MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | [Video] No EXIF: Hoshi e il fascino della fotografia analogica

[Video] No EXIF: Hoshi e il fascino della fotografia analogica

[Video] No EXIF: Hoshi e il fascino della fotografia analogica

12/02/2016
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12/02/2016

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Conoscete Hoshi Yoshida per le bellissime fotografie che pubblichiamo nelle nostre gallery degli eventi di DH World Cup. Hoshi ha una passione per la fotografia che va oltre il reportage fotografico, alla ricerca dei dettagli che raccontino emozioni, che svelino il punto di vista dell’uomo dietro all’obiettivo, portando chi guarda la fotografia a sentirsi parte della scena, osservatore discreto di quella frazione di tempo fissata in uno scatto e dilazionata all’infinito.

In questo progetto Hoshi abbandona l’attrezzatura digitale per svelare la magia racchiusa nell’attrezzatura analogica. Una macchina Leica M6 dotata esclusivamente di un obiettivo Summilux da 35mm a lunghezza focale fissa, che imprime i suoi scatti su una pellicola Ilford XPII 400 per bianco e nero. Il messaggio di Hoshi è che con l’attrezzatura analogica, avere abilità non è necessariamente garanzia di successo. La fotografia analogica è arte, e con l’arte non basta avere abilità tecniche, ma sono diversi i fattori che prendono parte. A volte è anche la fortuna a intervenire, non solo nel rendere affascinante un errore di messa a fuoco o una compensazione tra velocità dell’otturatore e apertura del diaframma… ma anche nel fare in modo che i 36 scatti a disposizione non finiscano nel momento cruciale.

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Massinovecento
Massinovecento

Grandi foto, il summilux accopiato con la pellicola poi e’ commovente, plasma la foto plastificandola opera d’arte!

castidavide
castidavide

Non penso ci siano parole per queste foto! Semplicemente emozionano… fanno tornare a quando si era piccoli e si andava in vacanza con i genitori e la vecchia macchina fotografica che era più grossa di te.

ferrilamiere
ferrilamiere

magic

Deroma
Deroma

che occhio non ho parole!!!

dario.bortoli
dario.bortoli

E pensare che ho in vendita una Leica M6……

gabrireghe
gabrireghe

molto bello, e poetico. Poi una cosa è certa, è pieno di fotografi tecnicamente capaci ma che fanno brutte foto.

Bike.man
Bike.man

Grande Hoshi, che bello…vien quasi voglia di mollare la 5D e riprendere in mano la vecchia Oly.
A dire il vero, tempo fa l’ ho anche fatto, avevo una vecchia XP1 da “far fuori” e ho gironzolato con il 21 mm. Zuiko. Onestamente non ne è uscito un gran che…il manico alla fine fa sempre la differenza. Certo che una M6 con summilux fa impressione solo a tenerla in mano, lo scatto dell’ otturatore poi è musica !!!

Stefanodia
Stefanodia

sapete dirmi perche’ non riesco piu’ a vedere molti video del mag?
Sia da mobile che su Pc, manca il link che porta all’articolo.
In pratica mi esce solo l’immagine di presentazione, ma senza alcun link.
Grazie

Marco Toniolo

Svuota la cache

The_Farmer
The_Farmer

C’è una regola non scritta che dice più o meno:
“chi fa belle foto in analogico, le fa belle anche in digitale”.
E viceversa. ?

Mttia983
Mttia983

Da appassionato/malato di fotografia all’attivo posso dire solo una cosa che la pellicola, si che dava bellissime soddisfazioni: pellicola Agfa o Superia a secondo del soggetto, 50mm pentax o 58 mm zenith su corpo k1000 ( 1970 ancora perfettamente funzionate!!) e via click, click. La tecnologia della pellicola era arrivata a un punto spettacolare, poi si è arrivati al pixel che al pari delle prestazioni appena iniziò il pixel per ottenere una foto decente ci voleva l’equivalente di una bici in carboinio!!!

