velocità anche su sentieri con tante radici o sassi fissi. La sospensione posteriore è piuttosto lineare, e diventa progressiva alla fine della corsa.

Sulla definizione di bici “sportiva” vorrei spendere qualche riga in più. Al momento ci sono delle enduro che sono delle schiacciasassi, ed il cui feeling è più quello di una DH che di una All Mountain maggiorata. Il lato positivo è che si mangiano via tutto senza battere ciglio, quello negativo sta nel loro comportamento nello stretto e nella giocosità limitata. La Mojo HD4 non è un panzer, ma richiede una guida attiva che trova il suo forte su quei sentieri guidati dove ogni tanto c’è anche da dare qualche colpo di pedale. In pratica, stiamo parlando dei sentieri alpini dove gli ostacoli sono onnipresenti in forma di rocce, curve strette, rampe e radici. Su questo tipo di terreno si apprezza al meglio il DW Link ed il reach non estremo, oltre al travel posteriore di 150mm, a parere di chi scrive un’ottima scelta per mantenere la bici il più vivace possibile, in combinazione con una cinematica che va bene non solo in discesa.

I freni non sono all’altezza del resto: i Guide RS non si possono annoverare fra quelli più potenti, meno che mai se al posteriore si trova un disco da 160mm. Sulle lunghe discese patiscono il surriscaldamento, e bisogna imprimere molta forza alle leve per ottenere una frenata soddisfacente. A ciò si aggiunge la mancanza della rotellina di regolazione della distanza delle pastiglie, così che dopo qualche uscita le leve, da tirate, già arrivavano vicino alle manopole. Se proprio si vuole rimanere sugli RS (anche se su una bici di questo calibro ci vedrei meglio gli RSC o gli Ultimate, in casa Sram), bisognerebbe almeno montare un disco da 200mm all’anteriore e 180mm al posteriore.

Conclusioni

Il travel posteriore di 150mm e una cinematica che brilla anche sul pedalato rendono la Ibis Mojo HD4 molto agile e reattiva, adatta quindi a percorsi alpini e non solo a discese a tutta in ambito delle gare enduro. Sul veloce l’angolo sterzo aperto e la combinazione ruote + gomme e*13 infondono sicurezza, mentre i freni sono sottodotati per l’ambito d’uso. Il reparto sospensioni di DVO è stato una piacevole sorpresa.

4guimp 
Ibis
Ibis su Ebay

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C
cowboykite80

La bici in prova è una M (163-175), il rider è alto 179cm
Come si é trovato il tester?

gargasecca
gargasecca

Mi pare di capire…”nulla di speciale”…

S
Swiggy

a me è parso di capire, invece, un’ottima bici, e molto sicura, per fare escursioni ovunque..
ps: bella recensione

H
hawk91

Dove è stata provata?

P
pagliao

Quidi il topaz ha un blocco totale?

jimmy27
jimmy27

Vorrei spezzare una lancia in difesa dei freni sram rs, basta mettere delle pastiglie buone ( non le originali ) e frenano bene anche con i dischi piccoli

M
MAX80

Verissimo..sulla SJ ho 180 davanti 160 ditro e una volta sostituite le pastiglie è scomparsa anche l’esigenza di aumentare i dischi

U
uomoscarpia

che marchi? io ho gli ultimate ma ho sempre preso sram organiche e semimetalliche, sinceramente non mi ci trovo male

M
marcols

Mhaaa spendere oltre 7000 euro x poi avere solo cambio 1x11v freni inadeguati e anche se nn fa la differenza….. Ammo non metrico…..
Secondo la mia opinione…… E ripeto la mia……. Non conviene……. A questo punto prenderei l’ultima mde Provata…… Meno di 4000 euro per 0,5 kg in più……….

M
mastroxc

Quoto!

salukkio

[QUOTE="marcols, post: 8224209, member: 104752"]Mhaaa spendere oltre 7000 euro x poi avere solo cambio 1x11v freni inadeguati e anche se nn fa la differenza….. Ammo non metrico…..

Secondo la mia opinione…… E ripeto la mia……. Non conviene……. A questo punto prenderei l'ultima mde Provata…… Meno di 4000 euro per 0,5 kg in più……….[/QUOTE]

ma perché avete tutti la fissa dell'ammo metrico??

