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[Test] Pivot Firebird 29

[Test] Pivot Firebird 29

01/08/2018
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01/08/2018

Autore:  Francesco Mazza

Quando il mese scorso Pivot Cycles ha presentato la nuovissima Firebird con ruote da 29 pollici, vi abbiamo svelato di averne ricevuta una in anteprima per un test. L’allestimento in prova è denominato Pro XT/XTR 1x e si piazza nella fascia medio-bassa dei numerosi allestimenti proposti da Pivot ma è dotata comunque di una componentistica di ottimo livello, al pari del top di gamma di altri marchi con i quali è infatti allineato anche il prezzo di listino. Grazie al periodo estivo ho potuto mettere alla prova questa belva in un’ampia varietà di situazioni, dal bike park ai passi alpini in alta quota, dalle piste di DH ai percorsi da enduro, oltre ovviamente agli abituali trail dietro casa. Molteplici situazioni per comprendere il comportamento di una bici dall’indole molto aggressiva ma allo stesso tempo polivalente, come scopriremo in questo articolo.

Dettagli

Materiale telaio: fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo
Formato ruote: 29” compatibile 27.5+
Geometrie variabili:
Corsa ant/post: 170/162mm
Mozzo posteriore: 157×12
Mozzo anteriore: 110×15
Interasse ammortizzatore: 230x65mm
Trasmissione: 1×11 (30t – 11-46)
Attacco per deragliatore: no
Attacco portaborraccia:
Disponibilità del solo frameset:
Colorazioni: Sandstorm o Steel Blue
Garanzia: 10 anni
Peso: verificato in taglia M 14,0kg

Analisi statica

La Firebird 29 è costruita interamente in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo assemblata tramite un processo di stampaggio esclusivo di Pivot, capace di ottenere un ottimo livello di rigidezza e robustezza mantenendo basso il peso. Il sistema di sospensione è il celebre DW Link, come da tradizione del brand dell’Arizona, ma rinnovato nella forma del carro e nel posizionamento delle bielle rispetto alla versione da 27.5″ della Firebird. La curva di compressione è fortemente ispirata a quella della sorella da DH, la Phoenix, ma ottimizzata per garantire efficienza in pedalata. Derivati dalla Phoenix anche le bielle e i perni maggiorati che ospitano cuscinetti di dimensioni generose, così come sulla Firebird 27.5, in funzione della massima rigidezza dell’insieme carro/telaio.

162 i millimetri di escursione della ruota posteriore, gestiti da un ammortizzatore FOX Float X2 Performance. Si tratta della versione che dispone esclusivamente della regolazione alle basse velocità di compressione e ritorno, invece della doppia regolazione su ciascun registro come la versione Factory di cui è dotato l’allestimento top di gamma. L’ammortizzatore di ampio volume si abbina bene alle spiccate doti discesistiche della Firebird e fondamentalmente non si sente la stretta necessità di dover intervenire sui registri alle alte velocità. Tuttavia l’ampio range di regolazioni è una delle prerogative più interessanti del Float X2 che in questa versione risulta, passatemi il termine, “castrato” rispetto alla versione Factory, con minore possibilità di personalizzare il comportamento della sospensione in base alle proprie esigenze. Come potete osservare nella foto seguente, il serbatoio separato dell’ammortizzatore è collocato molto vicino al top tube del telaio. Per questo motivo, allo scopo di lasciare adeguato margine di movimento, Pivot ha creato una sorta di nicchia, una rientranza all’interno del top tube in corrispondenza del piggy back.

Versione top di gamma invece per la forcella, un’eccellente FOX Float 36 da 170mm di escursione con cartuccia idraulica Grip 2: scorrevole, corposa, sostenuta e talmente fluida da non stancare mai le mani nemmeno nelle odiose braking bump dei bike park. La cartuccia Grip 2 consente di intervenire separatamente sui registri di alte e basse velocità sia in compressione che in estensione, per sfruttare al meglio l’elevato potenziale di questa forcella, adattandola alle proprie esigenze nelle diverse situazioni di riding. Pivot ha scelto di dotare la Firebird 29 della versione con offset corto da 44 millimetri, per non inficiare la maneggevolezza e garantire una guida aggressiva e dinamica in abbinamento all’angolo di sterzo piuttosto disteso. Un concetto moderno che stiamo vedendo diffondersi e affermarsi con sempre più convinzione e che condivido pienamente.

Come rivela il nome dell’allestimento, la trasmissione è formata da un mix di componenti a 11 velocità tra XTR e XT di casa Shimano. Il cambio è XTR, vittima di un problema di grippaggio della frizione che sono fortunatemente riuscito a risolvere con un po’ di manutenzione. È comandato da un trigger XT. La cassetta è XT con rapportatura 11-46 e viene abbinata a una guarnitura RaceFace Aeffect SL con pedivelle da 175mm (diversamente da quanto indicato nelle specifiche dell’allestimento che riportano una lunghezza di 170mm) e corona da 30 denti. Il range di rapporti che ne deriva è adeguato, forse un po’ corto in alcune situazioni in discesa ma sufficientemente agile per le salite, anche quelle particolarmente tecniche.

Le ruote sono fornite da DT Swiss, nello specifico un set M1700 con mozzo posteriore dotato di ruota libera Star Ratchet a 36 punti di ingaggio e con larghezza interna del cerchio di 30mm. Entrambe le ruote hanno richiesto una tensionatura durante il test e il cerchio posteriore si è pesantemente ammaccato in bike park. Per questo stesso allestimento è possibile scegliere un upgrade a ruote Reynolds per chi volesse risparmiare del peso e guadagnare rigidezza, con un ulteriore investimento di 1.600€. Le ruote, configurate in modalità tubeless, montano copertoni Maxxis Minion EXO Tubeless Ready entrambi in mescola 3C, un DHR II da 2.4″ WT al posteriore e un DHF 2.5″ WT all’anteriore: un’accoppiata che ho sempre apprezzato molto e nello specifico della Firebird 29 ne esalta le performance discesistiche e al contempo garantisce trazione e controllo anche nelle salite tecniche.

