Whistler X0 experience, XC

Whistler X0 experience, XC

18/07/2011
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18/07/2011

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Un meraviglioso buongiorno da Whistler, dove mi trovo adesso, invitato da Sram per provare il gruppo X0 2012 in tutte le sue sfacettature: XC, DH ed Enduro. Insieme a me ci sono altri 4 giornalisti europei, uno per paese, e circa 6 giornalisti americani, oltre che ad una nutrita crew di Sram che ci pamperizza per bene in questo angolo di British Columbia così al centro dell’attenzione del mondo della mountain bike in questi giorni. Infatti si celebra questa settimana il Crankworx, festival della bici con tanti eventi e gare interessanti che potete seguire LIVE direttamente dal divano di casa vostra cliccando qui.

Ma veniamo al punto di questo viaggio, il gruppo X0. L’idea dietro a questa esperienza è mostrarci come un gruppo possa essere così polivalente, spaziando dal cross country al downhill, con le dovute modifiche ovviamente. Ed è così che ieri mattina, con un bel jetlag di 9 ore  nelle ossa, mi ritrovo in sella ad una Trek Superfly 100 da 29 pollici montata appositamente per me.

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Chi segue mtb-forum saprà che ho provato la Superfly la scorsa settimana durante il press camp di Trek in Austria, ma ieri ho avuto l’occasione di maltrattarla per bene, con un giro di 40 km e 700 metri di dislivello sui fantastici sentieri da xc di Whistler. Eh si, benchè tutti conoscano solo il bike park di questa località, devo dire che i sentieri da pedalare anche in salita sono una cosa bellissima, introvabili da noi in quanto costruiti appositamente per i biker con una cura maniacale. Si inerpicano più o meno dolcemente nei boschi intorno al paese, con serpentine guidabili anche in salita, e risultano fattibili anche in condizioni di bagnato come quelle di ieri. Radici, rocce e i temuti ponticelli in legno richiedono una grande attenzione, ma una volta superate le prime paure sono veramente divertenti.

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Non provate a costruire queste cose a casa, vi rompereste la faccia alla prima pioggia. Infatti qui usano il bel legno di cedro per le strutture, che non diventa scivoloso con il bagnato ed ha un bel grip. Anche il terriccio, piuttosto sabbioso, tiene bene con il bagnato. Insomma, avrete capito che ieri mi sono divertito come un matto, pur essendo in sella ad una bici da xc. Le ruotone assicuravano però un’ottima trazione in salita e davano la giusta sicurezza in discesa su radici e tratti con rocce bagnate, l’affidabile reggisella telescopico Reverb faceva il resto per non trovarmi la sella sotto la pancia nelle repentine discese. Unico appunto alla bici è il movimento centrale troppo basso: continuavo a pestare i pedali su sassi e radici in salita. Per il resto sono dell’opinione che una bici con 100mm di escursione vada meglio se ha le ruotone da 29 pollici.

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Il gruppo X0 montava una guarnitura 39-26 con un pacco pignoni 11-36, un rapporto in certe situazioni troppo duro su una 29. I freni X0 montavano due dischi da 160mm che davano una buona potenza, sufficiente per i sentieri mai troppo ripidi in discesa. La forcella era una Sid da 29 che ho mandato a fondocorsa solo una volta durante una discesa da un masso, un Monarch bianco splendente ammortizzava fedelmente i 100mm di escursione posteriore. Su questo tipo di bici il Monarch mi è sembrato una buona scelta, al contrario che su bici con escursioni più generose, come ho potuto constatare durante il test di durata della GT Force Carbon (150mm di travel). La trasmissione ha lavorato ineccepibile per tutto il tempo, noncurante del fango, della cambiate sotto sforzo e del bagnato.

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Non fatevi ingannare dalla dicitura XC: il giro di ieri è stato tutt’altro che una passeggiata, visto che si è tirato a manetta sia in salita che in discesa e alla fine dei 40 km le gambe invocavano pietà. I sentieri con nomi tratti dai pezzi di Frank Zappa (Gee, I love your pants) o dei Pink Floyd (Comfortably numb, leggete qui la descrizione) sono divertenti ma inusuali per noi europei, abituati a salite su sterrato, dato che i nostri sentieri difficilmente risultano pedalabili in salita nella loro completezza.

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La ricompensa per aver concluso il giro ci ha ripagato degli sforzi: birra, nachos con formaggio e altro finger food, il tutto sulla terrazza del bar GSE, che dà direttamente sul traguardo dello Slopestyle e della DH, dove ieri si disputava il Canadian Open, vinto da un Steve Smith che è sponsorizzato anche da Sram. Stanchi, sudati ma soddisfatti ci siamo poi trasferiti nella jacuzzi della nostra Euro House, dove sto con gli altri 4 giornalisti europei, per rilassarci completamente evitando di cadere nelle braccia di Morfeo a causa del jetlag.

Adesso procedo con la vestizione DH (qui sono le 8:30 del mattino) per montare in sella ad una Devinci Wlsn (leggete il test di Marco Milivinti qui) e girare nel famoso Bike Park di Whistler. State sintonizzati!

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