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Doping: Martin Maes trovato positivo

Doping: Martin Maes trovato positivo

26/06/2019
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26/06/2019

Si torna purtroppo a parlare di doping nel mondo dell’Enduro World Series. Dopo Graves e Rude, un altro atleta è risultato positivo ai controlli anti-doping e anche in questo caso non si tratta di un atleta qualsiasi ma del leader di circuito Martin Maes.

Dai controlli relativi alle gare di Rotorua e Tasmania, il rider belga è risultato positivo al Probenecid, una sostanza proibita dalla World Anti-Doping Agency in quanto diuretica ma soprattutto per il suo effetto di agente mascherante, ovvero può coprire la presenza di altre sostanze.

A quanto dichiarato dal medico ufficiale dell’evento della Nuova Zelanda, la sostanza è stata da lui prescritta all’atleta per potenziare l’effetto degli antibiotici su di un taglio alla gamba procuratosi durante la gara in Nuova Zelanda che si era infettato e mostrava resistenza ai normali trattamenti antibiotici.

Maes è stato sospeso per 90 giorni poiché è stata documentata l’assunzione accidentale oltre al fatto che la sostanza non rientra nella categoria più restrittiva dato che di fatto non migliora le prestazioni. Gli viene quindi revocata la vittoria di entrambi i round, Tasmania e Rotorua, e non potrà partecipare alla EWS di Whistler.

Di seguito il comunicato stampa ufficiale diramato da GT Bicycles:

Il 21 maggio 2019, è stato notificato all’atleta Martin Maes di GT Factory Racing un esito avverso delle analisi per una sostanza vietata da parte della Federazione Antidoping del Ciclismo (CADF). Nei campioni di test del primo round degli EWS in Nuova Zelanda e del secondo round degli EWS in Tasmania del marzo 2019 sono stati rilevati dei livelli elevati di Probenecid. Il Probenecid è presente nell’Elenco delle Sostanze e Metodi Vietati dell’UCI. Il Probenecid e un antibiotico associato sono stati prescritti da un medico di gara ufficiale del New Zealand Enduro al fine di facilitare il trattamento di una grave infezione alla gamba di Martin.

In base a quanto affermato dal medico ufficiale di gara:

“Martin ha subito una lacerazione della gamba inferiore, la quale, ha sviluppato una grave infezione durante la corsa New Zealand Enduro (8-10 marzo 2019). L’infezione si è aggravata malgrado le dosi standard di antibiotici, giungendo a diventare potenzialmente letale. I medici della New Zealand Enduro hanno deciso di utilizzare il Probenecid, normalmente utilizzato per aumentare i livelli ematici degli antibiotici tipo-penicilline che si è rilevato efficace nel trattamento dell’infezione di Martin. Somministriamo normalmente, come parte delle nostre prassi, questa medicina per il trattamento di gravi infezioni.

“In quel momento, nessuno del team di medici volontari né Martin ha preso in considerazione che il Probenecid potesse trovarsi sull’elenco delle sostanze vietate. Non risulta avere alcun effetto di miglioramento delle prestazioni, infatti, quelle di Martin nelle settimane successive, sono state pregiudicate a causa della gravità dell’infezione.” – Il Dott. Tom Jerram MBChB (Hons), Medico e Direttore Medico Volontario di FACEM New Zealand Enduro. Per leggere la versione integrale della dichiarazione del Dr. Jarrem, si rimanda all’allegato.

Il 1 giugno 2019, Martin ha ricevuto un rifiuto in risposta alla sua richiesta di Esenzione per Uso Terapeutico (TUE). Nonostante la commissione CADF TUE avesse riconosciuto che il Probenecid era stato somministrato meramente per motivi medici e che non avrebbe migliorato in alcun modo le prestazioni di Martin, la TUE non era ancora stata approvata.

GT Factory Racing sostiene appieno Martin Maes in questa situazione essendo consapevole che né lui, né la squadra, hanno agito con l’intento di violare deliberatamente le regole o le normative dell’antidoping. Al contrario, Martin si è rivolto ai medici di gara ufficiali per verificare se quanto prescritto potesse essere somministrato a un atleta dell’UCI, mentre questi ultimi hanno agito nell’ambito della propria responsabilità clinica per trattare un’infezione potenzialmente letale alla gamba di Martin.

GT Factory Racing si impegna a creare e promuovere un ambiente nel quale i ciclisti siano in grado di dare del loro meglio, nell’ambito delle regole e delle normative previste dall’organo direttivo sportivo. GT investe nei team e negli atleti in nome dell’amore per lo sport, e la competizione non è che un modo per creare un collegamento con la propria base di sostenitori appassionati.

Ogni team e rider di GT sa bene che il sostegno è legato ai severi requisiti concernenti le regole e le normative che disciplinano lo sport. Proprio per questo motivo Martin si atterrà ai regolamenti dell’UCI.

“Al momento sono senza parole. Ho dedicato tutta la mia vita al ciclismo e alle gare fin dal 2013. Mi sono allenato duramente per realizzare i miei sogni. Si è verificata un’emergenza per trattare una ferita infetta, e non abbiamo ricontrollato la prescrizione dei medici. Questo è il mio unico errore. Adesso è il momento di affrontare la situazione, allenarsi più duramente che mai e rimettermi in pista al più presto per trasformare la frustrazione in piacere, dando il meglio in sella alla mia bicicletta”.

L’UCI adempie a una serie di regole e normative severe, ma ha comunque riconosciuto pienamente le circostanze ammettendo che non si è trattata di una violazione deliberata delle regole dell’antidoping. Di conseguenza, a Martin sarà vietato partecipare a competizioni per un periodo di novanta giorni. Sarà squalificato dai round 1 e 2 degli EWS e dovrà pagare una multa di 2500 franchi svizzeri. Nonostante ciò, le sue vittorie e i risultati portati a casa agli EWS di Madeira non saranno interessati dal provvedimento in quanto è risultato negativo ai test dei controlli antidoping dell’evento.

Martin è e sarà sempre un sostenitore della correttezza nelle competizioni sportive. E ritornerà a gareggiare durante questa stagione più forte che mai. Nel frattempo, sarà a fianco dei suoi compagni di squadra e li sosterrà appieno durante i prossimi eventi degli Enduro World Series.

__________

Di seguito il comunicato stampa ufficiale diramato dall‘UCI:

UCI statement on Martin Maes
Jun 26, 2019

The Union Cycliste Internationale (UCI) announces that the Belgian rider Martin Maes has been suspended for a period of 90 days for a non-intentional Anti-Doping Rule Violation (ADRV).

The affair concerns an ADRV for the presence of the prohibited substance Probenecid* in samples collected in-competition on 24 and 31 March 2019.

As per the World Anti-Doping Code (WADC) and the UCI Anti-Doping Rules (ADR), the sanction began on 13 May 2019.

Moreover, the results obtained by the rider in rounds 1 and 2 of the Enduro World Series have been annulled. This is not the case however for round 3, where he tested negative.

The case has been resolved via an acceptance of consequences as provided for by the WADC and the UCI ADR.

The UCI will not comment any further.

* Probenecid is classified in the category “Diuretics and Masking Agents” and considered a specified substance as per the World Anti-Doping Prohibited List.

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V
vitamin
‘ste pomate…prima Matteo Raimondi poi Martin Maes; ma i medici che seguono gli atleti sono così incompetenti?
pcortesi
pcortesi
Peccato che il medico incompetente era il medico ufficiale di gara!!!!!!!! non quello della mutua…….. mi sa tanto di stronzata la suqlifica, della serie, si lo so che non lo hai fatto per doparti, lo so che te l’abbiamo prescritta noi (tramite il medico dell’organizzazione), ma ti squalifico lo stesso……..!!!!!!
mirko_jimbho84
mirko_jimbho84
si però mi vien da dire… su un taglietto così tutto sto cinema tra pomate e antibiotici?….. cioè io dovrei esser sempre sotto antibiotici visto tutte le tuone con relative escoriazioni e tagli… bo mi sà di ennesima cacata… però non so…
akko69
akko69
a giudicare dalle parole del dottore che l’ha curato, non era proprio un taglietto…
P
_PM_
Non è una "pomata" ma pillole prese oralmente, e non è il "suo dottore" ma il dottore volontario alla manifestazione NZ Enduro, dove Martin partecipò prima dell’EWS Rotorua, nella quale dopo una lacerazione alla tibia con conseguente infezione, le è stato prescritto la sostanza.
Il modo in cui è stato scritto l’articolo è completamente privo di dettaglio con l’intenzione di creare come al solito polemica.
akko69
akko69

I am a Specialist Emergency Physician, and have been practising Emergency Medicine for over 15 years. On March 8th -10th 2019, I was acting in a voluntary role as a event doctor on the New Zealand Enduro, a backcountry mountain bike race in Marlborough, New Zealand. On the afternoon of March 8th 2019, I was reviewing and treating a number of riders who had been injured in the day’s racing. Mark Maurissen approached me, and asked me to review Martin Maes, who had sustained a significant laceration to his right pretibial area (lower leg) during the day’s racing. Martin had sustained an approximately 5 centimeter long vertically orientated burst type laceration to his lower leg. There was significant soft tissue damage, and the wound was grossly contaminated (conditions were particularly muddy that day) I irrigated and debrided the wound extensively, applied a topical antiseptic solution, and sutured the skin using 4 x interrupted sutures. I was concered about a significant risk of infection given the wound location, tissue damage, and initial contamination. At that point I dispensed a course of flucloxacillin (an antibiotic) in a standard dose (500 milligrams 4 times a day for 3 days with a goal of preventing infection). I gave Martin standard wound care advice, and planned to follow him up in 2 days On March 10th 2019 at around 10 am, I reviewed Martin’s wound. At that point, he had a clearly established serious infection surrounding the wound, despite the prophylactic antibiotics. This infection had… Read more »