La Firebird 29 offre anche la possibilità di montare ruote da 27.5″ con coperture Plus, grazie a un passaggio ruota nel carro che gode di notevole spazio, sia per le 27.5+ che per le 29. L’artefice di questa ampiezza interna del carro è il mozzo Super Boost da 157mm di larghezza che ha permesso agli sviluppatori di Pivot di spostare ulteriormente all’esterno la linea catena e di allargare quindi il carro solo dove necessario, senza che questo andasse a interferire con i talloni durante la pedalata. Allargare il carro ha significato anche poterlo accorciare, realizzando una zona frontale (la parte di carro davanti al battistrada del copertone nella foto seguente) molto più sottile senza perdere rigidezza o robustezza. Il risultato è una quota di chainstay di soli 431mm che per una bici da 29″ con ben 162mm di escursione è un valore di assoluto riferimento.

L’impianto frenante è uno Shimano XT a 4 pistonicini con pastiglie Ice Tech e rotori Ice Tech Center Lock da 180mm di diametro su entrambe le ruote. La potenza è adeguata ma nelle situazioni d’utilizzo come il bike park o i percorsi particolarmente aggressivi, soffrono marcatamente di fading e risultano sottodimensionati per l’indole molto aggressiva della Firebird 29. L’attacco della pinza sul carro è di tipo PM180.

La Firebird 29 è dotata di diversi componenti marchiati Pivot, particolari e curati sia nei contenuti tecnici che nell’estetica. Il cockpit è formato da una combo di manubrio e attacco manubrio con il logo della fenice. Il primo è in carbonio, largo ben 800mm e con 20mm di rise, angoli piacevoli di 5 e 8 gradi e diametro centrale di 35mm. Il secondo è in alluminio, ovviamente con attacco da 35mm, ha un’inclinazione di 7 gradi e una lunghezza di 45mm.

Il manubrio è predisposto con il taglio diagonale necessario per interfacciarsi con il sistema PadLoc per le manopole, in questo caso un modello realizzato appositamente per Pivot da WTB, che detiene il brevetto. Grazie al sistema PadLoc le manopole apportano due principali vantaggi: il primo è quello di eliminare ogni rischio di rotazione indesiderata mentre il secondo è quello di offrire un cuscinetto morbido in gomma sull’estremità della manopola, in corrispondenza di dove il palmo insiste con il maggior peso. In questo modo la manopola è in grado di assorbire le vibrazioni, garantendo un livello di comfort superiore, effettivamente avvertibile e che già avevo apprezzato in altre occasioni.

Anche la sella è prodotta da WTB per Pivot ed è il modello che prende il nome di High Tail Trail, basato sulla High Tail di WTB ma con maggiore imbottitura per un utilizzo più gravity oriented. Si tratta di una sella, come dice il nome stesso, con una coda dal rialzo pronunciato che crea una seduta parecchio concava, sicuramente particolare e differente dalle selle a cui sono abituato ma comunque confortevole, una volta trovata la giusta posizione e inclinazione.

Per tutti gli allestimenti della Firebird 29, Pivot ha previsto una doppia opzione di reggisella telescopico, in base alla taglia. Per la due taglie più piccole il reggisella è un KS LEV Integra, 125mm di escursione per la S e 150mm per la M. Le taglie L e XL montano invece un FOX Transfer da 150mm di escursione. Avendo in prova una taglia M, il telescopico che ho utilizzato è un LEV da 150mm che si è rivelato non all’altezza del valore della bici. Durante uno dei primissimi giri e successivamente in altre due occasioni si è allentata la ghiera e prima che me ne accorgessi a causa del rumore provocato dal lasco, nel giro di pochi chilometri lo stelo si è visibilmente rigato, come si evince dalla foto seguente. Il comportamento è comunque sempre stato ruvido e lo stacco iniziale in affondamento difficoltoso, con il reggisella che si bloccava spesso in posizione completamente estesa e per abbassarlo occorreva spostare il peso del corpo in avanti mentre lo si premeva verso il basso, come se lo stelo non lavorasse perfettamente perpendicolare all’interno del fodero.

Come da tradizione per il marchio statunitense, i dettagli del telaio sono molto curati. L’ingresso del passaggio dei cavi all’interno del telaio è ordinato e preciso grazie alle apposite guarnizioni che fissano ciascun cavo alle porte di ingresso tramite una vite con testa a brugola. Le guarnizioni tuttavia non sigillano le porte di ingresso e quindi non impediscono all’acqua di infiltrarsi copiosamente all’interno del telaio quando si lava la bici. Il passaggio interno non è guidato da una guaina quindi il movimento dei cavi dentro al telaio può generare del rumore durante il riding.

La tubazione del freno esce in modo pulito e lineare dal lato del tubo obliquo, sopra la scatola del movimento centrale, per inserirsi nuovamente nel carro, senza creare interferenze durante l’utilizzo, mentre per la guaina del cambio Pivot ha scelto di farla passare sotto alla scatola del movimento centrale. La parte inferiore del tubo obliquo è concretamente protetta da un robusto guscio in gomma preformato per seguire perfettamente la forma del telaio.

Stessa cura per le protezioni su ogni lato che compone il triangolo del carro dal lato trasmissione, per preservarlo dagli urti della catena. Non è presente invece la placca metallica per proteggere il carro da eventuali risucchi della catena nella zona adiacente alla corona, di cui è dotata la Firebird da 27.5 così come la maggior parte degli altri modelli di casa Pivot. Un dettaglio che avrebbe rivestito un ruolo importante dato che proprio in quel punto del carro la vernice ha iniziato a sbeccarsi per via dei ripetuti colpi inferti dalla catena durante il riding.

