[Test] Kit di conversione a molla Push ACS3

[Test] Kit di conversione a molla Push ACS3

09/11/2018
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09/11/2018

Fin da quando è nata, nei primi anni 2000 in California, Push Industries si è concentrata generalmente su tuning e kit per le sospensioni. Nel 2008, Push si è trasferita in Colorado, in un nuovo grosso stabilimento che le ha permesso di continuare ad espandersi. Negli ultimi anni Push sta facendo parlare parecchio di sé all’interno del settore MTB, soprattutto grazie all’introduzione dell’Eleven Six, il suo ammortizzatore a molla di altissima gamma. Completamente Made in USA, l’11.6 non è certo un ammortizzatore economico, ma ha ottenuto praticamente solo riscontri positivi da tutti quelli che l’hanno provato, noi compresi. Fautore delle prestazioni senza compromessi, il fondatore Darren Murphy ha sempre preferito la molla all’aria. Ma c’è un problema intrinseco alle forcelle a molla: non hanno leve per modificare la curva di compressione, che peraltro è – per definizione di molla – estremamente lineare. Le conseguenze sono una scarsa protezione dei finecorsa, la mancanza di supporto a metà escursione ecc…

Il kit di conversione ACS3 non ha molta concorrenza con cui doversi confrontare, ma ciononostante ha diverse caratteristiche che lo rendono unico, in particolare il fatto di avere sia una molla che una camera positiva ad aria per la parte finale della corsa. Ne risulta una sospensione molto personalizzabile e con un comportamento che può essere controllato lungo tutta l’escursione. Quanto alla durezza delle molle, Push non si limita ai tre soliti livelli “morbido, medio, duro” ma offre molle con ben 7 costanti elastiche. Noi abbiamo scelto la verde perchè trovavamo che si sposasse bene col colore del telaio della nostra Cannondale Jekyll… Scherzone! Abbiamo montato il kit su una RockShox Lyric 2018 e lo abbiamo provato a fondo. Ecco le nostre impressioni.

Caratteristiche e montaggio

  • Prezzo 389$
  • 7 molle con durezze diverse
  • molle con intervalli di 5 lb/in
  • compatibile con
    • Rock Shox Pike RC/RCT3 2014-2019
    • FOX 36 RC2/FIT-4 2015-2019
    • Rock Shox Lyrik/Yari RC/RCT3 2016-2019
  • completamente made in USA

Tutto quanto comprende il kit è nella foto sopra. Per montare l’ACS3 ovviamente bisogna rimuovere la cartuccia dell’aria dalla forcella, indipendentemente che sia RockShox o Fox. Va anche detto che, una volta montato questo sistema per convertire a molla la forcella, non sarà più possibile tornare ad un elemento elastico ad aria. La ragione sta nel fatto che la parte interna dello stelo viene leggermente rovinata dalla molla perdendo quindi l’ermeticità necessaria ad un sistema ad aria. Se ve lo state chiedendo, sì, succede malgrado la guaina di plastica con cui è rivestita la molla, che serve solo a ridurre i rumori.

Il montaggio è semplice. Richiede diversi attrezzi ma dal punto di vista tecnico non è più complicato della normale manutenzione alla parte aria della forcella. Il video qui sopra è una comoda guida; noi consigliamo, a meno che la vostra forcella non sia nuova o quasi, di cogliere l’occasione per cambiare anche le tenute. Le nuove guarnizioni SKF di RockShox sono eccellenti, come lo sono le “Low Friction Seals” di SKF.

Prova sul campo

Dopo la mezz’ora circa che abbiamo impiegato per montare il sistema, eravamo pronti per provarlo. Recentemente ho girato parecchio con la Lyrik 170 mm, acquisendo quindi una buona base da usare come termine di paragone. Ho usato la Lyrik 2018 prima nella sua versione standard, poi con una Vorsprung Luftkappe e adesso con l’ACS3. Al tempo stesso, ho avuto una Lyrik 2019 per un altro test di durata su una bici diversa.

La prima cosa che si nota dopo la conversione a molla è il grosso incremento di sensibilità. Questa è una caratteristica di tutte le sospensioni a molla rispetto a quelle ad aria. Le forcelle a molla infatti non hanno bisogno di guarnizioni ermetiche come avviene per quelle ad aria e soffrono quindi di minori attriti.

Sappiamo però che il kit ACS3 ha un parte ad aria per il finecorsa, ci si potrebbe chiedere quindi come mai non ci siano i relativi attriti.  Per rispondere bisogna tenere a mente due questioni. Innanzitutto questa camera ha un volume relativamente grande e lavora a pressioni basse, tra i 5 e i 50 psi e questo comporta che gli attriti dovuti alle guarnizioni possano essere ridotti, inoltre non c’è una camera negativa. In secondo luogo, la camera positiva ad aria non entra in gioco che negli ultimi cm di corsa (più precisamente, al 65% dell’escursione). A essere onesti, devo dire che durante l’uso è veramente difficile capire quando entra in gioco la parte aria del kit. Un altro vantaggio delle molle sta nel loro modo di gestire i cambi di direzione. Sul tecnico veloce, l’ACS3 si è dimostrato superiore a qualunque altra configurazione ad aria che ho mai provato.

Per i miei 84 kg la molla verde si è dimostrata perfetta. I sentieri su cui ho testato il kit erano fatti principalmente di piccolo ciottolato ma con alcuni salti/drop massicci. Santa Cruz non è particolarmente rocciosa, ma se si cerca bene si riescono a trovare dei trail veramente tecnici. Per quanto riguarda la parte aria dell’ACS3, mi sono tenuto quasi sempre intorno ai 40-50 PSI, Può sembrare tanto ma si è rivelata una buona scelta per proteggermi dalla violenza dei finecorsa senza influenzare la sensibilità iniziale. Se da un lato bisogna dire che la Lyric 2019 ad aria è stata molto migliorata, dall’altro restiamo convinti che quanto a tenuta e feeling l’ACS3 sia un passo avanti. Con questo kit si perde la possibilità di regolare la sospensione semplicemente con una pompa, ma con le 7 molle a disposizione la forcella resta comunque molto personalizzabile. Per 80 $ si può comunque considerare di comprare una seconda molla, ad esempio una più dura da usare in bikepark.

Conclusioni

Sicuramente l’ACS3 è un kit costoso, ma è ben pensato e ottimamente costruito in America. Sulla base delle mie stime, si può dire che l’incremento di peso è di 325 grammi, ma dipende dalla forcella su cui si monta il kit e dalla durezza della molla. Si tratta di un upgrade che potrei consigliare a diverse categorie di biker: frequentatori assidui di bikepark le cui mani non ne possono più, i biker che non odiano la manutenzione delle forcelle ad aria e, soprattutto, quelli che fanno gare e vogliono migliorare le prestazioni della forcella. La tenuta è l’aspetto più importante nel mondo agonistico, e da questo punto di vista le sospensioni a molla sono il meglio. Inoltre, vale la pena di considerare l’ACS3 per dare nuova vita ad una forcella: una soluzione più economica rispetto all’acquisto di una forcella nuova e che fornisce alla fine una sospensione migliore.

www.pushindustries.com