K
klasse
Booo?????
Non saprei cosa dire. So solo che 90 gg non sono 8 mesi, o un anno.
Se fossi al suo posto non saprei cosa dire o fare, anche se hai la diarrea molto farmaci non li puoi prendere.
Ma non basta la dichiarazione che li usi per una terapia prescritta dal medico e informi medico della squadra e poi uffici vari?
No perché se così fosse non capisco perché non farla, lo farei anche per gli integratori.
akko69
akko69
gli hanno negato l’eccezione per uso terapeutico, non so perché…
akko69
akko69
a giudicare dalle parole del dottore che l’ha curato, non era proprio un taglietto…
akko69
akko69
gli hanno negato l’eccezione per uso terapeutico, non so perché…
teoDH
Le persone normali, se si tagliano, usano il disinfettante e i cerotti… gli "atleti" usano antibiotici, diuretici, e chissà quale altra sostanza miracolosa…
Buffoni, buffone chi si dopa, buffone chi trova le scuse, buffone l’ente che queste scuse le prende per buone…
F
fabio1991
a me a seguito di un escoriazione dovuta ad una caduta in moto che si era particolarmente gonfiata hanno prescritto lo stesso più uno spry da applicare sulla ferita per favorire la cicatrizzazione..morale della favola la spry aveva il bollino doping, il probenacid come farmaco equivalente no..ma in ogni caso ad un controllo sarei risultato positivo a 2 cose ed era una escoriazione che non ha nemmeno richiesto punti di sutura…
Quindi io sono una persona normale e i cerotti e il disinfettante non sono bastati…
pcortesi
pcortesi
In generale sono sempre d’accordo con te, ma da qello che capisco, in questo caso è il medico dell’organizzazione che lo ha prescritto e quindi di conseguenza, autorizzato da UCI, che ha causato la positività. Non è proprio come "ho preso la borraccia di uno perchè avevo sete"……
salukkio
salukkio
Forse non hai pensato che , essendo durante una gara, non poteva fermarsi a farsi medicare a dovere?
Inoltre, dipende sempre a cosa vai a contatto: mio fratello ha rischiato l’amputazione della gamba perché in una passeggiata in montagna, non si è accorto di essere andato a contatto con feci di animali selvatici.
sembola
gli hanno negato l’eccezione per uso terapeutico, non so perché…

l’ "esenzione per uso terapeutico" esiste solo per farmaci prescritti in caso di malattie croniche e solo per determinati tipi di farmaco. Ed in ogni caso deve essere richiesta in anticipo, non dopo l’assunzione.

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F
fabio1991
si anche perchè chiederla successivamente è come passare con il rosso e poi tornare indietro e chiedere scusa…
F
fabio1991
a me a seguito di un escoriazione dovuta ad una caduta in moto che si era particolarmente gonfiata hanno prescritto lo stesso più uno spry da applicare sulla ferita per favorire la cicatrizzazione..morale della favola la spry aveva il bollino doping, il probenacid come farmaco equivalente no..ma in ogni caso ad un controllo sarei risultato positivo a 2 cose ed era una escoriazione che non ha nemmeno richiesto punti di sutura…
Quindi io sono una persona normale e i cerotti e il disinfettante non sono bastati…
teoDH
Io quando mi sono portato via 5cm di pelle sull’asfalto ho usato il trofodermin, ma non sono soggetto a controllo antidoping…
ma il probenecid… lo prende una persona che conosco che soffre di gotta!!!
L’associazione taglio/probenecid poi la vedo un po’ forzata, ok che aumenta l’effetto degli antibiotici, ma mi vien da pensare che aumenti l’effetto anche di altre sostanze…
T
turkishweb
oltre che correre in world cup, sei pure medico. come non amarti? volevo aggiungere un cuoricino ma non me lo fa fare 🙁 … comBlotto di mtb-mag.
F
fabio1991
si anche perchè chiederla successivamente è come passare con il rosso e poi tornare indietro e chiedere scusa…
gibopeo
gibopeo
Da nessuna parte sta scritto che non ci si deve curare. Semplicemente, se ci si cura con principi attivi che rientrano nella lista delle sostanze dopanti, si devono rispettare i tempi di sospensione e non si deve correre la gara successiva, se quei tempi non sono rispettati.
Taglietto o molto piu’ di un taglietto, non importa.
Oltre a non aver applicato questa semplice regola, nessuno pare essersi posto il problema di quanto somministrato, ignorando che un diuretico potesse essere dopante.
Ok l’effetto che in questo caso ha in associazione all’antibiotico, ma ricordo che un diuretico puo’ anche essere utilizzato per restare nel peso forma (oltre a mascherare altre sostanze come giustamente ricordato nell’articolo), e quindi vorrei che qualcuno spiegasse come un diuretico non altera la prestazione…
Inoltre, dalla descrizione della ferita pare che dovesse morire il giorno dopo, ed invece era a correre in bici…
Tc70
Tc70
Mi ricordi Salvini l’aggiustatutto: "A casa mia, se mi taglio, prendo il disinfettante, due cerotti e si sistema tutto".

Sei proprio una persona ignorante.

C’è bisogno di tirare in ballo anche Salvini ora? In fin dei conti Teo non ha detto nulla di cosi eccessivamente errato…in un contesto di gare,e secondo la gravità del taglio,ci si può curare in molte maniere,a volte son sufficenti disinfettanti e cerotti a volte no,ma se per ogni taglietto lieve,vengono usati prodotti che potrebbero scaturire di questi fatti,una domanda sarebbe meglio porsela o no?

teoDH
Riflettendo sugli eventi, mi chiedo se l’UCI o l’EWS non abbia ancora deciso di istituire, come per molte altre discipline, come l’atletica o lo sci, i controlli fuori stagione… Conoscendo bene alcuni sciatori di coppa italiani, so a quali tormenti siano sottoposti anche quando sono ad esempio in vacanza, con controlli a sorpresa, obblighi di reperibilità etc…
Qua non battono un colpo se non con i controlli dopogara… e visto che ultimamente ne beccano, forse sarebbe il caso di capire se non sia solo la punta dell’iceberg…
Marco Toniolo
Riflettendo sugli eventi, mi chiedo se l’UCI o l’EWS non abbia ancora deciso di istituire, come per molte altre discipline, come l’atletica o lo sci, i controlli fuori stagione… Conoscendo bene alcuni sciatori di coppa italiani, so a quali tormenti siano sottoposti anche quando sono ad esempio in vacanza, con controlli a sorpresa, obblighi di reperibilità etc…
Qua non battono un colpo se non con i controlli dopogara… e visto che ultimamente ne beccano, forse sarebbe il caso di capire se non sia solo la punta dell’iceberg…

Già. Questa storia sa molto di dilettanti allo sbaraglio, però la notizia che passa ai "non addetti" è che anche nell’enduro gira il doping. L’unico modo per non perdere credibilità è assoggettarsi il prima possibile alle regole UCI di passaporto biologico anche perché chi si bomba veramente lo fa in fase di preparazione, non con due pillole pregara.
Una cosa che non mi è chiara però è che se Maes corre anche in DH, non è già un atleta uci e quindi soggetto a queste regole?

F
-filo-
Titolo in linea con il livello "giornalistico" italiano…vergogna
gibopeo
gibopeo
???
Marco Toniolo
Titolo in linea con il livello "giornalistico" italiano…vergogna

Il titolo dice quello che è successo. È un fatto e nell’articolo è spiegato tutto. Non ci sono opinioni.

Se sei abituato ai titoli "Maes squalificato, che roba…" vai a leggere altri siti.

F
-filo-
Sappiamo benissimo entrambi che c’è modo e modo di titolare lo stesso fatto
Sappiamo benissimo entrambi che quella di Maes, stando ai fatti riportati, è stata una pena ridicola le cui colpe sono principalmente da imputare alla miopia dell’uci ed ai reati di atleti passati la quasi totalità, per di più, provenienti da altri sport
Sappiamo benissimo entrambi che Maes non ha tratto alcun beneficio da questa sostanza, ha vinto quasi tutte le gare prima e dopo la positività, in una disciplina in cui il manico conta al 98%
Sappiamo benissimo entrambi che un titolo moderato ed imparziale genera la metà dei click e delle views di un titolo forte e sparato
gibopeo
gibopeo
Sappiamo benissimo vuol dire sai tu, dato che scrivi ed esprimi opinioni che dal tuo punto di vista dovrebbero invece sostituirsi ai fatti narrati nell’articolo, dove giustamente non si prende una posizione.
Mi sa che sei un po’ confuso, se addirittura contesti la non imparzialità a chi invece ha solo riportato dei fatti.
Il titolo dice che è risultato positivo, ossia riporta i fatti: forte e sparato?
Sicuro di stare bene?
Inoltre sei confuso perchè non capisci che è giusto applicare le regole da parte dell’UCI, sei confuso perchè sei certo che l’atleta non abbia tratto nessun beneficio dall’uso di un diuretico che per quanto ne sai potrebbe sempre aver assunto regolarmente per meglio restare nel suo stato di forma, sei confuso perchè se cosi fosse, ignori che l’hanno beccato ora ma potrebbero averlo beccato in passato.
Cosa dovevano scrivere nel titolo secondo te? "Trovato positivo ma tanto sono cazzate"?
Marco Toniolo
Sappiamo benissimo entrambi che c’è modo e modo di titolare lo stesso fatto
Sappiamo benissimo entrambi che quella di Maes, stando ai fatti riportati, è stata una pena ridicola le cui colpe sono principalmente da imputare alla miopia dell’uci ed ai reati di atleti passati la quasi totalità, per di più, provenienti da altri sport
Sappiamo benissimo entrambi che Maes non ha tratto alcun beneficio da questa sostanza, ha vinto quasi tutte le gare prima e dopo la positività, in una disciplina in cui il manico conta al 98%
Sappiamo benissimo entrambi che un titolo moderato ed imparziale genera la metà dei click e delle views di un titolo forte e sparato

sappiamo benissimo che stai parlando del nulla, perché il titolo riporta un fatto. Il tema dell’UCI è un’opinione, non un fatto.