Nonostante la mancanza di spazio all’interno del triangolo principale del telaio per via della posizione dell’ammortizzatore, Pivot non ha rinunciato a dotare la Firebird 29 di supporti per il portaborraccia, scegliendo di applicarli sul lato inferiore del tubo obliquo. Una posizione certamente poco pratica in quanto non accessibile durante la guida nonché molto esposta alla sporcizia, ma in queste settimane di caldo torrido ho potuto apprezzare la possibilità di portarmi comunque la borraccia anche nei giri più brevi. Nello specifico ho scelto di utilizzare una Cageless di Fabric per evitare la vista del portaborraccia vuoto, decisamente antiestetico in quel punto del telaio, quando non utilizzavo la borraccia. Da sottolineare che lo spessore della protezione del telaio crea un’interferenza maggiore che rende più difficoltosa l’estrazione della borraccia Cageless ma allo stesso modo assicura anche di non perderla inavvertitamente nei tratti molto sconnessi, risolvendo quindi tale noto problema della Cageless.

Geometrie

La Firebird 29 è dotata di inserto “flip-chip” in grado di modificare le geometrie di 0.5° per quanto riguarda gli angoli di sella e sterzo e di 6mm per quanto riguarda l’altezza del movimento centrale. Questa opzione è sfruttabile sia nella configurazione con ruote da 29 pollici, per avere 2 opzioni di geometrie, che per montare ruote da 27.5 con pneumatici Plus conservando geometrie del tutto simili a quelle della versione con ruote da 29. Per quanto mi riguarda ho utilizzato la Firebird 29 prevalentemente in posizione low, nella quale a mio avviso si sfrutta tutto il potenziale di questa bici. La versione high può portare qualche vantaggio nell’utilizzo trail più selvatico, per avere un maggiore margine delle pedivelle da terra pedalando tra le rocce sporgenti, ma in generale ho trovato la posizione low molto equilibrata seppure parecchio aggressiva.

Parliamo infatti di un angolo sterzo di 65° abbinato a un’altezza del movimento centrale di 348mm ma soprattutto a un carro molto corto, di soli 431mm, che influisce enormemente sulle prestazioni della Firebird 29, come illustrerò più avanti.

Salita

Conoscendo i prodotti Pivot e apprezzando le moderne endurone da 29″, le aspettative riguardo la Firebird 29 erano molto alte, non solo per le performance in discesa ma anche per quelle in salita. Ormai molte bici da enduro moderne, per lo meno quelle meglio riuscite, riescono a dare qualche soddisfazione anche in salita, ovviamente sempre in relazione alla tipologia di bici. La Firebird 29 ha infatti confermato le mie aspettative rivelandosi una buona scalatrice, sia sulle salite scorrevoli che su quelle tecniche. Il sistema di sospensione è abbastanza stabile fintanto che si mantiene una pedalata rotonda mentre la frenatura idraulica della levetta 2 Position del Float X2, raggiungibile molto facilmente durante la guida, migliora la situazione per poter affrontare anche le salite tecniche, dove si sposta in modo deciso il peso sulla bici, senza eccessivo affondamento della sospensione. Il fondo sconnesso, ripido e tortuoso non preoccupa la Firebird 29 che resta sempre ben piazzata sull’anteriore e facile da manovrare, con la ruota posteriore che garantisce sempre ottima trazione. Nei tortuosi e tecnici sentieri di alta montagna ne ho apprezzato la maneggevolezza e lo spunto sugli strappi ripidi improvvisi… basta semplicemente ricordarsi di avere una bici più “ingombrante” rispetto a una qualunque trail bike e sfruttarne la maggiore inerzia per riuscire a spremerne il meglio anche nelle salite fuoristrada.

Discesa

La vera conferma delle aspettative l’ho avuta però in discesa, dove la Firebird 29 mi ha stampato un sorriso in faccia sin dalle prime curve. Un mix di caratteristiche di guida che ne fanno una bici performante ed estremamente divertente: agile, maneggevole, stabile, confortevole, reattiva e precisa. Agile: entrare nelle curve e meravigliarsi di quanto si riesca a chiuderle strette conservando velocità, merito in gran parte del carro molto corto in proporzione alla quota di front-center; cambiare traiettoria velocemente e sentire sempre la bici rispondere in modo stabile e preciso. Maneggevole: la Firebird 29 asseconda facilmente ogni comando, in modo intuitivo, senza richiedere più forza e dinamicità di guida del necessario. L’offset ridotto abbinato all’angolo di sterzo disteso garantisce maneggevolezza e rende lo sterzo più leggero.

Stabile: riesce a tenere velocità elevate, anche in mezzo allo scassato, senza scomporsi. Affrontando tratti ripidi e molto sconnessi si ha sempre fiducia nell’avantreno che si avverte solido e saldo al terreno, merito del connubio tra le geometrie aggressive e l’ottimo comportamento della FOX 36 con cartuccia Grip 2. Confortevole: disperdere troppe energie per mantenere ritmi molto alti non è mai produttivo in nessun ambito, che si parli di gare di enduro o di giornate in bike park. Ho apprezzato molto la Firebird 29 per il fatto che non trasferisce eccessive vibrazioni al corpo e non richiede troppa energia nella guida, in poche parole, non stanca. L’antirise perfettibile, che porta la sospensione a irrigidirsi leggermente durante la frenata, e la rumorosità nei tratti sconnessi sono le uniche pecche riguardanti il comfort di guida della Firebird 29.

Reattiva: la sospensione corposa, fluida e progressiva della Firebird 29 fornisce una guida estremamente dinamica in ogni condizione di guida. L’ammortizzatore lavora prevalentemente nella parte centrale della corsa risultando sostenuto e sempre pronto ad assorbire asperità e atterraggi, anche nelle situazioni più impegnative, restituendo energia per una guida sempre attiva. Precisa: scegliere una traiettoria e mantenerla a prescindere da quanto sia sconnesso e impervio il terreno è sempre facile e intuitivo e questo permette di concentrarsi sulla traiettoria successiva senza doversi curare troppo di cosa passi sotto alle ruote. Una caratteristica che rende la Firebird 29 capace di semplificare la guida e conservare velocità.

Conclusioni

Pivot ha creato una bici con un equilibrio esemplare tra geometrie, comportamento delle sospensioni e rigidezza del telaio. Nasce per le competizioni di enduro ma è in grado di emulare le performance di una bici da DH in bike park e di divorarsi le lunghe escursioni in alta montagna. È una bici aggressiva ma non esasperata, molto intuitiva, e la si può apprezzare anche a ritmi più tranquilli ma le ottime performance inducono comunque a una guida dinamica e dai ritmi alti che restituisce molte soddisfazioni.

