Come funziona il Variable Valve Control sulle nuove Fox 36 e 38

Come funziona il Variable Valve Control sulle nuove Fox 36 e 38

Marco Toniolo, 09/04/2020
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Marco Toniolo, 09/04/2020

Quando vi ho presentato la nuova Fox 38 ho accennato al VVC (Variable Valve Control), dicendo che non fosse facile da spiegare a parole. In questo video Jordi Cortes, ingegnere di Fox, va nel dettaglio.

 

Per chi si fosse perso il test della 38, lo ripropongo qui:

 

 

Commenti

  1. fafnir:

    Ma almeno avete sentito l'audio? Guardate che lo dicono loro mica me lo sto inventando, e poi se volevano un precarico normale ci piazzavano la solita molla e finita lì.
    Se poi secondo voi stanno sparando cavolate allora è un altro discorso, a me la descrizione sembra chiara
    parlano di "seconda valvola" con riferimento al "wing" che agisce sulla base del pacco lamellare.
    la differenza allora c'è sul Wing: invece che un precarico lineare (solita molla), sarà un precarico verosimilmente "progressivo" dato che il Wing offrirà una resistenza più che proporzionale alla regolazione.

    in ogni caso, siamo qui per comprendere e cercare di capire con i limiti di ognuno di noi.
    io metterei da parte frasi o commenti che non aiuta a tale scopo, ma che anzi creano confusione.
    ad esempio, il tuo ultimo messaggio che qui riporto non spiegava niente di tecnico, ma era più un impropero nei nostri confronti
  2. enzo steppa:

    il video l'ho visto l'anno scorso, quando è stato reinserito nella presentazione della 38, e prima di iniziare a commentare questo topic.
    non ho cambiato idea rispetto al primo messaggio (che tra l'altro aveva due punti interrogativi proprio per sollevare una discussione): è un precarico e non un pivot.
    ho elaborato il discorso dicendo quello che qui ripeto: è un precarico (differente da una molla) proprio perchè agisce sulla base (rigida) del acco lamellare e non sul pacco stesso.

    se pensi che il discorso non sia coerente, senza essere polemico, ti chiedo gentilmente di spiegare la tua opinione che personalmente ritengo molto valida come ho potuto notare in altre discussione tecniche.
    Io mi sono fatto questa idea, guardando il video e cercando di mettere in pratica quello che hanno detto ovviamente tenendo conto che è l'oste che vende il suo vino.
    Le lamelle sono precaricate da una molla che preme su un disco il quale preme appunto sulle lamelle che premono sul pistone.
    Il registro invece di rendere più rigida la molla (come avviene sempre) facendola premere sempre sullo stesso punto, cioè su un diametro a metà fra l'asta e quello massimo del pistone, mantiene la molla uguale ma cambia il punto da dove è possibile comprimere la molla e quindi aprire il pistone facendo uscire l'olio.
    Sarebbe ad esempio come usare una molla più larga o più stretta, cioè la forza con cui schiaccia il pacco è la stessa ma la applica da punti diversi.

    Quando il registro è del tutto aperto la molla applica la sua forza dal punto più esterno del disco, quindi la "leva" che ha la pressione dell'olio per comprimere la molla è massima, ha tutta la superficie del disco a disposizione per poter comprimere la molla.
    Da tutto chiuso la molla preme più al centro ed è come avere una molla più piccola, quindi l'olio ha meno leva per aprire la molla.

    Per me l'effetto del registro alla fine della storia è diverso, è quasi come agire sul pacco lamellare, non saprei dire i pro e contro di questa scelta
  3. le piste, su cui scorrono le due lamelle che fanno da molla, sono a spirale e quindi a seconda del punto in cui le lamelle toccano la pista rendono più o meno alta la pressione necessaria a farle sollevare. Quindi non è una semplice molla precaricata ma piuttosto una molla in cui varia il K di elasticità.