Forse è anche questo il motivo per cui tu commenti, e noi gestiamo un sito.

F
-filo-
Sicuramente io, in prima battuta, ho usato un tono sgarbato e me ne scuso.
Ma mi fa davvero sorridere il fatto che non riusciate ad ammettere che una stessa notizia possa essere titolata in modi molto diversi che mandano ai molti lettori distratti messaggi anche molto distanti. Detto questo posso anche capire che voi non vi facciate troppi scrupoli, l’imparzialità e la ricerca del vero non appartiene più a quasi nessun giornalista, ingenuo io che ne sento la mancanza su un sito di mtb.

Trovo invece assolutamente fuori luogo e spocchiosa la tua chiosa del "io son io che gestisco il sito e tu sei solo un semplice utente che commenta" perchè ti vorrei ricordare che siamo noi "commentatori" che teniamo, nel bene e nel male, in vita il sito e tra le altre cose ne generiamo i profitti, evita quindi, come tuo solito, di ergerti superiore agli altri.

sembola
per quanto riguarda la vicenda, concordo con Marco: si tratta di una faccenda di incapacità e approssimazione, un medico che somministra un farmaco senza accertarsi se sia o no proibito in un ambito del genere è un incompetente.

Quanto alla pena, mi limito a far notare che il farmaco è proibito proprio perché utilizzabile per nascondere altro. Errore in buona fede, ma errore…

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Arma
Arma
Dai, incompetente è un po’ forte. Sono 15 anni che lavora nell’ "Emergency medicine". Giustamente difendiamo chi cura il sito, ammettiamo che chi fa altre cose di mestiere possa pensare prima alla salute di una persona e poi alla lista delle sostanze dopanti (nel caso specifico direi "coprenti") dell’UCI. Approssimazione ok, incapacità non direi
F
-filo-
Sicuramente io, in prima battuta, ho usato un tono sgarbato e me ne scuso.
Ma mi fa davvero sorridere il fatto che non riusciate ad ammettere che una stessa notizia possa essere titolata in modi molto diversi che mandano ai molti lettori distratti messaggi anche molto distanti. Detto questo posso anche capire che voi non vi facciate troppi scrupoli, l’imparzialità e la ricerca del vero non appartiene più a quasi nessun giornalista, ingenuo io che ne sento la mancanza su un sito di mtb.

Trovo invece assolutamente fuori luogo e spocchiosa la tua chiosa del "io son io che gestisco il sito e tu sei solo un semplice utente che commenta" perchè ti vorrei ricordare che siamo noi "commentatori" che teniamo, nel bene e nel male, in vita il sito e tra le altre cose ne generiamo i profitti, evita quindi, come tuo solito, di ergerti superiore agli altri.

gibopeo
gibopeo
Ci spieghi come puo’ un titolo che riporta solo ed esclusivamente i fatti, non essere imparziale come sostieni?
Ci spieghi il tuo concetto di imparzialità e ci dici come doveva essere il titolo per esserlo?
Sei sicuro di aver letto il titolo?
Giusto per essere sicuro perchè non me ne capacito, cosa c’è di non imparziale nello scrivere "Doping: Martin Maes trovato positivo" quando è stato trovato positivo al doping?
Sono troppo curioso
gibopeo
gibopeo
Sappiamo benissimo vuol dire sai tu, dato che scrivi ed esprimi opinioni che dal tuo punto di vista dovrebbe invece sostituirsi ai fatti narrati nell’articolo, dove giustamente non si prende una posizione.
Mi sa che sei un po’ confuso, se addirittura contesti la non imparzialità a chi invece ha solo riportato dei fatti.
Il titolo dice che è risultato positivo, ossia riporta i fatti: forte e sparato?
Sicuro di stare bene?
Inoltre sei confuso perchè non capisci che è giusto applicare le regole da parte dell’UCI, sei confuso perchè sei certo che l’atleta non abbia tratto nessun beneficio dall’uso di un diuretico che per quanto ne sai potrebbe sempre aver assunto regolarmente per meglio restare nel suo stato di forma, sei confuso perchè se cosi fosse, ignori che l’hanno beccato ora ma potrebbero averlo beccato in passato
gibopeo
gibopeo
Ci spieghi come puo’ un titolo che riporta solo ed esclusivamente i fatti, non essere imparziale come sostieni?
Ci spieghi il tuo concetto di imparzialità e ci dici come doveva essere il titolo per esserlo?
Sei sicuro di aver letto il titolo?
Giusto per essere sicuro perchè non me ne capacito, cosa c’è di imparziale nello scrivere "Doping: Martin Maes trovato positivo" quando è stato trovato positivo al doping?
Sono troppo curioso
gibopeo
gibopeo
Se il titolo "Doping: Martins Maes trovato positivo" contiene imparzialità, mancanza di scrupoli e rappresenta la vergogna giornalistica italiana, io sono una bella figa.
Ma è piu’ facile che chi lo sostiene sia un analfabeta funzionale, per buona pace di chi mi avrebbe voluto una bella figa.
Arma
Arma
Dai, incompetente è un po’ forte. Sono 15 anni che lavora nell’ "Emergency medicine". Giustamente difendiamo chi cura il sito, ammettiamo che chi fa altre cose di mestiere possa pensare prima alla salute di una persona e poi alla lista delle sostanze dopanti (nel caso specifico direi "coprenti") dell’UCI. Approssimazione ok, incapacità non direi
gibopeo
gibopeo
Come ho scritto, le cure, tutte, non si negano.
Pero’ andare a vedere se quanto si usa è nella lista delle sostanze dopanti è un attimo.
Ed agire di conseguenza un attimo di piu’.
Se poi consideriamo che non è un segreto (e non credo che lo sia per un medico) che i diuretici vengono usati anche per coprire altre sostanze, allora viene anche abbastanza facile pensare che al pari di quello che è stato trovato positivo perchè ha bevuto dalla borraccia di un altro atleta, si stia cercando qualche scusa.
Poi magari non è cosi, anzi sicuramente non è cosi, ma poco importa: anche per questa ragione, è giusto applicare le regole, che ci sono e sono chiare (ma evidentemente a qualcuno no).
Pero’ è giusto dire che in questa storia quello che ha meno colpe è comunque il medico. Non è il medico della squadra ma era li unicamente per prestare assistenza medica, e cosi ha fatto. Se proprio vogliamo guardare, non era nemmeno compito suo preoccuparsi se fosse principio attivo dopante o no, se il suo unico scopo era curare evitando la morte dell’atleta (mi attengo alle dichiarazioni sulle possibili conseguenze di un mancato trattamento).
sembola
Dai, incompetente è un po’ forte. Sono 15 anni che lavora nell’ "Emergency medicine". Giustamente difendiamo chi cura il sito, ammettiamo che chi fa altre cose di mestiere possa pensare prima alla salute di una persona e poi alla lista delle sostanze dopanti (nel caso specifico direi "coprenti") dell’UCI. Approssimazione ok, incapacità non direi

si può lavorare per 25 anni come medico di pronto soccorso ed non essere competenti come medici sportivi, del resto oggi la specializzazione la fa da padrona. Non c’era linea cellulare per verificare: ok, allora visto che la cura era ritenuta necessaria la si fa MA si consiglia all’atleta di controllare in seguito con uno specialista. Fermo restando che la responsabilità ultima è sempre dell’atleta, e che certe leggerezze possono essere giustificabili per l’amatore ma non per un professionista. Approssimazione non solo da parte del medico ma anche dell’atleta e del team.

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K
klasse
Soluzioni???
Tagliare la testa in piazza al trasgressore. Come fece qualche stato orientale per la guerra all’oppio.
Punto e basta.
Se metti delle regole e punizioni non esemplari, di più, multe che valgono 30-50 volte il valore del l’ingaggio a causa del danno mediatico all’atleta e sponsor soprattutto, stai tranquillo che quelli seri si fanno da se passaporti biologici, analisi delle unghie e degli essudati per non pagare a vita.
Un poliziotto svizzero una volta che mi ha fermato per un sorpasso, mi ha detto “ prima che dica qualc’osa, si ricordi che la legge non ammette ignoranza in Italia come in Svizzera”…minchia mmmutooo…
A
AleEND
si può lavorare per 25 anni come medico di pronto soccorso ed non essere competenti come medici sportivi, del resto oggi la specializzazione la fa da padrona. Non c’era linea cellulare per verificare: ok, allora visto che la cura era ritenuta necessaria la si fa MA si consiglia all’atleta di controllare in seguito con uno specialista. Fermo restando che la responsabilità ultima è sempre dell’atleta, e che certe leggerezze possono essere giustificabili per l’amatore ma non per un professionista. Approssimazione non solo da parte del medico ma anche dell’atleta e del team.

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Sembola ma chi sei? Batman? Il cavaliere senza peccato… uff sei quasi noioso da quanto sei moralizzatore e saccente!