Allestimenti e prezzi

La nuova Firebird 29 è disponibile in due colorazioni e in una discreta quantità di allestimenti, alcuni dei quali prevedono un upgrade a ruote Reynolds in carbonio con relativo sovrapprezzo. Di seguito il listino per il mercato italiano.

Firebird Team XTR 1x: €9.949
Firebird Team XX1 Eagle: €10.999
Firebird Pro X01 Eagle – ruote Reynolds: €10.499
Firebird Pro X01 Eagle: €8.999
Firebird Pro XT/XTR 1x – ruote Reynolds: €9.199
Firebird Pro XT/XTR 1x: €7.599
Firebird Race XT 1x: €6.099
Firebird Race X01: €6.599

Pivot Cycles è distribuita in Italia da Tribe Distribution

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alfa5610
alfa5610

Per forma, linkage ed estetica mi aspettavo molto meglio…assurdo che per 10k non ti diano nemmeno il kashima su ammo e dropper, vergognoso

Marco Toniolo

quella in test non costa 10.000 Euro. Qui gli allestimenti: http://www.pivotcycles.com/bike/firebird-29/

fafnir
alfa5610

Per forma, linkage ed estetica mi aspettavo molto meglio…assurdo che per 10k non ti diano nemmeno il kashima su ammo e dropper, vergognoso

Sarebbe interessante conoscere il prezzo del telaio perché i torni non contano con i componenti montati, magari vogliono fare il colpaccio in termini di guadagni.

Thrash
Thrash

Credo non sia previsto il solo telaio….anche perchè difficile reperire forcelle con offset così corto da 29.
Però anche io ho avuto la tua stessa sensazione, se si potesse avere il solo telaio secondo me si riuscirebbe a montare molto più economica credo vedendo i prezzi dei telai Pivot

motobass
motobass

€11000 ma stiamo delirando, per un po di carbonio, quattro componenti presi dai cataloghi e
il tutto assemblato ad oriente, ci stanno prendendo per il culo, ma si vede che ci piace,
a scusate la più economica costa € 6099, che ridere

darionollie_
darionollie_

Purtroppo la mtb da enduro sta diventando il nuovo mezzo della crisi di mezza età ,perciò il budget degli acquirenti è da moto.

Gorgh
Gorgh

BOOOOOOOOOOMM!

thiphino
thiphino

Che barba… che noia… Ma non è mica un genere di prima necessità. Non siete obbligati a comprarle.

darionollie_
darionollie_

…certo, basta che la deriva dei prezzi non trascini anche il costo dei modelli base. E poi non vorrei che il mondo della mtb si trasformi in uno yacht club .

thiphino
thiphino

Ripeto, stiamo parlando di una bici da enduro 29, che fino a prova contraria non è un bene di prima necessità, ma un bene che rientra nella sfera delle passioni e del superfluo. I modelli base da 2.500 € sul mercato ci sono, così come nel mercato delle automobili ci sono le Panda da 7.000 € e le Ferrari da 470.000 €. Per caso ti lamenti anche delle Ferrari costano troppo o hai paura che la deriva dei prezzi delle Ferrari trascini il costo della Panda?

uomoscarpia
uomoscarpia

Qui non c’è niente di esclusivo come una Ferrari, i componenti con cui è montata li trovi dove vuoi, mica li fabbricano loro. Il paragone panda Ferrari è la solita cazzata, tutti vedono l’enorme differenza prestazionale tra le due auto, qui no, vorrei fare un test ad occhi chiusi e vedere chi si accorge della differenza tra questa e una bici che costa metà presa online. Le prestazioni in bici le fanno chi le guida, il resto sono piccolezze che ogni casa propone, per poi rimangiare il progetto magari 2 anni dopo. Trovo cmq le geo e i kg ormai assurdi di queste bici. Meglio come dice Theo avere il dh

thiphino
thiphino

Ho capito ma…. che accidenti ve ne importa se costa troppo? E anche che accidenti ve ne importa se costa troppo in rapporto a come è montata??? Ve l’ha detto il dottore che dovete comprare una Pivot????
Il produttore sarà libero di fare la politica dei prezzi che meglio preferisce? Se va alla rovina, saranno affari suoi???
La geo e i kg li trovi assurdi? Bene, non la comprare e prendi altro!

uomoscarpia
uomoscarpia

questo è un forum e ognuno commenta come vuole, sennò i commenti sarebbero chiusi. Anche che sia superboost chi se ne frega, a tutti puoi non fregare quello che scrivi anche se tecnico.

pk71
pk71

Parole sante

pirpa
pirpa

Con la borraccia senza cappuccio in quella posizione risolvi anche il problema dell’alimentazione oltre a quello dell’idratazione… soprattutto se il giro passa per qualche alpeggio!!!

Thrash
Thrash

In internet avevo visto una foto di una Firebird 29 con una borraccia sotto l’ammo, non era grossa ma ci stava e non ho capito come fosse attaccata

Froster182
Froster182

Hahaha m’hai fatto morì :’)

Riki174
Riki174

Mi sembra, a prescindere dal prezzo, di notare soddisfazione per l’insieme telaio/sospensioni ma un po’ di inadeguatezza per componentistica come freni ruote reggisella.
Insomma si intuisce che in realtà chi è in grado di godere delle performance del telaio dovrebbe preferibilmente scegliere un altro allestimento o prepararsi a cambiare molto

MassyB_rider
MassyB_rider

Prezzi folli anche per gli appassionati…..🙄

FOF
FOF

Test di grande spessore, complimenti, sarei curioso di conoscere i prezzi per gli altri paesi europei, la definizione del prezzo alla luce del potere d’acquisto può restituire differenze enormi in termini di diffusione da paese a paese, sono stato recentemente ad una gara di enduro in cui i partecipanti erano per il 90% tedeschi e le Pivot (Firebird, 5.5) erano numerose, sui sentieri di casa credo di averne viste 2 negli ultimi 10 anni.