S
scnia

Più che una fissa credo purtroppo sia un dato da tenere conto quando si spendono tanti soldi come in questo caso. Quello che penso vuoi dire non è cosi sbagliato ma purtroppo la realtà “obbliga” tenerne conto. Io per come la penso non acquisterei mai una bike senza metrico senza boost o altri parametri (che tra l’altro mi stanno anche un po’ antipatici) anche perché se tra un paio d’anni la vendi la cifra dovrà essere stracciata senza i suddetti…

A
Aedi85

Tranquillo che tra un paio d’anni come dici saranno usciti altri “standard/minchiate” di cui queste bici non saranno ovviamente dotate.. ed il prezzo dovrà essere stracciato lo stesso.. per cui meno pippe mentali e più pedalate in compagnia.. 🙂

S
scnia

Visti i tempi credo abbia perfettamente ragione. Oggi vi è una grande tendenza a far diventare tutto un prodotto di consumo estremo, un compra-butta (o rivendi) sempre più frenetico. Io sia per le tasche, ma anche per le prese in giro mi tengo la mia bike del 2014 che come dici tu l’importante è pedalare.

jimmy27
jimmy27

Ho appena ordinato la bici nuova ha tutti gli standard piu recenti tranne l’ammo metrico. Meglio, nel caso dovesse scoppiare ne ho già a casa uno di scorta 😏

C
coloxim

sei pazzo….così è già vecchia!!
😉

l.j.silver
l.j.silver

considerazioni piu’ che valide, l’ammo metrico avrebbe costretto Ibis a riprogettare il mezzo con le conseguenze del caso.
quindi bici molto bella e valida ma in ottica di rivendita tra qualche tempo si svalutera’ tantissimo, purtroppo.

N
nicola47

si svaluterebbe un sacco lo stesso anche nel metrico, perché nel frattempo inventerebbero il super metrico lungo 2 mm in piú, e la tua bici diventerebbe una tacconata, a meno che non cambiate bici ogni anno.
Non ha senso farsi questi problemi a mio avviso, prendi quello che ti piace e pedala, basti vedere quelli che sono corsi a prendere le 27,5 al posto delle 26 convinti di comprare il futuro e invece ora hanno le bici vecchie alla stessa maniera delle vetuste 26

C
cheyax

1. Il Deluxe RS è molto meglio dei vecchi ammo della stessa marca, quindi se fosse montata rock shox con lo standard metrico avresti un reale miglioramento delle performance
2. Ricambi compatibili assicurati per più tempo e migliore rivendibilità, visto che molto probabilmente tra qualche anno gli ammortizzatori normali faranno una fine simile a quella delle 26

mark.knower
mark.knower

“2. …visto che molto probabilmente tra qualche anno gli ammortizzatori normali faranno una fine simile a quella delle 26.”

Quindi finiranno nei vari mercatini a prezzi stracciati?! Non vedo l’ora!!

stilgar

immagino tu l’abbia provato per dire che il metrico è meglio dei precedenti

Boncar
Boncar

A mio avviso , lo standard metrico è stato voluto fortemente da rock shox
perché non riusciva a fare un ammo decente con misure più compatte.
Anziché provare e lodare lo standard metrico , prova gli ammo di case meno pubblicizzate, che con il vecchio standard fanno dei gioiellini.

crashtor
crashtor

Come hai trovato la sella? Vorrei prenderne una ma non si trovano recensioni da nessuna parte

salukkio

[QUOTE="cheyax, post: 8224345, member: 208448"]1. Il Deluxe RS è molto meglio dei vecchi ammo della stessa marca, quindi se fosse montata rock shox con lo standard metrico avresti un reale miglioramento delle performance

2. Ricambi compatibili assicurati per più tempo e migliore rivendibilità, visto che molto probabilmente tra qualche anno gli ammortizzatori normali faranno una fine simile a quella delle 26[/QUOTE]

Quindi l'ammo è migliore come funzionamento perché è metrico? E perché?

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jimmy27
jimmy27

In teoria perche c’è piu olio, gli ammo metrici sono piu lunghi a parita di corsa.
Io sono sicuro che il RS delux sia meglio del “vecchio” monarch. Ma che questo è da attribuirsi alle nuove misure è tutto da verificare.
Se per i mozzi boost il cambio formato è stato velocissimo vedo invece che per gli ammortizzatori il passaggio al nuovo standard sta avvenendo molto piu lentamente. Considerando poi che di solito l’ammo fa la stessa vita del telaio io non mi preoccuperei tanto del fattore rivendibilità.