Ma ovviamente tu nella tua vita sei stato, sei e sarai sempre perfetto, senza macchia e senza errori :hail:

lucamox
lucamox
Io son tutto fuori che un esperto di doping o anti-doping, peró conosco diversi atleti UCI, tutti piuttosto paranoici in relazione all’assunzione accidentale, di sostanze proibite.
Una volta pedalando con un’amica del mondiale XCO aveva finito l’acqua e le ho offerto la mia, ha cortesemente rifiutato perché lei non prende niente da nessuno al di fuori del team, ok questo mi sembra un pò eccessivo ma prendere un diuretico prescritto da un medico che nemmeno conosci per curare una ferita infetta mi sembra all’estremo opposto…
Mi fa quindi abbastanza strano che un professionista come Maes ed il relativo top team che lo supporta, possano cadere in una svista del genere.
Sono un fan di Maes, lo ritengo un grandissimo campione multidisciplina e credo che sia in buona fede, di certo peró questa storia sa di mal raccontata e la posizione dell’UCI, rifiutando la TUE lo conferma.
Spero che non ci sia niente dietro, ma spero anche che questa vicenda serva a far alzare l’attenzione di tutti gli atleti e di chi gli sta intorno, e forse la modesta sanzione serve proprio a questo.
drmale
drmale
Molti farmaci sono soggetti a restrizioni, i medici non sono tenuti a conoscere l’effetto dopante, anche perché alcune sostanze sono vietate in alcuni sport e non in altri. Il problema del ciclismo e degli sport di endurance, ma anche dell’atletica è l’eccesso di divieti, che espone sempre tutti al rischio di venire scoperti e puniti. Questo eccesso, oltre a seminare ingiustizia, produce anche un effetto contrario, crea l’illusione che dietro al più forte ci sia sempre una pillola – Ergo, chi va più forte di me si dopa -; Illusione che annulla l’intento deterrente dei divieti e li trasforma in prova provata che per andare bisogna doparsi.
sembola
Sembola ma chi sei? Batman? Il cavaliere senza peccato… uff sei quasi noioso da quanto sei moralizzatore e saccente!

Ma ovviamente tu nella tua vita sei stato, sei e sarai sempre perfetto, senza macchia e senza errori :hail:

Non so se ho mai fatto un errore professionale di questa portata e con queste conseguenze. Ma di certo se l’avessi fatto o lo facessi e mi dessero dell’incompetente me lo terrei, sarebbe il mio. Naturalmente vale anche per l’atleta che è responsabile a prescindere di quanto assume e per il team.

Immagina se ti sbagliassero a fare la dichiarazione dei redditi, perché il commercialista non aveva la capacità di controllare la legge in vigore, e ti si presentasse la Finanza a casa. Dopo di che, quando osservi che il commercialista non è stato capace, ti prendi del "moralista" :nunsacci:

Forse questo paese ha bisogno di un grosso bagno di realtà.

B
biafano
evidentemente non hai a che fare con i commercialisti…se le dichiarazionifossero controllate nel dettaglio si troverebbero spessimo errori, per non dire sempre…te lo dico per esperienza…lo stesso vale per tutti i lavori con elevato livello di specializzazione…pensa solo che i rigori (roba facile) li hanno sbagliati i vari Maradona, Baggio, Ronaldo etc…chi dice di non aver fatto errori o non è mai stato controllato o non ha mai fatto un….nel giudizio ci vuole sempre il buon senso…e non fate i professoroni
bach7
bach7

drmale ha scritto: Molti farmaci sono soggetti a restrizioni, i medici non sono tenuti a conoscere l’effetto dopante, anche perché alcune sostanze sono vietate in alcuni sport e non in altri. Il problema del ciclismo e degli sport di endurance, ma anche dell’atletica è l’eccesso di divieti, che espone sempre tutti al rischio di venire scoperti e puniti. Questo eccesso, oltre a seminare ingiustizia, produce anche un effetto contrario, crea l’illusione che dietro al più forte ci sia sempre una pillola – Ergo, chi va più forte di me si dopa -; Illusione che annulla l’intento deterrente dei divieti e li trasforma in prova provata che per andare bisogna doparsi. Clicca per allargare… se si è arrivati agli eccessi di divieti (su questa affermazione non concordo) è perchè in precedenza è totalmente venuto a mancare il buon senso e un minimo di raziocinio… ovvero perchè ci sono stati casi di atleti che hanno usato in maniera del tutto impropria, autolesionistica e a tratti criminale una moltitudine di sostanze medicinali (a volte sperimentali, altre volte per animali…). purtroppo è questo "l’ambiente", e quindi a mio parere il sistema dei controlli, e delle sanzioni andrebbe addirittura "incattivito"… non mi riferisco alla pena di morte (molto meglio colpire al portafoglio), ma il mio obiettivo sono quei soggetti chiamati a giudicare i casi… non è possibile credere alle storielle di positività per ingoio di sperma, o carne "trattata", o crema vaginale, o tortellini ecc ecc è uno schiaffo all’intelligenza! è proprio questa totale mancanza… Read more »

pk71
pk71
Concordo con te, ma penso il sistema diventerà credibile quando saranno gli stessi atleti (in generale di qualsiasi sport) ad indignarsi pubblicamente contro chi risulta positivo al doping. Dovrebbero essere i puliti per primi a sentirsi derubati della loro prestazione. Come ironicamente ha scritto @koroviev, a chi guarda portasega se ti dopi, vuole vedere la prestazione e lo spettacolo, ecco perché dovrebbero essere gli altri concorrenti i più [email protected]
Ma siccome questa indignazione spontanea non avviene, tutto il sistema (e forse ragionevolmente) risulta implicato e sporco.
Koroviev
Koroviev
A me non da per niente fastidio anzi, dopandosi, danno anche più spettacolo perchè vanno più forte. Inoltre il doping anticipia l’evoluzione che, prima o poi, porterà a quel risultato. :-?:
pk71
pk71
Concordo con te, ma penso il sistema diventerà credibile quando saranno gli stessi atleti (in generale di qualsiasi sport) ad indignarsi pubblicamente contro chi risulta positivo al doping. Dovrebbero essere i puliti per primi a sentirsi derubati della loro prestazione. Come ironicamente ha scritto @koroviev, a chi guarda portasela se ti dopi, vuole vedere la prestazione e lo spettacolo, ecco perché dovrebbero essere gli altri concorrenti i più [email protected]
Ma siccome questa indignazione spontanea non avviene, tutto il sistema (e forse ragionevolmente) risulta implicato e sporco.
R
rikiuan
Io avrei una riflessione a caldo: nel momento in cui è il medico ufficiale dell’evento a prescrivermi un farmaco, senza darmi indicazioni specifiche circa la sua inconciliabilità con l’evento sportivo per il quale lavora, perde qualsiasi logica la punizione. Non è corretto neppure parlare di assunzione accidentale: la EWS non mi può rimproverare per avere assunto quella sostanza per errore (e quindi con colpa) per il semplice motivo che l’ho assunta dietro prescrizione di un suo emissario, facendo quindi affidamento sull’operato del suo rappresentante medico. La colpa semmai è del medico, ma non certo mia.
A
AleEND
Non so se ho mai fatto un errore professionale di questa portata e con queste conseguenze. Ma di certo se l’avessi fatto o lo facessi e mi dessero dell’incompetente me lo terrei, sarebbe il mio. Naturalmente vale anche per l’atleta che è responsabile a prescindere di quanto assume e per il team.

Immagina se ti sbagliassero a fare la dichiarazione dei redditi, perché il commercialista non aveva la capacità di controllare la legge in vigore, e ti si presentasse la Finanza a casa. Dopo di che, quando osservi che il commercialista non è stato capace, ti prendi del "moralista" :nunsacci:

Forse questo paese ha bisogno di un grosso bagno di realtà.

Ottimo esempio ma analizziamo meglio l’analogia.
In questo caso il commercialista è il medico e Maes è chi si fa fare la dichiarazione ma… qua tutti stanno dando dell’evasore al dichiarante e non del pirla al commercialista.
Tu anzi, stai dicendo che se ti sbagliano la dichiarazione è colpa tua perché non la hai controllata…

A me non sembra normale! :nunsacci:

Marco Toniolo
evidentemente non hai a che fare con i commercialisti…se le dichiarazionifossero controllate nel dettaglio si troverebbero spessimo errori, per non dire sempre…te lo dico per esperienza…lo stesso vale per tutti i lavori con elevato livello di specializzazione…pensa solo che i rigori (roba facile) li hanno sbagliati i vari Maradona, Baggio, Ronaldo etc…chi dice di non aver fatto errori o non è mai stato controllato o non ha mai fatto un….nel giudizio ci vuole sempre il buon senso…e non fate i professoroni

e allora, cosa cambia nel discorso? Baggio ha perso un campionato del mondo ciccando un rigore, penso che se lo porti dietro per tutta la vita, il suo errore. Il commercialista che ti sbaglia la dichiarazione cosa fa, riceve i tuoi complimenti perché "tanto sbagliamo tutti e se mi becco la multa dal fisco va bene?"
Sbagli, paghi. Succede a me, succede a te e, pensa un po’, succede anche a Maes. La buonafede non conta na sega.
Benvenuto sulla Terra.