Marco Toniolo
FOF

Test di grande spessore, complimenti, sarei curioso di conoscere i prezzi per gli altri paesi europei, la definizione del prezzo alla luce del potere d’acquisto può restituire differenze enormi in termini da paese a paese, sono stato recentemente ad una gara di enduro in cui i partecipanti erano per il 90% tedeschi e le Pivot (Firebird, 5.5) erano numerose, sui sentieri di casa credo di averne viste 2 negli ultimi 10 anni.

Germania:
Team XTR Team XX1 Pro XT/XTR Pro XO1 Race XT Race XO1
9.949 € 10.999 € 8.999 € 7.599 € 6.599 € 6.099 €

FOF
FOF

Gli stessi, conseguentemente per un tedesco l’acquisto è molto più leggero, dati 2014 danno lo stipendio medio tedesco più elevato del 40%, tra l’altro le differenze maggiori (fino al 70%) si hanno sulle occupazioni di profilo più basso.
Una Pivot costa la metà…

teoDH

quindi adesso è colpa dei produttori di bici se in italia paghiamo il 60% di tasse e abbiamo stipendi da lavoratori cinesi? Se non avete da spendere soldi per le bici, o per le moto, o per altro, andate a piedi invece di lamentarvi su internet…

darionollie_
darionollie_

Fa caldo vero?

FOF
FOF

Scusa? La mia era una constatazione che mirava ad evidenziare come un prodotto di questo costo sia fuori portata per le tasche di un italiano e non per un tedesco, danese, svedese… i commenti che mi hanno preceduto puntavano l’attenzione sul prezzo, io volevo semplicemente chiarire che non è così fuori portata per tutti. Non mi sono lamentato del prezzo, anzi, volevo in parte giustificarlo. Pace e bene.

Thrash
Thrash

Mi sarebbe piaciuta una tua prova visto che hai provato Orbea Rallon, Yeti 5.5 e Foxy 29 per capire se può rientrare nello stesso ambito visto la pedalabilità riscontrata dal tester e capire quale del lotto è la tua preferita

Marco Toniolo

sarebbe piaciuto anche a me provarla, la fortuna però è toccata a Frenk

uomoscarpia
uomoscarpia

7600 euro, 14 kg… Ah ha ha… Magari tra un anno vendono online come quegli altri che pensavano di essere i migliori al mondo e bastasse un bel nome sul telaio… Intense

p84
p84

Il fatto che non si vendano certe bici non significa automaticamente che non siano migliori delle altre, conferma invece quante persone (tantissime) devono fare i conti con la crisi economica

uomoscarpia
uomoscarpia

Cosa c’entra crisi economica, questa è una presa per il culo, come lo era intense… Perché non 20k euro allora? Yt e canyon si prenderanno tutto vedrai, questi si accontenteranno di vendere bici a prezzi assurdi a pochi per poi fallire vedrai, oppure andranno online. Una yt che costa la metà non ha certo una qualità inferiore, anzi

Becciu
Becciu

Grazie per aver ricordato al mondo, il quale probabilmente non è stato attento le ultime 100.000 volte che gli strilloni si sono lamentati del prezzo delle mtb (non del pane, delle mtb), che nell’anno domini 2018, ci sono brand low cost come YT e Canyon che per una cifra tra i 2000 ed i 2500 € ti vendono una mtb più che buona montata in maniera più che decorosa.
Rimarcato ancora una volta questo, si può chiudere la polemica sul prezzo e parlare della bici?
Per esempio, a me fa molto specie che su di un prodotto premium sia stato realizzato un passaggio interno dei cavi non guidato, così come che non si sia pensato ad una placchetta metallica anti risucchio della catena, ma sono piccolezze.
Quello che mi stupisce è che siano riusciti a progettare un carro con battuta da 157 in cui non si vada a sfregare con la scarpa!

Pitaro
Pitaro

Alla fine la linea catena è solo 1,5mm più larga delle Cannondale FSi da XC che hanno il carro con offset

teoDH

Leggevo e rileggevo i vari commenti sui prezzi, e ho letto tante volte Intense, come esempio (secondo voi) di cambiamento di politica…
Intense non ha cambiato politica di produzione, ma di distribuzione… nel mondo moderno è ora di capire che o la catena distributiva da un servizio, reale e prezioso, oppure è destinata ad essere scavallata… Jeff steber non ha diminuito di un solo dollaro quel che lui si mette in tasca dalla vendita, semplicemente ha tagliato distributori e negozianti, politica che da sempre ha permesso a canyon e yt di fare dei prezzacci, ma se una canyon la compri a 2000 euro, se ci piazzi il margine distributivo in negozio la compreresti a 3500… logico che una bici che in negozio paghi 7000 se la compri direttamente la paghi meno di 5000… e grazie a questa politica intense è tornata a fare numeri interessanti… politica che mi auguro facciano tutti…
E’ inutile far muovere della merce per niente, per riempire magazzini, ordini, e ti arriva la roba… i negozianti chiudono, i meccanici proliferano… e paghi per il lavoro che richiedi, non per immobilizzazioni finanziarie, magazzini, provvigioni etc… il mondo sta cambiando rapidamente, qualcuno se ne accorge, qualcun’altro no…

fafnir
uomoscarpia

7600 euro, 14 kg… Ah ha ha… Magari tra un anno vendono online come quegli altri che pensavano di essere i migliori al mondo e bastasse un bel nome sul telaio… Intense

Ripeto facendo i conti coi costi dei componenti quei prezzi non tornano, o puntano ad un guadagno esagerato oppure è supervalutato il telaio.
In ogni caso il rapporto qualità prezzo è fra i più bassi mai visti, relativamente ai componenti.
La sentinel di ieri la vedo molto meglio piuttosto.

menollix
menollix

Effettivamente con la componentistica montata il telaio da solo costerebbe almeno 4500 senza ammo ad occhio e croce

p84
p84

Ero rimasto all’equazione “angolo più aperto = maggiore off-set forcella” per compensare la perdita di manovrabilità (Cannondale docet con 55 mm su 69,5° di angolo), ora invece stiamo scoprendo, ogni giorno di più, che è l’esatto opposto…

tylerdurden71
tylerdurden71

Tenteranno il colpaccio come Intense? Chiaramente per poi svendere, visto che solo qualche poser le acquisterà 🙂

Marco Toniolo
p84

Il fatto che non si vendano certe bici non significa automaticamente che non siano migliori delle altre, conferma invece quante persone (tantissime) devono fare i conti con la crisi economica

La crisi economica. Veramente, siamo ancora alla "crisi", con gli Stati Uniti il cui pil è cresciuto del 4% nel 2018? Scendiamo dal pero ragazzi, l'Italia non rappresenta il mondo intero. Paesi come la Germania hanno superato la crisi anni orsono.
Se vogliamo parlare del prezzo, raffrontiamo questa bici a mezzi simili, non dovrebbe essere difficile visto abbiamo fatto diversi test a riguardo ultimamente. Il resto conta poco, perché anche in Italia c'è chi non ha problemi di soldi.