La differenza adesso è che col pixel tutti fanno duemila foto su un soggetto, tanto poi una buona la tiro fuori. Prima la regola era BUONA ALLA PRIMA !! ecco perchè “chi fa belle foto in analogico, le fa belle anche in digitale”. La fotografia regala emozioni anche più forti di quelle che regala la MTB e devo dire che insieme fanno un connubio spettacolare!!!!!!!

lenorecannan6
lenorecannan6

onestamente sul “viceversa” mi permetto di essere mooooolto perplesso.

Stefanodia
Stefanodia

@marco toniolo
ho provato a cancellare qualche cache, ma non e’ cambiato nulla.
Quale cache intendi?
potresti indicarmi?
mi dispiace non riuscire a vedere alcuni video.
Grazie

stam78
stam78

un grande veramente!!
la dimostrazione che il manico e la tecnica sono sempre fondamentali per ottenere dei risultati e sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione…nella fotografia, in bici…al lavoro…

Markooo
Markooo

arte…

teoDH

Mi viene sempre un po’ da ridere quando vedo queste sviolinate a un mezzo ormai morto e sepolto… chi sente la mancanza della pellicola? nessuno, infatti tutti i fotografi scattano ormai in digitale… quando non hanno più nulla da dire, cercano di “riscoprire” qualche vecchio supporto per dare una valenza “artistica” alle stesse foto che farebbero in digitale, , e infatti se guardate la gallery, vedrete le stesse identiche foto che yoshida fa regolarmente, e probabilmente se convertiva in BN un file, avrebbe avuto una miglior resa, dato che il piacere di alcune pellicole BN si può apprezzare solo da stampe fatte a regola d’arte…
Oltretutto, le foto mostrate non sono nemmeno tra i suoi lavori migliori… certo, gli va dato atto che fare una foto di azione con il peggior sistema di messa a fuoco del mondo per lo sport, ovvero il telemetro, è già di per se una gran soddisfazione… lunga vita al digitale!

lenorecannan6
lenorecannan6

iper-Schietto , forse troppo, ma fondamentalmente non hai torto. da amatore del settore, che scatta, sviluppa e stampa in proprio le foto in analogico, posso effettivamente dire che hai ragione.
Valutare e apprezzare una foto fatta in analogico, guardandola sul monitor è quanto di più sciocco si possa fare. Una scansione di un negativo può rendere favolosa una foto fatta malissimo, da ogni punto di vista, forse l’unica cosa che non si salva è la messa a fuoco, quella se c’è c’è se no amen.
Ad ogni modo per apprezzare la fotografia analogica c’è solo un modo….avere in mano la stampa chimica, STOP! il resto è fuffa, è una volontà di rendere elitario qualcosa che in realtà lo è solo per metà. E sono d’accordo pure sul fatto che in ambito sportivo la fotografia analogica non ha più senso ….. fosse anche solo per il fatto che per fotografare 100 atleti che scendono ci vogliono almeno 4 rullini…..ma quello su cui non sono e non sarò mai d’accordo è che l’analogico sia morto e sepolto.
Ovviamente se uno scatta in analogico, per portare il rullino a sviluppare a un laboratorio a caso, e poi scannerizzare le foto è come riuscire a conquistare Belen per poi farla tr**are ad un altro e stare solo a guardare.

teoDH

Infatti, l’analogico ha senso come “bricolage fotografico”, scatti, a quel punto magari con una medioformato o un banco, visto che il digitale ha donato agli amanti della pellicola macchine spettacolari a prezzi ormai bassissimi, sviluppi, stampi, e diventa un processo che mette “il viaggio” davanti alla “destinazione”!
Ma in ambito professionale, dove bisogna produrre, ormai anche i vecchi reporter di spessore ancorati alla pellicola, hanno ormai deposto le armi e van tutti in giro con la loro digitale…

lenorecannan6
lenorecannan6

anche perchè, quei pochissimi e rari casi in cui il risultato ottenibile con l’analogico di un certo livello è difficile da percepire e soprattutto non c’è nessuno disposto a sostenerne i costi rispetto allo stesso prodotto fatto con processo interamente digitale.