B
biafano
parlavo di buonsenso…chi ha giudicato il caso poteva tranquillamente valutare che il medico ha commesso un errore in buonafede e volto a salvaguardare la salute del paziente e l’atleta non ne ha tratto vantaggio…nei tribunali ordinari della buonafede se ne tiene conto e come…anche nel pagamento delle tasse se ne tiene conto e come…infatti esistono le procedure di ravvedimento operoso etc
B
biafano
e poi forse non hai letto che il mio post era in risposta al fatto che "sembola" diceva che è giusto dare dell’incompetente a chi sbaglia…"Ma di certo se l’avessi fatto o lo facessi e mi dessero dell’incompetente me lo terrei, sarebbe il mio"…non penso si possa dare dell’incompetente a Baggio
eliografo
eliografo
purtroppo in Italia spesso che sbaglia non paga, questo spiega anche tutto questo discutere qui su questo forum fatto di "italiani"
A
AleEND
Io avrei una riflessione a caldo: nel momento in cui è il medico ufficiale dell’evento a prescrivermi un farmaco, senza darmi indicazioni specifiche circa la sua inconciliabilità con l’evento sportivo per il quale lavora, perde qualsiasi logica la punizione. Non è corretto neppure parlare di assunzione accidentale: la EWS non mi può rimproverare per avere assunto quella sostanza per errore (e quindi con colpa) per il semplice motivo che l’ho assunta dietro prescrizione di un suo emissario, facendo quindi affidamento sull’operato del suo rappresentante medico. La colpa semmai è del medico, ma non certo mia.

Sono d’accordo ma l’evento non faceva parte dell’EWS ma era una garetta locale purtroppo…

Marco Toniolo

Ho trovato questo commento che, fra le migliaia dei fan boys e dei "sono contro l’uci perché sono fiko", forse è l’unico che ha un senso. Tanto per ribadire che nell’articolo @frenk si è giustamente fermato ai fatti, il resto (comprese le interviste a Maes) sono da prendere con le pinze. Opinions are like a*sholes, everyone has one. I’m a board-certified Emergency Medicine Doctor, so let’s just stick to what makes sense medically, as well as what does not seem to add up. Before we get to the medical part, let’s look at the duck test, as this is often taught in medical school in the effort to teach the student to keep the most likely diagnoses at the top of the list. It goes like this, "if it looks like a duck, swims like a duck and quacks like a duck, then it’s probably a duck." One can easily extrapolate this to, "if it looks like bullshit, smells like bullshit and sounds like bullshit, it’s probably bullshit." This is the first thing that comes to my mind after I read yet another positive doping test in cycling (or any endurance sport). Yup, I’m looking at you Richie. Now for Mr. Maes. The biggest problem with the ‘story’ is that medically speaking it doesn’t add up. If I see someone in the ER with a laceration that I’m concerned about enough to start them on a prophylactic (preventative) antibiotic, and then they come back with a "serious, limb threatening infection",… Read more »

gibopeo
gibopeo
Leggendo il referto del medico che ha effettuato la prescrizione, si capisce che la lacerazione era estesa e includeva tessuti molli; inoltre in 2 gg era sensibilmente peggiorata nonostante gli antibiotici. A quel punto ha, dopo consulto con un medico ulteriore, aumentato la dose di antibiotici e dato il probenecid, che riduce l’escrezione di antibiotico. Successivamente, Martin ha avuto problemi gastrointestinali, risolti con ondasterone.
Obiettivamente, messa così non lo vedo doping.
Sembra che abbia avuto squalifica per rotorua, Tasmania, ok madeira, ma non corre in canada

Non lo vedi doping perchè non lo ritieni tale, dato che c’era un motivo per il trattamento.
Pero’ se poi non ti preoccupoi di quanto hai preso, eventualmente non lo dichiari prima della gara, e vieni beccato, è doping.
Le regole sono quelle e sono chiare.
Quindi è giusto venire puniti, per non aver rispettato queste semplici regole, anche se di fatto il trattamento puo’ non aver migliorato la prestazione (che poi di questo ci sarebbe da parlare: se non sto bene, ed assumo farmaci, di fatto miglioro la mia prestazione che senza farmaci non sarebbe stata possibile…).
Visto che parliamo di un professionista, come già successo in altri casi, o è un caso di leggerezza e scarsa professionalità di tutto il team, oppure ci si sta arrampicando sugli specchi.
Nel dubbio, la squalifica è sacrosanta, fosse anche solo che serva a richiamare l’attenzone di tutti sul rispetto delle regole.

pcortesi
pcortesi
Peccato che il medico incompetente era il medico ufficiale di gara!!!!!!!! non quello della mutua…….. mi sa tanto di stronzata la suqlifica, della serie, si lo so che non lo hai fatto per doparti, lo so che te l’abbiamo prescritta noi (tramite il medico dell’organizzazione), ma ti squalifico lo stesso……..!!!!!!
pcortesi
pcortesi
In generale sono sempre d’accordo con te, ma da qello che capisco, in questo caso è il medico dell’organizzazione che lo ha prescritto e quindi di conseguenza, autorizzato da UCI, che ha causato la positività. Non è proprio come "ho preso la borraccia di uno perchè avevo sete"……
gibopeo
gibopeo

Il medico ha ritenuto di somministrare il diuretico per massimizzare la concentrazione dell’antibiotico, per curare una ferita che si stava infettando e che avrebbe potuto portare alla morte l’atleta. Cosi è scritto nelle dichiarazioni. Per quanto il trattamento medico sia anche discutibile (passare ad altro antibiotico a piu’ ampio spettro per esempio), la sua priorità era la salute del suo paziente. Non era tenuto ad altre considerazioni che spettavano invece all’atleta ed alla sua squadra. Poteva certamente preoccuparsi del fatto che un diuretico fosse considerato doping, ma come scritto la sua priorità era la vita del paziente. Non importa quindi se era il medico dell’evento, questo non autorizza l’atleta a vedersi somministrare sostanze inserite nella lista di quelle dopanti e rimanere impunito. Doveva succedere che l’atleta, il suo team, il medico del team prendessero informazioni sul trattamento per verificare se quanto assunto rientrasse o no nella lista, agendo poi di conseguenza. Detto cio’, qui nessuno è certo se è tutto vero o con la storia della ferita ci si stia arrampicando un po’ sugli specchi. Inoltre, le analisi e la relativa squalifica/sanzione sono arrivate dopo gli eventi, e la storia raccontata è arrivata dopo ancora, per cercare di giustificare. Non è quindi possibile "autorizzare" questo caso caso di doping perchè "causato" dal medico dell’evento: da qualsiasi parte la guardi, questa storia ha delle falle ed è giusto arrivare ad una sanzione, che se non è per doping propriamente inteso (nel senso che si puo’ considerare anche certo che non c’era… Read more »

gibopeo
gibopeo
Il medico ha ritenuto di somministrare il diuretico per massimizzare la concentrazione dell’antibiotico, per curare una ferita che si stava infettando e che avrebbe potuto portare alla morte l’atleta. Cosi è scritto nelle dichiarazioni.
Per quanto il trattamento medico sia anche discutibile (passare ad altro antibiotico a piu’ ampio spettro per esempio), la sua priorità era la salute del suo paziente. Non era tenuto ad altre considerazioni che spettavano invece all’atleta ed alla sua squadra. Poteva certamente preoccuparsi del fatto che un diuretico fosse considerato doping, ma come scritto la sua priorità era la vita del paziente.
Non importa quindi se era il medico dell’evento, questo non autorizza l’atleta a vedersi somministrare sostanze inserite nella lista di quelle dopanti e rimanere impunito.
Doveva succedere che l’atleta, il suo team, il medico del team prendessero informazioni sul trattamento per verificare se quanto assunto rientrasse o no nella lista, agendo poi di conseguenza.
Z
Zac36100
la decisione dell’antidoping è un "atto dovuto". Sono certo che, dopo il ricorso, torneranno sui loro passi. La soluzione era rischiare la setticemia o, molto più prudentemente, NON correre…
Z
Zac36100
la decisione dell’antidoping è un "atto dovuto". Sono certo che, dopo il ricorso, torneranno sui loro passi. La soluzione era rischiare la setticemia o, molto più prudentemente, NON correre…
gibopeo
gibopeo
Il medico non era a conoscenza, a suo dire, del divieto di utilizzo di tale sostanza
E si legge anche che maes è il suo staff hanno cercato il farmaco se fosse tra le sostanze proibite, ma non avevano linea (e questa si fa strano)

Il medico poteva anche non esserne a conoscenza, ma da quanto dichiarato, quanto tempo sono stati senza campo per poter verificare la cosa?
Non seguo quelle gare, non conosco i dettagli di tempistiche di gara ecc, ma scommetto che se si va a vedere, si troveranno post di instagram/facebook di quei momenti… e comunque non è veramente credibile che non abbia controllato nessuno perchè non c’era campo.
Considerato poi che è stato trovato positivo anche alla gara successiva: vogliamo dire che per tutti i giorni di gara erano isolati dalla rete cellulare… diciamolo anche se non è vero… ma sono andati a correre un’altra gara… sempre senza campo.
Io per una giustificazione del genere raddoppierei la pena, peccato non funzioni cosi.

A
AleEND
Il probenecid non è il trofodermin (che pure esso all’epoca fu usato abbondantemente per giustificare positività), è un diuretico, quindi un potenziale mascheramento per molte sostanze dopanti…

Non è un diuretico…. però può mascherare sostanze dopanti. Giusto per precisare…

A
AleEND
Considerato poi che è stato trovato positivo anche alla gara successiva

Erano due gare a distanza di una settimana l’una dall’altra… infatti alla terza già è risultato pulito perché l’organismo aveva smaltito tutto.

R
rickyvic
Mi sembra che la faccenda si spieghi da sola, c’e’ stato un medico che ha prescritto parecchi farmaci, un po esagerato per me ma il medico prescrive e non si puo’ interferire.
Non mi sembra paragonabile ad altre situazioni simili di doping la cui origine e’ difficile da tracciare. Qui si sa e a meno che il medico fosse colluso si risolvera’.