A
alexh1983

Io non capisco più queste biciclette, chiedo scusa, sarà un mio limite. Viene detto: “Le mie aspettative in salita, per quanto riguarda le nuove “endurone” (nessuna esclusa), non sono molto alte, perché queste bici sono chiaramente state costruite per andare forte in discesa, e guadagnarsi la vetta in qualche modo, prevalentemente meccanizzato. ” Credo proprio che purtroppo sia così, ho visto giusto domenica gente scendere da un Postale svizzero al Passo del Sempione e imboccare direttamente la discesa (perdendosi così il fantastico Spitzhorli). A quel punto, constatando amaramente in cosa si sta trasformando la mountain bike, che differenza fa tra questa bici ad un mucchio di quattrini ed una in alluminio per 1 kg in più? Non credo ne soffrano ne i Postali e neppure gli impianti di risalita. Certo uno può acquistare un oggetto per l’insita bellezza, o perchè vuole proprio quello, di questo è sempre stato fatto il mercato, ma quanti sanno apprezzare per le loro abilità di guida la differenza tra la lega di alluminio ed il carbonio? Quanto si sacrifica la pedalabilità, componente per me fondamentale per i giri che faccio, in favore di scendere come rulli compressori? Domenica, premesso che sono una pippa in discesa, mi sarò fermato 15 volte ad ammirare il Monte Leone che usciva dalle nubi, come nei migliori episodi del Trono di Spade, ed il mio rimpianto non era certo di scendere più veloce, ma al massimo di non avere con me un piccolo binocolo. A sentir le chiacchiere dei signori… Read more »

jimmy27
jimmy27

Per fortuna ci sono le trail bike 😀
Perfette per la salita e gustose in discesa.

A
Aedi85

quoto in pieno il tuo pensiero..
sono passato un anno e mezzo fa da una nomad cc da un sacco di euri ad una E-bike (mai feci cosa più giusta).. dove mi diverto in discesa.. 3 anni fa ho comprato una bdc dove pedalo quando vado al mare e l’altro giorno ho comprato una trail bike in offerta in alluminio per girare tranquillo in compagnia sui “miei” monti.. differenze con la Nomad?! con questa mi diverto di più..
morale della favola: ora che penso meno alla moda e di più al divertimento il mio garage è il paradiso e non passa un minuto della giornata in cui io non pensi al prossimo giro!

salukkio

[QUOTE="alexh1983, post: 8224501, member: 175476"]Io non capisco più queste biciclette, chiedo scusa, sarà un mio limite. Viene detto: "Le mie aspettative in salita, per quanto riguarda le nuove “endurone” (nessuna esclusa), non sono molto alte, perché queste bici sono chiaramente state costruite per andare forte in discesa, e guadagnarsi la vetta in qualche modo, prevalentemente meccanizzato. " Credo proprio che purtroppo sia così, ho visto giusto domenica gente scendere da un Postale svizzero al Passo del  Sempione e imboccare direttamente la discesa (perdendosi così il fantastico Spitzhorli). A quel punto, constatando amaramente in cosa si sta trasformando la mountain bike, che differenza fa tra questa bici ad un mucchio di quattrini ed una in alluminio per 1 kg in più? Non credo ne soffrano ne i Postali e neppure gli impianti di risalita. Certo uno può acquistare un oggetto per l'insita bellezza, o perchè vuole proprio quello, di questo è sempre stato fatto il mercato, ma quanti sanno apprezzare per le loro abilità di guida la differenza tra la lega di alluminio ed il carbonio? Quanto si sacrifica la pedalabilità, componente per me fondamentale per i giri che faccio, in favore di scendere come rulli compressori? Domenica, premesso che sono una pippa in discesa, mi sarò fermato 15 volte ad ammirare il Monte Leone che usciva dalle nubi, come nei migliori episodi del Trono di Spade,  ed il mio rimpianto non era certo di scendere più veloce, ma al massimo di non avere con me un piccolo binocolo. A sentir… Read more »

C
coloxim

Appunto con questa bici fai anche i giri che dici tu.. Senza la necessità montarla top e di spendere 7000 euro..
Garantito!