FOF
FOF

Concordo, il senso del mio intervento voleva essere questo, non possiamo continuare a parlare di prezzi troppo alti frugandoci nelle tasche vuote, in altri paesi si tratta di prezzi compatibili con redditi e risparmi.

DoubleT
DoubleT

dear marco,
diciamo che il concetto potrebbe anche essere chiaro, ma come moderatore, avresti dovuto scriverlo meglio, in quanto non puoi fare di tutto un’erba e un fascio, nel senso che per te stanno tutti bene e non hanno problemi, occhio che la realtà è diversa, tanto diversa

bici bellissima, ma…
mi chiedo: ‘ste bike con ‘sti pesi assurdi ed a ‘sti prezzi altrettanto assurdi a che pro? per coloro che pensando di comprare una schiacciasassi simile si possa diventare geni della discesa, capaci a fare di tutto senza rischiare l’osso del collo ogni domenica? certamente sì
solo che… poi visto che butta male, si va a fare la forestale più vicina scarrozzandosi un biciclettone infinito coi gommoni e farsi superare in tutta scioltezza da una rockhopper metà anni novanta, con le ruotine
bike per pochi, ma veramente pochi

Marco Toniolo

No, dear doublet, perché quella della ‘crisi’ è una bella scusa dietro cui nascondere le proprie e altrui incapacità. O vuoi forse dirmi che tedeschi e americani sono 10 volte meglio degli italiani a cavarsi dai guai (= crisi dell’ormai lontano 2008) e a competere contro i cinesi?

DoubleT
DoubleT

la maggior parte degli italiani se ne hanno, li mettono in banca o dentro il materasso, te lo sogni che li spendano in mountain bike nuove… e questi sono proprio quelli che con la bike metà anni novanta superano ‘sti biciclettoni “tuttofare”

p.s. lo stesso vale per le bici da corsa, facendo il parallelo con le attuali bici aero

p84
p84

Che una bici “x” costi 10.000 € e che sia una sproporzione è plausibile, ma questo non significa automaticamente che la qualità non sia alta (molti paradossalmente scrivono questo solo perchè non possono spendere tali cifre ). Negli USA, e in altri paesi senza crisi, si vendono molte Santa Cruz (tanto per citare un blasone) il chè in parte la dice lunga su quanto conti il reddito nel comprare le biciclette. Qui da noi si vedono ancora diversi garisti usare front in alluminio con ruote da 26…

tylerdurden71
tylerdurden71

Su questo hai pienamente ragione Marco, 6.000 o 10.000 euro pesano in modo diverso nelle tasche di un Italiano e di un tedesco. Da noi le paghe medie, specie quelle dei giovano sono a dir poco ridicole. Poi è chiaro che c’è chi non ha problemi economici, diciamo che a differenza di molti stati occidentali, la nostra classe media è in pauroso affanno.

tm56
tm56

ogni tanto pensa anche che ci sono molte nazioni con paghe più basse delle nostre, dove se uno con una 26 ruggine no brand cade per terra non lo vengono a prendere con l’elicottero a gratis, e nazioni teoricamente più evolute delle nostre che se ti fai male con la Pivot paghi e non poco. Se ti lamenti della paga vai in germania a lavorare, diventerai ricco, o mettiti in proprio, investi i soldi per la Pivot in un lavoro che ti soddisfi economicamente e mentalmente, così puoi comprarti la Pivot. Ricordati che ci guadagna bene è anche il rivenditore che ricarica il 100% dal prezzo di vendita della Pivot, che le produce in Oriente al 70% minimo in meno che non produrle in America, Se la prendi in America a fine anno, se la trovi, puoi trattare anche un 40% perché loro le svendite le fanno sul serio. La prossima bici me la faccio da solo tutto made in Italy a parte i copertoni. La nostra classe media, come imprenditori, se paga le tasse, è nella merda.

p84
p84

Grazie per le perle di saggezza !

Niko9

La borraccia in quel posto ??? Come yeti … quando hanno finito il progetto e finito la produzione: ah caspita il portaborraccia non ce lo abbiamo messo ! Dai prendi il trapano e rivetti che lo mettiamo qua… :-P:
raceface l’ho avuta e la mia reazione quando la vedo o sento è come nei guardiani della galassia 2 quando dice sono teserface :smile::smile::smile:

fabius8
fabius8

Chi non ha 10K€ da investire su una MTB?…dai…per così poco….. Sono sicuro che ne venderanno a “cassonate”!

vitamin
vitamin

Sestri Levante sempre mitica location, bella l’ultima foto (prima di intraprendere Ponti Romani), occhio al tondino 🙂

Tigre27
Tigre27

Sant’ Anna..spettacolooooooooo

fafnir
thiphino

Ripeto, stiamo parlando di una bici da enduro 29, che fino a prova contraria non è un bene di prima necessità, ma un bene che rientra nella sfera delle passioni e del superfluo. I modelli base da 2.500 € sul mercato ci sono, così come nel mercato delle automobili ci sono le Panda da 7.000 € e le Ferrari da 470.000 €. Per caso ti lamenti anche delle Ferrari costano troppo o hai paura che la deriva dei prezzi delle Ferrari trascini il costo della Panda?