Doping sicuro gira come in tutti gli altri sport, ma non si fanno beccare cosi’ facilmente. Questo e’ stato un fatto normale di un atleta che ha avuto un guaio fisico.
Poi tutto verra’ accertato in fasi giudiziali immagino.

T
turkishweb
oltre che correre in world cup, sei pure medico. come non amarti? <3
gibopeo
gibopeo
Erano due gare a distanza di una settimana l’una dall’altra… infatti alla terza già è risultato pulito perché l’organismo aveva smaltito tutto.

Appunto, per la seconda gara non avevano campo per andare a controllare che quanto assunto era considerato dopante?
Che poi si sa che un diuretico lo è…

salukkio
salukkio
Forse non hai pensato che , essendo durante una gara, non poteva fermarsi a farsi medicare a dovere?
Inoltre, dipende sempre a cosa vai a contatto: mio fratello ha rischiato l’amputazione della gamba perché in una passeggiata in montagna, non si è accorto di essere andato a contatto con feci di animali selvatici.
eliografo
eliografo
purtroppo in Italia spesso che sbaglia non paga, questo spiega anche tutto questo discutere qui su questo forum fatto di "italiani"
Marco Toniolo
purtroppo in Italia spesso che sbaglia non paga, questo spiega anche tutto questo discutere qui su questo forum fatto di "italiani"

Vai a vedere sui siti esteri ed il tenore è lo stesso.

devo.d
devo.d
Dunque, se ho capito bene, mi sono ferito alla gamba tanto che, per evitare serie conseguenze, mi applicano una certa terapia la quale comporta l’uso di medicinali di cui nessuno (medico, atleta, squadra e rappresentanti di federazione) conosce l’eventuale appartenenza alla lista proibita ed al momento non abbiamo accesso ad alcuna linea dati.
Siamo ad una gara minore, seguo quanto consigliato dal dottore, la gamba è mia e non voglio perderla, ma appena ne ho la possibilità io e la squadra ci informiamo se quello che ho preso è consentito, altrimenti comunico immediatamente a chi di dovere quello che è accaduto, allegando prescrizioni, certificati e tutto quello che ho in mio possesso. Ripeto immediatamente non dopo una o due gare di ews.
Non so se alla gara in questione fosse presente un rappresentante uci, se lo fosse stato era da sicuramente da interpellare, nel suo computer avrà avuto un file aggiornato su tutte le sostanze proibite, quindi mi regolo, o cambio il tipo di profilassi oppure, se non ci sono alternative, non faccio la gara.
gibopeo
gibopeo
Semplice e lineare.
Se non agisci in questo modo, da professionista, o sei in realtà un dilettante allo sbaraglio, tu e chi ti circonda, oppure hai raccontato questa storia per cercare di giustificarti in qualche modo, perché hai qualcosa da nascondere.
Sia nel primo che nel secondo caso, non puoi passarla liscia, nel rispetto di un regolamento e di tutti i tuoi avversari, dal primo all’ultimo.
gibopeo
gibopeo
Semplice e lineare.
Se non agisci in questo modo, da professionista, o sei in realtà un dilettante allo sbaraglio, tu e chi ti circonda, oppure hai raccontato questa storia per cercare di giustificarti in qualche modo, perché hai qualcosa da nascondere.
Sia nel primo che nel secondo caso, non puoi passarla liscia, nel rispetto di un regolamento e di tutti i tuoi avversari, dal primo all’ultimo.
Marco Toniolo
Non so se alla gara in questione fosse presente un rappresentante uci, se lo fosse stato era da sicuramente da interpellare, nel suo computer avrà avuto un file aggiornato su tutte le sostanze proibite, quindi mi regolo, o cambio il tipo di profilassi oppure, se non ci sono alternative, non faccio la gara.

Non solo fa la gara, ma la vince con un’infezione che poteva fargli perdere una gamba.

pk71
pk71
Perdere la gamba?!?……..
Caduto ad agosto guarita a novembre.
Se sto scrivendo non sono morto e ho fatto una sola scatola di Augmentin…….
Anche se non sono dottore capisco quando mi prendono per il culo.
Oler22
Oler22
si sarà mica sciacquato la ferita con la stessa borraccia che hanno prestato a Rude????
Riki174
Riki174
Finalmente un commento degno di essere polliciato 🙂
D-Lock
D-Lock
si sarà mica sciacquato la ferita con la stessa borraccia che hanno prestato a Rude????

Lol. Che poi si scoprì essere la stessa borraccia con la quale si era sciacquata la bocca la Pezzo dopo aver fatto contento il fidanzato.
Alla fine è un complotto globale dei produttori di borracce.

Riki174
Riki174
Finalmente un commento degno di essere polliciato 🙂
drmale
drmale
evidentemente non hai a che fare con i commercialisti…se le dichiarazionifossero controllate nel dettaglio si troverebbero spessimo errori, per non dire sempre…te lo dico per esperienza…lo stesso vale per tutti i lavori con elevato livello di specializzazione…pensa solo che i rigori (roba facile) li hanno sbagliati i vari Maradona, Baggio, Ronaldo etc…chi dice di non aver fatto errori o non è mai stato controllato o non ha mai fatto un….nel giudizio ci vuole sempre il buon senso…e non fate i professoroni

Da marito di una commercialista e amico di diversi commercialisti, faccio fatica a capire il paragone. Comunque se un commercialista sbaglia, si piglia lui la sanzione, non ovviamente le tasse non pagate, che spettano comunque al contribuente.

drmale
drmale

bach7 ha scritto: se si è arrivati agli eccessi di divieti (su questa affermazione non concordo) è perchè in precedenza è totalmente venuto a mancare il buon senso e un minimo di raziocinio… ovvero perchè ci sono stati casi di atleti che hanno usato in maniera del tutto impropria, autolesionistica e a tratti criminale una moltitudine di sostanze medicinali (a volte sperimentali, altre volte per animali…). purtroppo è questo "l’ambiente", e quindi a mio parere il sistema dei controlli, e delle sanzioni andrebbe addirittura "incattivito"… non mi riferisco alla pena di morte (molto meglio colpire al portafoglio), ma il mio obiettivo sono quei soggetti chiamati a giudicare i casi… non è possibile credere alle storielle di positività per ingoio di sperma, o carne "trattata", o crema vaginale, o tortellini ecc ecc è uno schiaffo all’intelligenza! è proprio questa totale mancanza di credibilità che spinge a credere che chi arriva d’avanti sia dopato. per risolvere il problema c’è bisogno quindi che tutto il sistema sia credibile. Clicca per allargare… E’ un opinione che rispetto. Però non spiega perché nel ciclismo e in altri sport a biglietto 0, ci sia una vera e propria persecuzione antidoping, mentre in molti e assai famosi sport no. Nel calcio, nel basket e nel rugby mancano i controlli, non credo invece che manchi l’uso di sostanze, che aumentano reattività, potenza, forza e resistenza. Ma davvero crediamo ancora alla storiella che in quegli sport prevale il solo talento. Tutto lo sport professionistico si avvale di sostanze che… Read more »

mirc0
mirc0
l’illusione che dietro al più forte ci sia sempre una pillola

Non sempre, ma con una certa frequenza.
Basta fare un esercizio e verificare podi di tour e giro degli ultimi 15 anni e poi mettere una croce sui nomi coinvolti in faccende di doping.
purtroppo non è illusione.

mirc0
mirc0
Non so se ho mai fatto un errore professionale di questa portata e con queste conseguenze. Ma di certo se l’avessi fatto o lo facessi e mi dessero dell’incompetente me lo terrei, sarebbe il mio. Naturalmente vale anche per l’atleta che è responsabile a prescindere di quanto assume e per il team.

Immagina se ti sbagliassero a fare la dichiarazione dei redditi, perché il commercialista non aveva la capacità di controllare la legge in vigore, e ti si presentasse la Finanza a casa. Dopo di che, quando osservi che il commercialista non è stato capace, ti prendi del "moralista" :nunsacci:

Forse questo paese ha bisogno di un grosso bagno di realtà.

Secondo la versione ripoetata il medico ha curato il paziente nel modo migliore che riteneva opportuno.
L’obiettivo del medico è curare, non evitare sanzioni. non ha prescritto un farmaco che ha peggiorato la situazione clinica. Ricordiamo che è un medico volontario, non un medico sportivo di un team. Atleta e team hanno il compito e l’interesse di verificare se la terapia può essere idonea dal punto di vista disciplinare.

E in ogni caso quando si è sul campo errori se ne fanno … Questa è una realtà

mirc0
mirc0
E comunque il problema è che si guarda troppo sport e se ne fa troppo poco
Firmato: il LuogoKomunista :-)
drmale
drmale
Non sempre, ma con una certa frequenza.
Basta fare un esercizio e verificare podi di tour e giro degli ultimi 15 anni e poi mettere una croce sui nomi coinvolti in faccende di doping.
purtroppo non è illusione.

In questo caso non mi limitavo ai pro, e allo sport ma a ogni situazione della vita: "chiunque sia migliore di me, lo è perché ha degli aiuti". Questa illusione ci convince che il solo modo di emergere sia l’artificio. Purtroppo questa diffusa e illusoria convinzione porta alcuni a ritenere che anche la felicità passi attraverso un supporto chimico.
Analogo pensiero è quello di chi crede che evadere le tasse, o mettere in atto comportamenti opportunistici e sleali sia l’unica chiave per il successo professionale… E a competere lealmente neanche ci prova. In realtà questo è solo il paradigma dell’insoddisfazione.

D
doghy
Secondo la versione ripoetata il medico ha curato il paziente nel modo migliore che riteneva opportuno.
L’obiettivo del medico è curare, non evitare sanzioni. non ha prescritto un farmaco che ha peggiorato la situazione clinica. Ricordiamo che è un medico volontario, non un medico sportivo di un team. Atleta e team hanno il compito e l’interesse di verificare se la terapia può essere idonea dal punto di vista disciplinare.