CECCOFRESA
CECCOFRESA

In Italia abbiamo uno dei migliori costruttori di bici da enduro e dh (Ancillotti) e ci andiamo sempre a confondere con ste bici Wong tutte uguali a dei prezzi folli!!

marpa
marpa

Bici molto bella . Io farei una domanda a chi ha parlato di svalutazione , metrico ..etc . Ma chi compera una bici da 7k+ Euro e la rivende dopo due stagioni quanto pensate possa recuperare ?
Pensate che chi compra un usato valuti il brand , l’ammo metrico , il boost e questo basti per rompere il salvadanaio? Secondo me questi sono alcuni dei parametri di valutazione X un acquisto di seconda mano ma il primo parametro rimane soltanto “minor spesa/miglior acquisto” e poi se si entra in zona 4K Euro forse vale la pena acquistare un ottimo nuovo “online” che un “usato ” solo per avere sul telaio il nome di un marchio blasonato.

C
coloxim

7000 euro ma praticamente top gamma.. Solo le ruote costano 2000 euro credo..

Badorx
Badorx

Dalla descrizione sembra proprio una HD!
Finalmente l’hanno allungata un pò e si sono decisi ad aprire l’angolo di sterzo, almeno ai 7000 euro non devi aggiungere anche la serie sterzo nuova come succedeva sempre con i “vecchi” modelli.
Al di là di tutto, è sempre bellissima!

l.j.silver
l.j.silver

[QUOTE="marpa, post: 8224675, member: 37360"]Bici molto bella . Io farei una domanda a chi ha parlato di svalutazione , metrico ..etc . Ma chi compera una bici da 7k+ Euro e la rivende dopo due stagioni quanto pensate  possa recuperare ?

Pensate che chi compra un usato valuti il brand , l'ammo metrico , il boost e questo basti per rompere il salvadanaio?  Secondo me questi sono alcuni dei parametri di valutazione X un acquisto di seconda mano ma il primo parametro  rimane soltanto   "minor spesa/miglior acquisto" e poi se si entra in zona 4K Euro forse vale la pena acquistare un ottimo nuovo "online"  che un "usato " solo per avere sul telaio il nome di un marchio blasonato.[/QUOTE]

stai tranquillo che ci sono "marchi" che si vendono meglio di altri e tengono meglio il prezzo sull'usato.

marpa
marpa

[QUOTE="l.j.silver, post: 8224723, member: 1320"]stai tranquillo che ci sono "marchi" che si vendono meglio di altri e tengono meglio il prezzo sull'usato.[/QUOTE]

sicuramente qualche marchio tiene meglio di altri , il problema è  trovare chi è disposto a spendere cifre importanti per un "usato" .. poi chiaro uno con i propri soldi ci può e deve fare quello che meglio  crede:prost:

l.j.silver
l.j.silver

[QUOTE="marpa, post: 8224774, member: 37360"]sicuramente qualche marchio tiene meglio di altri , il problema è  trovare chi è disposto a spendere cifre importanti per un "usato" .. poi chiaro uno con i propri soldi ci può e deve fare quello che meglio  crede:prost:[/QUOTE]boh ,io usato ho solo venduto e acquistato telai e non bici complete, ed ho fatto in entrambi i casi ottimi "affari"

Inviato dal mio Nexus 5 utilizzando Tapatalk

l.j.silver
l.j.silver

[QUOTE="Aedi85, post: 8224852, member: 106815"]quoto in pieno il tuo pensiero.. sono passato un anno e mezzo fa da una nomad cc da un sacco di euri ad una E-bike (mai feci cosa più giusta)..  dove mi diverto in discesa.. 3 anni fa ho comprato una bdc dove pedalo quando vado al mare e l'altro giorno ho comprato una trail bike in offerta in alluminio per girare tranquillo in compagnia sui "miei" monti.. differenze con la Nomad?! con questa mi diverto di più.. morale della favola: ora che penso meno alla moda e di più al divertimento il mio garage è il paradiso e non passa un minuto della giornata  in cui io non pensi al prossimo giro![/QUOTE] secondo me esagerate un po' e vedete solo quello che volete vedere….. io con la cosidetta endurona ci faccio molti molti mt di dislivello in salita ed anche salite impegnative con pendenze notevoli e lo faccio da anni ed anni . le stesse salite le facevo ugualmente con le ormai antiche bici da freeride, che agli albori non era mica come adesso che è pieno di bike park, sopratutto in inverno quando i pochi impianti erano chiusi,se volevi girare dovevi pedalarti delle bestie da 17.18 kg minimo, con geometrie oggi impensabili. quindi le endurone di adesso al confronto in salita son delle schegge e comodissime,foss'anche solo per l'angolo sella piu' verticale ed i reach piu' lunghi ecc ecc . ma c'è un abisso. poi certo una trail bike si pedala con piu' facilita'… Read more »