Mttia983
Mttia983

Tempo fa ho organizzato una mostra fotografica a Roma “Pellicola VS Pixel” in una parete tutte le foto a pellicola, dall’altra quelle digitali. Ospiti importanti e gente veramente forte che scattava cose bellissime con una fantasia icredibile, quelle in pixel avevano una postproduzione assurda, ho visto i soggetti letteralmente uscure dalle cornici di quanto erano belle quelle foto. Una ragazza che era cresciuta a pane e fotografia (scuola di fotografia alle spalle) non ci credeva che una mia foto fosse stata fatta da una pellicola, dovetti portarle il negativo per convincerla. Il discorso è che la pellicola ti abituava a pensare, osservare, comporre. Per fare quella foto ero in vacanza il set stava di fronte casa in campagna un ulivo solitario e sono stato 2 settimane ad osservare ad un certo orario la luce in determinati orari per ottenere l’effetto che volevo. Con il digitale quell’effetto lo avrei ottenuto 5 min dopo aver scattato la foto a qualsiasi ora. L’abitudine di pensare prima di scattare fortunatamente mi è rimasta e anche se adesso scatto in digitale non ho l’abitudine della post produzione. Io quel mezzo, anche se può far sorridere tanti, lo trovavo affascinate, soprattutto l’attesa delle stampe :-). Per il resto è chiaro che la tecnologia va avanti. Peccato che oggi usare la pellicola ha costi proibitivi :-ç

teoDH

I soliti luoghi comuni, completamente falsi, in primis, la luce è la luce, non puoi crearla con photoshop ne con mascherature di stampa, quella o c’è, o non c’è…
L’abitudine a pensare non è il mezzo con cui scatti che te la da, quella è una cosa del fotografo, la macchina fotografica è solo un mezzo, il digitale è comodo e immediato, la pellicola scomoda e lunga da sviluppare.
La postproduzione, poi il grande scoglio mentale del digitale, andate a vedervi una mostra di nachtwey o salgado, e capirete cos’è la postproduzione… in digitale si usa photoshop, in pellicola maschere, filtri, china… cambiano solo gli strumenti, la fotografia è e sarà sempre la stessa da quando è nata.
La vera “innovazione” semmai è la condivisione, una volta si mostrava solo quello che meritava, adesso basta postare qualcosa, anche fosse una merda…

Mttia983
Mttia983

“la luce è la luce, non puoi crearla con photoshop ne con mascherature di stampa, quella o c’è, o non c’è…”
VERO, VERISSIMO, la luce c’è o non c’è, ma consentimi di dirti che una cosa è la luce scattata in quel preciso momento una cosa è la foto scattata un’ora prima o un’ora dopo che poi puoi elaborare e alla fine arrivi all’effetto di quel preciso istante che invece ti vai a cercare. Io ti ho portato la mia esperienza e non un luogo comune.

Ho avuto la fortuna di incontrare gente veramente forte nella post produzione digitale, cose che io non ci penso neanche e non mi ci metto non perchè snobbo semplicemente non è il mio modo di fare foto. Si trattava di persone da cui si poteva imparare tanto. Attenzione io non disprezzo il digitale anzi lo ritengo una rivoluzione positiva che con la post produzione ha anche portato a nuove forme di espressione non intendo la post produzione come “taroccatura della foto”, forse non mi sono spiegato. Intendo che pellicola e digitale sono due bellissime forme di espressione artistica fotografica ,che ognuno di noi può usare come meglio crede. Poi c’e’ a chi piace fare post produzione digitale, postproduzione analogica e a me non piace in entrambi i casi. Spero questa volta di essermi spiegato 🙂