E in ogni caso quando si è sul campo errori se ne fanno … Questa è una realtà

non sono medico per cui posso commentare solo a buon senso.
Ma non mi quadra molto

-bombare di antibiotici un atleta per una ferita talmente "grave" da vincere la gara stessa….

-da professionista non farsi qualche domanda su quali medicinali si sono assunti, se non altro prima di partecipare alle gare successive (se sono ad esempio un autista professionale lo so che se devo guidare la sera prima non mi posso tirare giu`20 negroni..un atleta professionista no?)

trovo in ogni caso molto interessante il commento rimportato da @marco , dove un medico sostiene, a mio avviso in maniera sensata, che in caso di aumento di infezione si prescrivono antibiotici ad ampio raggio, non si aumenta la dose di uno specifico….

mirc0
mirc0
Sulla terapia non mi pronuncio. Maes non è finito in ospedale per setticemia o altro e quindi il risultato medico è stato ottenuto. C’erano altre cure possibili e migliori da un punto di vista medico? Boh?

Non farsi domande su potenziale doping dei medicinali è un errore di Maes e del suo team. Non del medico volontario che nulla ha a che fare con il team di Maes.

Questo se vogliamo attenerci alla versione riportata.
Se entriamo nel campo dei sospetti possiamo pensare male di Maes, del team e del medico. Ma in questo caso non pensiamo ad incompetenza o scarsa professionalità.

mirc0
mirc0
Sulla terapia non mi pronuncio. Maes non è finito in ospedale per setticemia o altro e quindi il risultato medico è stato ottenuto. C’erano altre cure possibili e migliori da un punto di vista medico? Boh?

Non farsi domande su potenziale doping dei medicinali è un errore di Maes e del suo team. Non del medico volontario che nulla ha a che fare con il team di Maes.

Questo se vogliamo attenerci alla versione riportata.
Se entriamo nel campo dei sospetti possiamo pensare male di Maes, del team e del medico. Ma in questo caso non pensiamo ad incompetenza o scarsa professionalità.

D
doghy
Non farsi domande su potenziale doping dei medicinali è un errore di Maes e del suo team. Non del medico volontario che nulla ha a che fare con il team di Maes.

Questo se vogliamo attenerci alla versione riportata.
.

su questo concordo pienamente

sembola
@mirc0 il medico ha anche il dovere di informare adeguatamente il paziente… e non è stato in grado di farlo.

Ricapitolando, se è vero quanto raccontato abbiamo: una organizzazione di una gara che chiama un medico che non è a conoscenza della normativa antidoping , nemmeno gli fornisce una linea dati, dopodi che il medico ad una precisa domanda dà una risposta nel miglior dei casi non accurata e un atleta/team che non si preoccupano di verificare con uno specialista se sia tutto regolare o no. Così ad occhio direi che il giudizio iniziale espresso da Marco di "dilettanti allo sbaraglio" ci stia tutto.

Oppure tutta la vicenda è una copertura, ed allora il giudizio sarebbe tutt’altro.

Sent from my POT-LX1 using MTB-Forum mobile app

gibopeo
gibopeo
Come ho scritto anch’io, o parliamo di dilettanti allo sbaraglio (e mi riferisco all’atleta ed al suo team, non al medico che ricordo non era il medico della squadra e del doping era autorizzato a fregarsene dato che il suo unico obiettivo era curare il paziente nel miglior modo, almeno quello per lui migliore) oppure stiamo parlando di altro, ossia di una storiella inventata per giustificare l’uso di un diuretico, vietato dal regolamento antidoping.
Non esistono altre possibilità o attenuanti.
Commenti del tipo “si vabbè ma non ha effetto sulla prestazione” “beh ma se è una sostanza data dal medico della gara” “è stato spiegato il perché ed il come della somministrazione quindi potevano evitare la pena” ecc ecc denotano solo che non si è capito nulla di come funziona e deve funzionare l’antidoping, per essere giusto ed imparziale e soprattutto incisivo nel punire e disincentivare in modo efficace l’uso di sostanze proibite.
Ho lavorato per 8 anni nell’antidoping dei cavalli, soggetti che quindi nemmeno volontariamente assumono farmaci, quindi qualcosina ne capisco.
Qualsiasi storiella o scusa, arriva a posteriori e sarà usata nei tribunali. Sei positivo ad una sostanza proibita. Questo basta per squalificarti.
gibopeo
gibopeo
Come ho scritto anch’io, o parliamo di dilettanti allo sbaraglio (e mi riferisco all’atleta ed al suo team, non al medico che ricordo non era il medico della squadra e del doping era autorizzato a fregarsene dato che il suo unico obiettivo era curare il paziente nel miglior modo, almeno quello per lui migliore) oppure stiamo parlando di altro, ossia di una storiella inventata per giustificare l’uso di un diuretico, vietato dal regolamento antidoping.
Non esistono altre possibilità o attenuanti.
Commenti del tipo “si vabbè ma non ha effetto sulla prestazione” “beh ma se è una sostanza data dal medico della gara” “è stato spiegato il perché ed il come della somministrazione quindi potevano evitare la pena” ecc ecc denotano solo che non si è capito nulla di come funziona e deve funzionare l’antidoping, per essere giusto ed imparziale e soprattutto incisivo nel punire e disincentivare in modo efficace l’uso di sostanze proibite.
Ho lavorato per 8 anni nell’antidoping dei cavalli, soggetti che quindi nemmeno volontariamente assumono farmaci, quindi qualcosina ne capisco.
Qualsiasi storiella o scusa, arriva a posteriori e sarà usata nei tribunali. Sei positivo ad una sostanza proibita. Questo basta per squalificarti.
drmale
drmale

sembola ha scritto: @mirc0 il medico ha anche il dovere di informare adeguatamente il paziente… e non è stato in grado di farlo. Ricapitolando, se è vero quanto raccontato abbiamo: una organizzazione di una gara che chiama un medico che non è a conoscenza della normativa antidoping , nemmeno gli fornisce una linea dati, dopodi che il medico ad una precisa domanda dà una risposta nel miglior dei casi non accurata e un atleta/team che non si preoccupano di verificare con uno specialista se sia tutto regolare o no. Così ad occhio direi che il giudizio iniziale espresso da Marco di "dilettanti allo sbaraglio" ci stia tutto. Oppure tutta la vicenda è una copertura, ed allora il giudizio sarebbe tutt’altro. Sent from my POT-LX1 using MTB-Forum mobile app Clicca per allargare… Non credo che un medico abbia di default idea dei farmaci dopanti per il ciclismo enduro, salvo sia uno specialista del settore, come un rarissimo medico sportivo. Inoltre, fuori dall’Italia non so, ma in Italia trovare un medico di gara è già una bella impresa. Impossibile trovare uno specialista, perché o non te lo puoi permettere o non ha voglia di rompersi a venire a una gara. Non puoi usare un dipendente della PA, cioè di un qualsiasi ospedale o ambulatorio pubblico, perché c’è una norma del ’92, ad opera del doctor subtilis, che lo vieta. Ti rimangono i neolaureati neoiscritti all’albo, in attesa di entrare in specialità, e da li in poi non possono accettare incarichi privati, oppure… Read more »

Z
ZAZZI
L’ho già detto in un altra discussione per l’ennesimo caso di doping (ormai sono centinaia i casi), quando si interviene iniziando a "spaccare" il capello in quattro, per giustificare-in qualche modo- l’accaduto: spesso e volentieri con motivazioni "sgangherate" dietro, c’è solo una malcelata giustificazione dell’uso di sostanze dopanti. Almeno avessero il coraggio di sostenerlo pubblicamente!
bach7
bach7

drmale ha scritto: E’ un opinione che rispetto. Però non spiega perché nel ciclismo e in altri sport a biglietto 0, ci sia una vera e propria persecuzione antidoping, mentre in molti e assai famosi sport no. Nel calcio, nel basket e nel rugby mancano i controlli, non credo invece che manchi l’uso di sostanze, che aumentano reattività, potenza, forza e resistenza. Ma davvero crediamo ancora alla storiella che in quegli sport prevale il solo talento. Tutto lo sport professionistico si avvale di sostanze che aumentano e alterano le prestazioni. Sostanze dannose come tutti i farmaci, che andrebbero presi a ragion veduta, e non fin dalla prima infanzia distribuiti come caramelle. Dalla porzione di obelix, alle noccioline di super pippo, agli integratori per aumentare la memoria, la concentrazione, fino ad arrivare ai farmaci, spesso dopanti, per lenire il prurito delle punture di zanzare, è presente la cultura della pastiglia magica. Il doping non è altro che la prosecuzione della logica c’è una pillola per tutto: studiare di più, essere più resistenti ai ‘virus’, dimagrire, far crescere i capelli, battere gli altri nello sport e guarire dalla malattia dell’agnello. Clicca per allargare… anche io sono convinto che in tutti gli sport l’uso di sostanze proibite sia più o meno diffuso. e probabilmente la "scorciatoia" (fare la stessa cosa con meno fatica, sopravanzando i nostri competitori) è sempre la prima opzione che il nostro cervello valuta (una sorta di lascito di quando dovevamo procurarci il cibo agli albori della nostra specie). se… Read more »