Sono discorsi triti e ritriti già con la vecchia intense.
Questa non è una Ferrari (è una bici fatta in Oriente con componenti comunissimi), è semplicemente una bella/buona bici con un pessimo rapporto qualità prezzo e che non offre nulla (anzi) in più della concorrenza più economica.
Certo è brutto buttarla sempre sul prezzo però è la prima cosa che colpisce la gente che legge.

fitzcarraldo358
fafnir

Questa non è una Ferrari (è una bici fatta in Oriente con componenti comunissimi), è semplicemente una bella/buona bici con un pessimo rapporto qualità prezzo e che non offre nulla (anzi) in più della concorrenza più economica.

infatti ci sta di discutere sul rapporto qualità prezzo, dire che il mercato offre di meglio ed in definitiva… comprare altro.

è stucchevole invece leggere lamentele su quanto care siano oggi le bici, sul reddito medio degli italiani e dei tedeschi eccetera… risparmiamo questi argomenti per quando aboliranno la sanità pubblica, se comprare una bici da enduro è troppo caro… amen, se ne farà a meno e ci si divertirà lo stesso.

Froster182
Froster182

Certo che sganciare settemila cinquecento bombe per avere ruote bozzate e telescopico rigato……..
Cmq grand bella bici

boboz79
boboz79

Sarei curioso di capire quanto va meglio di una capra 29 pro race che costa meno e ha un montaggio superiore..

elymaury
elymaury

Va uguale la differenza la fa il manico anche perché come geometrie e tipo di bici siamo li. La differenza vera la vedi nel conto corrente!

boboz79
boboz79

Davo per scontato “a parità di manico”, il prezzo superiore e il link piu raffinato, portano a delle performance superiori?

nicola47
nicola47

Prendendo come riferimento la DH, mi sembra che al netto di casi particolari tipo la demo con cui correva gwin qualche anno fa, i valori siano abbastanza livellati

D-Lock
uomoscarpia

Qui non c'è niente di esclusivo come una Ferrari, i componenti con cui è montata li trovi dove vuoi, mica li fabbricano loro. Il paragone panda Ferrari è la solita cazzata, tutti vedono l'enorme differenza prestazionale tra le due auto, qui no, vorrei fare un test ad occhi chiusi e vedere chi si accorge della differenza tra questa e una bici che costa metà presa online. Le prestazioni in bici le fanno chi le guida, il resto sono piccolezze che ogni casa propone, per poi rimangiare il progetto magari 2 anni dopo. Trovo cmq le geo e i kg ormai assurdi di queste bici. Meglio come dice Theo avere il dh

Secondo me il paragone Panda-Ferrari è sbagliato sia per quello che dite che nelle bici la componentistica esclusiva è quasi sempre unicamente il telaio e non la bici intera, ma anche perchè questi marchi NON SONO le Ferrari delle bici, ma al massimo le Koenigsegg o le Hennissey… Che vorrebbero essere ancora più esclusive della Ferrari, e alla fine qualche pazzo che gli da 2M per una delle loro auto lo trovano anche. Ma il cliente che può permettersi una auto bella in vita sua, andrà sulla Ferrari o sulla Porsche. Il cui equivalente nelle bici secondo me sono più i montaggi top di Santa Cruz, Specialized o altri marchi che hanno vinto tante gare e quindi il nome se lo sono costruito non coi prezzi ma con la fama.

D-Lock
DoubleT

l'italiano se ne ha, li mette in banca o dentro il materasso, te lo sogni che li spende in mountain bike

Infatti bici da 6000€ in Italia non se ne vendono, no no…

nicola47
nicola47

Infatti ogni tanto qualcuno chiude pure bottega, se bastasse mettere un cartellino da 10k euro per vendere sarebbero capaci tutti di vendere bici

fafnir
thiphino

Ho capito ma…. che accidenti ve ne importa se costa troppo? E anche che accidenti ve ne importa se costa troppo in rapporto a come è montata??? Ve l'ha detto il dottore che dovete comprare una Pivot????
Il produttore sarà libero di fare la politica dei prezzi che meglio preferisce? Se va alla rovina, saranno affari suoi???
La geo e i kg li trovi assurdi? Bene, non la comprare e prendi altro!

È un forum e questa è la discussione sulla pivot.
Nei forum si parla e si critica anche, se non è possibile farlo allora non è più un forum ma una rivista online e basta.

Se a uno importa parlare del prezzo lo può fare fino a prova contraria, oppure vuoi tappare la bocca a chi non è d'accordo? (Che si tratti di prezzi, scelte tecniche, colori, nomi antipatici)

thiphino
thiphino

Ma per carità, non ho nessuna velleità di tappare le bocche.
Per lo stesso motivo mi permetto di criticare i commenti rosiconi sui prezzi. Perché alla fine è tutto lì il succo del discorso: molti queste bici le sognano e farebbero follie per averle (alcuni le fanno davvero), però siccome costano troppo allora si lamentano del mercato impazzito, del montaggio sballato… mi ricorda tanto la storia della volpe con l’uva…

sickbiker

La cosa assurda è che le bici costano come moto coi contro caxxi!!!
Una 600 sportiva 10000€ li vale, ma una caxxo di bici che devi pedalare bah!
Anche a livello di progettazione, materiali, costruzione solo per un motore motociclistico è più complesso…

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fafnir
thiphino

Ma per carità, non ho nessuna velleità di tappare le bocche.
Per lo stesso motivo mi permetto di criticare i commenti rosiconi sui prezzi. Perché alla fine è tutto lì il succo del discorso: molti queste bici le sognano e farebbero follie per averle (alcuni le fanno davvero), però siccome costano troppo allora si lamentano del mercato impazzito, del montaggio sballato… mi ricorda tanto la storia della volpe con l'uva…

Non ho visto questi commenti su bici simili altrettanto valide/appetibili recensite di recente (stereo 29 e sentinel, stessa categoria della pivot), eventualmente qualche problema c'è in questo caso, come con intense del resto.

Chiudo qui perché sono il primo a preferire commenti tecnici a quelli sul prezzo e la mia l'ho già detta.