A
Aedi85

anch’io facevo come te prima e pedalavo la Nomad ocunque..
a corti discorsi volevo dirti che con il prezzo di questa io ci ho preso quasi 3 bici.. ogni volta scelgo la bici più adatta al giro che voglio fare e mi diverto come un ebete..
stare troppo dietro a mode, standard, caxxi vari non porta a nulla..
poi ovvio che ognuno fa come vuole e se può permetterselo son contento per lui..

ps..
non vedere l’e-bike come una sconfitta per vecchi.. è completamente un nuovo modo di andare in MTB
fidati e se puoi provala e ne riparleremo 😉

ANDREAMASE

[QUOTE="l.j.silver, post: 8224890, member: 1320"]io l'endurona l'ho presa per pedalarla, furgoni non ne uso ed impianti di risalita dalle parti in cui giro ce ne è pochi e bike park nessuno e meglio cosi che non mi fanno impazzire….

dimenticavo……prima di passare ad un elettrica aspetto di aver almeno superato i 60 :mrgreen: (e di parecchio….;-))[/QUOTE]

ed hai pure una bella trail degna di questo nome!!!!;-)

fafnir

[QUOTE="Aedi85, post: 8225085, member: 106815"]anch'io facevo come te prima e pedalavo la Nomad ocunque..

a corti discorsi volevo dirti che con il prezzo di questa io ci ho preso quasi 3 bici.. ogni volta scelgo la bici  più adatta al giro che voglio fare e mi diverto come un ebete..

stare troppo dietro a mode, standard, caxxi vari non porta a nulla..

poi ovvio che ognuno fa come vuole e se può permetterselo son contento per lui..

ps..

non vedere l'e-bike come una sconfitta per vecchi.. è completamente un nuovo modo di andare in MTB

fidati e se puoi provala e ne riparleremo ;)[/QUOTE]Le MTB non hanno il motore

marpa
marpa

[QUOTE="l.j.silver, post: 8224792, member: 1320"]boh ,io usato ho solo venduto e acquistato telai e non bici complete, ed ho fatto in entrambi i casi ottimi "affari" ;-):-)

Inviato dal mio Nexus 5 utilizzando Tapatalk[/QUOTE]

Non so se vendere un telaio è uguale a vendere una bici intera . Il mio è un ragionamento generale e come ssemore accade ci sono le eccezioni. Personalmente dal 2009 ho comperato 3 bici nuove ma online e ne ho vendute 2 , ho sempre fatto buoni affari riuscendo e comperare bici nuove montate bene senza spendere troppo ma ho dovuto mettere in conto tanta pazienza e raramente il mancato accordo era  a causa del  brand ma sovente era il prezzo . Chi ha potere d'acquisto le bici blasonate , quelle usate sono appetibili se sono in perfette condizioni .. ciao

marpa
marpa

[QUOTE="coloxim, post: 8225482, member: 116046"]7000 euro ma praticamente top gamma.. Solo le ruote costano 2000 euro credo..[/QUOTE]

Io non ho messo in discussione il valore della bici .. il mio commento era rivolto a coloro che di fatto pensano che tutti i soldi spesi indipendentemente dal marchio della bici  si recuperano quando là si vende usata , personalmente ho qualche dubbio . Chi ritiene che comperare una bici da 7k e se lo può permettere fa bene

Rothgar
Rothgar

Ciao @Marco . So che è una domanda a cui non si può rispondere in poche righe… rispetto alla Firebird come ti sembra ? E che differenze trovi alla guida ? Grazie mille 😀

enzo steppa
enzo steppa

@marco toniolo, ma c’è proprio tanta differenza tra i guide RS e gli RSC?….

 

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