sembola

drmale ha scritto: Non credo che un medico abbia di default idea dei farmaci dopanti per il ciclismo enduro, salvo sia uno specialista del settore, come un rarissimo medico sportivo. Inoltre, fuori dall’Italia non so, ma in Italia trovare un medico di gara è già una bella impresa. Impossibile trovare uno specialista, perché o non te lo puoi permettere o non ha voglia di rompersi a venire a una gara. Non puoi usare un dipendente della PA, cioè di un qualsiasi ospedale o ambulatorio pubblico, perché c’è una norma del ’92, ad opera del doctor subtilis, che lo vieta. Ti rimangono i neolaureati neoiscritti all’albo, in attesa di entrare in specialità, e da li in poi non possono accettare incarichi privati, oppure in attesa di entrare nei corsi per MMG, dopo anche in questo caso vige l’interdizione. Non credo proprio che tra questi, salvo le eccezioni, ci sia una specifica competenza della complicata normativa relativa alla sterminata farmacopea interdetta. Clicca per allargare… giusto, ma allora all’atleta non dici "per quanto ne so il farmaco xyz non è dopante" ma "non lo so, ma lo ritengo necessario". Nel mio lavoro, che è infinitamente più semplice e dove le conseguenze di un mio errore sono incomparabilmente meno gravi, se mi viene chiesta una cosa che non conosco (magari perché estremamente specialistica) alzo le mani: se posso suggerisco la fonte informativa o l:esperto specializzato a cui rivolgere la domanda, ma non tiro ad indovinare. Detto questo, voglio chiarire che il medico non va… Read more »

drmale
drmale

sembola ha scritto: giusto, ma allora all’atleta non dici "per quanto ne so il farmaco xyz non è dopante" ma "non lo so, ma lo ritengo necessario". Nel mio lavoro, che è infinitamente più semplice e dove le conseguenze di un mio errore sono incomparabilmente meno gravi, se mi viene chiesta una cosa che non conosco (magari perché estremamente specialistica) alzo le mani: se posso suggerisco la fonte informativa o l:esperto specializzato a cui rivolgere la domanda, ma non tiro ad indovinare. Detto questo, voglio chiarire che il medico non va messo in croce, non sarà stato all’altezza della situazione ma l’inadeguatezza dell’atleta e del team è ancora peggio. Sempre che le cose siano andate come riferite, naturalmente. Sent from my POT-LX1 using MTB-Forum mobile app Clicca per allargare… Hai perfettamente ragione, il tema di cui parli dovrebbe diventare il focus di chi si occupa di deontologia medica da un lato, e di teoresi scientifica dall’altro. Il problema sta nel fatto che se la medicina non si farà affiancare (in realtà in alcuni paesi già è così ) dall’Int, Art. saremmo sempre di più esposti all’errore. E la medicina generale, è già qualcosa il cui rapporto con il metodo scientifico è debole, per diversi motivi, il primo l’enorme quantità di trattamenti, il secondo una semantica (cfr semeiotica) dei sintomi che diventa sempre più articolata. Ci si sta rendendo conto che i sintomi sono un rebus complicatissimo, spesso vengono fraintesi, e i trattamenti, anch’essi vasti e con effetti secondari che alterano… Read more »

tostarello
tostarello
se un medico "nuovo" , che non conosce uno che fa gare ad alto livello, gli prescrive dei medicinali senza chiedere informazioni sulla sua vita, dovrebbe essere l’atleta stesso a chiedergli se può assumere i farmaci prescritti dovendo partecipare ad una gara, e magari chiederne poi conferma anche al medico del proprio team
Koroviev
Koroviev
Un atleta pagato e seguito da un (team) medico non va da un medico qualsiasi che non sia della squadra.
sembola
Un atleta pagato e seguito da un (team) medico non va da un medico qualsiasi che non sia della squadra.

sei in un posto nel mezzo del nulla. ti fai male. come fai ad andare dal medico della squadra se non è li? :spetteguless:

occhio che cmq è un problema che riguarda tutti i tesserati, anche quelli amatoriali…

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Koroviev
Koroviev
sei in un posto nel mezzo del nulla. ti fai male. come fai ad andare dal medico della squadra se non è li? :spetteguless:

occhio che cmq è un problema che riguarda tutti i tesserati, anche quelli amatoriali…

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Una fuga la si trova sempre purtroppo, onesta o no che sia.
Pazienza, a me piu di tanto il doping in se non da tanto fastidio quanto le scuse che si trovano :8-):

M
morci

sembola ha scritto: @mirc0 il medico ha anche il dovere di informare adeguatamente il paziente… e non è stato in grado di farlo. Ricapitolando, se è vero quanto raccontato abbiamo: una organizzazione di una gara che chiama un medico che non è a conoscenza della normativa antidoping , nemmeno gli fornisce una linea dati, dopodi che il medico ad una precisa domanda dà una risposta nel miglior dei casi non accurata e un atleta/team che non si preoccupano di verificare con uno specialista se sia tutto regolare o no. Così ad occhio direi che il giudizio iniziale espresso da Marco di "dilettanti allo sbaraglio" ci stia tutto. Clicca per allargare… L’errore è chiaramente del team di Maes. Al medico si può solo dire grazie per essere lì "a gratis". Pretendere anche che si impari la lista dei farmaci proibiti mi pare davvero una barzelletta. Certo, ha risposto in maniera ingenua quando gli hanno chiesto se secondo lui il farmaco poteva essere proibito, pensando solo agli aspetti di incremento della performance e non a quelli di "copertura" ma se non bazzichi in questo tipo di cose è normale che non ti venga in mente. Ciò detto l’errore è sicuramente veniale, si sono fidati del parere "a naso" del medico e non hanno fatto le dovute ricerche una volta tornati "sotto rete". sembola ha scritto: Oppure tutta la vicenda è una copertura, ed allora il giudizio sarebbe tutt’altro. Clicca per allargare… Fidati bene, se c’è l’UCI in mezzo e loro per primi… Read more »

sembola

morci ha scritto: L’errore è chiaramente del team di Maes. Al medico si può solo dire grazie per essere lì "a gratis". Pretendere anche che si impari la lista dei farmaci proibiti mi pare davvero una barzelletta. Certo, ha risposto in maniera ingenua quando gli hanno chiesto se secondo lui il farmaco poteva essere proibito, pensando solo agli aspetti di incremento della performance e non a quelli di "copertura" ma se non bazzichi in questo tipo di cose è normale che non ti venga in mente. Clicca per allargare… Consentimi di non essere d’accordo: anche nella mia attività lavorativa, che in caso di errore non è comunque foriera di conseguenze paragonabili, quando una cosa non la si sa non è consentito tirare ad indovinare o darla per scontata, e dubito che potrei sostenere che si è trattato di un "errore veniale". Quanto all’essere o non essere pagato, mi permetto di far presente che in molti sistemi giuridici non è un elemento scusante. In Italia basta che ci sia una competenza formale o sostanziale perchè si possa astrattamente configurare una responsabilità… morci ha scritto: Ciò detto l’errore è sicuramente veniale, si sono fidati del parere "a naso" del medico e non hanno fatto le dovute ricerche una volta tornati "sotto rete". Clicca per allargare… Errore da "dilettanti allo sbaraglio" comunque. Non parliamo dell’amatore che arriva nesimo, ma di un team professionistico. morci ha scritto: Fidati bene, se c’è l’UCI in mezzo e loro per primi abbassano i toni c’è da essere… Read more »

M
morci

sembola ha scritto: Consentimi di non essere d’accordo: anche nella mia attività lavorativa, che in caso di errore non è comunque foriera di conseguenze paragonabili, quando una cosa non la si sa non è consentito tirare ad indovinare o darla per scontata, e dubito che potrei sostenere che si è trattato di un "errore veniale". Quanto all’essere o non essere pagato, mi permetto di far presente che in molti sistemi giuridici non è un elemento scusante. In Italia basta che ci sia una competenza formale o sostanziale perchè si possa astrattamente configurare una responsabilità… Clicca per allargare… Lascia perdere il lato formale anche perché non credo che nessuno di noi due conosca a menadito le leggi della Nuova Zelanda. Il punto è che parliamo specialisti in medicina d’emergenza, di fior di professionisti che se dovessi pagarli da tariffario si mangerebbero da soli buona parte del budget. Quindi ringraziare che ci vengono e lasciare proprio perdere l’idea che ci capiscano di regolamenti. sembola ha scritto: Il fatto che la sanzione sia di soli tre mesi mi fa pensare che non ci fossero elementi oggettivi per giudicare falsa la versione dell’atleta e del team. Però non posso non ricordare i certificati predatati che volavano come coriandoli quando la TUE era obbligatoria solo per i pro… Clicca per allargare… Mah, da quella storia direi che fosse abbastanza chiaro se una ristretta cerchia di atleti aveva dei "santi in paradiso" e con le TUE ci giocava come gli pareva. Gli altri bastava che mettessero… Read more »

Tc70
Tc70
Comunque anche il gentil sesso non ne è immune…

sembola

Il punto è che parliamo specialisti in medicina d’emergenza, di fior di professionisti che se dovessi pagarli da tariffario si mangerebbero da soli buona parte del budget. Quindi ringraziare che ci vengono e lasciare proprio perdere l’idea che ci capiscano di regolamenti.

beh, a giudicare dall’intervento di un suo collega sul fatto che di tratti di "fior di professionisti" c’è chi ha dubbi.

Detto questo, è comprensibile che un’organizzazione si preoccupi che il medico di gara sia competente in. medicina d’urgenza. Un po’ meno che non si preoccupi che sia anche competente degli aspetti antidoping o che non gli fornisca un collegamento ala rete… per questo non voglio gettare troppo la croce sul medico, si sono comportati tutti in modo dilettantistico.

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sembola
Comunque anche il gentil sesso non ne è immune…

ma dai, poverina, gli sarà caduto nel sugo dei tortellini (cit.)

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