Becciu
Becciu

Mi stupisce un po’ il giudizio sui freni…
Considero ottimi i miei XT a due pistoncini, pensavo (speravo) che la versione a 4 pistoncini fosse una bomba.
Avete in programma un test approfondito?

D-Lock
Becciu

Grazie per aver ricordato al mondo, il quale probabilmente non è stato attento le ultime 100.000 volte che gli strilloni si sono lamentati del prezzo delle mtb (non del pane, delle mtb), che nell'anno domini 2018, ci sono brand low cost come YT e Canyon che per una cifra tra i 2000 ed i 2500 € ti vendono una mtb più che buona montata in maniera più che decorosa.
Rimarcato ancora una volta questo, si può chiudere la polemica sul prezzo e parlare della bici?
Per esempio, a me fa molto specie che su di un prodotto premium sia stato realizzato un passaggio interno dei cavi non guidato, così come che non si sia pensato ad una placchetta metallica anti risucchio della catena, ma sono piccolezze.
Quello che mi stupisce è che siano riusciti a progettare un carro con battuta da 157 in cui non si vada a sfregare con la scarpa!

Oppure il portaborraccia, fai prima a dire che non ci stava a quel punto che messo lì voglio vedere chi lo userà.
Non so, ci sono idee quantomeno apprezzabili come il superboost ma anche dettagli veramente fastidiosi, che si fa fatica a giustificare come scelte progettuali.

Becciu
Becciu

il discorso del porta borraccia non riesco a vederlo come una scelta progettuale discutibile; per me la sua assenza è un deal breaker, ma conosco molta gente che esce con lo zaino anche per il giretto di un’ora e non gliene potrebbe fregare di meno

pablos
pablos

Orca vacca, ultimamente sti cerchi non reggono più gli strapazzi!

verdino
verdino

Bici spettacolare, peccato la borraccia sia stata pensata in posizione improponibile, solo Ibis e Intense su bici analoghe hanno pensato a posizionarla in modo sensato.

Il prezzo ???……., ho gia’ una Santacruz, lo so sono bici molto costose, ma oltre al costo dei materiali , c’è la progettazione, la distribuzione, il marketing, i cataloghi, le attivita’ sportive da sponsorizzare, i piloti da pagare, sono tutte componenti del prezzo finale che l’acquirente paga.

verdino
verdino

Bici spettacolare, peccato la borraccia sia stata pensata in posizione improponibile, solo Ibis e Intense su bici analoghe hanno pensato a posizionarla in modo sensato.

Il prezzo ???……., ho gia’ una Santacruz, lo so sono bici molto costose, ma oltre al costo dei materiali , c’è la progettazione, la distribuzione, il marketing, i cataloghi, le attivita’ sportive da sponsorizzare, i piloti da pagare, sono tutte componenti del prezzo finale che l’acquirente paga, oltre al 22% di iva naturalmente, e scusa se è poco.

Grammy

..molto bella
..avevo un Phoenix quindi conosco bene Pivot, sicuramente ottima bike anche questa ma…
..per me qualche pecca a livello di progetto (passaggi non guidati, cavo cambio sotto movimento centrale, no placchetta antirisucchio catena, sistemazione portaborraccia…)
..montaggi scarsini in proporzione al prezzo
..che mi fanno guardare altro…
..peccato
..se attuassero una politica tipo intense (come nicchia di mercato sono simili) sicuramente ne venderebbero di più

lkey
lkey

Adoro questo forum. Da un banale test ne é uscita una disquisizione sull’assetto geopolitico mondiale. Uno straniero che legge penserebbe che siamo un popolo politicamente attivo, la realtà dice invece che non raggiungeremmo il quorum nemmeno al referendum per la difesa del diritto alla cacca sul posto di lavoro..

cheorch
cheorch

https://www.mtb-mag.com/test-pivot-firebird-29/#comment-283293

Perdonalo, è agosto e la maestra di sostegno è in vacanza!

Pitaro
Pitaro

@frenk come ti sei trovato con il super boost 157 plus trail? Si sente una maggiore rigidità della ruota o ha vantaggi solo per quel che riguarda la geometria?

PS il passaggio cavi delle Pivot dovrebbe consentire di bloccare la guaina in posizione tesa in modo da non farli sbattere, può essere che nella bici in test siano invece stati bloccati un po' laschi?

Pitaro
Pitaro

Incredibile, più di 60 commenti e ancora nessuno che si è lamentato che usano al posteriore i mozzi da DH invece dei boost normali… Si vede che lamentarsi del prezzo è più semplice!

Marco Toniolo
p84

Grazie per le perle di saggezza !

sai com'è, c'è la crisi….

p84
p84
marco

sai com'è, c'è la crisi….

A ognuno le sue

Pitaro
Pitaro
frenk

Lo scopo del Boost 157 è quello di offrire più "spazio di manovra" ai progettisti, come ho spiegato nell'articolo, per ottenere un carro più largo e di conseguenza più corto. Il fatto che la ruota di per sé possa essere più rigida è vero, ma dipende dalla ruota e occorrerebbe una comparativa diretta per dare dei giudizi concreti. Nello specifico le M1700 non le descriverei come ruote che brillano per rigidezza.

Per quanto riguarda il passaggio dei cavi, come ho scritto nell'articolo, il fermo funziona bene sulla tubazione del freno ma non è in grado di bloccare adeguatamente le guaine del cambio e del reggisella telescopico che quindi si muovono all'interno del telaio. Per ridurre al minimo questo problema, che però non è stato possibile eliminare completamente, ho utilizzato un mio vecchio trucchetto che avevo già mostrato in altri test: un paio di giri di nastro autoagglomerante sulla guaina e una piccola fascetta da elettricista per creare un bloccaggio all'esterno del fermo, su entrambi i capi, in modo che resti il più tirata possibile. Su alcuni telai questo trucchetto risolve completamente il problema del rumore ma non sulla Firebird, purtroppo.

Grazie!

biker_berico
biker_berico

fascia medio-bassa a 7.5K….alla faccia!

millaharbison67
millaharbison67

Ma escono solo bici enduro? Ma non esiste più chi ama la salita ma non a ritmi xc e poi la discesa ma non a ritmi dh?